Pagina 22 di 57 PrimaPrima ... 12202122232432 ... UltimaUltima
Risultati da 211 a 220 di 564

Discussione: Operazione Husky

  1. #211
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Mar 2008
    Località
    Sicilia
    Messaggi
    103

    Re: Operazione Husky

    Per quanto abbia capito io (non sono una cima in inglese), le tre salve furono sparate contro Scicli e non contro Modica. In effetti, dalla sua relazione, risulta che il col. Primaverile accettò la resa del suo 123° rgt costiero senza opporre resistenza, dopo aver ricevuto la proposta da un parlamentare la tarda mattina del 12 luglio. Oltre al centinaio di uomini del comando del 123°, si arresero anche i resti del 381° btg, delle due cp bers. del 542° btg e del XXVIII gruppo art. Nel complesso è verosimile che superassero i mille uomini.
    Riguardo alla resa di D'Havet, vi riporto ciò che scrisse lo stesso generale nella sua relazione, a partire dalle 8,30 del 12 luglio:
    Rientro al mio comando, tento telefonare a quello tattico ed a Scicli, ma le linee non funzionavano più.
    Poco dopo, viene da me introdotto un parlamentare canadese che mi avverte che il comandante la divisione chiedeva di far cessare la resistenza alla Sorda, altrimenti le artiglierie navali avrebbero distrutta Modica, inoltre, mi attendeva per trattare la resa.
    Da ciò arguisco che il nemico credeva che la consistenza della forza fosse assai superiore, se voleva trattare una resa che io prevedevo avvenisse già* il giorno precedente.
    Mando allora, in mia vece, il Capo di S.M.
    Io intanto compilo una situazione da inviare al Comando di C.A. col capitano Marino, vestito in borghese, perché sfuggisse alla cattura.
    Ritorna nuovamente il console Busalacchi e mi dice che tutto era crollato e chiedeva di essere autorizzato a darsi alla macchia. Lo ringrazio, bacio e congedo ma.....poco dopo è catturato.
    Il Capo di S.M. ritorna al comando e mi avverte che il comandante canadese voleva conferire personalmente con me.
    Lui era accompagnato dal Capo di S.M. della divisione nemica e da un tenente colonnello dei carri armati. Questi mi chiesero la pistola. Ma io gli risposi: "Se necessario, la consegnerò ad un generale mio pari grado o superiore". Acconsentirono.
    Alle 11,15 lascio, con loro, Modica (verso Pachino). Oltrepassato il Posto di Blocco di Villa Beneventano, incontriamo il generale Sir Oliver Leese, comandante del Corpo d`Armata, al quale vengo presentato.
    Mi chiede varie notizie militari alle quali rispondo che non mi sentivo autorizzato a rispondere.
    Io per contro gli domando d`avere l`onore delle armi perché con le sole mie forze, avevo per tre notti e quasi tre giorni tenuto fronte ad almeno tre divisioni corazzate.
    Mi risponde: "Vedremo", mi saluta e mi fa accompagnare dal comandante della divisione.
    Dopo una breve sosta presso il generale di brigata Conrad, sono condotto dal maggior generale Simond al quale ripeto la mia richiesta di avere l`onore della armi, dimostrando, a lui pure, la grande sproporzione fra le mie forze e le avversarie.
    Dopo aver radiotelefonato (evidentemente al generale Leese) ordina che mi sia lasciata la pistola.

