Pagina 46 di 57 PrimaPrima ... 36444546474856 ... UltimaUltima
Risultati da 451 a 460 di 564

Discussione: Operazione Husky

  1. #451
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Feb 2011
    Messaggi
    8

    Re: Operazione Husky

    @ totino72

    Mi intessa lo studio di scontri tattici, la puntata notturna delle AS42 mi interessa perchè poco nota e praticamente ingnorata da tutti. oltre a questo ha sciruamente influito nella folle decisione di un attacco frontale da parte del DLI il mattino dopo.
    Andando al sodo. Mi potresti dire dove posso trovare informazioni più precise dello scontro tra arditi e commando della giornata del 14. Non ne avevo mai sentito parlare.
    Quanto all'attacco notturno di carri armati al DLI tra il 14 e il 15, la cosa mi sembra alquanto improbabile, la storia reggimantale parla espressamente di "armoured cars" e uno dei partecipanti inglesi allo scontro riferisce che erano armate di Horkelion (confondendo evidentemente le 20/65 di cui erano dotate le AS42).

    Grazie.

  2. #452
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Apr 2007
    Località
    Sicilia
    Messaggi
    1,098

    Re: Operazione Husky

    Ciao Cosarara, ti ho inviato un Mp.
    ... Oh si, credo che l'inferno di Satana sia nulla di fronte alla lotta sostenuta nella piana di Gela!
    T.Col. Dante Ugo Leonardi 34° rgt ftr Livorno[left:3plznhey][/left:3plznhey]

  3. #453
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Mar 2008
    Località
    Sicilia
    Messaggi
    103

