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Discussione: Operazione Husky

  1. #221
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    Re: Operazione Husky

    ottima integrazione Marcocougars...
    ciao
    Ciao
    digjo

  2. #222
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    Re: Operazione Husky

    Citazione Originariamente Scritto da digjo
    ottima integrazione Marcocougars...
    ciao
    Quoto
    ... Oh si, credo che l'inferno di Satana sia nulla di fronte alla lotta sostenuta nella piana di Gela!
    T.Col. Dante Ugo Leonardi 34° rgt ftr Livorno[left:3plznhey][/left:3plznhey]

  3. #223
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    Re: Operazione Husky

    voglio reaccontarvi ua storia di una strana coincidenza dll'operazone husky

    un giorno di circa 8 anni fa' conobbi un ex militare in difesa (di modica giuseppe di licodia eubea catania) nella zona belvedere augusta le batterie ricevettero un messaggio che nell'arco della serata ci sarebbe stato una azione di avio sbarco simulato
    tutti i pezzi caricarono a salve le batterie (solo nella zona interessata)
    si fece sera e ad un tratto in lonatanaza si udirono i rumori di motori d'aerei in avvicinamento a bassa quota
    subito scatto' l'allarme
    ma visto che si trattava di un addestramento erano caricate a salve
    all'avvicinarsi della costa per poi entrare in territorio italiano partirono i primi colpi di contraerea
    lo stupore fu' cosi alto quando gli addetti ai pezzi videro aerei che si scontrarono tra di loro e cercavano la fuga verso il mare
    rimasero sconcertati per l'accaduto e si sentirono in colpa gli artiglieri pensando ai poveri ragazzi ialiani che morirono quella notte nel cielo.
    ma ad un tratto una notizia li lascio a bocca aperta non erao italiani ma bensi' alleati
    fu' una delle prime volte che gli alleati provaro uno sbarco avio nella zona siracusana
    un mio amico esperto della marina e sub di professione e ricercatore storico della zona
    ha potuto documentare il tutto nelle acque circostanti con la sua macchina fotografica
    di alianti caduti in mare con il carico..... ed uno n particolare a capo murro porcu che cadde in mare e tuttora e' messo con la punta verso il basso a 20 mt di profondita'
    non conosco il punto preciso ma appena viene in sicilia chiedo le documentazioni di tutto
    visto che lui si trova in liguria a fare scava scava e servizio...
    ciao a tuttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
    chi combatte può anche perdere - chi non combatte ha già perso

  4. #224
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    Re: Operazione Husky

    ho sintetizzato il suo acconto anche peche' alcune frasi erano incomprensibili (siciliano troppo stretto) e nel raccotarlo era troppo eccitato che a poco ci rimaneva visto la sue eta'
    non pensavo che fosse accaduto una cosa del genere ma alcuni ex ragazzi mi confermarono la storia
    esistono tanti racconti fatti da popolazioni e paesani che non ci immaginiamo nemmeno che importanza abbiano dato alla storia e che non ci sono stati trasmessi
    una piccola comunicazione x marco cougars
    appena puoi passa dal bunker che ti do' materiale
    ciao a tuttiiiiiiiiiiii
    chi combatte può anche perdere - chi non combatte ha già perso

  5. #225
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    Re: Operazione Husky

    Gentili amici ed appassionati, vi scrivo per comunicarvi che avrei in progetto una nuova edizione del mio libro "La cresta a coltello", dopo aver fatto fruttare i documenti acquisiti presso gli uffici storici dello S.M.E. e dello S.M.A., ed aver ricevuto numerosi documenti, foto e cartine dagli USA e dal Regno Unito. La casa editrice non ha alcuna intenzione di investire sul mio libro, per cui stamperebbe a carico mio. Questo è il contratto che mi ha proposto:
    numero totale di copie 600
    numero copie a carico dell'autore 500
    prezzo di copertina 15,00
    costo totale a carico dell'autore 2.280,00
    Il comune di Castelfrentano ha richiesto 60 copie, ma sono troppo poche per ammortizzare la spesa ed io non saprei come vendere 500 copie, visto che la casa editrice ne metterebbe in vendita nelle librerie solo 100.
    Se volete aiutarmi, potete richiedere un libro (specificando 2^ edizione) alla Parisi Editore nel sito http://www.aped.it .
    I documenti utilizzati per scrivere questo saggio sono i seguenti:
    TESTI:
    ?, The History of the 51^ Highland Division
    ?, The History of the 157th Infantry Regiment
    ?, Middlesex Regiment 1755-1966
    AA.VV., Gli eserciti del XX secolo
    AA.VV., Soldati e battaglie (vol. 5°)
    Altamore Giovanni, Anni di lotta – Esperienze sindacali e municipali nel latifondo siciliano
    Attanasio Sandro, Sicilia senza Italia – Luglio-agosto 1943
    Caruso Alfio, Caltagirone e gli Alleati – Politica e società* 9 luglio 1943 – 25 gennaio 1944
    Fava Giuseppe, La ragazza di luglio
    Fergusson Bernard, The Black Watch and the King`s Enemies
    Francaviglia Fabrizio, La breccia nella "Festung Europa" – Sicilia 1943
    Greenhill Gardyne C., Life of a regiment
    Hanson W. Baldwin, Battaglie vinte e perdute 1941 – 1943
    Hopwood John Adam, History 1° Battalion – The Black Watch, 1939-45
    Marcon Tullio, Assalto a tre ponti – Da Cassibile al Simeto nel luglio 1943
    McGregor John, The Spirit of Angus
    Montalto Antonino, Eventi bellici in Sicilia nella seconda guerra mondiale
    Mowat Farley, Il reggimento – La storia del reggimento canadese che combattè dal `43 al `45 dalla Sicilia sino a Ravenna
    Nicolosi Salvatore, La guerra a Catania
    Pabel Reinhold, Porgi l`altra guancia
    Pagliaro Grazia, Giorni di Guerra in Sicilia (diario per la nonna: 9 maggio – agosto 1943)
    Russell D.F.O., 7th Black Watch History
    Santoni Alberto, Le operazioni in Sicilia e in Calabria (luglio – settembre 1943)
    Santoni Alberto, Museo storico dello sbarco in Sicilia
    Sgarlato Nico, La battaglia di Sicilia
    Sudano Orazio, Solarino nella seconda guerra mondiale
    Von Senger und Etterlin Frido, La guerra in Europa

    Archivio Comune di Vizzini: documenti vari.
    Archivio Ufficio Storico S.M.A.:
    Comando Aeronautica Sicilia, Memorie Storiche per gli anni 1936-1937-1938;
    Comando Nucleo Aeronautica della Sicilia, Relazione sullo stato di efficienza degli aeroporti, depositi, impianti vari;
    Comando Aeronautica Sicilia, Diari Storici 1940, 1941, 1942;
    Bollettino Ufficiale – Dispensa n. 5; Dispensa 43^ - onorificenze e ricompense;
    Cartella Incidenti Aerei.
    Archivio Ufficio Storico S.M.E.:
    Diario Storico-militare XVI Corpo d`Armata;
    Note sull`invasione e sulla difesa della Sicilia, Anno 1943, colonnello Ronco;
    Cartella 1427: allegato 59/2 (Relazione sulle operazioni svolte dalla colonna comandata dal colonnello Ronco tra il 10 e il 13 luglio 1943 nella marcia tra Palazzolo Acreide e Siracusa); allegato 59/4 (Stralcio relazione del generale Fiumara Rosario, comandante fanteria Divisione "Napoli" per gli avvenimenti dei giorni 9-10-11-12 luglio 1943 relativamente alla difesa di Palazzolo e Vizzini); all. 59/6, Relazione sullo svolgimento delle operazioni della 206^ D.C.; all. 59/7 Relazione avvenimenti del 122° rgt ftr costiero; all. 59/8, Relazione settore del 123° rgt ftr a Scicli; allegato 59/9 (Relazione sugli avvenimenti bellici nel settore costiero di Noto interessanti il 146° rgt costiero dal 9 al 15 luglio 1943); all. 59/10 Relazione del col. d'artiglieria Romeo Escalar; all. 59/11 Relazione sull'impiego del Gruppo Tattico sud; all. 59/12 (Relazione sulle operazioni di guerra svolte dal Gruppo Mobile "F" disclocato a Rosolini); all. 99 quater (Relazione sulle operazioni svolte nel settore del XVI C.A. dal giorno 10 al giorno 20 luglio 1943);
    Cartella 2124/A, 54^ Divisione di fanteria "Napoli" (relazione del gen. Gotti Porcinari sui fatti d`erme dei giorni 9-10-11-12-13 luglio 1943);
    Cartelle 2124/B e 1427, allegato 59/5, comando 76° rgt ftr Napoli (relazione del fatto d'armi dei giorni dal 10 al 15 luglio 1943);
    Cartella 2124/B Relazione del gen. D'Havet in data 1 dicembre 1945; Breve relazione su quanto fatto per la difesa di Vizzini.

    National Archives and Records Administration (USA): Report of Operation of 45th Infantry Division in the Sicilian Campaign.



    TESTIMONIANZE E MEMORIE dei signori:
    All`epoca
    ALTAMORE Giovanni contadino ventiduenne di Grammichele
    BURRONE Vito allevatore ventunenne
    CUNSOLO Giuseppe sergente maggiore del 75° rgt ftr
    CUNSOLO Sebastiano aviere del 107° Deposito
    GARRA Giuseppe bambino di Vizzini
    GIARDINELLI Luisa ragazza sedicenne
    GRAFFAGNINO Peter ufficiale medico dell`U.S. Army
    INTERLANDI Francesca ragazza sedicenne
    INSERRA Giovanni ragazzo quattordicenne
    IPPOLITO Carmela ragazza diciassettenne
    LO PRESTI Giuseppe bambino di 9 anni di Vizzini
    MALLUZZO Angelo sergente della contraerea del R.E.
    MERLO Giovanni contadino diciannovenne
    PATERNO` Salvatore ragazzo tredicenne
    SANGUEDOLCE Salvatore militare della "Napoli"
    TERLATO Giuseppe caporal maggiore dell`Assietta
    VERDEMARE Giuseppe seminarista
    VERDI Carmelo bambino di Licodia

    Avendo già* affrontato di tasca mia tre pubblicazioni, non mi sento di chiedere un altro sacrificio alla mia famiglia, considerato anche che la casa editrice non farebbe neppure un'adeguata distribuzione. Per cui, se raggiungerò un numero di richieste che dimezzi almeno la spesa, partirò con la nuova edizione, in caso contrario pazienza, il libro rimarrà* nel mio cassetto. Grazie dell'attenzione e ciao.

  6. #226
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    Re: Operazione Husky

    mimmo puoi dare qualche info tecnica?
    pagine, foto, n° capitoli argomentazione e soprattutto fatti inediti!!!!
    io penso che qua ci sono molti interessati, ma dovresti vedere con altre case e soprattutto enti e comuni.
    tienici agiornati
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    di Trilussa 1944
    Conterò poco, è vero, diceva l'Uno ar Zero
    ma tu che vali?Gnente!
    Sia ne l'azzione come ner pensiero rimani un coso voto e inconcrudente.
    lo invece, se me metto a capofila de cinque zeri tale e quale a te,lo sai quanto divento? Centomila.
    È questione de nummeri.E' quello che succede ar dittatore che cresce de potenza e de valore
    più so' li zeri che je vanno appresso.

  7. #227
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    Re: Operazione Husky

    "avevo un forte convincimento di raggiungere CATANIA entro la notte del 14; avendo un po` di fortuna Io sentivo che poteva essere possibile; Ma io dovevo avere fortuna"MONTGOMERY

    La battaglia del ponte primosole

    Tante sono state le convinzioni errate e quindi le scelte che hanno portato a fare dell`operazione Husky un operazione da dimenticare.
    Il fatto che in 3 giorni l`8 armata aveva raggiunto e quasi conquistato la roccaforte di Augusta, con poche perdite sul campo e una flebile resistenza, tolto qualche "enclave" come cozzo Telegrafo, aveva convinto Monty che poteva conquistare Catania entro il 14 luglio.
    Quindi avendo spinto gli americani ad occidente, con il colpo di mano di Vizzini, sentiva di aver già* vinto la gara per la presa di Messina.......ma..........
    Ma non aveva fatto i conti con quello che diventerà* il fulcro di tutta la campagna dell`8 armata britannica.....il ponte Primosole, un brutto ponte, che poi diventerà* il modello di tanti ponti costruiti dagli alleati durante la guerra, in ferro e lungo circa 300 m.
    A circa 10 km dalla città* portuale di Catania, con il suo importante aereoporto, e a 15 km da Lentini.
    Era attraversato, come lo è ai giorni nostri il nuovo ponte, dalla SS114, che da sud dal bivio Jazzotto arrivava al ponte dopo una serie di curve che attraversavano le colline fortificate, dette in codice Johnny 1, 2 e 3, mentre a nord continuava su un lungo rettilineo fino a Catania, attraversato a circa 4 km dal fosso buttaceto, una perfetta trincea naturale per le forze dell`asse che li si trincerarono, abbastanza larga da non fare passare i carriarmati.
    Il ponte che era praticamente a un km dalla foce del fangoso Simeto, che all`epoca subito dopo il ponte faceva un ampia ansa, che l`alluvione degli anni 50 ha praticamente chiuso deviando il corso del fiume, sulle cui sponde c`era il castello del duca di Misterbianco trasformato in torre di avvistamento.
    Vicino alla foce a nord si tovano il lago Gornalunga con le sue pinete fortificate e quindi la zona paludosa, mentre a ovest, subito dopo la confluenza del Gornalunga, il guado naturale usato dagli inglesi, incominciava la piana di Catania su cui preseguerà* la campagna, una volta fallita la corsa per Catania.
    Mentre a Sud subito dopo il ponte, si trovava la masseria Di Stefano, oggi profondamente modificata ma possiede ancora oggi l`unico bunker risparmiato dalla bonifica, con i sui vigneti, teatro di tanti scontri, molti corpo a corpo.
    Lungo tutto il rettilineo si trovavano 2 file di eucaliptus, la pianta australiana introdotta per bonificare i pantani, perfetto riparo per gli 88, che saranno fondamentali per evitare agli Sherman di attraversare il ponte.
    Altro punto strategico era, sempre a sud a circa un km dal ponte, la masseria Torreallegra, con il suoi cannoni navali, che sarà* il massimo punto di avanzamento degli inglesi della Duram e dove si trova la croce del 10 rgt. Berkshire.
    Mentre la Duram è ricordata all`imbocco a sud del ponte, con il monumento che è già* stato ristrutturato e spostato 2 volte, dal punto originario dove i soldati attraversando il ponte lasciavano un sasso in ricordo dei compagni caduti.
    Montgomery aveva già* in fase di programmazione pensato di come fosse fondamentale il ponte per la conquista di Catania e il collasso delle difese italiane gli aveva fatto pensare che tra lui e questo traguardo ci fossero solo i tedeschi del gruppo Schmalz, e che Catania fosse totalmente indifesa, tanto che il 12 luglio (D+2) già* aveva telegrafato, con entusiasmo, che sperava di prendere Catania il 14 sera.
    Chiaramente era una constatazione errata, prima perché gli italiani fuggiti dalla roccaforte di Augusta si raccolsero al ponte, le difese di Catania erano ancora efficenti, con in più la presenza dei reparti del X arditi ad acireale, ma principalmente non aveva considerato che Hitler, appreso dello sbarco aveva ordinato di spostare immediatamente la 1° divisione Fallshirmjaeger agli ordini del General der Fallschirmtruppe Richard Heidrich, di stanza ad Avignone nella Francia meridionale: qui i reparti si stavano riposando dopo un lungo periodo di duri combattimenti sul fronte orientale. Formata nell'aprile del 1943 dalla 7a divisione aviotrasportata (7.Flieger-Division) in Francia, dalla fine di maggio l'unità* era dislocata a Flers (vicino Avignone) in riserva, alle dipendenze dell'XI.Fliegerkorps/Heeresgruppe D. Nella notte tra il 10 e l'11 luglio, i paracadutisti della divisione furono messi in stato di allerta. Dopo solo poche ore, i primi reparti ricevettero l'ordine di trasferimento in Italia: il 3° reggimento paracadutisti, il 1° ed il 3° battaglione del 4° reggimento, il battaglione mitraglieri paracadutisti insieme ad altri reparti vennero lanciati o fatti atterrare nell'area intorno a Catania. Il 1° reggimento paracadutisti raggiunse Napoli via ferrovia, e qui attese il trasferimento in Sicilia. Il 3° reggimento come arrivò in Sicilia, dispose i suoi reparti in posizione difensiva: il 2° battaglione del maggiore Rau si attestò presso Francofonte, mentre il 1° ed il 3° battaglione gli ordini dei maggiori Boehmler e Kratzert furono dislocati più a nord nella zona di Lentini e Carlentini. Il battaglione attestato a Lentini fu raggiunto il 13 luglio dal battaglione mitraglieri e da altri reparti. In poco tempo venne completata la disposizione di tutti i reparti, comprese le compagnie anticarro e di artiglieria. Il 4° reggimento della divisione si attestò nell'area intorno al ponte di Primosole sul fiume Simeto.
    Già* in Maggio il Generale Hopkinson aveva pensato ad un operazione da effetuare con parà* e alianti a D + 2/3, con la 1° Divisione, che rimase in standby in tunisia già* dalle prime ore dello sbarco.
    Ed effettivamente l`operazione, chiamata Fustian, fu autorizzata la notte tra il 13 e il 14 luglio.
    La Fustian era un`operazione combinata con lancio di paracadutisti accompagnati da aviosbarchi di aliantisti muniti di armamento pesante. Le forze di assalto inglesi comprendevano la 1a Brigata Paracadutisti inglese, il 1° squadrone di genieri paracadutisti e la 16a unità* di sanità* aviotrasportata appartenente al Reale Corpo medico dell`esercito, per un totale di 1.856 uomini. Questi sarebbero stati appoggiati da un distaccamento di artiglieria, 77 uomini con 10 cannoni controcarro, 18 jeep per il trasporto caricati sugli alianti. I para inglesi sarebbero stati trasportati sull`obiettivo da 116 C-47 (DAKOTA) del 51° Stormo trasporto truppe, e gli alianti da 7 Halifax e 12 Albemarle della 295a e 296a squadriglie inglesi. I parà*, i noti Diavoli rossi, sarebbero stati lanciati un pò dovunque nella campagna coltivata attraversata dal fiume Simeto, avrebbero dovuto attaccare ogni punto fortificato o centro di resistenza nemico col quale fossero venuti a contatto e convergere verso il ponte di Primosole per assicurarsene il possesso.
    La partenza dei parà* anticipò quella degli alianti di 3 ore e comunque era talmente alta la percezione di una buona riuscita dell`operazione che la scorta di munizioni e l`armamento pesante era al minimo, perché certo era il congiungimento rapido delle truppe di terra dell`8 armata.
    Nelle stesse ore il 3 commando veniva sbarcato poco più a sud per conquistare il ponte sul san Leonardo, noto come ponte dei Malati che Montgomery ribattezzerà* con due lapidi, come 3° commando bridge.
    Gli aerei decollarono alle 22 dagli aeroporti tunisini, e malgrado fossero stati avvertiti i comandanti delle forze navali alleate, già* al largo delle coste di Malta, i velivoli furono colpiti della loro stessa contraerea. Due C-47 vennero abbattuti dalle navi alleate, e 9 furono costretti a ritornare agli aereoporti di partenza a causa dei danni subiti. La flotta aerea superstite continuò la sua avanzata verso Catania, continuando ad essera fatta segno dallo stesso fuoco amico. Nove aerei con paracadutisti a bordo vennero centrati dalla contraerea, ma la maggioranza riuscì a lanciare gli uomini; tre rimorchiatori vennero colpiti e abbattuti, ma gli alianti al seguito riuscirono in qualche modo a prendere terra; 14 aereoplani andarono persi e altri 34 gravemente danneggiati. I lanci dei paracadutisti, iniziarono alle 23.15, sotto il fuoco, questa volta, della contraerea tedesca. La maggior parte dei parà* finì a molti chilometri dagli obiettivi prefissati: alcuni gruppi atterrarono sull`Etna ad oltre 30 km a nord di Catania. I para inglesi del secondo assalto, scesero proprio nell'area controllata dal battaglione mitraglieri paracadutisti della 1a Fallschirmjäger Division, a nord del ponte. Infatti sia i tedeschi che gli inglesi avevano scelto la medesima zona di lancio e i tedeschi avendo preceduti gli inglesi avevano scelto come base un agrumeto(che esiste ancora oggi) ai margini della pianura. Al comando del battaglione tedesco era giunta la comunicazione dell'arrivo di altri reparti per rafforzare le posizioni lungo il fiume Simeto: i para inglesi vennero così inizialmente scambiati per parà* tedeschi, aiutati dalle tenebre e dalle uniformi quasi simili. Ma già* molti tedeschi si erano accorti del colore diverso del paracadute e quando gli inglesi iniziarono ad usare i fischietti e a "parlare" in lingua inglese, l'equivoco si risolse. Di contro i primi parà* atterrati, già* si erano accorti che qualche cosa non adava, perché il terreno era disseminato dei contenitori di lancio dei tedeschi, inotlre alla parola d`ordine "topi del deserto" non segui la controparola "uccidi gli italiani" ma frasi in tedesco. Quindi i tedeschi iniziarono a sparare all'impazzata costringendo gli inglesi a ritirarsi verso sud-est proprio verso il ponte. All`una del 14 luglio il generale Lathbury, comandante delle forze aviotrasportate inglesi, era riuscito a radunare solo un centinaio di uomini con i quali tentare di conquistare il ponte sul Simeto. A questi si unirono, una volta giunti a Primosole, una cinquantina di uomini del 1° btg. paracadutisti, che agli ordini del capitano Rann si erano assicurati l`accesso nord del ponte alle 2.15. Alle 4.30, gli inglesi dopo aver eliminato le sentinelle italiane avevano iniziato a disinnescare le cariche esplosive piazzate sotto il ponte. Nel frattempo cominciarono ad arrivare gli altri alianti; quattro vennero abbattuti, compreso quello pilotato dal maggiore Cooper con a bordo il comandante del gruppo di artiglieria e tutto il suo Stato Maggiore. Altri quattro alianti finirono in mezzo alle truppe italo-tedesche e gli equipaggi vennero fatti tutti prigionieri, uno colpi il traliccio superiore del ponte.
    Alle 5.30 140 uomini del secondo battaglione si posizionò sulla collina della Johnny 1, che dominava il ponte, insieme a circa 500 prigionieri italiani, che senza nessuna guardia, furono sistemati in una masseria sulla collina.
    Gli inglesi furono molto colpiti dal fatto di trovare italiani e che molti combattevano ancora insieme ai tedeschi, ma alle 7.00 il diario del 3° battaglione diceva che gli italiani dai loro nascondigli a sud del ponte si stanno arrendendo.
    Il ponte non più protetto dagli italiani fu preso diverse volte lungo la mattinata, ma spesso da piccoli gruppi di parà*, a volte armati con armi italiane e tedesche, quindi la forte reazione a colpi di granate dei tedeschi causava l`immediata ritirata e riconquista da parte di quest`ultimi.
    L`ultima volta il 14 fu quando il 3° battaglione con 120 uomini e 3 cannoni anti carro costitui la testa di sbarco a sud del ponte per difenderlo.
    Verso sera, del 15, iniziarono a giungere per gli inglesi, i rinforzi via terra: una brigata della 50a divisione di fanteria inglese, i carri Sherman del 44° Reggimento corazzato e altri reparti. Con queste nuove forze gli inglesi tornarono all'assalto del ponte. All'alba del 15 venne respinto un attacco di carri e fanteria inglese: i para tedeschi, nascosti nella fitta vegetazione lungo la riva del fiume, attaccarono i carri nemici a distanza ravvicinata, mettendone fuori uso diversi. Un secondo attacco corazzato venne respinto grazie al fuoco del micidiale 88mm.
    Ma la confusione, il mancato arrivo dei rinforzi e la forte resistenza degli italiani e dei tedeschi a nord del ponte, tra cui si deve ricordare la presa di mano degli arditi, durò per tutto il 14 luglio e causò il fallimento della presa di Catania e il fallimento di una rapida conclusione dell`operazione Husky.
    Tra il 14 e il 17 luglio ci fù una delle poche battaglie tra forze paracadutiste di tutta la guerra, diavoli verdi e rossi si sono scontrati a sud del ponte tra la Johnny 1 e 3 e nella piana immediatamente sotto, ma anche tra i vigneti a nord del ponte in una cruenta battaglia.
    Ma nonostante l`appoggio delle navi che martellavano le colline e l`aeroporto di Catania gli inglesi non riuscirono a sfondare anche perché i tedeschi ebbero un grosso appoggio dagli 88 ma anche dai pochi aerei italiani e tedeschi che riuscirono a partire da Catania e Gerbini.
    A quel punto si decise di raggiungere Catania da Sferro per ricongiungersi con i Candesi ma ormai l`evaquazione con l`operazione Lehrgang era incominciata, quindi dopo la sanguinosa battaglia di Sferro e Gerbini Catania fu evaquata dalle forze dell`asse.

    Liberamente tratto principalmente da assalto a 3 ponti e Bitter victoy.
    Mi scuso anticipatamente per eventuali fatti non riportati o riportati non correttamente, sicuramente non è un fatto voluto ma accidentale dovuto principalmente al tempo.
    NUMMERI
    di Trilussa 1944
    Conterò poco, è vero, diceva l'Uno ar Zero
    ma tu che vali?Gnente!
    Sia ne l'azzione come ner pensiero rimani un coso voto e inconcrudente.
    lo invece, se me metto a capofila de cinque zeri tale e quale a te,lo sai quanto divento? Centomila.
    È questione de nummeri.E' quello che succede ar dittatore che cresce de potenza e de valore
    più so' li zeri che je vanno appresso.

  8. #228
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    Re: Operazione Husky

    Totino spero ti ho accontentato.........in attesa di vederci proprio nei luoghi della battagli insieme a Claudio
    Chiaramente avete carta bianca per qualsiasi integrazione, domani vedo di postare qualche mappa interessante.
    ciao
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    di Trilussa 1944
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    lo invece, se me metto a capofila de cinque zeri tale e quale a te,lo sai quanto divento? Centomila.
    È questione de nummeri.E' quello che succede ar dittatore che cresce de potenza e de valore
    più so' li zeri che je vanno appresso.

  9. #229
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    Re: Operazione Husky

    mappe e foto da Bitter victory
    Ponte primosole
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    lo invece, se me metto a capofila de cinque zeri tale e quale a te,lo sai quanto divento? Centomila.
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  10. #230
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    Re: Operazione Husky

    Grazie a Marcocougars per il racconto della decisiva e sanguinosa battaglia del Ponte Primosole. Sono, però, in disaccordo con un concetto: i militari della guarnigione di Augusta non si schierarono dietro la linea del Simeto, ma se la squagliarono o furono catturato dalle avanzanti 5^ e 50^ divisioni britanniche. Solo un gruppo di milizia artiglieria marittima (in parte) arretrò mantenendo una certa compattezza. Per il resto, si trasformò in una fiumana di uomini e mezzi che cercavano scampo verso Catania o verso le loro case, chi in divisa, chi in borghese, quasi tutti senz'armi.

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