  2. #212
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Aug 2008
    Località
    Catania
    Messaggi
    677

    Re: Operazione Husky

    Ciao Totino
    Lo sbarco a cui mi riferisco io è quello delle 22:30 del 13 Luglio di 400 uomini del 3° Commando coperti dalla nave HMS Prince Albert. sulla spiaggia di Agnone Bagni a 5 miglia dal ponte dei malati.
    Ho trovato in rete questo articolo che ho tradotto con un traduttore e ordinato in più ho cercato di integrarlo con il libro Bitter victory(non ho la versione in italiano) di Carlo D'este. Purtroppo ho prestato il libro assalto a 3 ponti dove Marcon parla della resistenza degli italiani e se non ricordo male del gruppo del Caporale Tropea........come sempre gli inglesi parlano solo dei tedeschi e in questo caso del gruppo Schmalz e del loro Tigre, che fu fondamentale per la riconquista.
    Questa operazione si può integrare all'operazione Fustian del 13 luglio che con il lancio dei parà* diavoli rossi doveva conquistare il ponte primosole.
    Sicuramente Montgomery aveva pensato a salvaguardare i 2 ponti che lo separavano da catania e eveva sottovaluato la resistenza degli italiani e dei tedeschi ignorando la presenza dei diavoli verdi.
    Per questo i gruppi dei parà* e dei commandos erano piccoli e non armati con armi pesanti, anche perchè si pensava che il grosso delle truppe sarebbe arrivato in pochissimo tempo........ma così non fu.

    Ponte dei Malati - 3 Commando Bridge. 14th/15th luglio 1943.

    In WW2, i ponti che hanno svolto un ruolo importante: - Kwai, Remagen, Toko Ri, Pegasus, ecc Primosole Questa è la storia di uno che è stato dimenticato.
    Tre chilometri a nord di Lentini vicino alla città* di Siracusa, l'isola di Sicilia, si trova il Ponte dei Malati. Oggi è ora su una strada secondaria, in ombra del nuovo ponte massiccio di cemento armato. Questo non era così nel 1943.


    Con il 13 luglio l'8 ° Armata sotto il comando del Generale Montgomery si sposta verso nord. L'intenzione era quella di spingere verso Messina e la punta di nord-est della Sicilia le forze dell`asse. L'ufficiale comandante del 3 Commando, Lt.Col. JFDurnford-Slater è stato convocato alla banchina a Siracusa e ricevere ordini dal generale Dempsey per catturare il ponte dei Malati sul fiume Leonardo. Montgomery aveva capito che questo ponte sulla strada principale a nord di Catania doveva rimanere intatto e nella mani delle forze alleate per garantire l`avanzamento della 50° divisione.

    Il 3° Commando è stato sbarcato a terra a nord di Augusta nel golfo di Agnone dalla nave HMS Prince Albert e seguendo la linea ferroviaria procedette verso ovest in direzione Lentini. Si era pensato che l'unica resistenza sarebbe da difensori italiani dispersi, ma subito il commando è contrastato dal 3 ° Battaglione del Reggimento Hermann Goering. Ciò significa che su tutta la strada verso il ponte vi è stata intensa lotta, ma il loro obiettivo è stato raggiunto dal 03:00 del 14 luglio.

    Gli italiani di guardia al ponte sono stati rapidamente sopraffatti e il ponte passò sotto il controllo britannico. Le difese che ostruivanoil ponte sono state rimosse e il commando ha ora il compito di organizzare il ponte fino a quando fosse arrivata la 50 ª Divisione. Questa è stata la rotta nord per l'8 ° Armata sud e per il ripristino dei rifornimenti dei tedeschi e la loro principale via di evacuazione verso nord, in modo che il Malati Bridge è diventato il fulcro di numerose battaglie. Un carro tedesco Mc VI Tiger è apparso non più di 200 metri(proveniente da Lentini) ed ha iniziato la sua battaglia a colpi di mitragliatrice pesante nei confronti del commando che erano intorno e sotto il ponte senza copertura. Un certo numero di uomini sono stati feriti e alcuni, tra cui Lt Tony Butler, che fu aggregato al 3° Commando dal Regimento Cavalleria nord irlandese , sono stati uccisi. Altre carri furono visti scendere lungo la strada con la 50a divisione non ancora in vista, dopo una breve discussione si è deciso che i restanti comandos si ritirernno nelle colline a est. Una volta che ci sono visti sotto un pesante fuoco fu ordinato di dividersi in piccoli nuclei un appuntamento sulla costa. Con grande difficoltà* la maggior parte ha raggiunto questo obiettivo, anche se alcuni sono stati catturati (solo per sfuggire alla loro rapitori poco dopo). Lt Butler e Lt Grotta insieme con altri quattro morti commandos, sono stati sepolti al ponte. Gli altri morti e feriti sono stati recuperati dalla zona circostante, il totale delle vittime da questa azione sono stati 153 tra morti, feriti e dispersi. Questa cifra potrebbe avere fatto l'operazione appare come un fallimento, ma il fatto che il ponte non è stato distrutto e la confusione che ha causato alle forze dell'Asse dal 3° Commando ha fatto sì che la 50a divisione Continuasse la sua corsa verso nord.

    Dopo la caduta di Catania, il generale Montgomery ha ordinato che fosse scolpita una pietra con "3 Commando Bridge" e questa pietra fosse cementata alle porte del ponte dei Malati.


    Il ponte oggi appare esattamente come ha fatto in una fotografia 1943, Montys pietra ancora in vigore e la grande casamatta di guardia alla fine. Permanere sotto il ponte (come Lt Butler e suoi compagni avevano fatto), in questa calda, soleggiata, tranquilla pomeriggio è stato difficile immaginare quelle giorno 62 luglio anni fa.

    Lt Butler e Lt Grotta sono sepolti fianco a fianco a Catania cimitero militare del Commonwealth. Altri agenti e gli uomini del 3 Commando sono sepolti a Siracusa cimitero militare del Commonwealth. Essi e quelli di Commando 3 (Esercito), che sono sopravvissuti non saranno dimenticati. C.H.
    .
    Ci ricorderemo loro.
    Nota:
    Per un conto in profondità* di questa azione vedere "Tempesta dal mare".
    di Peter Young (1989) Nuova edizione - Wren's Park 2002.

    -------------------------------------------------- -------------------------------------------------- --
    Questo articolo è dedicato alla memoria di Antonio Lt Danvers Cavendish Butler del nord irlandese a cavallo, Royal blindati Corpo e n. 3 Commando.
    Ucciso il 14 luglio 1943 di età* compresa tra 27.
    NUMMERI
    di Trilussa 1944
    Conterò poco, è vero, diceva l'Uno ar Zero
    ma tu che vali?Gnente!
    Sia ne l'azzione come ner pensiero rimani un coso voto e inconcrudente.
    lo invece, se me metto a capofila de cinque zeri tale e quale a te,lo sai quanto divento? Centomila.
    È questione de nummeri.E' quello che succede ar dittatore che cresce de potenza e de valore
    più so' li zeri che je vanno appresso.

  3. #213
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Apr 2007
    Località
    Sicilia
    Messaggi
    1,098

    Re: Operazione Husky

    Marco ti ringrazio davvero per le informazioni per me molto interessanti e dettagliate che fornisci.e grazie ancora per le belle foto.Spero di incrementare la mia conoscenza su quelle battaglie e sopratutto su quella combattuta per il ponte di primosole dove secondo quanto ho letto da qualke parte ci furono diversi scontri nel corpo a corpo.
    Ringrazio DdayDoger e Mimmo per l'interessante racconto del gen. d'Havet
    ... Oh si, credo che l'inferno di Satana sia nulla di fronte alla lotta sostenuta nella piana di Gela!
    T.Col. Dante Ugo Leonardi 34° rgt ftr Livorno[left:3plznhey][/left:3plznhey]

  4. #214
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Mar 2008
    Località
    Sicilia
    Messaggi
    103

    Re: Operazione Husky

    GRUPPO MOBILE "E"

    Nel testo "The battle of Sicily" di S.W. Mitcham e F. von Stauffenberg ho trovato un brano riguardante il gruppo mobile "E" che descrive l`operazione del 10 luglio contro gli americani, non limitato all`azione della compagnia corazzata del cap. Granieri, ma descrivente l`azione di tutto il reparto. Ciò non l`ho trovato in alcun testo in italiano. Pur non essendo bravo in inglese, ho tradotto le relative pagine. Gli autori hanno gonfiato la forza del gruppo mobile "E" sia in carri che in uomini. Esso, comandato dal t.col. Conti, aveva in forza la 1^ cp del 101 btg carri R35, la 2^ cp del 102° btg c/c da 47/32, la 4^ cp del 501° btg costiero, la 155° cp motomitraglieri, 1^ sez. della 326^ btr da 20 mm dell`Assietta e la 9^ btr da 75/18 del III gr. art. della Napoli, per circa 700 uomini. Dai testi e dai documenti letti, mi risulta che in totale il 101° btg R35 aveva 55 carri. Ogni compagnia era formata da 18 carri, di cui 5 per ciascuno dei 3 plotoni, 1 per il comandante di cp e 2 radio.
    Gli autori americano e tedesco descrivono ed ammettono il valore di questa piccola unità*.

    Il gruppo mobile "E" era una forza tattica della dimensione di un battaglione con circa quattro compagnie di fanteria motorizzata, una compagnia di cannoni anticarro da 47 mm, uno squadrone di motociclisti e due compagnie corazzate. Le unità* corazzate erano equipaggiate con circa trenta carri Renault-35 che i tedeschi avevano ceduto all`Italia dopo la resa della Francia nel 1940. Questi pesavano solo 10 tonnellate ed erano armati con cannoni da 37 mm. Inoltre, il gruppo mobile aveva sedici carri leggeri da 3 tonnellate ed alcuni Fiat della prima guerra mondiale, i quali erano pure leggeri. Certamente essi non erano all`altezza di affrontare i carri Sherman, ma gli Sherman erano ancora lontani dalla costa, a bordo di LST nel golfo di Gela.
    La colonna di sinistra del gruppo mobile "E" si mosse su una colonna di autocarri, seguita dai corazzati, alcuni pezzi d`artiglieria e alcune autoblinde. Essa procedeva verso Casa Priolo, circa un miglio e mezzo a nord dell`obiettivo americano "Y", l`incrocio della strada di Niscemi con la statale 115. Non si rendeva conto che stava cadendo in un agguato.
    Prima del giorno, il ten. col. Gorham, comandante del 1° btg del 505° rgt ftr paracadutista, si era impadronito delle spoglie e pietrose colline denominate Piano Lupo, dove aveva adunato una forza di quasi 100 uomini. La maggior parte dell`unità* di Gavin avrebbe dovuto lanciarsi su quel territorio, ma Gorham non se ne preoccupò. Egli voleva giocare le sue carte.
    "Naso Duro" Gorham era un militare duro, risoluto, eroico e autonomo. Abbastanza stranamente, egli aveva solo 28 anni e si era diplomato a West Point solo cinque anni prima. Dell`equipaggiamento lanciato e sparpagliato nelle campagne, riuscì a recuperare due mortai da 60 mm con cinquanta granate e tre mitragliatrici con seimila cartucce. Prima dell`alba, alcuni suoi uomini avevano conquistato un caposaldo italiano (una fattoria dalle spesse mura in pietra). Essi avevano ucciso quindici italiani e ne avevano catturati più di quaranta, oltre a venti mitragliatrici con quasi 500.000 colpi. Questa rappresentava la maggiore vittoria per quelle truppe paracadutiste armate leggermente. Gorham distribuì rapidamente le armi ai suoi uomini. Poi egli preparò un agguato sulla strada di Niscemi e aspettò qualcuno per sparare.
    A quel punto la colonna di sinistra del gruppo mobile "E" apparì. Immediatamente Gorham fece aprire il fuoco sugli autocarri, i quali contenevano due compagnie di fanteria italiana. Per qualche ragione il comandante del gruppo non aveva inviato i carri, così in terreno aperto i fanti, sorpresi, furono massacrati. L`uccisione continuò fino a quando gli italiani piazzarono un pezzo d`artiglieria fuori dal raggio di tiro della postazione americana. Appena il cannone iniziò a sparare, Gorham si ritirò verso Piano Lupo. Gli italiani corsero anche verso le colline e le raggiunsero per primi. Lì ricominciarono i combattimenti con i paracadutisti.
    Nello stesso momento, proveniente dalla spiaggia, dove aveva vinto una leggera resistenza, il 16° RCT era avanzato lungo la litoranea (SS 115) verso il previsto contatto con il 505° rgt a Piano Lupo. Esso arrivò alle 08.42 a.m., quando trovò una disperata battaglia in corso. Gli italiani avevano appena impegnato i loro carri, quando giunse il 16° RCT. Esso attaccò immediatamente gli italiani e chiamò la marina per un fuoco di supporto. Il cacciatorpediniere Jeffers rispose con diciannove salve dei suoi cannoni da 5 pollici. La fanteria italiana immediatamente si occultò a Piano Lupo e non avanzò oltre le colline, relativamente sicure.I venti carri, comunque, avanzarono attraverso la fanteria e spinsero indietro di un miglio il 16° RCT, quando caddero sotto il tiro dell`artiglieria navale americana. Due carri furono messi fuori combattimento, altri erano colpiti, e privi del supporto della fanteria il resto del reparto corazzato si sganciò, ritirandosi sulle colline a nord-est di Gela. Alle 11,00 a.m. il 16° RCT si collegò con i paracadutisti e li aiutò a cacciare la fanteria italiana da Piano Lupo.
    Nel frattempo, i rangers e i genieri a nord di Gela avvistarono la colonna di destra del gruppo mobile "E", circa 25 carri, avanzanti in una piana. Essi erano un obiettivo perfetto per i cacciabombardieri alleati, ma questi non apparvero nonostante le insistenti chiamate delle truppe di terra. L`aviazione si giustificò affermando che le richieste dovevano essere inviate almeno venti ore prima. Fortunatamente, la marina era più flessibile. Il cacciatorpediniere americano Shubrick bombardò i carri italiani più pesantemente possibile, con il tiro diretto da un punto d`osservazione della spiaggia. Tre carri furono sbalzati fuori strada, gli altri rallentarono la corsa. Poi nove o dieci di essi accelerarono ed alle 10,10 a.m. penetrarono nel perimetro difensivo americano di Gela.
    Non supportati dalla fanteria, i carristi italiani erano ovviamenti incerti su ciò che avrebbero potuto fare. Un gruppo eterogeneo di rangers, fanti e genieri li combatterono dalle cime dei tetti e dai vicoli con bazooka, dinamite, lanciarazzi, bombe a mano e cannoni anticarro da 37 mm. I carri italiani non potevano elevare molto i loro cannoni per sparare sui rangers, e le loro perdite furono alte. Alcuni carri furono danneggiati e due furono messi fuori combattimento nei 25 minuti di battaglia. Poi, alle 10,50 a.m., tutti i carri italiani sopravvissuti, meno uno rimasto indietro, si ritirarono verso le colline, bersagliati dai cannoni navali. Il solitario carro che era rimasto dietro si arrese.

    Se conoscete altre fonti che descrivono l`azione del G.M. "E", mi piacerebbe confrontarle.
    Buon Natale e Buon Anno

  5. #215
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Apr 2007
    Località
    Sicilia
    Messaggi
    1,098

    Re: Operazione Husky

    C'è da aggiungere che intorno alle 09.00, mentre il Ten. Di vascello C.G. Lewis volava su un aereo di osservazione scorse il braccio sx del Gruppo Mobile "E" a circa 5 km dall`incrocio con Piano Lupo, la cosidetta "Y" dove si incrocia la ss115 con la strada che a nord porta a Niscemi. Così alle 09.10 Lewis chiamò il cannoneggiamento navale del Boise.
    Un altro cannoneggiamento navale si ebbe per proteggere l`avanzata del 16° di Fanteria che avanzava verso l`incrocio per congiungersi con i parà* sulla strada per Niscemi e all`incrocio di Piano Lupo, la "Y". Altri cannoneggiamenti navali furono sparati da altre navi sugli italiani che avanzarono sempre su Piano Lupo.
    Per il braccio dx c'è da ricordare l'avanzata inarrestabile fin dentro Gela e anche l'eroico atto di eroismo del Ten. Angelo Navari di cui ho già* accennato nelle precedenti pagine, ed anche che " I carri sparavano senza fermarsi, facendo roteare le torrette e rovesciando proiettili su tutti i bersagli possibili, con un`audacia che destò l`ammirazione persino degli spericolati rangers" (Hugh Pond )
    E poi è da segnalare l'intervento dei " Bersaglieri della 155° compagnia al di là* del " funnucu i tavola" stavano per riconquistare la città*, ma la reazione del nemico fu durissima, scatenando l`inferno carbonizzandoli letteralmente".(N.Vicino)
    Sul Gruppo Mobile "E" il 10 luglio furono sparati 572 colpi dalle artiglierie navali.
    ... Oh si, credo che l'inferno di Satana sia nulla di fronte alla lotta sostenuta nella piana di Gela!
    T.Col. Dante Ugo Leonardi 34° rgt ftr Livorno[left:3plznhey][/left:3plznhey]

  6. #216
    Moderatore
    Data Registrazione
    Jan 2007
    Località
    Veneto
    Messaggi
    15,611

    Re: Operazione Husky

    Continuo a leggervi con molto interesse.
    Una sola parola, bravi
    luciano

  7. #217
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Aug 2008
    Messaggi
    300

    Re: Operazione Husky

    scusate x la ia assenza forata..lavoro .fisico a pezzi x stress ..e probl.con connessione
    allora operazione usky
    in questi giorni inviero' foto gell'epoca viste dall'alto zona simeto e quelle attuali di oggi e disegni.di ieri ed oggi e vediamo se riusciamo a cavarne qualche ragno dal buco..
    a prestooooooooooooo
    chi combatte può anche perdere - chi non combatte ha già perso

  8. #218
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Apr 2007
    Località
    Sicilia
    Messaggi
    1,098

    Re: Operazione Husky

    Di quanto la battaglia di Sicilia fosse stata combattuta duramente da entrambe le parti man mano che ci si addentrava sempre di più bastano i soli nomi di città* come Agira, Regalbuto, Catenanuova, Centuripe, Troina e via dicendo. Ci furono anche numerosi scontri corpo a corpo.
    Ad Agira ad es. " Al passaggio dei carri armati americani volavano cannonate dentro l'abitato, anche a Piazza Garibaldi dove si accendeva una violenta lotta corpo a corpo.
    Presso l'ufficio di acqua e luce stava fermo un tedesco diritto, immobile, altero, appoggiato al muro col suo fucile mitragliatore in mano, quando una raffica di mitra gli segava il ventre!
    Egli continuava a star fermo, diritto, immobile, altero, pur mandando sangue, essendo mortalmente ferito!
    Il canadese, che aveva tirato il colpo, al vederlo pallido e quasi vacillante, gli si avvicinava per il pronto soccorso, ma quello facendo cadere per terra la sua arma, lo afferrava fra le sue braccia erculee e lo stringeva come in una morsa, assestandogli alle reni il suo pugnale!
    I due corpi rotolavano pesantemente sulla gradinata del vicolo cairoli.."
    Da un libro del 1950 di G. Di Franco.
    ... Oh si, credo che l'inferno di Satana sia nulla di fronte alla lotta sostenuta nella piana di Gela!
    T.Col. Dante Ugo Leonardi 34° rgt ftr Livorno[left:3plznhey][/left:3plznhey]

  9. #219
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Aug 2008
    Località
    Catania
    Messaggi
    677

    Re: Operazione Husky

    Visto che più volte sui vari forum è stato fatto notare che da parte della letteratura inglese si tende a nascondere o attribuire ai tedeschi azioni di una certa abilità* bellica, relegando agli italiani il ruolo di quelli che si arrendevano, spinto da una serie di discussioni che si sono aperte con il post di alcune immagini sui paracadutisti italiani nel 1944 ho deciso di pubblicare due episodi legati all`operazione Husky, che Marcon spiega benissimo sul libro Assalto a 3 ponti, da cui io ho liberamente tratto i racconti.

    Il primo episodio parla di un attacco di 2 motosiluranti italiane alla Prins Albert la notte del 13 Luglio, durante l`operazione per la conquista del ponte dei Malati da parte del 3 commando.
    2 motosiluranti della 3° squadriglia di Messina, la MS63 del cap. corv. Pighini e la MS 71 del ten. Vasc. Ferrari salparono da riposto alle 10.30 con 10 arditi del II btg, da sbarcare nel siracusano a S. Panagia, con lo scopo di compiere atti di sabotagio dietro le linee nemiche.
    Arditi del dipendenti al 10 rgt e formato dalle cp 112, 113 e 120, al comando del magg. Marcianò, di stanza ad Acireale con il preciso scopo di compiere questo tipo di atti.
    Il caso volle che questa azione dall`11 fosse spostata al 13 luglio, permettendo, casualmente, l`incontro con la Prins Albert.
    Procedendo a 24 nodi le 2 unità*, poco prima dell`1:00, si trovarono a circa 10 miglia a largo di Agnone.
    Qui intravidero subito la sagoma della grossa nave inglese che scambiarono, per la particolare sagoma, per un grosso caccia.
    Pighi, nonostante la sua missione, rispettando la tradizione dei suoi mezzi decise per l`attacco:
    Dal rapporto della MS 63 si legge che Pighi, comunica a dritta la sagoma della nave, che identifica come supercaccia, con un solo fumaiolo.
    Comunica al 71 l`attacco e descrive da subito le manovre di contrasto della nave inglese che viaggia a moto lento.
    A 1200 mt fa uscire il primo siluro 533 da dx, che manca il bersaglio.
    Quindi rimesso in unteria fa uscire il secondo siluro 533 da sx che manca di pochi metri la poppa.
    Quindi decide per i 2 W200, quello di dx non parte e quello di sx viene evitato dagli inglesi accostando di prua.
    Contemporaneamente aveva lanciato la MS71, ma la manovra aveva evitato anche questo siluro.
    Non essendo stati individuati la 63 si ferma attendendo il secondo attacco della 71.
    Ma nel frattempo era stata avvistata una seconda unità*, più piccola di tipo Jervis(era il c. t. Tetcott), quindi la 71 decide di lanciare il 533 di sx verso questa unità*, da 800 mt.
    Quindi viene descritta un esplosione ma anche la reazione contro le MM. SS. Con granate e mitragliatrici, si notano, descrive, salve di 6-8 colpi calibro apprezzato 120 mm, quindi continua dicendo di mettere avanti massima e disimpegno.
    Qundi dava ordine alla 71 di continuare l`attacco fino all`esaurimento dei siluri e di incontrarsi all`alba a largo di taormina, visto che dato il ritardo l`azione di sbarco andava annullata.
    Anche se l`azione delle due MS non aveva avuto gli effetti sperati aveva ottenuto il ritardo dello sbarco della seconda ondata, che fu contrastato dai rinforzi che nel frattempo erano giunti sulla spiaggia.
    Su una nota si legge che gli inglesi parlano dell`episodio di un attacco di 3 MS e che il ct Tetcott ne avesse affondata una.

    Il secondo episodio invece parla dell`assalto degli arditi, per riconquistare il ponte primosole, tra la notte del 14 e il 15 luglio.
    Fino alle 21.30 gli arditi del 2btg, al comando del sott Donia, avevano perlustrato il Simeto, con le loro camionette.
    I Tedeschi che conoscevano bene le capacità* di queste unità* chiesero a Donia se poteva dargli una mano "alla loro maniera".
    Donia chiamò subito, al comando, e fece subito venire in prossimità* del ponte 3 pattuglie della 113 cp, ogniuna con 2 camionette ed un totale di 56 uomini armati di mitragliatrici, mitra, pugnali e tanto coraggio, da far invidia ai commandos.................l`unica differenza stava nel numero, gli italiani erano troppo pochi.
    Marcianò diete il comando al vice comandante il cap Paradisi. Alle 01:45, dopo l`azione preparatoria dei tedeschi, le camionette presero a percorrere il ponte a tutta velocità* piombando in un baleno sugli avversari, che se la dettero a gambe verso le retrovie a bivio Jazzotto.
    Marcianò nel suo rapporto descrive l`azione: le pattuglie dopo aver serrato sotto, lasciavano le macchine e si infiltravano sulle postazioni nemiche. M a alcuni colpi di mortaio provocavano la perdità* di 4 camionette, con il conseguente controattacco degli inglesi, che riusciva ad accerchiare gli arditi.
    Ma gli arditi, lottando come leoni, riuscirono a rompere l`accerchiamento, portando indietro le camionette supestiti, mentre gli arditi rimasti appiedati dopo un corpo a corpo ritornarono nelle loro file.
    Marcianò continua lodando il cap Paradisi che in una battaglia di 1hr e 40` aveva ridato il ponte ai tedeschi provocando numerose perdite agli inglesi.
    Ci furono 5 morti, di cui 2 ufficiali, 4 feriti e 16 dispersi, tra cui spiccano le medagli d`argento alla memoria al ten. Duse e all`ardito Maccarrone mentre al cap. magg D`amico e l`ardito Basso ebbero quella di Bronzo.
    Tra i sopravvisuti ebbero l`argento il cap Paradisi, i tenenti Taini e Friozzi, l`ardito Gironi, mentre il bronzo decorò il sott bartolozzi, il serg magg. Badalamenti, i serg. Olivati e Castoldi e gli arditi Furlan e Napolitano.
    Il battaglione ebbe il plauso dei Tedeschi ma gli inglesi lo hanno nascosto o in alcuni casi attribuito ai tedeschi..

    Marcon parla di costante inglese sulla campagna siciliana: gli arditi furono scambiati per tedeschi, le Moto siluranti, per la loro sagoma, con le Schnellboote tedesche mentre i RE 2002 del 5 stormo furono scambiati per FW90............intenzione o pregiudizio.
    NUMMERI
    di Trilussa 1944
    Conterò poco, è vero, diceva l'Uno ar Zero
    ma tu che vali?Gnente!
    Sia ne l'azzione come ner pensiero rimani un coso voto e inconcrudente.
    lo invece, se me metto a capofila de cinque zeri tale e quale a te,lo sai quanto divento? Centomila.
    È questione de nummeri.E' quello che succede ar dittatore che cresce de potenza e de valore
    più so' li zeri che je vanno appresso.

  10. #220
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Sep 2007
    Località
    Veneto
    Messaggi
    922

    Re: Operazione Husky

    Ciao a tutti.
    Complimenti per il topic
    mi permetto di segnale questo link ad un wargame x pc sull'operazione Husky a livello di battaglione-compagnia.

    buona visione
    marcuzzo
    http://www.hpssims.com/Pages/products/P ... icily.html
    Il mio avatar è la foto di Arthur Kueger, Feldwebel ferito a Stalingrado, mancato nel gennaio 2009

Pagina 22 di 57 PrimaPrima ... 12202122232432 ... UltimaUltima

Permessi di scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •