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Discussione: Offensiva Tedesca nelle Ardenne

  1. #1
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    Offensiva Tedesca nelle Ardenne

    L'Offensiva delle Ardenne nota anche come "controffensiva delle Ardenne" fu l'ultima grande offensiva tedesca sul Fronte Occidentale durante la seconda guerra mondiale


    Visto che la massiccia offensiva sovietica dell'estate 1944 si estinse nella Polonia orientale e la guerra ebbe una pausa. Adolf Hitler sollecitò l'idea di riaprire il fronte ad ovest. Tra le varie idee che vennero sottoposte, una emerse sulle altre e proponeva un attacco a tenaglia sulla 1ª Armata Statunitense del Generale Courtney H. Hodges, che era troppo allungata e sarebbe stata facile da circondare. Un'intera armata sarebbe stata isolata in un territorio abbastanza facile da difendere da eventuali contrattacchi.

    Nel settore dell'altipiano delle Ardenne, in Belgio, tenuto da 6 divisioni statunitensi appartenenti al V e VIII corpo d'armata, il comando tedesco riuscì ad ammassare 30 divisioni, circa 2.000 cannoni, 1.000 carri armati e quasi 1.500 aerei, posizionandoli lungo i 130 chilometri della linea d'attacco che andava da Monschau a Echternach. Questo enorme concentramento di truppe avvenne in gran segreto in un'area presidiata dalle forze alleate e fu realizzato in alcune settimane, senza l'utilizzo di mezzi meccanici (i cannoni furono trainati dai cavalli) grazie a spostamenti notturni su strade ricoperte di paglia, mentre il rumore dei panzer fu coperto da sorvoli a bassa quota di aerei sulle posizioni statunitensi e il rumore dei cingoli dalla paglia sparsa sulle strade che portavano al fronte. Un altro espediente che ebbe successo fu quello di puntare le fotoelettriche dell'antiaerea contro le nubi basse per dare una sorta di luna artificiale alle truppe attaccanti al momento dell'offensiva. Tutta l'offensiva però era penalizzata da una grave incognita: la carenza di carburante che penalizzava la Wehrmacht alla fine della guerra. Non era più la Wehrmacht della primavera del 1940 che aveva sbaragliato francesi e belgi attraversando in velocità* le Ardenne forte della sua superiorità* tecnologica. Questa "nuova" offensiva delle Ardenne avrebbe avuto successo solo catturando intatte le scorte di carburante del nemico e sperando che le condizioni meteo avverse continuassero a tenere a terra i velivoli della soverchiante potenza aerea alleata.


    L'offensiva Il 16 dicembre 1944, le forze tedesche attaccarono attraverso la foresta delle Ardenne in Belgio. A partire dalle 5.30 del 16 dicembre 1944 l'artiglieria tedesca martellò incessantemente per circa un'ora e mezza le postazioni della 1ª Armata Statunitense, cogliendola assolutamente di sorpresa; subito dopo entrarono in azione le divisioni corazzate guidate dai carri armati panzer che travolsero le prime linee statunitensi. Nei giorni successivi l'avanzata delle 4 armate tedesche sotto il comando del feldmaresciallo Model sembrò non conoscere ostacoli: le truppe germaniche penetrarono in tutti i settori per diversi chilometri, favorite anche dal maltempo che non consentì agli alleati l'utilizzo dell'aviazione.

    Il piano tedesco Wacht am Rhein ("Guardia sul Reno") per l'Offensiva Von Rundstedt era di dividere l'avanzata alleata, raggiungere la Mosa e quindi tagliare verso nord per assediare Anversa. Poiché il territorio era montagnoso e coperto da foreste, sembrava ci fossero poche possibilità* per un assalto corazzato in quel settore.
    Il caos tra gli statunitensi fu accresciuto anche dall'azione di piccoli gruppi di commandos tedeschi travestiti da statunitensi che, interropendo le comunicazioni, alterando la segnaletica stradale e compiendo azioni di sabotaggio di ogni genere provocarono gravi ritardi nei trasporti di truppe e un serpeggiante sospetto tra i soldati alleati. Dietro suggerimento di Hitler, trentatré soldati tedeschi che parlavano bene la lingua inglese si infiltrarono guidati da Otto Skorzeny . I primi tre di questi guastatori catturati dagli statunitensi vennero giustiziati da un plotone di esecuzione statunitense il 23 dicembre. In seguito altri quindici di loro avrebbero subito la stessa sorte mentre gli altri quindici sarebbero tornati nelle linee tedesche.

    I primi giorni furono vitali e, anche se molte truppe statunitensi furono superate o si arresero, una resistenza inaspettatamente forte in alcune zone rallentò notevolmente l'avanzata tedesca.

    L'avanzata iniziale fu un perfetto esempio dell'efficacia del fattore sorpresa. Gli Alleati angloamericani consideravano la guerra oramai finita e non presero in minima considerazione le avvisaglie di un possibile "colpo di coda" di Hitler. Il Generale tedesco in carica dell'offensiva, Von Rundstedt inviò tutti i suoi ordini per la preparazione dell'attacco con staffette in motocicletta, e non via radio o tramite la macchina cifrante Enigma.

    Il piano iniziale tedesco prevedeva che l'attacco principale fosse svolto dalla 6ª Armata Corazzata delle SS di Sepp Dietrich (1ª Divisione Panzer SS "Leibstandarte Adolf Hitler", 2ª Divisione Panzer SS "Das Reich", 9ª Divisione Panzer SS "Hohenstaufen", 12ª Divisione Panzer SS "Hitlerjugend") e supportato da unità* commandos travestite da soldati statunitensi guidate da Otto Skorzeny. Il 16 dicembre, inizio dell'offensiva, l'impraticabilità* delle strade e gli ingorghi bloccarono sulle basi di partenza a nord ovest di Losheim molte unità* della 6ª Armata e solo un distaccamento corazzato della "Leibstandarte" guidato dal tenente colonnello (Obersturmbannführer) Joachim Peiper riuscì a spingersi in profondità* per rimanere però, dopo alcuni giorni, tagliato fuori dai rifornimenti e costretto a ripiegare dopo aver abbandonato tutti i veicoli per mancanza di benzina.

    Un successo ben maggiore lo ottenne invece la 5ª Armata Corazzata della Wehrmacht di Hasso von Manteuffel, che in origine era destinata a svolgere solo un compito di copertura e supporto all'attacco delle unità* SS di Sepp Dietrich a nord. Dalle sue basi di partenza sullo Schnee Eifel le unità* della 5ª Armata tedesca sbaragliarono due divisioni di fanteria statunitensi, la 28ª e la 106ª Divisione di fanteria, catturando migliaia di prigionieri e puntando verso ovest. Su ordine del Comandante in capo alleato, gen. Eisenhower, tutte le forze disponibili vennero fatte convergere nella zona per supportare il settore attaccato, mentre anche l'82ª e la 101ª Divisione Aviotrasportata si mobilitarono e raggiunsero rispettivamente Houffalize (al centro del fronte d'attacco tedesco) e Bastogne, fondamentale nodo stradale della regione. Nel frattempo però l'avanzata tedesca continuava. Nel periodo 19 - 22 dicembre, la 5ª Armata Corazzata della Wehrmacht di Hasso von Manteuffel conquistò Houffalize a scapito della 82ª Divisione Aviotrasportata statunitense. Il 21 dicembre le forze tedesche circondarono completamente anche Bastogne, difesa dalla 101ª Divisione Aviotrasportata. Quando il Generale Anthony McAuliffe comandante della 101ª, venne svegliato dall'invito tedesco ad arrendersi, pronunciò in risposta un monosillabo che è stato variamente interpretato e che era probabilmente irripetibile. Ad ogni modo, non c'è disaccordo su quello che scrisse sul foglio consegnato ai tedeschi: "NUTS!" ("col cavolo!")[1], che dovette essere spiegato sia ai tedeschi sia agli alleati non statunitensi.

    La pressione tedesca su Bastogne continuava, il perimetro difensivo statunitense si restringeva sempre di più e i rinforzi alleati tardavano ad arrivare. Fu allora che il generale Patton comandante della 3ª Armata statunitense propose di far ruotare tutta la sua armata di 90° gradi (in quel momento era schierata nel settore sud del fronte a fronteggiare la 7ª Armata tedesca) per giungere a dar supporto agli assediati di Bastogne da sud. Sembrava un piano folle, ma alla fine, anche grazie alla soverchiante disponibilità* di mezzi da parte alleata, ebbe successo.

    Per il 24 dicembre l'avanzata tedesca si era effettivamente fermata a breve distanza dalla Mosella, le truppe avevano distanziato le linee di rifornimento e la scarsità* di carburante e munizioni iniziarono ad essere critiche, anche per la 5ª Armata come era successo per la 6ª Armata Panzer SS di Sepp Dietrich. Il giorno successivo, unità* della 3a armata corazzata di Patton ruppero, dopo giorni di scontri continui, l'accerchiamento a Bastogne liberando la 101ª Divisione Aviotrasportata, anche se i tedeschi continurono ad avanzare arrivando fino a raggiungere la Mosa e Dinant.

    Il miglioramento delle condizioni atmosferiche riportò in gioco la massiccia superiorità* aerea degli Alleati. Stormi di cacciabombardieri alleati falcidiarono le unità* nemiche che furono costrette ad indietreggiare. I tedeschi si ritirarono da Bastogne il 13 gennaio.

    Una volta che l'offensiva era iniziata i tedeschi dovettero affidarsi nuovamente alle loro radio, e l'Intelligence ebbe grande influenza nel permettere agli alleati di individuare e distruggere le unità* tedesche.

    La battaglia fini ufficialmente il 27 gennaio 1945.

    Gli statunitensi persero 75.522 uomini (uccisi, feriti, dispersi o catturati), i britannici ne persero 1.408 e i tedeschi 67.675.

    Le perdite tedesche furono critiche nel ridurre la durata della guerra, uomini e materiali vitali ed insostituibili erano stati sprecati in poche settimane. Von Rundsted stesso, interrogato più tardi definì la controffensiva "una seconda Stalingrado" (anche se questa frase non è accertata). Comunque rimane un dato di fatto che, se utilizzate bene, le truppe tedesche sapevano mettere gli anglo-americani sull'orlo della disfatta anche alla vigilia della fine della guerra e che contro gli 8.600 morti tedeschi ve ne furono oltre 17.000 anglo-americani.

    da wikipedia

  2. #2
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    Re: Offensiva Tedesca nelle Ardenne

    Sai, nonostante tutti dicano che quell'offensiva fu troppo ambiziosa nel suo obiettivo principale (Anversa), personalmente trovo che non c'è differenza a perdere 1000 carri armati tutti in un settore del fronte piuttosto che 100 lì, altri 200 laggiù e 350 dall'altra parte.
    Con il senno di poi quell'operazione non poteva riuscire comunque perchè, oltre a considerazioni strategiche troppo ottimistiche, si basava anche su aspetti politici non veritieri: gli Alleati non si sarebbero mai azzuffati tra loro se il loro fronte fosse stato spaccato in due.
    Passo il tempo cercando gocce di storia, fili di verità e tracce di me stesso.

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