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Discussione: Operazione Husky

  1. #291
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    Re: Operazione Husky

    Interessante integrazione FestungMessina, bella la foto.
    Complimenti davvero a tuo nonno per la decorazione al V.M.
    Per quanto riguarda il mio pensiero, resta fermo su quanto già* espresso, faccio presente che in tutte le battaglie vi sono state diserzioni, ma addossare la croce come hanno fatto gli inglesi mi sembra francamente eccessivo, da notare che da parte americana è stato lodato invece il comportamento delle truppe italiane.
    Per quanto riguarda i tedeschi non potevamo certamente trattenerli sull'isola, ricordo (lo avevo già* scritto) che gli stessi tedeschi non permisero ai nostri di abbandonare l'isola in quanto avevano requisito tutto il galleggiabile per i loro materiali e uomini.
    Preciso che quanto detto, non vuol essere una polemica verso chi la pensa in maniera diversa.
    luciano

  2. #292
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    Re: Operazione Husky

    purtroppo la filosofia inglese è stata: Italiano se scappi sei un codardo, se combatti sei uno stupido. Inoltre visto che nell'operazione Husky hanno perso la sfida con gli americani, e rispetto a loro hanno avuto molti più "problemi".
    diciamo che gli inglesi hanno preferito dare merito ai tedeschi(quindi le motosiluranti diventavano tedesche e gli arditi diventavano Falshimjager)che ammettere che le avevano prese da quello che loro stessi avevano definito il penultimo esercito al mondo.
    Esclusa Troina gli americani praticamente non hanno avuto altre battute di arresto e hanno conquistato molto più territorio.
    Gli inglesi invece sono stati fermati sul simeto, a 10 km da Catania. da li in poi la battaglia ha preso un altro corso perchè i tedeschi hanno incominciao la ritirata.
    Per quanto riguarda l'abbandono dell'isola, certo non erano gli italiani che dovevano arrestare i tedeschi, ma gli alleati.
    Conquistati, nei giorni dello sbarco, i principali aereoporti, come Ponte olivo, Biscari e Comiso, avevano una base aerea fissa in Sicilia, inoltre gli aereoporti di Catania e Gerbini erano costantemente bombardati, quindi avevano anche la supremazia aerea. Quindi se avessero voluto rallentare la ritirata lo avrebbero fatto sicuramente.
    Per quanto riguarda le truppe aviotrasportate sicuramente i tedeschi hanno vinto la sfida visto che sono riusciti a spostare i paracadutisti dalla Francia al simeto senza intoppi, mentre sia li americani che gli inglesi hanno avuto ingenti perdite tra le truppe, sia tra i parà* che tra le truppe trasportate sugli alianti.
    Però il fallimento ha permesso di migliorare tutti quegli aspetti che poi hanno permesso la riuscita dello sbarco in Normandia
    NUMMERI
    di Trilussa 1944
    Conterò poco, è vero, diceva l'Uno ar Zero
    ma tu che vali?Gnente!
    Sia ne l'azzione come ner pensiero rimani un coso voto e inconcrudente.
    lo invece, se me metto a capofila de cinque zeri tale e quale a te,lo sai quanto divento? Centomila.
    È questione de nummeri.E' quello che succede ar dittatore che cresce de potenza e de valore
    più so' li zeri che je vanno appresso.

  3. #293
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    Re: Operazione Husky

    Citazione Originariamente Scritto da Marcocougars
    diciamo che gli inglesi hanno preferito dare merito ai tedeschi(quindi le motosiluranti diventavano tedesche e gli arditi diventavano Falshimjager)che ammettere che le avevano prese da quello che loro stessi avevano definito il penultimo esercito al mondo.
    Quoto
    luciano

  4. #294
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    Re: Operazione Husky

    Totino e Cocis mio nonno fu decorato perchè rischiò la vita di brutto e rischiò di rimetterci le penne quando poteva benissimo evitare, la battaglia di Solarino fu molto pesante, quasi corpo a corpo, ho un rapporto scritto da mio nonno in cui racconta in che condizioni erano, ma come di fatto bloccarono gli Inglesi per diversi giorni, sbarcati tranquillamente a Siracusa, e che attaccavano con navi aerei, fanterie ed artiglierie terrestri.
    Alla fine dei combattimenti il sig Montgomery era talmente incazzato che quando interrogò il Gen Porcinari e nn ebbe risposta, prese il portafoglio strappando le foto di famiglia del generale, che poi per ripicca fu schiaffato in un campo di prigionia in Egitto senza nessun riguardo, ed infatti si ammalò e solo l'intervento di Re Giorgio, amico del Principe Umberto che aveva avuto Gotti Porcinari come ufficiale di ordinanza, permise il suo ritorno in Italia dove morì a seguito della malattia contratta in prigionia.

