“NUOVO FIORE” D’ ITALIA
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Faremo il solco quadrato
in Nuovo Fiore d’ Italia
anno decimo quarto
a Fascibus restitutis.
Vendicato Toselli, debellata
l’ orda negra, fugati
i bianchi prossenèti
del Consiglio di Giuda,
provocato (indarno!) Santo Giorgio
protettore d’ Etiopia e di Britannia ;
fu salutare la nave
al tirannello d’ Africa,
al fuggiasco
burattino senza più storia.
O scimmia di Giugurta!
Giugurta in milionesimo, africano
senz’ Africa, padrone di schiavi ;
tu che avevi già tinto
di nerofumo la candida
Europa, si compie –
ché, con te, si dilegua,
da Nuovo Fiore, testarda
barbarie – l’ Italiana
Africa che si ricorda
dell’ implacabile Roma.
Africa noi ti teniamo.
Nuovo Fiore,
e per l’ anima verde
dell’ altipiano tra gli eucalipti
io ti canto. Ne palpiti
o Nuovo Fiore, trepidante
di cosa
udita dire: della potenza
e giustizia di chi ti ha doma –
onde, e a chi ti sormonta,
o selvaggia o montana,
cresci ; e sotto al cavallo
del Condottiero l’ infiori
e t’ allunghi. Alla forza
Legionaria t’ aggioghi.
Godi della vittoria
su te stessa
cui ti libera Roma.
Renzo Laurano



(Poesia pubblicata sul quotidiano “Il Giornale di Addis Abeba” nel 1936).
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