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Discussione: Operazione Cerberus: un'impudente prodezza

  1. #1
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    Operazione Cerberus: un'impudente prodezza

    Ringraziando tutti per il topic sulla Graf Spee, ne propongo un'altro di "superfice"...forse poco conosciuto ma spettacolare

    Il 22 marzo 1941, dopo aver effettuato nell'atlantico settentrionale una sortita combinata nella quale avevano affondato 22 navi mercantili alleate per un totake di 115.600 tonnellate, gli incrociatori da battaglia tedeschi Scharnhorst la sua gemella Gneisenausi rifugiarono senza essere notate nel porto francese di Brest, per fare eseguire le riparazioni. Ciascuno di essi aveva un dislocamento di 32.000 t., era armato con 9 cannoni da 280 mm e sviluppava una velocità* di massima di 31,5 nodi. Erano allora le 2 navi da guerra più importanti. non vi era nave britannica che essi non fossero in grado di superare in velocità* e potenza di fuoco: presto sarebbero state eclissate dalla Bismarck, la più grande unità* di superfice del mondo, ed Hitler era convinto che, una volta che fosse stat pronta per ad unisi alle 2 gemelle in altlantico, l'Inghilterra sarebbe ben presto stata costretta ad arrendersi per fame.
    Brest, comunque, non era un asilo troppo sicuro, tutt'altro. prima o poi avrebbero dovuto uscirne, e allora si sarebbero trovati la strada sbarrata dalla Home fleet, se avessero tentato di far ritorno in Germania attraverso il canale di Danimarca, e dalla forza H, di base a Gibilterra, se avessero deciso di andare a sud. Inoltre Brest era nel raggio d'azione dei bombardieri dell RAF. Una quindicina di giorno prima,a seguito delle spaventose perdite perdite inferte al naviglio inglese durante i 9 mesi precedenti e della dichiarata intenzione di Hitler di imporre un blocco navale alla Gran Bretagna , Churchill aveva ordinato alla RAF di concentrare i suoi sforzi sugli obiettivi collegati alla battagli nell'Atlantico. Quando fu confermata la presenza delle navi nel porto di Brest, esse divennero l'obiettico principale del comando bombardieri.
    Entrambe furono furono danneggiate da attacchi aerei nelle settimane seguenti, non in modo irreparabile ma abbastanza per trattenerle in porto. Lo Gneisenau fu colpito da un aerosilurante in un incursione suicidasul porto(tenente Kennet Campbell-22° gruppo, il migliore in aerosiluranti, Victoria Cross alla memoria) e lo Scharnhorst fu centrato da 5 bombe lanciate ad alta quota quando uscì per compiere prove di macchina a La Pallice. nel frattempo, il 1° guigno, ai 2 incrociatori, si era unito il "pesante" Prinz Eugen, compagno della bismarck.
    Tempo prima, aprile 41, informazioni clandestine pervenute alla resistenza francese avevano fatto sapere che pe 3 unità* si accingevano ad uscire dal porto:l'ammiragliato era convinto che, non essendo impegnate in operazioni nell'atlantico, la loro rotta più probabilesarebbe stata la Manica. Per quanto rischioso potesse apparire questo "forzamento", esso avrebbe evitato l'incontro con le maggiori unità* Britanniche, poichè l'occupazione tedesca dell'intero litorale del continente rendeva tali navi particolarmente vulnerabili agli attacchi aerei in questa zona.
    Come reazione alla minaccia di forzatura della manica, ammiragliato e ministro dell'aviazione studiarono un piano di operazioni combinate avente lo scopo di impedire agli incrociatori da battaglia di sfuggire indenni. Il piano , noto come operazione "Fuller", prevedeva continue ricognizioni aeree sopra Brestm diurne e notturne e lungo la manica per controllare i movimenti delle unità* tedesche , e attacchi coordinati da parte di forze aeree e navali leggere nel caso che il passaggio venisse tentato.
    Le forze navali britanniche al comando dell'ammiraglio Ramsay, con sede a dover, consisteva inizialmente in non più di 6 motosiluranti(MTB, motor torpedo-boats), alle quali si aggiunsero più tardi 6 cacciatorpediniere di Ramsgate e altri 6 di Harwich. Tuttavia la RAF, se avvertita tempestivamente dalla ricognizione aerea , sarebbe stata almeno teoricamente in grado di concentrare l'intera forza dei suoi 3 più importanti comandi, quello dei bombardieri, quello costiero e quello dei caccia, il che voleva dire circa 250 aerei delle 5 divisioni da bombardamento, tutti gli aerosiluranti e diverse centinaia di caccia.
    L'ammiragliato britannico riteneva che le navi tedesche, se e quando avessero compiuto il tentativo, avrebbero scelto per attraversare lo stretto di dover uno notte illune per evitare un attacco concentrato nel tratto in cui il canale si restringe e avrebbero approfittato dell'alta marea per ridurre il pericolo mine.perciò erano state predisposte misure perchè gli aerosiluranti inglesi, potessero trovere i loro obiettivi illuminati da razzi, e perchè anche le unità* di superfice andassero all'attacco nello sterro. I bombardieri non avrebbero operato nell'oscurità*ma vrebbero sferrato i loro atacchi nel punto più vicino allo stretto che le navi dovevano attraversare di giorno; nel caso che i tedeschi avessero tentato il passaggio diurno, ma un tentativo di passaggio in pieno giorno era considerato improbabile.
    il timore che le navi tedesche stessero per tentare una sortita si rivelò un falso allarme. Fu soltanto il 15 giugno che la proposta di tentare il passaggio fu avanzato proprio da Brest, dove gli equipaggi tedeschi erano sottoposti a bombardamenti quotidiani ma essa non fu approvata da Raeder. La sua obiezione principale fu che era impossibile aprire attraverso i campi minati britannici un varco abbastanza ampio da permettere una efficacia manovra per sfuggire ad eventuali azioni di siluramento.

    Hitler, ordina la sortita.
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  2. #2
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    Re: Operazione Cerberus: un'impudente prodezza

    scheda tecnica

    Tipo Nave da battaglia leggera / incrociatore da battaglia
    Classe classe Gneisenau

    Numero unità* 2(Scharnhorst)
    Costruttori Cantiere Deutsche Werke Kiel

    Ordine 25 gennaio 1934
    Impostazione 6 maggio 1935
    Varo 8 dicembre 1936
    Completamento
    Entrata in servizio 21 maggio 1938
    Proprietario
    Destino finale affondata per bloccare il porto di Gotenhafen il 23 marzo 1945
    fatta riemergere e demolita tra il 1947 e il 1951
    Caratteristiche generali
    Dislocamento standard: 31.500
    a pieno carico: 38.900 t
    Stazza lorda t
    Lunghezza 235 m
    Larghezza 30 m
    Pescaggio (a 37.303 t): 9,69 m
    Propulsione 3 turbine meccaniche Germania con riduzione singola
    3 eliche, 4,8 m di diametro
    15.893 CV
    Velocità* 30,7 nodi
    Autonomia 8.400 mn a 19 nodi (15.556 km a 35 km/h)
    Capacità* di carico
    Numero di cabine {{{numero_di_cabine}}}
    Equipaggio 1.669 (56 ufficiali, 1.613 marinai)
    Passeggeri
    Equipaggiamento
    Sensori di bordo
    Sistemi difensivi
    Armamento Nove cannoni da 280 mm in tre torri trinate
    Dodici cannoni da 150 mm in 4 torri binate e 4 torri singole
    14 cannoni AA da 105 mm in 7 torrette binate
    16 cannoni AA da 37 mm AA in otto affusti binati
    22 mitragliatrici AA da 20 mm in 3 affusti quadrupli e 10 affusti singoli
    6 tubi lanciatorpedini da 533 mm in due affusti trinati
    Corazzatura principale 350 mm
    Mezzi aerei 1 catapulta con 3 idrovolanti Arado Ar 196


    Tipo Incrociatore pesante Prinz Eugen
    Classe Hipper

    Costruttori
    Cantiere Krupp (Kiel)
    Matricola
    Ordine
    Impostazione 23 aprile 1936
    Varo 22 agosto 1938

    Entrata in servizio 1 agosto 1940
    Proprietario
    Radiazione {{{radiata}}}
    Destino finale Usato come bersaglio nel poligono dell'Atollo di Bikini, per i danni subiti fu successivamente affondato (1947)

    Dislocamento a vuoto 14475 t
    a pieno carico: 18400 t t
    Stazza lorda t
    Lunghezza 210 m
    Larghezza 21.9 m
    Altezza m
    Pescaggio 7.9 m
    Propulsione Turbine Brown Boveri a ingranaggi su 3 assi (132000 HP)
    Velocità* 33.4 nodi
    Autonomia 7,200 miglia marine (20 nodi)
    Capacità* di carico
    Equipaggio 1450
    Armamento 8 SK (SchiffKanone) da 20.3 cm (4 torri binate)