    Io parlo di fatti, nn di polemiche,nessuno vuole fare revisionismo, ma solo raccontare verità*.
    Non è vero che gli alleati lasciarono andar via il nemico in continente, ma semplicemente nn riuscirono a fermarlo a Messina ( che fu spianata) nonostante la superiorità*, ciò per un sacco di motivi di natura tecnica, dato che per la prevalente mentalità* aviatoria pensavano di fermare il nemico con gli attacchi aerei ,che però dovettero vedersela con la flak glocke dello stretto, composta sia da batterie flak che Dicat di Messina.
    Gli alleati ( che se attaccavo senza appoggio aereo e navale prendevano legnate) sottovalutarono le capacità* del nemico che organizzò una difesa terrestre formidabile, alla quale perteciparono sempre gli italiani ( le capacità* tedesche sono state quasi mitizzate quando invece spesso e volentieri erano gli italiani a combattere nelle prime linee permettendo la ritirata tedesca ),come : gli Arditi (riveriti persino dai diavoli vedi, il che è tutto dire) a Primosole (furono loro a scaccaire per la prima volta gli inglesi dal ponte ), Aosta ed Asietta a Tusa e Troina, la Livorno a Nicosia, la Napoli ad Agira, la difesa porto E di Catania, la 213 div costiera ecc ecc.Senza contare che la 206 div costiera resistette per 2 giorni prima di arrendersi insieme al suo generale, il validissimo Achille D'Havet. La piazza di Augusta fu lasciata preventivamente da chi pensava di facilitare il compito agli alleati ,che però dovettero fare i conti con le linee difensive approntate davanti e dietro all'Etna.Circa mas motosiluranti che operarono in Sicilia e Messina è bene fare alcuni nomi, il CV. Mimbelli comandante di squadriglia, coadiuvato dal CC Lenzi collega del'eroico messinese CC Todaro. A Messina operò anche il STV RIZZO figlio dell'ammiraglio milazzese, che poi morì nel 44 a portoferraio.
    Vi cito alcune affermazioni che riprendo dalla mia pubblicazione. Queste frasi sono a cura di ufficiali alleati e nn italotedeschi.

    Il Generale Eisenhower affermò riferendosi ai soldati Italiani: "Se queste truppe non sono vittoriose su qualunque campo di battaglia, è certamente perché attaccate da forze numericamente troppo superiori".

    L`ammiraglio inglese Morrison affermava: "I generali Alleati immaginavano di essere loro a costringere il nemico ad indietreggiare mediante una serie di brillanti offensive. In effetti invece l`Asse stava effettuando una serie di azioni di retroguardia allo scopo di proteggere la ordinata evacuazione della Sicilia. Che fu eseguita con successo completo."

    In un articolo del quotidiano Il Giornale di Sicilia, datato 27 agosto 1943, un gruppo di piloti Inglesi in licenza, che aveva operato sui cieli di Sicilia affermavano:
    "Non riusciamo a comprendere perché in taluni nostri ambienti si continua a credere e a dire che la Campagna di Sicilia sia stata facile. Essa ci è costata terribilmente cara sia in vite umane che in materiali,tanto in terra, che nel mare e nel cielo. I nostri nervi erano a pezzi e le nostre menti completamente esaurite. Mai eravamo stati messi alla frusta come in questa Campagna. In Sicilia l`Etna non era il solo vulcano, poiché nella seconda fase della battaglia ogni metro del suolo Siciliano ribolliva di fuoco, peggio di un vulcano acceso. Anche nella nostra arma le perdite sono state di gran lunga superiori a quanto il nemico sinora abbia denunciato. Non sappiamo perché si seguiti a ritenere tanto facile la Campagna di Sicilia. Non sarebbe certamente di questo parere anche il più rozzo soldato di qualunque arma che ad essa abbia partecipato".

    Lo stesso Feldmaresciallo Kesselring, spesso sprezzante con gli Italiani, dovvette ammettere" Mi corre l`obbligo di constatare che le unità* Italiane operanti a fianco dei reparti Tedeschi si batterono splendidamente".

    Per chi volesse c'è sempre il mio volumetto che racconta cosa successe durante la fase di contenimento in seguito allo sbarco, e le operazioni nello stretto di Messina in relazione alla ritirata dell'esercito Italotedesco sul continente

  5. #295
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    Re: Operazione Husky

    Mi fa piacere che il topic si sia riaperto.
    Per quello che so, in verità* gli americani furono fermati anche ad Agrigento per ben 5 giorni dal 177°, 10° bersaglieri e dalla costiera. Lì incontrarono una resistenza talmente forte che fu mandato a vuoto uno sbarco alleato a San Leone (Agrigento). Gli americani poterono entrare ad Agrigento solo intorno alle 21 del 16 luglio, e non per resa, ma per l`impossibilità* di resistere ancora contro la superiorità* nemica. A memoria del Gen. Quercia, Radio Londra elogiò la fiera resistenza degli italiani. Mentre per il Morison : " gli italiani combatterono virilmente per Agrigento ".
    Riguardo ai siciliani ed all`evacuazione, gli ultimi a rimanere a Messina furono quelli della costiera e contraerea ed erano per gran parte siciliani.
    I Siciliani non disertarono soltanto ma combatterono, e combatterono anche bene, e ad esempio il col. Primaverile, comandante del 123° reggimento di fanteria costiera, appartenete alla 206°, lo testimonia, quando racconta che Il 123°era composto da tre battaglioni. Il 542°battaglione, non composto- a differenza degli altri 2- da soldati Siciliani, era di riserva essendo dislocato in posizione arretrata anche rispetto al comando di reggimento, ma non si comportò in maniera molto gloriosa, ad eccezione di una compagnia aggregata, al 243° btg del 122° regg., che combattè con onore. Gli altri due battaglioni (383° e 381°), schierati sulla costa e composti quasi tutti da siciliani ufficiali compresi " fecero bravamente il loro dovere."
    Ovviamente la disparità* di fuoco era enorme anche per la superiorità* dell`artiglieria navale. E " l`effetto fu indescrivibile. Sotto quelle bordate il terreno colpito ne sembrava sconvolto, spianato; molte cose sparivano addirittura. Una bordata sommerse le postazioni e travolse i pezzi. Tuttavia la fanteria,..in quella inconcepibile situazione, oppose fiera resistenza alle truppe sbarcate..."
    Al momento della traversata dello stretto:"...Durante la traversata, accovacciati sul fondo dello zatterone, ci guardammo l`un l`altro. Non eravamo più soldati, ma fantocci vivi, senz`anima. Occhi pieni di sgomento e di terrore, volti resi pallidi...da tutto quello che avevamo sofferto; corpi incurvati dal peso della disfatta, di cui però non portavamo la vergogna. Le uniformi erano sporche e lacere, alcuni erano scalzi. Avevamo abbandonato...lo zaino, il pastrano, le cose personali, ma nessuno aveva abbandonato il fucile."
    Riguardo all`evacuazione ordinata che fu un vero successo, il Montgomery dice che per "...incredibili errori... la campagna ebbe un esito insoddisfacente e le forze tedesche riuscirono a ritirarsi in Italia attraverso lo stretto di Messina..."
    ..." Il Montgomery ammette solo che i compiti erano quelli dell`attacco dell`isola, della cattura degli aeroporti e dei porti, e che nessuna decisione era stata presa su come sviluppare la campagna una volta sbarcati. In più accenna alla mancanza di un vero piano e chiaro, e scarica l`insuccesso sulle spalle degli americani colpevoli a suo dire di essersi spinti ad ovest verso Palermo facendogli perdere l`occasione di accerchiare l`Etna e la cattura di Messina.
    Ma La mancanza di un piano sembra smentito da un rapporto dello stato maggiore canadese: " In una lettera del 10 giugno al gen. Simmonds..., il gen. Leese...aveva comunicato che gli autori del piano speravano che una spinta vigorosa effettuata dall`ala destra dell`VIII Armata avrebbe potuto permettere di dominare lo stretto di Messina fin dall`inizio, di isolare il nemico nell`ovest e di preparare le via all`invasione dell`Italia."
    E dal Morison secondo cui " vi era un`intesa per cui i britannici avrebbero tentato di raggiungere rapidamente Messina e di dominare lo stretto, mentre gli americani avrebbero protetto il loro piano e catturato importanti aeroporti... Non appena la conquista di Messina fose stata assicurata( da Montgomery), le due Armate avrebbero manovrato allo scopo di circondare il nemico...a settentrione e ad occidente del... Etna e di impedire la...sua fuga in Italia. Questo era ciò che si sarebbe dovuto fare e ciò che il gen. Alexander sperava di fare; ma egli fu ostacolato...dalle forze dell`Asse nella pianura di Catania."
    Ciao
    ... Oh si, credo che l'inferno di Satana sia nulla di fronte alla lotta sostenuta nella piana di Gela!
    T.Col. Dante Ugo Leonardi 34° rgt ftr Livorno[left:3plznhey][/left:3plznhey]

  6. #296
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    Re: Operazione Husky

    Ottime integrazioni FestungMessina e Totino :P :P :P
    luciano

  7. #297
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    Re: Operazione Husky

    Certo Totino, il mio intento era quello di ravvivare il topic in modo da incominciare un dibattito, perchè così l'opera di assemblamento che sto conducendo(su invito di Norby, per poter realizzare un articolo da postare nella prima pagina di WW)si arricchisce anche di una certa critica, e non diventa una semplice copiatura di parti di libri.
    e comunque anche il nostro dibattito migliora e diventa più interessante.
    A tal proposito chiedo a Festung di postare la menzione al VM di suo nonno in modo da poter aver altri spunti inediti sulla battaglia di Solarino. e tutto quanto lo ricorda.
    Chiaramente ai soli fini del forum.

    Altra precisazione che voglio fare è sul mio pensiero sugli italiani e sui soldati siciliani.
    Anche io concordo in linea generale sula fatto che gli italiani si sono battuti con onore e in alcuni casi anche validamente suscitando l'ammirazione di nemici e alleati.
    Se no non avrei postato su questo tread il racconto dell'attacco degli arditi di Donia al ponte primosole e il fallito attacco delle motosiluranti alla Prince Albert durante lo sbarco del 3 commando ad agnone bagni.
    Sono solo meno trionfalista su tutti i fatti narrati e anche più realista sul fatto che sono veri anche i fallimenti e le diserzioni.
    Se consideriamo tutta la guerra di esempi di eroismi ne possiamo citare moltissimi, penso ai ragazzi della folgore ad El Alamein, gli alpini della Julia in Russia ma chiaramente sappiamo come sono andate a finire.
    Sull'evaquazione dei tedeschi dalla Sicilia invece penso invece che è stato solo un errore strategico perchè anche se gli alleati effettivamente si sono fatti intimorire dall'orografia dello stretto di messina e dalle difese li predisposte, tecnicamente erano più che capaci di ostacolarlo se no fermarlo.
    Senza fare processi alle intenzioni, che allora si dovrebbero fare anche per le forze dell'asse, vorrei ricordare che nei piani di Alexander gli americani dovevano convergere su Vizzini quindi la pressione sulla piana sarebbe stata totalmente diversa, invece in quella sfida folle tra Montgomery e Patton, gli inglesi con un colpo di mano si sono spostati anche su Vizzini, per spingere gli americani più a ovest, quest'ultimi inoltre hanno pensato di conquistare Palermo quando nei piani non era un obbiettivo primario.
    Questa è il resoconto di Atkinson che condivido:

    Kesserling aveva già* capito che la Sicilia era persa, anche se continuava a ripetere che i tedeschi avrebbero tenuti inchiodate fino a 12 divisioni. Mentre a Berlino si chiedevano chi immobilizzava chi! E memore di Stalingrado e Tunisi, già* prima dello sbarco aveva dato direttive sul fatto di risparmiare il materiale umano. Quindi già* i tedeschi avevano deciso di non difendere ad oltranza l`isola, e infatti il 26 luglio veniva già* ordinato di preparare l`evaquazione. Ma il tutto senza allertare gli italiani.
    La difesa dello stretto fu affidata all`eccentrico colonnello dello Schleswing-Holstein, Ernst Gunther Baade.
    La sua opera fu completata il 10 agosto, e Messina possedeva le opere di difesa più potenti di tutta Europa.
    Sui 3 km di mare dello stretto si spalancavano 500 bocche da fuoco, e ben mimetizzati erano stati costruiti più di 10 approdi.
    Inoltre aveva riunito 33 chiatte, 76 barche a motore e circa 10 Siebel, che erano stati progettati per l`invasione dell`Inghilterra.
    Infine furono create riservette strategiche di viveri per le retroguardie.
    Ai primi di agosto in piena tranquillità*, lasciarono lo stretto, 12000 soldati e 4000 mezzi.
    Kesserling aveva previsto che l`evaquazione avrebbe richiesto 5 notti, e fu predisposta una rigorosa coreografia.
    Le unità* arretrarono su 5 linee successive di difesa e furono facilitate dalla forma affusolata di questa parte dell`isola.
    Man mano che si arretrava, fu distrutto tutto il materiale che non si poteva portare via.
    Quindi non fu difficile ai comandanti italiani comprendere cosa stava avvenendo, quindi anche loro incominciarono la smobilitazione, anche se con discrezione.
    Senza informare Berlino e Hitler, Kesserling, alle 18 di giorno 11 agosto diede via all`operazione Lehngrag, proprio mentre gli americani di Bernand erano arrivati a Brolo e combattevano aspramente con i tedeschi, li asseragliati.
    La prima a partire fu la divisione Hermann Goring, che si accalcarono sui traghetti e le chiatte insieme anche a molti feriti e i malati di malaria.
    La meta erano delle lampade ad olio sui moli schermate ai ricognitori alleati da teli mimetici, e ci volevano 30 minuti navigando a 6 nodi.
    Tutti erano accumunati da un unico timore e stavano con gli occhi puntati al cielo per cercare di captare il ronzio degli aerei, che avrebbe significato il fine della corsa.
    Aerei che non arrivarono mai, perché gli alleati non avevano previsto un piano anti evaquazione prima dell`inizio di Husky e non ne approntarono uno ora che l`operazione stava finendo.
    Disattenzione o megli negligenza offri quella opportunità* che manco ai tedeschi in Tunisia, e cioè andarsene indisturbati.
    Ai primi di agosto i servizi segreti avevano captato vari indizi che li dovevano indirizzare su questa strada, come l`assegnazione di traghetti alle divisioni tedesche e messaggi sulle scorte di carburanti e sulla dotazione di palloni di sbarramento.
    Ma il 10 agosto Algeri affermò che non cerano le prove certe che il nemico stesse evaquando o si apprestava a farlo.
    Alexander si era accorto dei preparativi e scrisse all`ammiraglio Cunningham e al maresciallo dell`aria Tedder, praticamente scrivendo che si augurava che esisteva un piano coordinato per affrontare questa eventualità*.
    Ma Montgomery tirò la conclusione più ovvia: La verità* è che non esiste nessun piano.!!!
    Alle 22 del 14 agosto, quando l`evaquazione era al suo 4° giorno, Alexander ricomunicò a Tedder che risultava che l`evaquazione era incominciata, quando da qualche ora il comando alleato aveva diramato una nota che non risultava nessuna evaquazione in larga scala.
    Visto l`orografia della zona, uno stretto di mare racchiuso da due catene montuose, i piloti alleati avevano timore ad avvicinarsi, ed effettivamente Baade aveva predisposto una difesa antiaerea efficace, ma non fu tenuto conto che quasi tutta la produzione del nuovo Flack 81 da 88 mm, il solo in grado di raggiungere gli 8000 m a cui viaggiavano i B 17, era stata annientata in Tunisia.
    Ma ugualmente i comandi alleati preferirono continuare le sortite su Napoli e Bologna.
    E gli aerei meno potenti usati in Sicilia preferirono non avvicinarsi troppo a Messina.
    Su 10 mila sortite effettuate da caccia e bombardieri alleati, tra fine luglio e metà* agosto, soltanto un quarto colpi obiettivi vicino a Messina.
    I B17 prima dell`evaquazione bombardarono lo stretto 3 volte mentre il 13 agosto tutta la flotta fu mandata a bombardare lo scalo ferroviario di Roma.
    Uguali timore esisteva nei comandanti delle unità* navali e a differenza della Tunisia Cunningham appoggiato da Hewitt era certo che non c`era modo di contrastare le difese di Baade.
    Solo piccole unità* compirono inefficaci sortite di disturbo, mentre le grandi navi stavano lontane, tanto che lo stratega Fuller affermò che le 2 marine più grandi del mondo avevano cessato di avere una mentalità* marittima.
    Non ci fu una solo riunione degli alti comandi per discutere la questione, e non c`è stata una sola richiesta a Eisenhower per far dirottare i bombardieri strategici e altre risorse per uno sforzo supremo.
    Ormai il tutto era dirottato a pensare all`invasione dell`Italia a settembre.
    Ma Eisnhower il 13 agosto incominciò a pensare alla questione in maniera nervosa, e pur a letto per affaticamento incominciò a parlare di quello che la storia avrebbe chiamato il suo erroe: non aver pensato da subito, nell`operazione Husky, di sbarcare le truppe su entrambe le coste dello stretto, bloccando così ogni possibile via di fuga dalla Sicilia.
    E anche i tedeschi incominciarono a meravigliarsi della totale assenza di contrasto da parte alleata, specie il comandante della flottiglia di Messina, il capitano Gustav von Liebenstein.
    Il tutto si svolse nella massima tranquillità* che si azzardarono anche degli attraversamenti durante il giorno, al mattino presto, all`ora di pranzo e a quello del tè, secondo le usanze anglosassoni.
    Il comandante italiano del porto di Messina, lasciò la città* il 16, dopo aver minato i moli, e a retroguardia rimasero 200 granatieri tedeschi, a 6 km dalla città*.
    Inoltre molte strade furono fatte saltare come la SS 113.
    Ma anche questi se ne andarono, l`evaquazione fu completata il 17 agosto, con una barca tedesca che raccoglieva una pattuglia italiana di 8 uomini, mentre gli americani entravano in città*.
    Ora in Calabria si trovavano 40000 tedeschi, 70000 italiani e 10000 veicoli, più di quelli che i tedeschi avevano portato in Sicilia, frutto di una razzia sistematica condotta durante la ritirata.
    Inoltre erano stati evaquati 13500 feriti, 47 carria rmati e gli italiani riuscirono a portare con se anche una dozzina di muli.
    Tanto che un maggiore britannico disse che i tedeschi avevano fatto una ritirata molto abile e quasi interamente secondo i loro piani e non i nostri.
    Kesserling omettendo il fatto che aveva subito ingenti perdite, e che molti erano stati colpiti dalla malaria disse che tutte quelle forze erano pronte ad entrare in azione, ma chiaramente era lontano dalla verità*
    Comunque saranno quelle divisioni che effettivamente uccideranno migliaia di soldati angloamericani.
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    di Trilussa 1944
    Conterò poco, è vero, diceva l'Uno ar Zero
    ma tu che vali?Gnente!
    Sia ne l'azzione come ner pensiero rimani un coso voto e inconcrudente.
    lo invece, se me metto a capofila de cinque zeri tale e quale a te,lo sai quanto divento? Centomila.
    È questione de nummeri.E' quello che succede ar dittatore che cresce de potenza e de valore
    più so' li zeri che je vanno appresso.

  8. #298
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    Re: Operazione Husky

    gli arditi erano al comando del maggiore Vittorio Marcianò del II battaglione su tre compagnie
    Guarda che nn è vero che nello stretto non ci fossero gli 88/71, ma c'erano tuti i tipi di 88 i i 105, ed i 90/53 Ansaldo della Dicat Milmart, migliori degli 88 . Addirittura era stata formata iin Calabria nel maggio 43 la 22° flak brigade con due sottogruppi, che sia aggiunse alle artiglierie del colonnello Baade raggruppate in schwere flak abtailungen (battaglioni di art pesante). Circa le quote massime questi cannoni arrivavano ad 8000 metri, che era quasi la quota massima dei B17 e B24 che volavano a circa 20 -21000 piedi, cioè circa 7 8 mila metri.Ti assicuro che dal maggio all'agosto 43 i bombardamenti furono fatti senza soluzione di continuità* da ogni tipo di aereo disponibile. Tanto è vero che i piloti coniarono il detto Messina in a Mess, Messina nei guai. Lo stretto era l'obiettivo primario con precedenza assoluta.

    A luglio arrivò tra tanti altri reparti di artiglieria e genio, il 616 marine atillerie battalion con 4 batterie di cannoni a 170 mm morserlafette che impedirono qualsiasi avvicinamento dal mare all'interno dello stretto, nel quale transitavano i mezzi navali italiani armati con pezzi da 76 e 20 mm e tedeschi sotto il controllo del cap di V. VonKampz e di Freg Von Liebenstein ,anche essi armati con pezzi da 88 o 20 mm. La realtà* è che gli alleati nn riuscirono a far nulla contro questa imponente difesa che contava circa 350 400 pezzi di artiglieria di vara natura. Infatti mentre i bombardieri pesanti scaricavano tonnellate e tonnelalte di esplosivo su Messina e le vie per arrivare ad essa,i caccia e cacciabombarieri mitragliavano e spezzonavano i mezzi navali e le aree circostanti, ma tutto fu inutile. Tantomenoi riuscirono a sfondare le difese terrestri basate su 4 linee progressive di difesa ad oltranza e 3 di evcuazione, più un ultima area difensiva attorno Messina , infatti sino all'ultimo giorno effettuarono vari sbarchi aggiranti detti leapfrog, tutti vani. Considera anche che nel 43 gli alleati avevano previsto delle operazioni di aviolancio su Messina Milazzo, Isole Eolie, Villa San Giovanni e Reggio

  9. #299
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    Re: Operazione Husky

    Ciao Marco, giusto che ci sia una critica, perchè così si ravviva il topic, e sono daccordo con te che in tal modo il dibattito diventa più interessante.
    Per quanto mi riguarda non credo di lasciarmi andare troppo a trionfalismi,volando con ali di carta, perchè la storia non la scrivo io e basta il Faldella per leggere la sfilza di nomi di decorati al V.M.
    Da quando sono nato ricordo che non si è fatto altro che affibbiare a questa campagna l'immagine di una passeggiata alleata e dall'altra parte quella del soldato italiano vile, di ufficiali italiani incompetenti, con i tedeschi visti come gli unici ad essersi battuti, con coraggio, tacendo invece delle repentine ritirate a scapito degli italiani, senza distinguere le diserzioni volontarie dai casi di diserzione forzata dovuta agli scavalcamenti del fronte nemico. E purtroppo questa immagine ce l'hanno molti anche qui. Non si tratta di sopravvalutare l'operato del regio esercito facendoli passare tutti quanti per eroi, ma semplicemente di riconoscergli il giusto merito e onore dopo anni in cui si è narrato di questa campagna quasi sempre in una direzione. Io anche se non ho il dono della verità* rifiuto la convergente e conveniente immagine che degli italiani hanno dato gran parte degli angloamericani che dei tedeschi, ed anche certi italiani. E con tutto rispetto penso che chi vuole o voluto solo sminuire il valore degli italiani deve dimostrarlo coi fatti, evitando di accostare a certi episodi tutto il loro operato. Per questo spesso riporto brani e testimonianze scritte, e non per fare un semplice copia ed incolla.
    Cordialmente
    ... Oh si, credo che l'inferno di Satana sia nulla di fronte alla lotta sostenuta nella piana di Gela!
    T.Col. Dante Ugo Leonardi 34° rgt ftr Livorno[left:3plznhey][/left:3plznhey]

  10. #300
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    Re: Operazione Husky

    anche i tedeschi spesso fuggivano, e dopo Gela il comandante dellea Fjpzgr Duiv H Goering sollevò dall'incarico i comandanti di reggimento madandoli sotto processo per scarsa attitudine al combattimento, invece il Ten Col Gianquinto comandante del II battaglione del 5 Rgt fant Aosta du decorato di croce di ferro dopo la battaglia di troina. Coi suoi uomini fece 24 contrattacchi contro il nemico

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