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Discussione: Operazione Husky

  1. #341
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    Re: Operazione Husky

    Con ritardo, ottime integrazioni Totino
    Interessanti Hassel75 i link
    luciano

  2. #342
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    Re: Operazione Husky

    ciao totinciao marco cougars ciao a tutti
    bravo totino bel lavoroooooooo
    caro marco le voci sono tante sul carro armato. e qualcuno lo ha raccontato a modo suo del luogo ove giace.
    comunque appena possiamo dobbiamo andare nella zona di grammichele per quello che ho detto tempo fa'
    a prestooooooo
    chi combatte può anche perdere - chi non combatte ha già perso

  3. #343
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    Re: Operazione Husky

    Complimenti vivissimi a totino per l'eccellente intervento sullo sbarco a Licata. Foto e cartine molto interessanti.
    Vorrei comunicarvi che il mio ultimo saggio su una pagina dell'Operazione Husky è terminato. E' intitolato "Ignis in Corde - La battaglia degli Iblei 10-16 Luglio 1943". Sarà* pubblicato dal Cetro Servizi Culturali del Comune di Ragusa. Non sarà* distribuito nelle librerie, per cui, chi fosse interessato, può contattarmi al 366-6895210 o all'indirizzo domenico.anfora@alice.it
    In calce invio la presentazione, la premessa e l'indice:

    PRESENTAZIONE

    Nella punta sud-orientale della Sicilia, tra il 10 e il 16 luglio 1943, sulle bianche e calcaree cime arrotondate o pianeggiati dei Monti Iblei, sui suoi versanti ripidi e sulle cave scavate dai poveri corsi d`acqua siciliani, sui suoi campi coltivati e suddivisi in terrazzi delimitati da muretti a secco, si sviluppò una dura battaglia tra le avanzanti truppe britanniche appena sbarcate sulle spiagge del golfo di Noto e di Capo Passero, e le truppe italo-tedesche schierate a difesa. Per le unità* dell`Asse i Monti Iblei rappresentavano il baluardo per contenere la marea nemica che, conquistate le spiagge, puntava sulla Piana di Catania, per poi dirigersi su Messina e bloccare la via di ritirata alle truppe italo-tedesche verso la penisola italiana.
    L`importanza dei Monti Iblei nei piani difensivi dell`Asse si rileva anche dal Promemoria n° 5S del gen. Alfredo Guzzoni, comandante delle truppe italo-tedesche in Sicilia:
    "TENTATIVO DI SBARCO INTERESSANTE LA CUSPIDE SUD ORIENTALE DELL`ISOLA
    â?¢ Le forze in difesa costiera e gli elementi vari di rinforzo già* a loro disposizione resistono sul posto ad oltranza.
    â?¢ I gruppi mobili intervengono a difesa degli aeroporti o sono impiegati in rinforzo ai gruppi tattici.
    â?¢ I gruppi tattici intervengono nelle medesime forze indicate ai comma a), b) e c) per il caso precedente (eventuale sbarco ad occidente).
    Nella eventualità* c) (le forze in difesa costiera sono sostanzialmente superate e il nemico procede in massa verso l`interno) si tenga presente l`importanza che assume il possesso della displuviale degli Iblei e delle propaggini che se ne distaccano, per arrestare ed appena possibile contro manovrare l`avversario che tendesse verso l`interno, lavorando tra la piana di Gela, quella di Catania e quella di Pachino.
    Detta displuviale deve essere mantenuta e difesa a qualunque costo".
    I Monti Iblei, dunque, eretti ad enorme caposaldo della difesa italo-tedesca.
    L`autore, raccolti numerosi documenti provenienti dai vari paesi belligeranti (Italia, Germania, Regno Unito, Canada e USA), testimonianze, fotografie, cartine, ha ricostruito quei sette giorni di guerra decisivi per la campagna militare di Sicilia, da vari punti di vista: i civili, i soldati, gli ufficiali, i comandi. Macrostoria e microstoria, attraverso episodi personali, combattimenti, bombardamenti, fame e sofferenze. Si raccontano gli scontri di Noto, Floridia-Solarino, Ispica, Comiso, Priolo-Augusta, Francofonte, S. Pietro di Caltagirone, Vizzini, Grammichele, con i quali gli anglo-americani hanno estromesso le truppe italo-tedesche dagli Iblei.
    Dopo tre anni da Dunkerque, gli anglo-americani rimettevano piede in Europa, partendo proprio dalla Sicilia sud-orientale. Soldati di cinque nazioni si scontravano in quell`estremo lembo dell`Italia, guidati da condottieri quali Montgomery, Dempsey, Leese, Wimberley, Berney-Ficklin, Kirkman, Simonds, Urquhart, Currie, Richards per i britannici, Guzzoni, Rossi, Gotti Porcinari, d`Havet, Ronco, Busalacchi per gli italiani, Conrath, Schmalz, Heilmann e Walther per i tedeschi, Bradley, Middleton e Anckorn per gli americani.
    Fu il primo passo della lunga, sanguinosa ed estenuante campagna d`Italia.




    PREMESSA

    "Ignis in Corde", cioè "Fuoco nel Cuore", era il motto del 75° reggimento di fanteria del Regio Esercito, in organico alla 54a divisione "Napoli". Nell`estate del 1943, alle porte dello sbarco in Sicilia degli anglo-americani, tale reggimento era schierato sui Monti Iblei, vasto tavolato che occupa l'intera punta sudorientale dell'isola, dal mar Ionio al mare di Sicilia e che ha avuto origine dalla sovrapposizione di più strati di sedimenti calcarei. Il 75°, con comando a Palazzolo Acreide, aveva il compito di agire a protezione della piazzaforte di Augusta-Siracusa e, eventualmente, verso la piana di Gela, contrattaccando le teste di sbarco nemiche.
    Il colonnello Francesco Ronco, comandante del 75°, per svolgere il suo compito aveva a disposizione una forza organica di 3.279 uomini, suddivisi in un comando e compagnia comando, 3 battaglioni di fucilieri (costituiti da una compagnia comando, 3 compagnie fucilieri, e una compagnia armi d`accompagnamento e c/c), una compagnia zappatori ed una cannoni c/c da 47/32. Il giorno dello sbarco gli furono messi a disposizione anche il gruppo mobile "D", i gruppi artiglieria X e XVI da 105/28 , la compagnia cannoni divisionale da 47/32 , la 354a batteria a/a da 20 mm e il 54° battaglione mortai. Dunque, Ronco aveva una forza di circa cinquemila uomini, di cui molti logorati dalla campagna di Russia con gli arti piagati per i congelamenti, altri malarici o scabbiosi, dal morale basso per la situazione generale più che precaria, dal vestiario e dall`equipaggiamento in cattive condizioni, dall`armamento nettamente inferiore al nemico, dal pessimo e insufficiente vitto, dai continui bombardamenti aerei. Le armi a disposizione (oltre a quelle portatili) erano 18 carri armati da 10 tonnellate (residuati bellici francesi), 16 vecchi cannoni risalenti al 1913 privi di proietti perforanti (indispensabili per il tiro controcarro), una ventina di cannoni controcarro da 47/32 (inefficaci contro i carri da 30 tonnellate americani), mortai da 81 e da 45, mitragliere da 20 mm per il tiro antiaereo e mitragliatrici Breda e Fiat da 8 mm. Gli unici pezzi moderni erano i quattro obici 75/18 del gruppo mobile "D".
    Con questo armamento, con questa forza insufficiente, con questo morale basso, privi di protezione aerea, privi di automezzi per la fanteria, i fantaccini del 75° attaccarono e combatterono per quattro giorni contro due divisioni britanniche, appoggiate da due reggimenti corazzati, da due reggimenti d`artiglieria e dall`aviazione. Sparsi sugli altipiani iblei, precipitati nei ripidi versanti, negli strapiombi e nelle cave attraversate dai corsi d'acqua, c`erano tanti corpi inerti di militari italiani. Il 75° fu sconfitto, lasciando sul campo circa 200 caduti e 800 tra dispersi e feriti, dimostrando un ardore ed un coraggio degno di una causa migliore, meritandosi il motto "Ignis in Corde" e guadagnandosi una medaglia d`argento alla bandiera . I singoli militari del 75° e delle unità* ad esso aggregate si guadagnarono per il loro valore 36 decorazioni.
    INDICE

    Abbreviazioni..................................... .................................................. ...................................pag. 1
    Presentazione..................................... .................................................. ......................................... 2
    Premessa.......................................... .................................................. ........................................... 3
    Ringraziamenti.................................... .................................................. ....................................... 4

    1° Capitolo: Antefatto......................................... .................................................. ...................... 5
    Operazione Husky 5 – Le forze contrapposte 5 – La difesa dell`isola 8 - La 54a divisione di fanteria "Napoli" 10 - Criteri generali d`impiego della 54a divisione 12 - Efficienza dei reparti 13 - Il morale delle truppe 15 - Lavori difensivi 17 - La difesa aerea 18 - I servizi divisionali 20 - Progetti di allarme 21 - Il 107° Deposito di Vizzini 22 - Lo spionaggio 23 - I bombardamenti 25 - Condizioni sanitarie 28 - Situazione alimentare 29 - La difesa costiera 29 - In attesa dello sbarco 31

    2° Capitolo: Lo sbarco............................................ ......................................... 34
    La flotta anglo-americana 34 - Gli aviosbarchi 35 - Lo sbarco sulle spiagge 38 - Lo sbarco del XIII corpo d`armata 40 – Cassibile 42 – Avola 44 – Noto 45 - Lo sbarco del XXX corpo d`armata 46 – Scoglitti 50 - Il contrattacco della 206a 53

    3° Capitolo: Il contrattacco italo-tedesco........................................... .................... 58
    Il contrattacco del gruppo tattico di Canicattini 58 - Gli ordini di contrattacco 61 - La via crucis della colonna Ronco 62 - La presa di Siracusa 65 - I civili nella bufera della guerra 66 - Aeroporto S. Pietro di Caltagirone 67 - La battaglia di Solarino 70 - Guerra sul litorale ionico 75 - Contrattacco verso Gela 77

    4° Capitolo: La difesa degli Iblei e degli Erei.............................................. ........... 80
    La strage di Comiso 80 - La ritirata italo-tedesca 81 - La resa della 206a divisione 82 - La caduta di Palazzolo Acreide 86 - Il Deposito deve saltare 91 - La caduta di Solarino 91 - La fine della colonna Ronco 97

    5° Capitolo: La linea Caltagirone – Vizzini – Agnone............................................ .. 105
    La caduta di S. Pietro di Caltagirone 105 - Le stragi di Biscari 108 - I due ponti 113 - La battaglia di Francofonte 116 - La battaglia della stazione di Vizzini-Licodia 120 - La prima fase della battaglia di Vizzini 126 - La seconda fase della battaglia di Vizzini 129 - La terza fase della battaglia di Vizzini: la conquista 139

    6° Capitolo: Nella Piana di Catania........................................... ......................... 148
    Grammichele e Caltagirone 148 - Militello e Scordìa 152 – Palagonia 154

    Conclusione....................................... .................................................. ....... 158
    I giorni della battaglia 158 - Gli scontri decisivi 158 - Il costo della battaglia 159 - Il comportamento delle unità* 159 - I comandanti 164 - Analisi e considerazioni tattiche 165 - Il ritorno 165

    Bibliografia...................................... .................................................. ......... 167
    Allegato n° 1................................................. .............................................. 170
    Allegato n° 2................................................. ............................................. 173
    Allegato n° 3................................................. ............................................. 179
    Domenico Anfora

  4. #344
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    Re: Operazione Husky

    Ottime integrazioni Mimmo
    luciano

  5. #345
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    Re: Operazione Husky

    Mimmo complimenti davvero per il nuovo libro.
    E' questo il libro di cui mi avevi parlato?
    ... Oh si, credo che l'inferno di Satana sia nulla di fronte alla lotta sostenuta nella piana di Gela!
    T.Col. Dante Ugo Leonardi 34° rgt ftr Livorno[left:3plznhey][/left:3plznhey]

  6. #346
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    Re: Operazione Husky

    .. non si scrive mai maiuscolo nei forum .... ma quando ci vuole. ci vuole........ AD MAJORA!
    cerco e scambio wehrpass linea Gotica adriatica

  7. #347
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    Re: Operazione Husky

    Totino, non ricordo di quale libro ti ho parlato. Io ho scritto "La cresta a coltello" nel 2006, stampato da una tipografia. Nel 2007 lo stesso testo ampliato è stato pubblicato dalla "Parisi Editore". Nel 2008 ho stampato "Uomini e storie del Deposito Munizioni di Vizzini". Lo stesso anno avrei voluto far pubblicare una terza edizione de "La cresta a coltello", considerando il corposo materiale raccolto nel frattempo, ricevuto dagli uffici storici di SME e SMA e dagli archivi reggimentali americani e britannici. Documenti, foto, cartine, testimonianze che hanno arricchito notevolmente il testo. La Parisi Editore mi ha chiesto circa 3.000,00 euro per la pubblicazione. Così, oltre a cercare finanziamenti pubblici, ho scritto un appello su worldwar per vedere quanta gente fosse interessata. I comuni consultati non mi hanno neppure risposto, del nostro forum, purtroppo, nessuno ha manifestato interesse.
    Nel 2009 ho scritto "Ignis in corde". Per fortuna mia ho conosciuto lo studioso del Verga prof. Nino Cirnigliaro, autore di numerose opere, presidente del Centro Servizi Culturali del Comune di Ragusa, il quale, dopo aver letto e valutato le mie opere, ha proposto al Centro di stampare "Ignis in Corde". Così, questa volta, posso procedere senza aver l'assillo di dovere recuperare le spese tipografiche, ma solo quelle relative alla ricerca, recuperabili con la vendita di un centinaio di copie.
    Ciao

  8. #348
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    Re: Operazione Husky

    Mi riferivo al tuo ultimo libro "Ignis in corde". Nella fretta non avendo letto bene non lo avevo individuato, mentre dopo leggendo meglio e con calma la premessa, ho capito che è questo.
    ... Oh si, credo che l'inferno di Satana sia nulla di fronte alla lotta sostenuta nella piana di Gela!
    T.Col. Dante Ugo Leonardi 34° rgt ftr Livorno[left:3plznhey][/left:3plznhey]

  9. #349
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    Re: Operazione Husky

    caro mimmo, per ovvi motivi sono interessato al libro

    intanto leggete questo mio articolo su un evento sconosciuto ma significativo

    http://magazine.messinaweb.eu/?p=156#more-156

  10. #350
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    Re: Operazione Husky

    Sempre interessante leggere tante integrazioni sullo sbarco e la battaglia per la conquista della Sicilia.
    Ho un quesito da porvi, riallacciamdomi anche ad una foto precedentemente postata: io girovagando in rete ho trovato (e salvato) queste due foto che ritraggono mezzi abbandonati nei pressi di due ponti:

    [attachment=1:2vo94cjr]1205661129_2008-03-13-025.jpg[/attachment:2vo94cjr]

    e l'altra è questa, già* postata in precedenza...

    [attachment=0:2vo94cjr]1205525947_Semovente_M_41M__da_90_53.JPG[/attachment:2vo94cjr]

    I mezzi con tutta probabilità* sono stati ammassati dagli alleati (...bellissimi i vecchi e obsoleti Fiat3000!!) , ma il quesito è questo: in quale località* secondo voi è stata scattata la foto??...
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    Io non ho girato il mondo ma il mondo ha girato intorno a me.

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