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Discussione: Operazione Husky

  1. #281
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    Re: Operazione Husky

    Interessante , molto particolareggiata
    luciano

  2. #282
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    Re: Operazione Husky

    Nel 1995 la batteria Doria era visitabile...pur fluttuando nella spazzatura...
    Un cordiale saluto!
    Vediamoci anche in Facebook, nel gruppo "Sardegna - Bunker Archeologia - Memoria e futuro."

  3. #283
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    Re: Operazione Husky

    Citazione Originariamente Scritto da ciofatax
    Nel 1995 la batteria Doria era visitabile...pur fluttuando nella spazzatura...
    Purtroppo aumenta lo stato di abbandono e di degrado, ma temo di più le demolizioni delle casematte a cui possono andare incontro per lo schifo in cui sguazzano...
    So che la battaglia di Sicilia non è solo quella combattuta dalla Livorno, ma avendone parlato un po` a lungo penso che forse possa interessare la diversità* della motivazione per la concessione della declassata medaglia d`argento alle bandiere del 33° e 34° rgt fanteria adottata dal Ministero della Difesa rispetto a quella d`oro proposta dal gen. Guzzoni per il 34°.Eccole rispettivamente:
    " Lanciato al contrattacco contro forze nemiche preponderanti per numero d`uomini e per numero e qualità* delle armi, sbarcate in un importante settore costiero, ne arrestava l`avanzata e le respingeva, malgrado le fortissime perdite subite per la violenta azione delle armi terrestri alla quale si aggiungeva potentissima quella non contrabattuta delle armi navali ed aeree. Successivamente, in venti giorni di strenua lotta, contrastava ancora il passo al nemico, dando nuove, continue, superbeprove di valora, d`ardimento, di spirito di sacrificio. Gela- Bivio Gigliotto- Piana di Catania- Adrano, 10 luglio- 5 agosto 1943 "

    " Fedele al motto divisionale tenacia e valore, lanciato al contrattacco di munitissima testa di sbarco, consolidata con dovizia di mezzi, in 30 ore di febbrile organizzazione, difesa da unità* agguerrite e preparatissima, si avventava `a testa bassa` come era stato ordinato, riuscendo a rompere il poderoso cerchio di ferro e di fuoco che attorniava Gela, con irresistibile azione che sgominava l`avversario, l`obbligava a chiedere il fatidico S.O.S. e ad iniziare il reimbarco. Obbligato a ripiegare, in conseguenza di avvenimenti sfavorevoli verificatisi altrove; sottoposto ad impressionanti bordate di numerose unità* navali, inseguito dal fuoco incessante delle artiglierie terrestri, aggredito, mitragliato, spezzonato da incontrastate intere squadriglie di aviazione che si susseguivano a catena ed a bassa quota, irrorava di generoso sangue piemontese la nobile terra di Sicilia, in un sublime leggendario gesto di solidarietà* nazionale.
    Successivamente, per circa 20 giorni, a malgrado delle gravissime perdite subite, privo di risorse e di rifornimenti, riusciva col reggimento gemello e con altra grande unità* a contrastare passo per passo il procedere dellìavversario, già* forte di 8 Divisioni, sostenedo con indomito valore combattimenti in ritirata, per una profondità* di 100 km., nei quali scriveva pagine di insuperato e di insuperabile valore, fino a ridursi ad un pugno di uomini, stretti attorno alla gloriosa Bandiera.
    I fanti del 34° confermavano così le gloriose tradizioni del passato e perpetuavano, col loro valore e col loro sacrificio, le mirabili virtù guerriere della Fanteria italiana.- Sicilia(Gela- Bivio Gigliotto- Portella Grado- Solfara Campana- Agira- Regalbuto), 11-29 luglio 1943
    ".

    A queste va aggiunta quella d`argento concessa al 28° rgt art. con questa motivazione:
    " Da posizioni avanzatissime, occupate dai Gruppi con singolare ardimento, diede potente e decisivo contributo al contrattacco della fanteria divisionale lanciata contro il nemico che, preponderante per numero e mezzi, era sbarcato in un importante settore costiero. Nei successivi venti giorni il reggimento operò costantemente in primissima linea, sostenendo lotte cruente quanto impari contro artiglierie superiori in numero, calibro e gittata e contro potenti carri armati. Allorché i pezzi giacquero schiantati, e fino a quando gli ultimi resti del Reggimento furono ritirati dalla lotta, gli artiglieri continuarono a combattere con le baionette e con le bombe a mano, dando luminose prove di valore, di ardimento, di spirito di sacrificio.- Gela- Bivio Gigliotto- Piana di Catania- Agira, 10 luglio- 15 agosto 1943".
    Anche il Faldella lamenta nel suo libro la mancata concessione della medaglia d`oro al posto di quella d`argento per il 33°, 34° fant e 28° art.
    ... Oh si, credo che l'inferno di Satana sia nulla di fronte alla lotta sostenuta nella piana di Gela!
    T.Col. Dante Ugo Leonardi 34° rgt ftr Livorno[left:3plznhey][/left:3plznhey]

  4. #284
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    Re: Operazione Husky

    Riguardo al contrattacco in direzione di Siracusa Augusta ho visto che spesso si cita il Gruppo Schmalz accennando in minimissima parte al sacrificio della colonna Ronco, così ho pensato di accennare all'azione di questa eroica colonna anche a costo di annoiare.

    Il nemico essendo a conoscenza che gran parte degli elementi ed il comando della colonna Ronco della Divisione Napoli erano dislocati tra Palazzolo Acreide e dintorni, scatena un violento bombardamento intorno alle 18.15 del 9 luglio. Il nemico era anche a conoscenza del fatto che parte della Divisione Napoli destinata ad accorrere verso le spiagge ed i porti a difesa delle forze attaccate era stanziata tra Palazzolo Acreide, Buccheri e Sortino. L`opera distruttiva dei bombardamenti impegnò le truppe a sgomberare macerie, strade, spegnere incendi, salvare e disseppellire feriti civili e militari fino alle 04,00 del 10 luglio quando il col. Ronco ordinò di sospendere queste operazioni e di riunire le truppe in assetto di guerra a qualche km dall`abitato e ad organizzare i reparti per andare alla riconquista di Siracusa ( circa 30 km ).
    Le perdite consistettero in una trentina di morti ed in un centinaio di feriti. Intorno alle 10,30 dopo un secondo violento bombardamento aereo i reparti sono riuniti. Dopo aver richiesto l`invio di mezzi di trasporto per sostituire quelli distrutti dai bombardamenti ed avere ricevuto a mezzogiorno l`ordine di partenza in direzione di Siracusa, il col. Ronco d`accordo con il vice comandante della Divisione gen. Fiumara decide di marciare per andare incontro ai mezzi scaglionando l`avanguardia, il grosso e la retroguardia con ampi spazi vuoti fra le truppe, per meglio proteggersi dagli attacchi aerei nemici.
    Ma ciò, dopo aver percorso circa 7 km sotto il caldo di quei giorni, non basta ad evitare altre grosse perdite, ed intorno alle 14,30 a causa di ripetuti attacchi aerei a bassa quota, sono distrutti gran parte dei pezzi della compagnia cannoni divisionale che rimane con un solo plotone efficiente poiché gli altri pezzi sono distrutti, mentre i quadrupedi fuggendo perché presi dal panico disperdono i carichi. Ronco Dopo aver ordinato al ten. col. Sisino di riprendere subito la marcia, si avvia in direzione di Solarino, che dista un 26 km da Palazzolo Acreide, precedendo il grosso della colonna e raggiungendo la compagnia ciclisti mandata in avanguardia. Riesce a trovare mezzi con cui autotrasportare le sue tre compagnie di fanteria essendosi imbattuto in reparti fuggiaschi sui mezzi, e proseguendo verso Floridia precedendo la compagnia ciclisti poco fuori l`abitato e dopo aver attraversato il ponte subisce un attacco al suo mezzo, e ordina alla sua avanguardia di costituire posti di sbarramento. A Floridia vengono eliminati i nuclei di paracadutisti inglesi.
    I reparti autotrasportati giungono a Solarino intorno alle 18, mentre le salmerie giungono intorno alle 21.
    La sera giunge da Misterbianco il ten. col. Andretta comandante del gruppo mobile " D" mettendosi sotto il suo comando. Intanto i posti di blocco di Floridia sono stati travolti e il grosso dei reparti inglesi si attesta a Floridia in attesa di rinforzi, mentre ciò che resta della colonna Guzzardi I° btg 75° fant. e batteria da 75, ripiegano lungo la strada Belvedere- Ponte Diddino pressati dai reparti motorizzati inglesi.
    Nella tarda serata si apprestano sbarramenti sia per le provenienze da Floridia e sia dal ponte Diddino, per poi riprendere la marcia all`alba. In nottata dapprima arriva il te. Col. Dejan del btg mortai divisionale con la forza ridotta ad una cpg mortai e una di fucilieri e dopo due sezioni flak tedesche . Alle 5 dell'11 luglio si emanano gli ordini per l`avanzata verso Siracusa ed alle 6 il col. Ronco muove la colonna che era attestata al km 154 della strada Solarino- Floridia, mentre contemporaneamente la colonna corazzata inglese le va incontro dalla direzione opposta, cioè da Floridia a Solarino, scontrandosi intorno alle 6.30 coi corazzati e paracadutisti.
    Il gruppo da 105/28 infligge parecchie perdite agli inglesi distruggendo parecchi carri armati,protraendosi lo scontro lungo la strada fino alle 14.30 circa.
    L`ala sinistra rimane scoperta per il mancato e contemporaneo intervento del gruppo Schmalz che bloccato a Priolo vicino Augusta è in ritirata in direzione di Catania.
    Gli inglesi che sono fermati frontalmente cercano di aggirare il Ponte Diddino con la penetrazione di mezzi corazzati, ma grazie ai rinforzi che il Ronco invia al ten. col. Sisino la situazione si ristabilisce momentaneamente in quella zona, ma ci sono sempre minacce di aggiramento.
    Verso le 11.30 la sezione tedesca da 88 dopo aver perso il suo comandante fa saltare i pezzi e si ritira senza aver ricevuto ordini mentre la pressione inglese aumenta sempre più. Quindi resistono solo gli uomini di Ronco di fronte all`accresciuta pressione inglese che dirige le artiglierie in direzione dell`abitato di Solarino. A questo punto si sa che per evitare di aver circondata la sua ala sinistra, il Ronco decide di indietreggiare sulle alture a nord di Solarino per una migliore difesa. Ma da una lettera inviata dallo stesso Ronco ad uno studioso di storia patria e pubblicata si apprende un particolare che gli rende onore:

    " Le svelerò una cosa ...che non ho mai detto, e neppure scritto nelle relazioni ufficiali, e cioè che il mio ultimo atto di guerra in Terra di Sicilia ha avuto per obiettivo quello umano di salvare da distruzione l`abitato di Solarino e la sua gente...ripiegato da Floridia su Solarino, mi si presentavano due soluzioni: quella di barricarmi nel paese-vero nodo stradale- e di difenderlo ad oltranza, con le conseguenze che si possono immaginare, oppure farvi una difesa volante e ripiegare... sulle alture retrostanti... ho scelto la seconda soluzione..."

    Ma la morsa degli inglesi sui resti del II° e I° btg del 75° si fa sempre più stretta fino a quando dopo aver combattuto duramente, alle 15 circa sono costretti alla resa.
    Alle 16 circa la colonna è molto assottigliata e composta riguardo al 75° solo da un plotone ciascuno della compagnia comando e zappatori, da 2 plotoni della compagnia cannoni, dalla compagnia mortai e fucilieri molto assottigliate. Del Gruppo Mobile D rimane qualche carro Renault, pochi fucilieri motomitraglieri. Molto danneggiate sono la compagnia cannoni da 47/32 e la batteria da 75/18, mentre è ancora efficiente il gruppo da 105/28.
    Gli scontri riprendono con molta durezza nel pomeriggio aumentando la pressione e l`avanzata degli inglesi che cercano di sfondare la difesa intorno alle 18 con l`artiglieria ed i mortai, ma sono respinti e terminano col calar della notte. Nel frattempo scarseggiano acqua, viveri e munizioni.
    Alle 5 del 12 luglio riprendono gli scontri e gli inglesi rinunciando allo scontro frontale cercano di agire sui fianchi. L`attacco viene respinto e il Gen. Porcinari ordina al Ronco di riprendere l`avanzata verso Siracusa e di prendere contatti alla sua sinistra col Gruppo Schmalz, che in realtà* si è ritirato oltre Melilli. Ma di questa notizia il Ronco non ne è a conoscenza e scambia il forte movimento di corazzati inglesi provenienti da Priolo verso Floridia per il Gruppo Schmalz, e credendo di prendere gli inglesi tra due fuochi imbaldanzisce gli uomini che marciavano e combattevano da tre giorni.
    Ma l`illusione lascia il posto ad una doppia delusione.Doppia perché le truppe inviate in avanscoperta riferiscono dell`equivoco e perché la colonna del gen. Fiumara è stata sopraffatta a Palazzolo Acreide dalle truppe provenienti da Avola e Noto con la conseguente minaccia della colonna Ronco di essere attaccata da dietro, essendo così costretto a disporre di un fronte alle spalle.
    Il gen. Porcinari decide insieme al Ronco di proseguire verso Siracusa. I quattro carri R/5 lanciati all`attacco vengono messi fuori combattimento dalle mine, dai cannoni,e da un carro armato inglese.
    Ma l`evolversi della situazione che vede la colonna Ronco presa tra due fuochi muta con sue intrepide azioni. L`avanzata verso Siracusa viene sospesa allorché alle spalle della stessa colonna Ronco compaiono i mezzi corazzati nemici provenienti da Palazzolo, così che si decide di invertire il fronte di attacco e di andargli incontro respingendo gli inglesi. Contemporaneamente gli altri nemici pressano da dietro e cioè dalla direzione di Floridia, ma vengono contrattaccati e messi in fuga dalla compagnia zappatori e dal battaglione mortai divisionale.
    Durante la notte le artiglierie inglesi continuano a far fuoco, ma alle 4.00 del 13 luglio inizia un forte e violento fuoco di preparazione inglese per poi sferrare l`attacco mezz`ora dopo sia frontalmente che lungo i fianchi degli italiani che subiscono le infiltrazioni nemiche così profonde da costringere la fanteria ad arretrare sulle posizioni dell`artiglieria per evitare la minaccia di restare scollegati. Così si spera di resistere fino all`estremo. Durante le manovre lente di ripiegamento che vedono anche dei violenti contrassalti italiani muore il comandante del btg mortai divisionale ten. col. Dejan.
    Si cerca di ostacolare l`avanzata dei potenti carri inglesi sbarrando la strada con automezzi dandogli fuoco e facendo esplodere quelli carichi di munizioni e con le puntate offensive dei modesti carri R/5. In più l`unico caccia tedesco che compare in quei giorni mitraglia gli italiani avendoli scambiati per inglesi.
    Intorno alle 13 il fuoco nemico diretto su questa nuova posizione è incessante ed è " un uragano". La zona tutto intorno è coperta da fiamme, fumo, proiettili che esplodono, e la resistenza cessa man mano. Il comandante gen. Porcinari in prima linea viene preso con la pistola in pugno, mentre il col. Ronco riesce a sfuggire alla cattura approfittando della scarsa visibilità* causata dal fumo portando con sé la bandiera del 75° rgt Fanteria della Napoli e a pochi uomini.
    Ciao
    ... Oh si, credo che l'inferno di Satana sia nulla di fronte alla lotta sostenuta nella piana di Gela!
    T.Col. Dante Ugo Leonardi 34° rgt ftr Livorno[left:3plznhey][/left:3plznhey]

  5. #285
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    Re: Operazione Husky

    No non annoi :P .
    Ho letto con molto interesse queste tue interessanti integrazioni
    Ottimo come sempre
    luciano

  6. #286
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    Re: Operazione Husky

    Riguardo al Gruppo Schmalz, mi limito solo alle poche cose che conosco, per cui ben vengano correzioni e/o integrazioni.
    Il telegramma inviato dal col. Schmalz al comando supremo germanico e girato a Mussolini il 12 sera recitava:
    " Sino ad oggi nessun attacco nemico ha avuto luogo contro Augusta. Gli inglesi non ci sono mai stati. Ciò nonostante il presidio italiano ha fatto saltare cannoni e munizioni e incendiato un grande deposito di carburanti. L`artiglieria contraerea in Augusta e Priolo ha gettato in mare le munizioni e poi ha fatto saltare i cannoni. Già* il giorno 11 nel pomeriggio nesun ufficiale e soldato italiano si trovava nella zona della brigata Schmalz.
    Molti ufficiali avevano già* nel corso della mattinata abbandonato le loro truppe e con autoveicoli si erano recati a Catania e oltre. Molti soldati isolati o in piccoli gruppi si aggirano per la campagna; taluni hanno gettato le armi, le uniformi e indossato abiti civili."

    A quanto pare l`aver amplificato questo episodio da parte di Schmalz mirava anche a coprire la sua condotta, ma come ha scritto qualche storico l`episodio "marittimo viene da molti per ignoranza e da parecchi per speculazione, tramutato in terrestre." Il gruppo Schmalz dislocato tra Paternò e Belpasso aveva il compito di proteggere la piana di Catania da un eventuale sbarco, così che quando Guzzoni escluse questo pericolo autorizzò che il gruppo muovesse in direzione di Siracusa, mettendosi in moto intorno alle 13 del 10 luglio. Aveva a disposizione un gruppo esplorante motocorazzato, due battaglioni di fanteria autotrasportati, un battaglione carri armati e un gruppo di artiglieria. In sette ore aveva percorso 80 km circa e giunse al bivio di Melilli che è il punto meridionale ma più sovrastante rispetto al porto di Augusta in tarda serata. Trova Augusta sgomberata con le batterie ed i depositi fatti saltare. Vede avieri e marinai della piazza militare marittima in fuga verso Catania. La mattina del 11 giunto a Priolo, che gli era stato ordinato di difendere, si limita a combattimenti sporadici con i carri inglesi senza a quanto pare impegnarsi veramente a fondo, così da ripiegare su Melilli abbandonando Priolo agli inglesi. L`indomani senza essere pressato dagli inglesi si ritira al bivio di Villasmundo - Augusta. Inseguito a distanza dai corazzati inglesi senza aver subito un attacco a fondo, in serata ripiega su Lentini e si schiera a sud della stazione ferroviaria di Agnone. Come ha detto qualcuno " Non si può certo affermare che il colonnello Schmalz sia stato ardito nella controffensiva, né tenace nella difensiva. Egli evitò il combattimento e ripiegò anche quando non era necessario."Fatto sta che se avesse resistito più a lungo avrebbe permesso alla colonna Ronco della Napoli di collegarsi col suo gruppo corazzato, collegamento che gli era stato previsto ed ordinato dal Comando dell`Armata. In tal modo la Napoli rimase senza il suo essenziale aiuto, e le fù attribuito dai tedeschi l`insuccesso in quel settore. Dopo qualche giorno il gerarca Farinacci sul " Regime Fascista" del 15 luglio, lanciò violente accuse contro i comandi militari italiani.
    Ciao
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  7. #287
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    Re: Operazione Husky

    Avendo accennato al sacrificio della colonna Ronco, mi sembra giusto ricordare che il gen. insieme al suo stato maggiore fù catturato a casa Russo "...in primissima linea ... durante un furioso combattimento".
    E non invece quanto fu scritto pochi anni dopo gettando fango gratuito sul suo operato. Ma arriviamo ai fatti! Ne accenno perchè haimè ancora oggi si sente parlare della cattura del generale che "..attese gli invasori alla propria mensa".
    Cosa totalmente smentita dal Faldella dallo stesso Ronco e da altre personalità*.
    Faldella: " Quella del gen. Gotti Porcinari fatto prigioniero mentre mangiava a mensa è una fandonia. Nel 1955 io feci un sopralluogo sul terreno dei combattimenti nella zona di Solarino e...il gen. Gotti Porcinari fu fatto prigioniero, in una postazione di primissima linea, nella quale rimase dal pomeriggio del 12 alle 12 del 13."
    La testimonianza del Ronco ad uno storico: "...Il gen. Gotti Porcinari giunse al mio posto di comando verso le 11 del 12 luglio;...mi abbracciò e mi disse: Palazzolo Acreide è caduta in mano nemica; sono venuto a combattere e a morire con voi...
    Tra le 12 del giorno 12 e le 13 del giorno 13 il gen. Seguì le vicende dei combattimenti di prima linea intervenendo col suo consiglio e..con diretta azione personale.
    Costituito da me, verso le 10 del 13 luglio...l`ultimo caposaldo di c.da Trigona, il gen. mantenne il posto di Comando già* precedentemente occupato sulla estrema destra della posizione, mentre il mio era spostato un centinaio di metri verso sinistra... Un piccolo rialzo roccioso mi ha impedito la visione dell` episodio, ma ho motivo di ritenere, con quasi assoluta certezza, che la cattura in combattimento del gen. sia avvenuta verso le ore 11-11,30... a seguito di un colpo di mano tendente ad aggirare il caposaldo dal lato destro che per la copertura del terreno e la scarsa visibilità* dovuta al fumo degli scoppi e degli incendi, meglio si prestava all`avvicinamento al coperto e alle azioni di sorpresa
    ... il Comando di Divisione non aveva al seguito, non soltanto la benché minima attrezzatura, ma neppure viveri, tanto che il gen.., nelle ultime 24 ore, non si era nutrito che di qualche sorsata di cognac, ...della sua scorta personale..."

    Il Maurano dice che: "..L`eroico col. Ronco riesce a sfuggire alla cattura, insieme alla gloriosa bandiera del suo 75°...e continua nei giorni seguenti a battersi...in altri settori. Il gen. Gotti Porcinari assai più pingue ed anziano, cade prigioniero dopo avere esaurito i caricatori della sua pistola."
    La med di bronzo al v.m. Alliata Gianfranco di Montereale: "...il Generale, il quale era stato catturato armi alla mano, al suo posto di comando, investito da mezzi corazzati e fanterie nemiche dilaganti.., seppe tenere alto il prestigio e l`onore del soldato italiano,affrontando, le lusinghe e le minacce dei comandi inglesi che avrebbero desiderato ...la di Lui collaborazione. Per il suo fiero contegno il gen....fu trasferito ...nel più duro campo di prigionia(304)..., tanto duro che Egli vi contrasse la grave malattia che,...lo condusse a morte nel luglio del 1946, ad appena 58 anni."
    Quando i mezzi inglesi giunsero nei pressi del caposaldo del Porcinari, per ancora un paio d`ore circa dopo la sua cattura, furono fermati dai controcarro italiani e in tal modo continuò la resistenza.
    Mentre il col. Ronco a resistenza terminata approfittando del fumo che ricopriva la zona e impediva la visibilità* agli inglesi, si gettò nel burrone Mandria di Donne sfuggendo alla cattura.
    Ciao
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  8. #288
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    Re: Operazione Husky

    Mi sento in dovere di intervenire.
    Mio nonno, siciliano doc capitano 30 enne di art di cpl, della Div Napoli (54° rgt art ) sposato e padre di due figli, non scappò affatto ma fu uno dei protagonisti della battaglia di Solarino, combattè per 4 giorni senza lasciare mai le prime linee, sin quando senza munizioni, pur potendo andar via, si fece catturare insieme al suo colonnello, i due generali comandanti e pochi altri. Poco prima avevano ordinato ai soldati che nn volevano andarsene, di lasciare il posto.
    Mio nonno si fece 3 anni di prigionia in Egitto, e nel 48 fu decorato al VM.
    Quindi perfavore finiamola con sto fatto dei siciliani bla bla bla, perchè potrei elencare centinaia di siciliani che sono morti o non sono fuggiti o si sono fatti ammazzare pur di non arrendersi.Lasciate perdere i racconti e le dicerie di parte di certi storici inglesi che nn fecero altro che gettare fango, per coprire la grandssima ed inaspettata batosta subita dal 14 luglio in poi.
    Per molti di questi pseudo storici gli italiani, se combattevano lo facevano inutilmente , se nn lo facevano erano vigliacchi.Atteniamoci ai fatti che dicono bel altro, c'è il bellismo volume del Santoni che racconta tutto nel dettaglio .
    Husky che per molti strateghi allleati doveva concludersi in 10 15 giornri, fu un successo parziale, perchè l'obiettivo di intrappolare il nemico sull'isola nn riuscì.

    l'ufficiale di spalle in foto è MIO NONNO, comunque ci sono altre foto
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  9. #289
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    Re: Operazione Husky

    Quoto in pieno,e complimenti davvero per tuo nonno e per la bella fotografia, perchè ne conoscevo solo una della Napoli
    I complimenti a tuo nonno per la decorazione al V.M. sono d'obbligo perchè come sai dato la decisione politica presa nel dopoguerra di decorarne il meno possibile, è evidente che tuo nonno deve avere compiuto un gesto molto alto.
    Era ora che qualcuno che ha avuto qualche familiare in prima linea intervenisse per sfatare certe menzogne.
    Mi permetto di aggiungere il libro, ormai raro, scritto dal professor Gaetano Zingali, che è ricco di molte testimonianze e lettere dei maggiori protagonisti italiani, e americani, che rendono in parte la giusta riconoscenza.
    Cordialmente
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  10. #290
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    Re: Operazione Husky

    come sempre la storia la scrivono i vinti...............
    comunque il senso critico non deve portare al revisionismo storico a senso unico.
    Se noi del forum ci limitiamo a narrare giustamente i fatti la verità* verrà* messa in evidenza da sola, e l'obbiettività* paga!!!!.
    Husky a mio avviso non è stata un pieno successo solo nell'aver permesso ai tedeschi di andarsene, che per certi versi gli è stato permesso! ma anche per aver pensato che una volta che la piazzaforte di Augusta si era dissolta nel nulla la battaglia era vinta.
    Per una pianificazione per certi versi sbagliata, nonostante la mole di informazioni che si avevano, che a portato ad un pieno fallimento della parte aviotrasportata, e per l'egoismo dei suoi principali protagonisti: Patton e Montgomery, che li a portati a quella sfida a chi avrebbe raggiunto per primo Messina.
    Dall'altra parte non scordiamoci, sia gli italiani che i tedeschi, in fatto di tempismo non hanno certo brillato, avendo creduto che l'invasione sarebbe avvenuta da tutt'altra parte.
    E comunque la superiorità* di uomini e mezzi era netta.
    La linea da seguire, visto le 2 correnti che ci sono nel forum, penso sia che è vero che molti soldati, specie i Siciliani, visto che erano vicino casa, si sono arresi o sono scappati, ma molte volte non avevano scelta: armati di 91 e con le munizioni contate, per artiglieria avevano qualche preda bellica francese, per ore sono stati lasciati senza informazioni, molti della milizia costiera erano gente di una certa età* e spesso poco motivati.(Ricordiamoci cosa contro hanno combattuto!)
    Di contro nonostante tutto questo ci sono stati molti soldati e tra questi anche siciliani che hanno combattuto, e si sono fatti onore, da soli e fianco a fianco ai tedeschi.
    Vedi i carri a Gela, la battaglia di Solarino, la sacca di resistenza di cozzo telegrafo, il cotroattacco del ponte dei malati, la battaglia di Troina e al ponte primosole.
    E non dimentichiamoci che dietro tutto questo ci sono i 4000 morti alleati, che riposano nei 3 cimiteri del commonwealth ed a anzio, e i 4000 morti tedeschi del cimitero germanico di motta e i 4000 morti italiani.
    anche per questo abbiamo il dovere di non farci trascinare dalle polemiche e concentrarci sulla narrazione storica.
    questo è il mio pensiero
    NUMMERI
    di Trilussa 1944
    Conterò poco, è vero, diceva l'Uno ar Zero
    ma tu che vali?Gnente!
    Sia ne l'azzione come ner pensiero rimani un coso voto e inconcrudente.
    lo invece, se me metto a capofila de cinque zeri tale e quale a te,lo sai quanto divento? Centomila.
    È questione de nummeri.E' quello che succede ar dittatore che cresce de potenza e de valore
    più so' li zeri che je vanno appresso.

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