    Re: Operazione Husky

    LA BATTAGLIA DEL SIMETO

    Dei 1856 paracadutisti britannici partiti per l`operazione Marston, solo 296 atterrarono nei pressi del Ponte Primosole, durante la notte tra il 13 e il 14 luglio 1943.
    I primi ad agire furono i cinquanta del 1° btg agli ordini del cap. Rann, irrompendo alle 2,15 a.m. sul ponte da nord e sopprimendo la guarnigione italiana schierata nel posto di blocco e nella masseria Di Stefano.
    Meno di un`ora dopo, da sud, attaccarono una trentina di parà* al comando del gen. Lathbury, sopraffacendo i militari italiani di presidio e catturando un paio di camion tedeschi di passaggio ed un cannone da 75. Erano le 3,15.
    Alle ore 4,00 a.m. del 14 luglio, la linea a nord del ponte era tenuta da 120 parà* del 1° e del 3° btg, a sud vigilavano una cinquantina di parà* del genio e della sez. ambulanza. Il 2° btg di Frost riunì 140 uomini ed assaltò la postazione "Johnny 3", sulla collina di S. Demetrio, nei pressi del bivio Jazzotto, ma gli artiglieri italiani l`avevano già* abbandonata. Frost disse: "Piccoli drappelli di italiani vagavano nel buio cercando qualcuno a cui arrendersi, e la difficoltà* stava nel sapere quale drappello volesse effettivamente farlo e quale invece volesse combattere".
    Alle ore 5,30 a.m. gli uomini di Frost erano schierati a difesa di Johnny 1, nei pressi della masseria S. Paolo. Alle 6,00 iniziò lo scontro col btg mitraglieri del magg. Schmidt, parà* tedeschi lanciatisi anch`essi in quella zona. A salvare i parà* di Frost ci pensò l`incrociatore Mauritius che colpi i tedeschi con precisi tiri dei 152 mm. Le perdite per i britannici erano gravissime: 42 morti e circa lo stesso numero di feriti.
    Intorno alle 13,00 scatto l`attacco tedesco da nord, su due colonne, una guidata dal cap. Stengerberg con una cp di formazione e l`altra dal cap. Fassl con la cp collegamenti. Fassl riuscì a guadare il fiume ed a prendere di fianco la postazione sud del ponte. Alle 19,30 i superstiti parà* britannici abbandonarono il ponte, riunendosi a Frost. Su 170 uomini, solo una cinquantina riuscì a sganciarsi.
    Nel frattempo, da Lentini giungeva la 151^ brg ftr del gen. Senior, appoggiata dal 44° rgt corazzato. Alle 19,00 circa, superava il bivio Jazzotto e scompaginava presso la masseria Codadivolpe il gruppo tattito Carmito del t.col.Tropea, caduto nello scontro.
    Prima delle 20,00 l`avanguardia toccò il Simeto. Era formata da alcuni Sherman e dal 6° btg Durham. I tedeschi, vista la superiorità* nemica, si ritirarono a nord del fiume. Senior, considerata la stanchezza dei suoi uomini che avevano combattuto e percorso a piedi 32 km, effettuò una sosta per farli riposare.
    Intanto, sulla linea difensiva tedesca prendevano posizione i 450 genieri del cap. Adolff lanciatisi poco prima sulla Piana. Da qui lascio narrare Tullio Marcon, dal testo "Assalto a tre ponti" pag. 120 e seguenti:
    Sin dalle 21,30 v`erano in perlustrazione presso il Simeto un paio di camionette del II btg arditi al comando del s.ten. Donìa; la fama del reparto era giunta da tempo all`orecchio dei tedeschi. Un ufficiale dei genieri fermò quindi Donìa e, dopo avergli illustrato il proposito di agire per riprendere il ponte, chiese che gli arditi vi dessero una mano alla loro maniera. Donìa chiamò per radio il magg. Marcianò, che lasciò subito il comando di battaglione dirigendo su Primosole alla testa di tre pattuglie della 113^ cp, ognuna con due camionette ed un totale di 56 uomini armati di mitragliatrici, mitra, pugnali e, soprattutto, coraggio da vendere, sì da fare invidia ai commandos; del resto, ne erano l`equivalente italiano, con l`unico difetto d`esser troppo pochi, troppo tardi.
    Raggiunto il Simeto, Marcianò impartì le ultime istruzioni ai suoi uomini, che avrebbero agito al comando del cap. Paradisi, vicecomandante del battaglione. Alle 01,45 del 15, dopo l`azione preparatoria dei tedeschi, le sei camionette imboccarono il ponte a tutta velocità*, percorrendo in un baleno e piombando sull`avanguardia avversaria che, in preda al panico, si dette alla fuga verso il bivio Jazzotto, ov`era il grosso della brigata. L`ulteriore svolgimento dell`episodio è desumibile dal rapporto di Marcianò:
    "Le pattuglie, dopo aver serrato sotto, lasciavano le macchine e a piedi, infiltrandosi, attaccavano le nuove posizioni nemiche. Alcuni colpi di mortaio tirati sulla strada producevano l`incendio di quattro camionette. Il nemico, rianimato da questo fatto, pensando che le pattuglie si sarebbero trovate in difficoltà* per svincolarsi, partiva al contrattacco e circondava gli arditi che si erano portati alle macchine per rientrare nelle nostre linee.
    Da questo momento spiccano in modo particolare le doti di valore degli arditi che, battendosi come leoni, riescono a rompere il cerchio formatosi e, mentre alcuni saltano sulle camionette per portare in salvo quelle rimaste, gli altri, appiedati, combattendo corpo a corpo, proteggono questo movimento e riescono a rientrare nelle nostre linee.
    In quest`azione si è particolarmente distinto, oltre a molti arditi, il cap. Paradisi Romolo, che ha saputo col suo contegno fermo, deciso, condurre i propri uomini all`attacco riuscendo a ricacciare il nemico dalle posizioni raggiunte.
    L`azione che è durata un`ora e 40, è stata violenta ed ha procurato all`avversario numerose perdite, assicurando al battaglione tedesco il possesso del ponte.
    Le perdite subite dalle pattuglie (5 morti, di cui due ufficiali, 4 feriti e 16 dispersi) dimostrano come sia stato duro il combattimento e come gli arditi si siano battuti, destando l`ammirazione del comandante tedesco che si è ripetutamente compiaciuto, ringraziando sentitamente per l`aiuto portatogli in un momento delicatissimo".
    La memoria del ten. Duse e dell`ardito Maccarone fu onorata cpn la medaglia d`argento, quella del caporal magg. D`Amico e dell`ardito Basso con quella di bronzo. Tra i sopravvissuti, ebbero l`argento il cap. Paradisi, i tenenti Taini e Friozzi, l`ardito Gironi, mentre il bronzo decorò il s.ten. Bartolozzi, il serg. magg. Badalamenti, i sergenti Olivati e Castoldi, gli arditi Furlan e Napolitano.
    Riconquistato il ponte, i genieri tedeschi misero la 1^ cp a sud e le altre due cp a nord. A sinistra erano schierate la 553^ cp mitraglieri e la 2^ cp del 372° btg costiero. A destra c`era il btg mitraglieri del magg. Schmidt.
    La prossima volta vi invio il secondo scontro.