    12 SK 10.5 cm in barbette binate
    12 FlaK (FulgabwehrKanone) 3.7 cm
    12 FlaK 2 cm
    12 lanciasiluri 533 mm

    Corazzatura protezione verticale:70-80 mm , orizzontale 12-50 mm
    torri 70-105 mm
    Mezzi aerei catapulta 2 x Arado Ar 196
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  3. #3
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    Re: Operazione Cerberus: un'impudente prodezza

    Una settimana più tardi, il 22 giugno, Hitler attaccò la Russia; ma dopo averlo fatto incominciò ad avere timori per quel che riguardava il suo fianco sinistro settentrionale.
    Timori che crebbero fino all`ossessione, finchè, sul finire del 41m egli chiese che la nuova nave da battaglia Tirpitz fosse dislocate a Trondheim e che I 2 incrociatori da battaglia rientrassero per operare in Norvegia. Poichè le rotte verso nord erano bloccate dal grosso della flotta Britannica, essi dovevano passare attraverso il cnale della Manica.
    Il 12 giugno 1942, Hitler comunicò la sua decisione; se avrebbero subito ulteriori danni, e poichè sembrava ora impossibile che esse riuscissero mai ad uscire dall`atlantico, dovevano ritornare in Germania. L`unica alternative concessa dal furher era che le navi fossero disarmate; posto davanti ad una simile scelta, l`ammiraglio Ciliax, comandante degli incrociatori da battaglia, presentò un piano di massima dell`operazione. Le navi abrebbero lasciato Brest di notte, per essere scoperte il più tardi possible e sarebbero passate attraverso lo stretto di Dover di giorno, perchè così sarebbero state nelle condizioni migliori per difendersi dagli attacchi dei cacciatorpediniere e siluranti e sarebbe stato possible avvalersi pienamente del forte appoggio aereo che si sarebbe allora potuto ottenere. Hitler, pensando in quail difficoltà* si sarebbe trovato se fosse toccata a lui organizzare un`operazione del genere da un momento all`altro, dubitava che gli inglesi sarebbero stati in grado di reagire abbastanza in fretta per concentrare le loro forze. Il piano era stato ispirato inizialmente proprio da lui, quindi lo approvò.
    Per tutto gennaio gli inglesi non dminuirono la sorveglianza su Brest. I rapporti dei servizi d`informazione indicavano che le riparazioni delle navi erano quasi terminate e il 25 gennaio tutte e 3 furono fotografate, fuori dai posti di attracco, nel porto. Voli di ricognizione rivelarono un crescente numero di unità* di appoggio a brest e una concentrazione di e-boot in vari porti nella manica. L`attività* tedesca nella manica era in aumento e un cacciatorpediniere diretto a brest fu affondato da una mina Britannica, una delle mille e più disseminate nei punti più adatti lungo la probabile rotta delle navi, e si ebbe la notizia di un`inconsueta attività* negli aeroporti della Francia occupata. I britannici erano certi, tanto quanto può esserlo chi non dia egli stesso l`ordine di intraprendere un`azione, che le navi stavano per tentare un`uscita.
    Il 2 febbraio l`ammiragliato britannico diramò una valutazione della situazione nella quale si facevano ipotesi sull`urgenza dei tedeschi di trasferire le navi in un porto più sicuro:
    "la via più breve per le unità* tedesche passa per la manica..è perciò molto probabile che noi troveremo I 2 incrociatori da battaglia e l`incrociatore pesante con cannoni da 203, con 5 caccia grandi e 5 piccoli, in navigazione lungo la manica con una ventina di aerie da caccia che li sorvoleranno continuamente e con altri di rinforzo pronti per l`allarme." Dopo aver espresso l`opinione che non ci si poteva attendere che I bombardieri e I siluranti della RAF potessero danneggiare le navi in modo grave, il documento concludeva:"se e quando lasceranno Brest, il passaggio attraverso la manica sembra essere la rotta più probabile".
    Questa valutazione era infuenzata dalla convinzione che le navi avrebbero tentato la sortita nell`oscurità*, mente d`altro canto ammetteva che le forze britanniche non avevano nè l`armamento, nè l`equipaggiamento, nè l`addestramento necessario a contrastare il progetto tedesco.
    La direttiva del piano Fuller fu emanata il giorno dopo, si diramò un ordine che le forze d`attacco, si tenessero pronte così com`erano. In appoggio ai caccia e alle siluranti, 6 swordfish furono trasferiti a Manston, nel Kent, il 4 febbraio, e lo stesso giorno tutti gli aerei del comando bombardieri, salvo alcuni Whitley che erano considerati inadatti, fecero il carico di bombe e ricevettero l`ordine di tenersi pronti a decollare con un preavviso di 2 ore,. Il commando costiero aveva 3 gruppi di beufort che però erano dislocati un pò dappertutto: il 42à* si trovava a Leuchers(scozia) pronto per un possible attacco alla tirpitz, il 217°metà* dei suoi aerie erano nell`isola di Thorney, vicino Portsmouth, e l`altra metà*,per lo più equipaggi inesperti, a St Eval, Cornovaglia.
    L`8 febbraio lo scharnhorst e il prinz eugen erano in porto mentre lo gneisenau era all`ancora appena fuori dalla rada. Un volo di ricognizione inglese riuscì a segnalarlo, notò e fotografò diverse altre unità* minori. Era probabile che entro 48 ore le condizione sulla manica, situazione atmosferica, notte oscura senza luna, marea, divenissero favorevoli per una fuga, cosicchè I comandi britannici ritennero che la sortita sarebbe stata fatta tra il 10 e il 15 febbraio.
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  4. #4
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    Re: Operazione Cerberus: un'impudente prodezza

    Ottime foto e racconto come sempre.
    E' vero l'Operazione Cerbero non è molto conosciuta,infatti pur cercando in varie pubblicazioni solo su una ho trovato dove si parla (non diffusamente) di questo,sicuramente gli inglesi e i loro servizi segreti non fecero un'ottima figura.
    luciano

  5. #5
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    Re: Operazione Cerberus: un'impudente prodezza

    Ottimo topic con tante bellissime foto.

  6. #6
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    Re: Operazione Cerberus: un'impudente prodezza

    grazie grazie

    Il piano di fuga tedesco.
    I tedeschi ritenevano che se avessero abbandonato Brest di notte sarebbero passati inosservati; non avevano però tenuto conto dei radar di cui erano muniti gli aerie inglesi. Questi sicuri di poter accertare la partenza delle navi dal porto nell`oscurità* con la stessa facilità* che di giorno, presumevano che I tedeschi avrebbero scelto il perdiodo di oscurità*, per passare lo stretto. Cosicchè sia I piani degli uni sia quelli degli altri, erano viziati da un errore di base.
    Le 3 navi avevano effettuato esercitazione sui percorsi locali. Le interferenze per disturbare le stazioni radar costiere inglesi erano state iniziate al principio del mese ed erano continuate in maniera crescente , così che le massicce interferenze che si progettava di fare coincidere con la fuga, non destassero sospetti.
    Il colonello Adolf Galland, responsabile dell`appoggio aereo tedesco all`operazione, aveva a sua disposizione un totale di 280 caccia, in maggioranza Me-109 e Fw-190,e una trentina Me-110. La maggior parte dislocati intorno a le touquet, benchè vi fossero raggruppamenti minori a Caen e ad Amsterdam. Lungo l`intera rotta vi sarebbe stata una protezione costituita da un minimo di 16 a un Massimo di 32 caccia, in crescente aumento nello stretto.
    La rotta stabilita era stata dragata per eliminare le mine, e il convoglio sarebbe stato preceduto da dragamine, mente boe e navi picchetto sarebbero state dislocate nelle strette acque traditrici tra l`inghilterra e l`olanda per delimitare il percorso. La data della fuga fu fissata per la notte tra l`11 e il 12 febbraio, ma soltanto I comandanti e un piccolo numero di ufficiali di stato maggiore erano al corrente del vero progetto. Alle ore 14 dell`11 il servizio metereologico tedesco seganlò che un ondata di aria calda avanzava verso li isole britanniche, il che significava nubi basse e scarsa visibiltà* sulla manica.
    Tutto era pronto per quella che I tedeschi chiamavano operazione Cerbero.
    Le pattuglie da ricognizioni inglesi quell pomeriggio, per la prima volta in 48 ore, a riprendere le foto: vi si vedevano le tre navi nella rada principale, con sei caccia e un raggruppamento di unità* di scrota. 16 Wellington furono inviati a bombardarle. La scorta di cacciatorpediniere si era già* schierata all`ingresso del porto e la formazione stava per partire, cosicchè l`incursione provocò un ritardo nella partenza; ma gli equipaggi dei Wellington non videro nulla di tutto questo e non concentrarono nessun colpo. Finalmente le navi si disposero in formazione nella rada appena fuori brest alle 22:45, con più di un`ora di ritardo sull`orario preventivato.
    Un`agente della resistenza le vide partire ma non riuscì a superare il cordone di sicurezza tedesco per raggiungere la sua trasmittente.
    Il momento scelto per l`incursione dei bombardierifu la prima circostanza sfortunata nella catena di disavventure per gli inglesi. Il sommergibile Sealion era rimasto di vendetta all`uscita del porto fino alle 21,35 ma basandosi sulla certezza che fosse ormai troppo tardi perchè le navi potessero raggiungere lo stretto di dover nell`oscurità*, la vigilanza era stata sospesa per la notte. Se non fosse stato per il ritardo causato dai Wellington, la vendetta a bordo del sealion avrebbe avvistato la formazione nell`atto della sua uscita dalla rada.
    Anche un primo aereo Hudson della pattuglia Stopper. Che fungeva da tappo nella strettoia che costituiva l`ingresso al porto di Brest, avrebbe potuo individuare la navi se non fosse stata ritardata la partenza. Un secondi Hudson, negli ultimi 10 minuti di pattugliamento, passò a meno di 16 km dalla formazione tedesca, cioè a portata di radar ma nulla apparve sullo schermo perchè I primi apparecchi radar avevano di frequente un funzionamento difettoso.
    Le navi tedesche, come I geni delle leggende, erano sfuggite dalla bottiglia; la prima linea di sorveglianza era stata elusa.
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    " "Con simile gente si va in capo al mondo. Occorrerà frenarli, anziché sospingerli in battaglia"”

  7. #7
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    Re: Operazione Cerberus: un'impudente prodezza

    Posto una cartina stilizzata e le fasi.
    [attachment=0:2th3pmed]CARTINA.jpg[/attachment:2th3pmed]
    1° fase - la divisione tedesca si mette in formazione davanti a Brest alle 22.45 dell'11 febbraio 1942.
    Sfugge alla sorveglianza di tutte le unità* inglesi pattuglianti ed ha già* percorso 300 miglia, quando la RAF la scopre alle 11.09 del 12 febbraio.

    2° fase - alle 11.20 le navi diminuiscono la velocità* per attraversare i campi minati inglesi, ma alle 11.40 riprendono la massima velocità*.
    Alle 12.18 le batterie di Dover aprono il fuoco, poco dopo le motosiluranti di Dover eseguono un attacco, ma sono costrette a lanciare i siluri al limite di portata.

    3° fase - dopo aver atteso invano la scorta di 5 gruppi di Spitfire, Esmonde parte per l'attacco aereo con i suoi Swordfish e con 11 Spitfire alle 12.30.
    I suoi 6 Swordfish vengono abbattuti e soltanto 5 uomini si salvano, in quel momento le navi tedesche sono all'altezza di Ramsgate.

    4° fase - alle 14.31 lo Scharnhorst urta una mina, ma ne riporta lievi danni. L'ammiraglio Ciliax si trasferisce su un cacciatorpediniere.
    Lo Scharnhorst rimette in rotta ed esce a tutta velocità* dallo stretto di Dover.

    5° fase - alle 15.30 i cacciatorpediniere di Harwich scoprono le unità* tedesche ma non riescono a farsi sotto.
    Poco dopo arrivano i bombardieri d'alta quota ne deriva una mischia, ma le navi ne escono salve.

    6° fase - tutti gli attacchi e le azioni aeree sono ignominiosamente falliti, la divisione tedesca prosegue, ma la sera tardi lo Scharnhorst e lo Gneisenau incappano nelle mine, riuscendo tuttavia a raggiungere le loro basi.
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    luciano

  8. #8
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    Re: Operazione Cerberus: un'impudente prodezza

    La favola del genio che esce dalla bottiglia comincia a piacermi Alla via così!
    Homo homini lupus. Draco dormiens nunquam titillandus
    lo spirito di Cesare, vagante in cerca di vendetta, con al suo fianco Ate uscita infocata dall'inferno, entro questi confini con voce di monarca griderà "Sterminio", e scioglierà i mastini della guerra, così che questa infame impresa ammorberà la terra col puzzo delle carogne umane gementi per la sepoltura.

  9. #9
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    Re: Operazione Cerberus: un'impudente prodezza

    Altre due immagini
    [attachment=1:elx9w4k3]2222.jpg[/attachment:elx9w4k3]
    [attachment=0:elx9w4k3]3333.jpg[/attachment:elx9w4k3]
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    luciano

  10. #10
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    Re: Operazione Cerberus: un'impudente prodezza

    Bene, perfetto.

    Dopo aver doppiato la penisola di brest, le navi avrebbero attraversato la linea sorvegliata dalla seconda pattuglia. L`aereo incaricato di questo secondo pattugliamento subì però un guasto all`apparecchiatura radar e ritornò alla base. Non fu sostituito, in parte per la scarsa disponibiltà* di questo tipo di aereo al momento, in parte perchè la pattuglia "stopper" non aveva segnalato nulla, se ne concluse che, se le navi avevano salpato, dovevano oramai trovarsi un bel pò a sud della seconda linea di pattugliamento, nel qual caso sarebbero state intercettate dalla terza ed ultima zona di sorveglianza di fronte alla costa del Sussex. Ma l`aereo in messione in questa zona venne richiamato alla base per nebbia, per fortuna tedesca.
    L`ammiraglio Ramsay sostò a lungo in attesa, quella notte, al suo posto di commando nel castello di dover, ben convinto che gli avrebbero comunicato che le navi tedesche erano uscite. Nessuno gli aveva riferito delle soluzioni di continuità* tra le pattuglie aeree e la mezzanotte era passata quando, senza che gli fosse giunta notizia di avvistamenti, se ne andò a letto.
    Nel frattempo la formazione tedesca procedeva a tutta velocità*. All`alba era a Barfleur, a sud dell`isola di Wright; I primi caccia tedeschi cominciarono a sorvolarla in formazione. L`ammiraglio Ciliax, che si trovava a bordo dello Scharnhorst, era riuscito meglio di quanto avesse osato sperare nel piano di fuga da Brest senza farsi notare. Lui non lo sapeva ma le pattuglie diurne inglesi non si erano spinte più a sud della foce della Somme, cosicchè se il personale addetto al disturbo dei radar britannici avesse fatto bene il suo lavoro, era probabile che la formazione continuasse a passare inosservata per la maggior parte della mattinata.

    Già* alle 8.30 del 12 febbraio, venivano comunicate per telefono alla sala operazioni del coamndo caccia a Stanmore notizie di rilevamenti radar da parte degli aerei che incrociavano al disopra della manica e rapportavano di interferenze dovute alle condizioni atmosferiche,mentre le normali pattuglie di caccia riferivano di "attività* da parte di naviglio di superfice". Si pensò che si trattasse di qualche operazione di soccorso aeronavale e fu soltanto alle 10,20 che fu ordinate una ricognizione speciale.
    Ma come il commando costiero non aveva riferito le notizie sulla soluzione di continuità* nelle sorveglianza durante la notte, anche il commando caccia omise di trasmettere le informazioni sui rilevamenti radar, e sulle interferenze di disturbo e, in mancanza di queste informazioni, l`ammiraglio Ramsay, l`ammiragliato e il commando costiero furono d`accordo nel concludere che era assai improbabile che le navi uscissero dal porto per qual giorno.
    Le forze destinate all`operazione "fuller", ricevettero il "cessato allarme".
    Cos` per quasi 13 ore la formazione tedesca continuo a procedure lungo la manica, inosservata a indisturbata. La base dei beufort di st.Eval veniva rapidamente lasciata indietro, mentre I beufort di Leuchars non sarebbero arrivati prima delle 11,30. 3 dei beufort di Thorney island non erano armati di siluri ma di bombe , mente le condizioni del tempo sulla manica si mantenevano così cattive che era quasi impossibile effettuare il tiro con le bombe perforanti del commando bombardieri, avevano una quota ottimale minima di oltre 2000 mt. Perfino le unità* di superfice erano sparpagliate qua e la e non erano pronte; le motosiluranti di Ramsgate avevano sofferto gravi in uno scontro col nemico la notte precedente, mentre I caccia erano impegnatiin esercitazione nel mare del nord.
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    " "Con simile gente si va in capo al mondo. Occorrerà frenarli, anziché sospingerli in battaglia"”

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