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Discussione: Operazione Husky

  1. #241
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    Re: Operazione Husky

    Dal libro Il giorno della battaglia di Atkinson posto queste pagine che fanno il resoconto di tutta l'operazione e fanno capire anche il perchè l'operazione Husky non viene ricordata molto volentieri............e da qui il fatto che in molti libri inglesi si è usato titoli come Vittoria amara o macello sicilia.
    scusate che ho postato la scansione delle pagine ma il tempo è poco
    Interssante in questo libro è anche il resoconto che fa sull'aviosbarco, totalmente fallimentare e scordinato tra le forze in campo, anche questo uno dei più sangunosi attachio con i parà* e alianti di tutta la guerra........ma questo lo posterò un altro giorno anche perchè lo voglio scrivere io
    ciao
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    di Trilussa 1944
    Conterò poco, è vero, diceva l'Uno ar Zero
    ma tu che vali?Gnente!
    Sia ne l'azzione come ner pensiero rimani un coso voto e inconcrudente.
    lo invece, se me metto a capofila de cinque zeri tale e quale a te,lo sai quanto divento? Centomila.
    È questione de nummeri.E' quello che succede ar dittatore che cresce de potenza e de valore
    più so' li zeri che je vanno appresso.

  2. #242
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    Re: Operazione Husky

    IL Grande fallimento dall`aria.

    Liberamente tratto dal libro di Atkinson Il giorno della battaglia:
    Già* in fase di progettazione dell`operazione husky, anche Patton, aveva pensato ad un attacco condotto dal cielo.
    Ma tutti sappiamo come già* in questa fase furono commessi errori fatali che potevano portare solo ad un fallimento, come far atterrare degli alianti nel Siracusano, dove tutti i terreni erano delimitati da muri a secco.
    E poi si sa come ancora poche erano le esperienze di un attacco in larga scala, condotto dal cielo, e come ancora molte erano le carenze per quanto riguarda il coordinamento fra truppe in aria ed a terra.
    Era previsto che tra la notte del 9 e il 10 luglio 1943 4 battaglioni con oltre 3000 umini fossero paracadutati sui principali incroci a nord di Gela, in modo da bloccare un previsto controattacco delle forze dell`Asse sulle forze, della 1° divisione, in fase di sbarco.
    Le forze paracadutiste americane erano comandate, dal giovanissimo, J. M. Gavin, che aveva il suo reggimento, il 505°, in Tunisia.
    Ma Gavin era tutt`altro che favorevole a questa missioni, e per via dei suoi dubbi aveva previsto la perdita di molte vite in pochissimo tempo.
    L`82° aveva avuto solo un terzo dell`addestramento di una normale divisione di fanteria americana e già* in Africa era stata caratterizzata dal dilettantismo, dalla sfortuna e da molti calcoli sbagliati.
    Non avevano mai effettuato lanci notturni in larga scala e ai primi di giugno le esercitazioni furono ridotte, in quanto a causa di una esercitazione in un solo giorno ci furono 50 fratturati.
    L`operazione fu pianificata da generali che non avevano la minima esperienza di conduzione di truppe aviotrasportate in teatri operativi e si facevano guidare più dalla fantasia.
    Inoltre i piloti degli aerei da trasporto non avevano esperienze di volo operativo notturno, ma in fase di proggettazione era stato previsto che dovessero volare a bassissima quota sul mare, in fase di crociera, in modo da non farsi scoprire dai radar tedeschi, inoltre, per evitare il grilletto facile dei mitraglieri della flotta in fase di sbarco, in prossimità* delle coste siciliane avrebbero dovuto fare tre brusche virate a bassa quota.
    Inoltre non avevano esperienze su come lanciare un carico sopra il quintale e mezzo, tantomeno un obice o una jeep.
    L`imbarco dei parà* di Gavin su 226 C47 Dakota avvenne a Kairouian, quando la flotta di Hewitt era quasi a Malta.
    I parà* avevano annerito la faccia con il carbone e avevano cucito sulla manica destra la bandiera americana, mentre su quella sinistra avevano una fascia bianca, e indossavano i nuovi pantaloni di lancio con le larghe tasche laterali.
    I paracdute erano sulle panche mentre i parà* , divisi in gruppi da 16, erano seduti a terra e si esercitavano a ripetersi la parola d`ordine e la contro parola che erano: George e Marshall.
    Visto la pista polverosa già* con i primi aerei che vi rullavano si alzò una fitta nube di polvere che costrinse i piloti a decollare solo con gli strumenti.
    Poco prima del decollo sull`aereo di Gavin Sali il metereologo che confermò la previsione di Steere che in quota ci sarebbero stati venti forti a 56 km/h con direzione W/E.
    Quindi molto oltre il limite di sicurezza che prevedeva al massimo un vento con 24 km/h.
    Inoltre gli fu dato un sacco con degli adesivi che dovevano attaccare sui prigionieri, ma un ora dopo il decollo il sacco fu buttato in mare.
    A 150 m sul mare i vetri erano sempre baganti quindi la visibilità* era limitata, inoltre il vento forte aveva aperto le formazioni sparpagliando gli aerei per il mediterraneo.
    Solo pochi avevano virato all`altezza di Malta, ma i più si erano persi e vagavano cercando di seguire il Nord.

    Molti trovarono la Sicilia, ma non tutti sul punto giusto, l`aereo di W. Mitchell virò giustamente su Malta, ma arrivò a Gela senza 30 dei 39 aerei che avrebbero dovuto seguirlo.
    Mise l`aereo in asseto orizzontale e raggiunse la quota di 250 m, quindi accese la luce verde dando il via la lancio.
    Più di 100 paracadutisti dello stormo a ranghi ridotti fu lanciato in un raggio di 3 km dal punto previsto, ma quasi tutti erano contusi e distanti tra loro.
    Molti altri sapevano di essere a terra ma assolutamente non sapevano in quale punto, perché i lanci erano avvenutia 450 m a 350 km/h, invece che da 200m a 150 km/h.
    Altra confusione fu creata dalla cortina di fumo, dovuta dagli incendi, dalla contraerea e dai bombardamenti, alcuni arrivarono su Siracusa, 80 km ad est di Gela.
    Le mitragliatrici e le batterie antiaeree fecero al loro parte sia direttamente che indirettamente facendo effetuare manovre repentine ai piloti, tanto che l`aereo 42-32922 si scontrò in volo con il capostormo, il pilota G. Metz riusci ad ammarare a 500 m a largo di Scolgitti, permettendo ai parà* di raggiungere con le scialuppe la spiaggia, dove si nascosero tra le dune.
    Il Dakota di Gavin non aveva virato su Malta ma il pilota vista la contraerea accese subito la luce rossa e quindi la verde, effettuato il lancio Gavin non riusci a individuare nessuno dei punti di irferimento.
    Raggiunto 5 suoi parà* avanzò carponi pronunciando continuamente la parola d`ordine, verso l`alba il rumoreggiare dei cannoni in lontananza gli confermò che almeno era in Sicilia.
    Molti non sapevano dove stavano, solo in mattinata Gavin scoprì che era a 50 km da Gela a sud di Vittoria.
    Dei 4 suoi battaglioni solo uno era rimasto intero ma si trovava a più di 40 km est da Gela.
    Ufficialmente fu detto che l`80 % dei parà* era stato lanciato sul punto previsto, ma in realtà* solo uno su sei arrivò sulla zona stabilita.
    3400 parà* erano disseminati su tutta la Scilia orientale, anche a più di 100 km dall`obiettivo, e molti atterrarono sul settore britannico, peccato che non era stata dettata la stessa parola d`ordine, con il risultato di ricevere solo fucilate.
    Furono abbattuti 8 aerei e pare tutti da fuoco amico e ci furono 350 morti in 3 giorni.
    Ma come tutte le truppe parà* sanno gli uomini si radunarono e da buoni parà* improvvisarono seminando distruzione, sabotando collegamenti, facendo imboscate alle staffette e mettendo il panico sugli italiani.
    45 parà* riuniti dal capitano Sayer attaccarono delle casamatte vicino a Niscemi catturando 50 nemici, 20 mitragliatrici e mezzo milione di mitragliatrici.
    Solo 425 umini erano di fronte la 1° divisione in fase di sbarco e di questi solo 200 erano sopra piano Lupo, punto strategico per difendere le truppe nelle fasi più vulnerabili.
    Il comandante dell`82° divisione M. B. Ridgway disse che l`operazione era abortita a causa della sua eccessiva ambizione, la sfortuna e lo scarso addestramento.
    Mentre Gavin usando lo slang dei parà* disse che la situazione fù adeguata alle circostanze: Safu, ma anche Tarfu e Jafu..che tradotte sono gli acronimi di: fottitura autoregolata; davvero tutti fottuti e infine fottitura congiunta anglo americana.
    Congiunta appunto con i Britannici, Montgomery infatti aveva previsto un attacco con 144 alianti a sud di Siracusa per evitare che le truppe in fuga distruggessero il ponte Grande sull`anapo.
    Ma, nonstante le proteste, gli ufficiali autorizzarono l`operazione, non pensando che tutte le pianure che circondavano il ponte grande erano frazionate da muri a secco e il terreno disseminato di spuntoni di roccia.
    Inoltre i piloti non erano addestrati al volo notturno con a rimorchio queste macchine da 7 tonnelate e per di più agganciate con un filo di nylon di 100 m.
    Inoltre mancavano gli equpaggi esperti e gli alianti stessi.
    I britannici Horsa, in legno, arrivarono al traino dall`inghilterra con un volo a traino di 2000 km mentre gli americani contribuirono con i più piccoli Waco, in metallo.

    I Waco arrivarono smontati in 5 casse e ci volevano 250 ore per rimontarli, mentre i piloti britannici prevedevano 100 ore per addestrarsi a trainare i Waco, ma ne ebbero solo 5 di cui solo una in notturna.
    Molti piloti ebbero a stento il brevetto e nonostante le esercitazioni venissero condotte solo nei giorni senza vento di 150 alianti impiegati la metà* andò distrutta. Inoltre visto che si decise di impiegare aerei americani i piloti solo all`ultimo con i loro C47 furono distolti dai trasporti di materiale e mandati ad allenarsi al traino.
    Questa fu la premessa di quello che poteva solo finire in tragedia.
    Gli alianti agganciati a 109 Dakota americani e 35 Albemarle britannici decollarono da 6 aereoporti tunisini spazzati dal vento.
    I veivoli diressero verso malta a 160 m di quota con un forte vento contrario.
    Le funi davano forti oscillazioni e spesso si ebbe l`interruzione delle comunicazioni tra aereo e aliante, il vento inoltre portò molti piloti a perdere la direzione, molti avevano le carte sbagliate e alcuni equipaggi non ne avevano.
    Sia un Horsa che un Waco si staccarono sul mare a largo condannando a morte i due equipaggi, mentre un Horsa planò perfettamente ma una volta fermi a terra furono raggiunti da una camionetta che li avvisò che erano a Malta e non in Sicilia.
    Mentre un altro equipaggio di un altro Horsa non si aspettava che la Sicilia fosse così sabbiosa, erano atterati a Mareth, sud della Tunisia.
    Il 90 % dei veivoli avvisto la Scicilia a largo di Capo Passero, ma raggiunto il golfo di Noto le fotoelettriche e la controaerea, i razzi e la polvere portarono lo scompiglio sui piloti, provocando un pericoloso disorientamento sui navigatori.
    Il risultato fu che gli alianti furono sganciati troppo presto a largo, e non a 3 km dalla costa come previsto.
    Molti piloti di aliante sganciati fra i 700 e i 1200 m su un fronte di 50 km si accorsero da subito che navigare verso ovest con un vento contrario di 30 nodi era poco saggio.
    Man mano che planavano molti soldati vedevano un muro nero e per molti quel muro era il mediterraneo.
    Molti alianti saltellarono sull`acqua, alcuni si spezzarono e affondarono subito, altri invece galleggiarono per ore.
    Almeno 60 alianti finirono in mare e di questi 10 svanirono nel nulla immediatamente con il loro carico umano.
    Spesso i soldati cercavano di aprirsi un varco tra le pareti del veivolo e molti si aggrapparono ai relitti, ma guadagnata la riva i mitraglieri italiani ne facevano facile bersaglio.
    54 alianti atterrarono sulla terra ma spesso il risultato fu più drammatico: Ci fu un aliante che fu colpito da un grosso tracciante e sorvolata la zona di atterraggio atterrò a 25 km a sud ovest di Siracusa su un muro di 3 metri.
    Su un altro scoppiarono 67 bombe a mano provocando la morte dei 2 piloti e 12 soldati e 7 feriti.
    L`Horsa 132 fu uno della dozzina che avvisto il ponte ma si schiantò sulla sponda di un canale a 400 m dall`obiettivo, tutti morti tranne uno.
    Un altro si capovolse colpendo un albero con dentro una camionetta in cui fu trovato morto l`autista che era al posto di guida.
    Il ponte fu preso da 80 umini ma il controattacco italiano, a colpi di mortaio,fece subito tacere le uniche 2 bren e ridussero a solo 15 uomini i difensori che furono catturati.
    Ma ben presto liberati da una pattuglia di scozzesi che riprese il ponte.
    La conquista del ponte fece considerare riuscita l`operazione, ma chiaramente era stata un fallimento visto che aveva provocato la morte di 600 soldati, di cui la metà* annegata.
    Di questa operazione insensata un memorandum inviato a Marshall disse "l`efficienza di combattimento nelle operazioni notturne con gli alianti è stata praticamente zero", mentre il giudizio britannico sull`operazione Ladbrooke disse "Allarme, confusione e sgomento".


    Questo è quello che successe sui cieli della Sicilia tra il 9 e il 10 luglio 1943.
    NUMMERI
    di Trilussa 1944
    Conterò poco, è vero, diceva l'Uno ar Zero
    ma tu che vali?Gnente!
    Sia ne l'azzione come ner pensiero rimani un coso voto e inconcrudente.
    lo invece, se me metto a capofila de cinque zeri tale e quale a te,lo sai quanto divento? Centomila.
    È questione de nummeri.E' quello che succede ar dittatore che cresce de potenza e de valore
    più so' li zeri che je vanno appresso.

  3. #243
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    Re: Operazione Husky

    Ringrazio davvero Marco per il bel lavoro che sta facendo .Il libro di Atkinson è davvero ben fatto, e come hai visto è ricco di particolari interessanti anche riguardo alle operazioni di barco nel settore americano dove regnò la confusione.
    ... Oh si, credo che l'inferno di Satana sia nulla di fronte alla lotta sostenuta nella piana di Gela!
    T.Col. Dante Ugo Leonardi 34° rgt ftr Livorno[left:3plznhey][/left:3plznhey]

  4. #244
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    Re: Operazione Husky

    Citazione Originariamente Scritto da totino72
    Ringrazio davvero Marco per il bel lavoro che sta facendo .Il libro di Atkinson è davvero ben fatto, e come hai visto è ricco di particolari interessanti anche riguardo alle operazioni di barco nel settore americano dove regnò la confusione.
    Quoto
    luciano

  5. #245
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    Re: Operazione Husky

    Cari amici, nonostante il mio appello del 1° febbraio scorso, relativo al mio progetto di far pubblicare la 2^ edizione del mio saggio "La cresta a coltello", devo purtroppo constatare di aver ricevuto una sola richiesta da parte di Hassel. Probabilmente non sarebbero servite neppure tutte le adesioni dei partecipanti al forum, ma sarebbe stato consolante.
    Ciao.

  6. #246
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    Re: Operazione Husky

    mimmo non verrà* pubblicato?
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    di Trilussa 1944
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    più so' li zeri che je vanno appresso.

  7. #247
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    Re: Operazione Husky

    finalmente oggi, visto che ero in zona, sono riuscito a fotografare il monumento alla 51 higland division dell'8 armata britannica. E' li dal 43, e si vede, e sovrasta il campo di battaglia di Sferro e Gerbini, che si vede benissimo in una foto.
    godetevi anche qualche foto della campagna siciliana.........lo so il verde del grano e il monumento fa un pò irlanda.......in fondo è sempre un isola.
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    di Trilussa 1944
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    lo invece, se me metto a capofila de cinque zeri tale e quale a te,lo sai quanto divento? Centomila.
    È questione de nummeri.E' quello che succede ar dittatore che cresce de potenza e de valore
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  8. #248
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    Re: Operazione Husky

    Belle foto.
    Un bel monumento costruito con la pietra lavica e la croce bianca che risalta molto e poi immerso in tutto quel verde.........
    luciano

  9. #249
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    Re: Operazione Husky

    Grazie Marco per le belle foto . Mi fa piacere perchè ne ignoravo l'esistenza.
    Per Mimmo: da parte mia posso dirti che in mp prima del tuo annuncio ti avevo chiesto dove poterlo trovare dal momento che mi piace raccogliere tutte le varie pubblicazioni locali e non. Cmq ti rimando l'm.p. e mi spiego meglio.
    Inserisco qualke immagine del mio Soldier's guide to Sicily in dotazione alle truppe inglesi, e lo condivido con voi postando qualke pagina e la cartina della Sicilia.
    Ciao
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    ... Oh si, credo che l'inferno di Satana sia nulla di fronte alla lotta sostenuta nella piana di Gela!
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  10. #250
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    Re: Operazione Husky

    Un bel pezzo interessante .
    Questo è lo stesso dell'immagine che avevo postato.
    [attachment=0:3qzxx9yg]libretto.jpg[/attachment:3qzxx9yg]
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    luciano

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