  4. #454
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Feb 2011
    Messaggi
    8

    Re: Operazione Husky

    Molte grazie. Sei riuscito ad illustrari un pasaggio fondamentale, cioè il fatto che il 6 DLI aveva già¡ preso la parte sud del ponte e che quindi la prima parte dell'attacco delle AS42 avvenne contro il DLI e non contro i parà¡.
    Mi resta sempre ignoto il punto esatto dello scontro avvenjto contro i controcarro del DLI e la compagnia comando del 9DLI. Secondo te le camionette sooarrivate fino al bivio oppure lo scontro è avvenuto nella strada tra il bivio Iazzotto e il ponte di Primosole?

  5. #455
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Aug 2008
    Località
    Catania
    Messaggi
    677

    Re: Operazione Husky

    Per mè lo scontro è avvenuto in prossimità* del ponte, e il tipo di azione e come la racconta Marcon lo conferma.
    Proprio all'imbocco sud dove è presumibile che ci fossero le pattuglie più avanzate della DLI.
    Arrivare al bivio Jazzotto significava non tornare più indietro per quel tipo di mezzi e per quella consistenza di uomini.
    Mentre è più plausibile che un assalto di sorpresa avesse la meglio sulle pattuglie più avanzate.
    NUMMERI
    di Trilussa 1944
    Conterò poco, è vero, diceva l'Uno ar Zero
    ma tu che vali?Gnente!
    Sia ne l'azzione come ner pensiero rimani un coso voto e inconcrudente.
    lo invece, se me metto a capofila de cinque zeri tale e quale a te,lo sai quanto divento? Centomila.
    È questione de nummeri.E' quello che succede ar dittatore che cresce de potenza e de valore
    più so' li zeri che je vanno appresso.

  6. #456
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Mar 2008
    Località
    Sicilia
    Messaggi
    103

    Re: Operazione Husky

    Sono d'accord con Marco Cougrs, ma è difficile dire dove avvenne precisamente lo scontro. Nei testi che ho consultato fino ad ora non è specificato chiaramente. Sandro Attanasio, nel suo saggio "Sicilia senza Italia", scrive:
    La 50^ div. Britannica Tyne and Tees si spinse avanti rapidamente, contrastata soltanto dalle deboli azioni sviluppate dalle retroguardie di Schmalz. Alle 16 occupò Lentini e a sera raggiunse il bivio Jazzotto, sulle mini alture a poca distanza dalla sponda sud del Simeto.

    Dunque, secondo Attanasio, la sera del 14 luglio la 50^ occupò bivio Jazzotto. Considerando che normalmente l`avanguardia era costituita da truppe corazzate o blindate, probabilmente nel bivio erano giunti anche alcuni Sherman. Forse i britannici inviarono verso l`imbocco meridionale del ponte alcune pattuglie di fanteria del 6° DLI, le quali furono investite e respinte dagli arditi del 10° rgt. à? chiaro che gli arditi, privi di armi pesanti, non avrebbero potuto scontrarsi con i carri, ma furono molto efficaci contro la fanteria nemica. Marcianò, comunque, non parla di controcarro, ma di mortai che colpirono le camionette.

    Attanasio continua:
    Durante la giornata la contraerea tedesca del settore aeroporto di Catania aveva aperto un pesante fuoco sulle linee inglesi del fiume, ma il lungo ponte in travature di ferro non era stato scalfito dai proiettili. I tedeschi riuscirono a far avvicinare un semovente da 88 fino all`argine del fiume e presero a battere le posizioni nemiche. I colpi si abbatterono con violenza fino alla curva dove c`era una casetta e un piccolo bunker. Poi la stessa sera il II/10° rgt arditi del maggiore Marcianò e i paracadutisti germanici effettuarono un attacco contro la testa di ponte a nord del fiume. Italiani e tedeschi si buttarono contro le linee avversarie, le sconvolsero a colpi di granata e aggredirono il nemico. Gli inglesi, cacciati dal ponte, cercarono di abbarbicarsi disperatamente alla sponda sud del corso d`acqua. Arditi e paracadutisti passarono di corsa il letto del fiume e il ponte spazzati da un fuoco intenso e si precipitarono contro il nemico, che sotto la violenza dell`attacco, si ritirò fino alle alture del km 114. Al bivio Jazzotto la spinta dei soldati dell`Asse fu contenuta da numerose e potenti forze nemiche. C`era un`intera brigata corazzata, la 4^, e i btg della brigata di fanteria leggera Durham. I grossi Sherman rappresentarono un invalicabile ostacolo. Italiani e tedeschi, in generosa gara, erano riusciti a strappare al nemico l`unico successo conseguito con le operazioni della notte precedente.

    Come leggiamo, secondo Attanasio gli arditi parteciparono anche alla prima fase dell`attacco, quella svolta il pomeriggio del 14, ma è smentito dal diario storico del XVI C.A. che esplicita chiaramente gli orari dell`azione. Così registra il Capo di S.M. del XVI C.A. col. Gian Felice Grosso:
    ore 13.00 del 15 luglio: Il com.te della 213^ div. costiera telefona al capo di S.M. del C.A. le seguenti notizie:
    â?¢ Ore 00,15: il com.te del II btg arditi, su richiesta del btg tedesco a presidio del ponte Primosole, invia in rinforzo una compagnia arditi.
    â?¢ Ore 09,45: il com.te del II btg arditi informa che il reparto inviato a Primosole, dopo aver respinto il nemico sino a quota 114, tenuta saldamente dai tedeschi, è rientrato. Il nemico attestato al Simeto contenuto dai tedeschi e tre compagnie del 372° battaglione costiero.

  7. #457
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Feb 2011
    Messaggi
    8

    Re: Operazione Husky

    Gli inglesi non avevano l'abitudine dip mantenere i carri in prima linea durante la notte. Venivano normalmente ritirati nelle retrovie all'imbrunire.
    Per quanto riguarda l'intervento dei pezzi controcarro questo è quanto si legge nella storia reggimentale del DLI

    The bridge was four hundred feet long with a superstructure of iron girders about eight feet above a sluggish reed-bordered river. North of the bridge were two small farms, one each side of the road, each consisting or two or three buildings and a barn. The road beyond the bridge could be seen running absolutely straight, between two lines of poplars, towards Catania. North of the river are thick vineyards, dotted with olive groves, to a depth of some four hundred yards; beyond them lies open country. Nothing, however, could be seen of the enemy positions nor of a sunken road some few hundred yards north of the river; indeed such cover as there was lay all on the enemy side of the bridge for the British side was completely flat and open. Both the 8th and 9th Battalions tried to snatch a few hours rest during the night. The 6th Battalion was still some way behind, after clearing un at Solarino, and did not arrive until later on the 15th. But at 4 a.m. the 9th was attacked by some Italian Armoured cars which penetrated as far as Battalion Headquarters before being halted. The Battalion antirank gunners quickly came into action and soon put an end to this desperate Italian bid from which there were fewenemy survivors.

  8. #458
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Feb 2011
    Messaggi
    8

    Re: Operazione Husky

    E questa è la motivazione alla militay medal concessa

    Lance Cpl Stanley Seymour Rose 9DLI Immediate Military Medal

    One the night of the 14/15th July 1943 whilst the battalion was resting preparatory to making a dawn attack on the Primosole Bridge near Catania,seven Italian armoured cars suceeded under the cover of darkness,in penetrating to Bn HQ area.Here one 6pdr anti tank gun of which L/Cpl Rose was the layer,was sited in an open position on the side of the road.In great danger of being hit by the enemy Oerlikon guns who were firing in every direction.L/Cpl Rose held his fire until the nearest armoured car was only 30yds off.With his first shot he knocked it out.Then he was wounded.In great pain he continued to fire his gun until a second armoured car was destroyed andthe remaining ones routed.L/Cpl Rose had shown exceptional coolness and bravery in the most difficult circumstances.It was due to the sucessful handling of his gun that the enemy force was beaten off before they could inflict real danger to the Battalion

  9. #459
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Mar 2008
    Località
    Sicilia
    Messaggi
    103

    Re: Operazione Husky

    Nel loro testo "The battle of Sicily" a pag. 156 e seguenti Mitcham e Von Stauffenberg così raccontano gli scontri tra britannici e tedeschi sviluppatisi durante la giornata del 14 luglio (perdonate l`imperfetta traduzione):
    Quando l`alba del 14 luglio si affacciò sui 295 paracadutisti britannici al Ponte Primosole, essi si vennero a trovare in una posizione molto isolata e pericolosa. Nessuno sapeva dove fosse la 50^ div. ftr e i suoi Sherman di supporto, ma evidentemente non erano a sud del Ponte Primosole, dove avrebbero dovuto essere. Quelle posizioni, appena oltre il perimetro difensivo britannico, era tenute dal 1° btg mitraglieri paracadutisti della Wehrmacht. Come se non avessero già* abbastanza problemi, gli infelici paracadutisti britannici presto incontrarono un diluvio di non benvenuti italiani, che desideravano arrendersi. Dalla mattina del 14 luglio più di 500 di quegli uomini si arresero solo al 2° btg paracadutisti. Essi furono riuniti dentro una fattoria vicina, dove furono lasciati senza guardie, poiché il col. Frost semplicemente non aveva un numero sufficienti di uomini.
    La 1^ brg paracadutisti britannica schierò il 1° btg di Pearson a nord del ponte e il 2° di Frost a sud, per tenere le vitali colline di John I, II e III. Entrambi i battaglioni naturalmente avevano le dimensioni di compagnie. Il 3° btg che era stato disperso, aveva solo alcuni uomini sul ponte. Essi erano aggregati al 1° btg.
    A nord del ponte gli italiani schierarono il 372° btg costiero e un btg di arditi (camicie nere anticommando). Il 372° era di valore limitato e molti dei suoi uomini avevano subito disertato. Anche il comandante di battaglione era misteriosamente scomparso. L`altro reparto, il btg arditi, organizzò alcuni attacchi in piccola scala, ma privo di armi pesanti non rappresentò un significativo pericolo. Il reale pericolo si rivelò a sud, dove all`alba gli uomini del magg. Schmidt iniziarono un mortale tiro di mitragliatrici e mortai. Il primo attacco tedesco fu respinto, ma nella tarda mattinata Johnny II cadde sotto un pesante fuoco. Il col. Frost lanciò un immediato contrattacco, ma fu respinto con perdite. Alle 9 a.m. circa l`osservatore navale di Frost riuscì a prendere contatto con l`incrociatore britannico H.M.S. Newfoundland. Immediatamente granate da 6 pollici caddero sulle truppe paracadutiste tedesche, che soffrirono perdite pesanti durante la prima fase della battaglia. Dopo ciò, Schmidt non organizzò più attacchi su vasta scala; piuttosto, egli concentrò sulle posizioni britanniche raffiche di mitragliatrici. Le perdite britanniche aumentarono così che la mattina trascorse lentamente. L`erba secca prese fuoco e le fiamme fecero ciò che i tedeschi non erano riusciti a fare: respinsero i britannici da Johnny I. Ora il perimetro difensivo di Frost si era pericolosamente ristretto, e le sue munizioni si stavano esaurendo velocemente. Un più esteso attacco avrebbe potuto distruggere la 1^ brg paracadutisti britannica perché, così come accadde più volte in Sicilia, le comunicazioni britanniche fallirono in un momento critico. Il radio osservatore navale era morto, e Frost non aveva modo di dirigere il fuoco dei cannoni pesanti della Royal Navy.Fortunatamente per i britannici, Schmidt non conosceva la situazione e quindi decise di non attaccare.
    Nel frattempo, alle 10,30 a.m. un dispaccio tedesco fu recapitato a Catania al cap. Franz Stangenberg, un ufficiale di Stato Maggiore della Luftwaffe. Egli stava portando un messaggio al col. Heilmann, quando fu sparato dai paracadutisti britannici a nord del ponte Primosole.
    Stangenberg decise di vedersela da sé. Egli si diresse verso il Simeto ma fu presto respinto dal tiro di armi automatiche. Poco più tardi tornò con venti uomini, ma il suo contrattacco fu rapidamente respinto.
    A quel punto Stangenberg comprese la gravità* della situazione. Il vitale ponte doveva essere ripreso, ma non sarebbero arrivati rinforzi prima di notte. I britannici avrebbero potuto ben soccorrere i difensori da quel momento, e la via per Catania si sarebbe potuta aprire. Inoltre, il 3° FJR e la brg Schmalz avrebbero potuto essere tagliati fuori. Intuito questo disastro, Stangenberg lo segnalò al gen. Heidrich e ricevette il permesso di impiegare le unità* tedesche a nord del Simeto ancora non impegnate: la 1^ cp del cap. Erich Fassl del 1° btg trasmissioni paracadutisti, la quale era stata lanciata nel pomeriggio. Inizialmente destinata a provvedere alle comunicazioni per le altre unità* di paracadutisti, fu obbligata al ruolo di difesa costiera quando gli italiani disertarono Catania. Stangenberg inoltre impose il dovere di combattere ad ogni militare germanico su cui egli poté mettere le mani, inclusi impiegati, cuochi, meccanici, autisti, staffette, camionisti, chiunque. In questa maniera egli assemblò rapidamente un gruppo di battaglia di formazione forte di circa 350 uomini, inclusa una batteria contraerea germanica e alcuni cannoni anticarro.
    Stangenberg lanciò il primo attacco verso le 2 p.m. e fu prontamente respinto. Il secondo attacco iniziò a spingere indietro i britannici. Tre cannoni antiaerei da 88 mm, uno dei quali semovente, distrussero le posizioni di Pearson. Il cap.Fassl si spinse quasi sul ponte e catturò alcuni prigionieri. Nel frattempo, i tedeschi mossero un 88 mm giù sulla strada di Catania ed iniziarono metodicamente a sbriciolare due bunker sul lato nord del ponte con tiri a distanza ravvicinata. I britannici, privi di armi pesanti, non poterono opporsi efficacemente a questa mortale minaccia.
    Uno per uno i diavoli rossi britannici finirono le munizioni. Alle 5 p.m. circa i sopravvissuti del 1° btg si precipitarono oltre il ponte, e la metà* settentrionale del perimetro difensivo collassò. La testa di ponte dell`8^ armata al di là* del Simeto era stato eliminato. Poi, dalla riva nord, gli 88 distrussero i due bunker sul lato sud del ponte. Il brigadiere Lathbury non aveva scelta e fu costretto a far ritirare la sua brigata in una posizione a 1200 yards a sud del ponte. Circondati dal fuoco, Lathbury tenne fino a mezzanotte, poi scappò nell`oscurità* col resto dei diavoli rossi, lasciando indietro i feriti. Su 295 difensori del Ponte Primosole, 115 furono uccisi, feriti o catturati durante il combattimento del 14 luglio. I sopravvissuti percorsero la via verso sud lentamente, attraverso l`oscurità*, convinti che sarebbero stati rastrellati e catturati il giorno dopo. Essi avrebbero fatto bene a continuare la ritirata per altri venti minuti. L`avanguardia della 4^ brg corazzata e il 6° Durham Light Infantry erano accampati per la notte solo ad un miglio da loro.
    Durante quelle ore, dietro al ponte, i medici/paracadutisti tedeschi bendavano con cura le ferite dei loro camerati britannici prigionieri, trasportandoli poi presso l`ospedale di Catania, gentilmente come poterono.

  10. #460
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Mar 2008
    Località
    Sicilia
    Messaggi
    103

    Re: Operazione Husky

    Volendo ricapitolare le giornate del 14-15 luglio 1943 nei pressi del Simeto e considerando un`azione unica, possiamo dire che il combattimento ebbe quattro fasi:
    â?¢ Dalle ore 2,00 alle ore 5,20 a.m. del 14 luglio la 1^ brg paracadutisti britannica attacca i presidi italiani del Ponte Primosole e delle colline di S. Demetrio conquistando le postazioni.
    â?¢ Dalle ore 6,00 alle 20,00 del 14 luglio sulle colline di S. Demetrio si scontrano i mitraglieri paracadutisti di Schmidt con i parà* di Frost. Quest`ultimo è salvato dall`intervento della Royal Navy. Contemporaneamente due colonne tedesche, comandate dai capitani Stangenberg e Fassl, assaltano e conquistano il Ponte Primosole. I superstiti paracadutisti inglesi si ritirano a sud del ponte.
    â?¢ Dalle 19,00 del 14 luglio all`alba del 15 luglio il 44° rgt corazzato giunge al bivio Jazzotto, poi si scontra e scompagina il gruppo tattico Carmito nei pressi della masseria Codadivolpe. La 151^ brg britannica ha le avanguardie a sud del ponte. I tedeschi si ritirano sulla sponda nord. Si schierano i genieri fallschirmjaeger. Alle 1,45 del 15 luglio scatta l`assalto di tre pattuglie del II/10° arditi che fanno arretrare le avanguardie del 9° DLI.
    â?¢ Dalle 7,30 alle 9,30 del 15 luglio il 9° DLI, supportato da due rgt d`artiglieria e da carri Sherman, assalta il ponte ma è sanguinosamente respinto dai genieri fallschirmjaeger, dagli arditi e dai mitraglieri italiani.

Pagina 46 di 57 PrimaPrima ... 36444546474856 ... UltimaUltima

Permessi di scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •