Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 11

Discussione: nuova pubblicazione sui TK Jager (in stampa)

  1. #1
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Aug 2010
    Località
    Vicenza
    Messaggi
    934

    nuova pubblicazione sui TK Jager (in stampa)

    segnalo che è in stampa una nuova pubblicazione relativa ai tiroler Kaiserjager
    la copertina che vedete è solo una bozza

    eccola prefazione:
    Prefazione all’edizione del 2014

    “Die Tiroler Kaiserjäger im Weltkriege 1914-1918 - Voll. I - II”, questa era l’intestazione originale dell’opera, un saggio a cura di Ernst Wisshaupt, edito nel 1936 dall’Alt-Kaiserjäger-Klub e stampato dalla casa editrice viennese Franz Göth. Vi si narrà la storia dei Kaiserjäger fino al termine della Grande Guerra. Il I° volume consta di 86 illustrazioni, con una mappa e vari schizzi relativi alle battaglie, analizzando gli eventi bellici c l’inizio delle ostilità fino alla campagna di Russia del 1915. Il 2° volume relaziona sui fatti che videro il reparto dei “KJ” impegnato sul fronte italiano: Monte Piano, Tolmino, Col di Lana, Valparola, Lagazuoi, Pordoi, Sesto, Sella del Sief, Forcella di Fontana Negra, Adamello, Monte Maggio, Monte Gusella, Priaforà, Monte Giove, Pasubio, Zugna Torta, Monte Cimone, Ortigara, Tagliamento, Piave, Grappa, Monte Sisemol, Monte Longara, Meletta, Canove, Monte di Val Bella, Col del Rosso, Monte Pertica, Monte Testo, Monte Corno, Coston, Monte Majo.
    In questo tomo finale un capitolo viene pure dedicato all'impiego delle formazioni d'assalto, in particolare su Monte Majo, Ortigara, Monte Rochette, Riva, Adamello, Carzano, Monte Piano, Costa di Salò, Prezzo nelle Giudicarie, Castelgomberto, Tondarecar, Badelecche, Meletta eMonte Val Bella.
    L’opera originale, ovviamente in lingua tedesca, termina con i ritratti dei comandanti dei reggimenti e con quelli dei decorati. In appendice la lista dei caduti appartenenti ai 4 reggimenti Kaiserjäger nel corso della guerra contro Italia, Serbia e Romania, un totale di 560 ufficiali e 13.940 soldati.
    Pagine cariche di storia, arricchite con dovizia di particolari dalla ricerca di Ernst Wisshaupt, che all’epoca della pubblicazione ricopriva il grado di maggiore, con incarico di “segretario archivista”. Un documento importante, che solo oggi vede la stampa in edizione italiana grazie alla scrupolosa traduzione di Giancarlo Fontana, mosso dal desiderio di conoscere direttamente come gli ex avversari del Regio Esercito ebbero a descrivere e vivere gli eventi della Grande Guerra sui nostri monti.
    Sua la scelta di elaborare il testo nella sola parte riguardante il settore bellico compreso tra Monte Ciove, Priaforà e Pasubio, poiché su questi luoghi egli ha da anni focalizzato gli studi sul primo conflitto mondiale.
    Il lavoro di Wisshaupt venne all’epoca definito “di assemblaggio”, giacchè sfruttava le fonti ufficiali relative al reparto in oggetto. È evidente che il materiale da cui attinse era di primordine, inedito e decisamente affidabile considerato che si trattava in larga misura di informazioni tratte dagli archivi reggimentali. Per il 1° Rgt TKJ rinnovò scrupolosamente il manoscritto del Tenente Rudolf Blaas. Per il 2° svolse ricerche in proprio grazie agli archivi e alla diaristica dei relativi protagonisti, per il 3° Rgt TKJ sfruttò il libro del Generale di Brigata Viktor Schemfil, infine per il 4° Rgt si rifece alle bozze scritte dal colonnello Erich von Preu. Potè inoltre contare sugli scritti del colonnello Oskar Teuber, verosimilmente il Cap Teuber più volte citato nel corso del libro.
    Se grande fu l’impegno del maggiore austroungarico, encomiabile possiamo definire oggi la traduzione di Fontana, vero cultore degli eventi bellici legati alle “sue montagne”, a quelle cime che da anni egli percorre, rievocando i fatti d’arme che vi si combatterono. La sua passione per le fonti archivistiche ha reso più completa la trasposizione in lingua italiana, offrendo al lettore una cronaca fedele di quanto avvenne tra le trincee a lungo contese durante la cosiddetta “offensiva di primavera”, fino alla firma dell’armistizio e nei campi di prigionia, nella lontana Puglia, dove si infranse l’orgoglio nazionalistico dei “cacciatori del Kaiser”.
    Un reparto di fanteria ben degno di rappresentare la tradizione militare austroungarica, dalla manifesta fedeltà all’Imperatore, con effettivi reclutati nei territori del Tirolo e del Vorarlberg. Dal 1° al 4°, i battaglioni Kaiserjäger subirono perdite ingenti su varie zone del fronte, lasciando in ogni settore d’impiego ampi cimiteri colmi di caduti. E questo volume ne racconta le gesta.
    Il testo tradotto oggi risulta interessante sotto vari aspetti, tra questi spicca ciò che a tutti gli effetti ci appare come una relazione accurata delle strategie messe in campo dallo stato maggiore imperiale per riuscire a superare la barriera naturale di valli e vette, al fine di sfociare nella Pianura Padana. I nomi dei reparti e relativi comandanti, le date delle varie azioni belliche, i luoghi di ammassamento e le direttive sugli attacchi attraggono indubbiamente lo sorico e il ricercatore di fonti, poiché l’nformazione si rinnova se offre il punto di vista di chi all’epoca dei fatti fronteggiava le linee italiane. Ma, tra le pagine che conducono alla pura delucidazione ed elencazione degli accadimenti, c’è anche la cosiddetta visione “dal basso”, cioè dal punto di vista del “piccolo soldato” di truppa, o del comandante di compagnia, introdotti si nell’immenso vortice di un conflitto mondiale, ma relatori, per singoli episodi, di isolati fatti d’arme che ai giorni nostri possiamo solo sfiorare rileggendo a stento le parole sbiadite delle steli scolpite sulle contese montagne.
    Da segnalare infine che il termine “Strafexpedition” appare forse per la prima volta proprio tra le righe di questo testo, nell’originale in lingua tedesca, laddove l’autore Ernst Wisshaupt introduce ai motivi che generarono il conflitto mondiale; qui si parla di spedizione punitiva verso la Serbia, “meritevole di essere castigata” per l'assassinio dell'erede al trono e della moglie e per la mancata consegna dell'assassino Gavrilo Princip. La definizione ricompare spesso nella letteratura storica italiana, quale luogo comune per definire l’azione da classificarsi più propriamente con “offensiva di maggio”. Diversamente, dunque, non risulta nella storiografia d’oltralpe che si sia classificato il tentativo di sfondamento nella primavera del 1916 come una punizione verso l’ex alleato. La guerra imperversava ormai da due anni e, per quanto gli estremi del voltafaccia italiano fossero noti a tutti i sudditi dell’imperatore, le motivazioni vanno cercate altrove, più razionalmente verso le ordinarie strategie dei comandi imperiali, tese a sfondare le linee nemiche sulle montagne, creando un nuovo fronte di difesa su creste e dorsali prospicienti la sottostante pianura. Da lì sarebbe stato più agevole pianificare le successive battaglia sul Veneto, ricco di rifornimenti con cui alimentare la macchina bellica operante a centinaia di chilometri dai già provati depositi militari.
    Giovanni Dalle Fusine

    e un pezzo del testo estrapolato dalla testimonianza di un TKJ:
    Pasubio, 9 ottobre 1916
    “Alle 7 del mattino la giornata si presentava bella e soleggiata, sul Dente c’erano i comandanti di plotone ed i loro collaboratori proprio per ricevere gli ultimi ordini. Improvvisamente cominciarono a cadere pesanti granate che diedero inizio alla sanguinosa danza. Gli uomini di guardia furono ritirati per non esporli ad inutile massacro. Soltanto nelle retrovie rimasero fuori alcuni uomini sulle ali destra e sinistra. Dalle cime il nemico stava scaricando sui nostri avamposti un enorme fuoco di bombarde, mentre le trincee erano fatte bersaglio dalle granate dei grossi calibri. I collegamenti telefonici furono interrotti fin dalla prima esplosione e tentare una riparazione, in quell’inferno di fuoco, non solo sarebbe stato impossibile, ma anche inutile.
    Chi non ha mai visto l’effetto dell’artiglieria su un terreno di pietrisco e roccioso, non può immaginarlo. Mentre su terreni sabbiosi e terrosi, come sul fronte russo, una granata pesante causa normalmente un imbuto profondo ed il suo effetto dirompente rimane più o meno limitato alle sue schegge, sul terreno a pietrisco causa una vera e propria pioggia di sassi che ne accentua di molto l’effetto.” Sten Viktor Oberguggenberger
    • Per poter visualizzare questa immagine devi essere registrato o fare il login


    • Per poter visualizzare questa immagine devi essere registrato o fare il login



  2. #2
    Utente registrato L'avatar di tonle
    Data Registrazione
    Dec 2010
    Località
    Milano
    Messaggi
    1,177
    bellissima e lodevole iniziativa Giovanni, e lo scrivo in quanto nipote di un Kaiserjaeger e frequentatore del Monte Maggio .... aspetto con ansia l'uscita del volume. Ciao, Paolo
    "se dan da bere al soldato, è per fregarlo o perchè è già spacciato ..." (Arturo Pérez Reverte, Il ponte degli assassini)

  3. #3
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Aug 2010
    Località
    Vicenza
    Messaggi
    934
    onore ai TKJ......e ai loro nipoti

  4. #4
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Mar 2009
    Località
    vicenza
    Messaggi
    1,815
    Bello Giovanni, aspetto una copia
    CERCARE REPERTI BELLICI E' UNA MALATTIA,UNA BELLISSIMA MALATTIA?

    CHIUDIAMO SEMPRE I BUCHI CHE FACCIAMO

  5. #5
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Aug 2010
    Località
    Vicenza
    Messaggi
    934
    aggiudicato JJ, con lo sconto ovviamente

  6. #6
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Aug 2010
    Località
    Vicenza
    Messaggi
    934
    ecco la copertina finale
    . si stampaaaaaaaaaaaaaaa
    • Per poter visualizzare questa immagine devi essere registrato o fare il login



  7. #7
    Utente registrato L'avatar di tonle
    Data Registrazione
    Dec 2010
    Località
    Milano
    Messaggi
    1,177
    mi piace molto .... bravo Giovanni. Paolo
    "se dan da bere al soldato, è per fregarlo o perchè è già spacciato ..." (Arturo Pérez Reverte, Il ponte degli assassini)

  8. #8
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Aug 2010
    Località
    Vicenza
    Messaggi
    934
    Citazione Originariamente Scritto da tonle Visualizza Messaggio
    mi piace molto .... bravo Giovanni. Paolo
    Grazie Tonle

  9. #9
    Utente registrato L'avatar di tonle
    Data Registrazione
    Dec 2010
    Località
    Milano
    Messaggi
    1,177
    appena comprato! Commovente il ricordo dei reduci austriaci che, a distanza di decenni, hanno continuato a ripercorrere le "loro" trincee sul Pasubio e bellissima l'ultima foto davanti al rifugio Papa. Libro consigliatissimo .... un saluto a tutti, Tonle
    "se dan da bere al soldato, è per fregarlo o perchè è già spacciato ..." (Arturo Pérez Reverte, Il ponte degli assassini)

  10. #10
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Aug 2010
    Località
    Vicenza
    Messaggi
    934
    Citazione Originariamente Scritto da tonle Visualizza Messaggio
    appena comprato! Commovente il ricordo dei reduci austriaci che, a distanza di decenni, hanno continuato a ripercorrere le "loro" trincee sul Pasubio e bellissima l'ultima foto davanti al rifugio Papa. Libro consigliatissimo .... un saluto a tutti, Tonle
    IL SECONDO VOLUME E' IN TRADUZIONE, A MIO DIRE SARA' MOLTO PIU' INTERESSANTE DEL PRIMO, ANCHE PERCHE' RIGUARDERA' ZONE MOLTO PARTICOLARI, tra cui Cimone, Altopiano sette comuni, e M. Grappa. Ci sono dei resoconti davvero toccanti e inediti sugli attacchi a paesini dei 7 Comuni, con citazioni di località amene, oltre che sulle classiche zone : Asiago, canove, cesuna, Valbella ecc ecc

Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Permessi di scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •