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Discussione: Operazione Husky

  1. #51
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    Re: Operazione Husky

    sicilia non credo che siano da commentare lo fanno loro stesse
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    chi combatte può anche perdere - chi non combatte ha già perso

  2. #52
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    Re: Operazione Husky

    [justify:1agxprwf]Interessanti immagini MP cougars, soprattutto la seconda cartolina.Io purtroppo ce l'ho solo come copertina del libro sullo sbarco di Gela scritto dal Professor Medoro

    Inserisco il racconto in questo topic limitandomi molto per non annoiarvi, perché purtroppo c`è il rischio che senza le carte Igm ed una ricognizione sul posto tutta la sfilza di nomi di colline, poggi, montagne, reparti date ed orari annoierebbero soltanto. Sono stato tentato ma alla fine sarebbe solo una serie chilometrica di racconti . Lo scopo è solo quello di dimostrare l`eroico comportamento dei nostri che non si tirarono indietro, anzi....
    Ovviamente non ho nessuna presunzione.... ,e tutte le integrazioni e correzioni ben vengano ad incrementare le mie conoscenze.
    Riporto parte dei brani del diario del T.Col. Dante Ugo Leonardi(dal libro di N. Vicino) che narra l`eroico contrattacco del braccio sinistro della Divisione Livorno dell`11-12 luglio del 1943, avendo il Castelluccio come base di partenza in direzione di Gela.
    A seguito degli ordini del Gen. Rossi le due divisioni della Livorno e della Goering dovevano coordinare il contrattacco dell`11 luglio. La Livorno si dispose in due colonne. A destra, partendo da Monti Zai , Dell`Apa e Falcone come basi di partenza, si spinse la colonna Mona composta dal: I/33°, I/34° con 2 cmp in meno; il III/28° e dal Btg mortai da 81 con una cmp in meno. Questa colonna era fiancheggiata sul fianco destro da quella del T. Col. Mastrangeli composta dal II/33° e dal IV/28°.
    La "A" è M.dell' Apa , la "B" è M. Zai:
    viewtopic.php?f=47&t=6494
    Quello indicato dal n."I" è M. del Falcone:
    viewtopic.php?f=47&t=8729

    A sinistra dello schieramento c`era la seconda colonna del T. Col. Martini , e comprendente il III/34° ftr ( del T.Col . Dante Ugo Leonardi ), il I/28° art (Mag. Artigiani) in appoggio specifico, una cmp mortai da 81mm e ciò che rimaneva del gruppo mobile "E" dislocato a Ponte Olivo. La colonna in assenza giustificata del T.C. Martini fu guidata da Leonardi.
    La seconda colonna (Leonardi) doveva partire da Monte Castelluccio verso Gela muovendosi a dx della ss.117, mentre il gruppo mobile "E" alla sx della ss, .restando in contatto con il fianco dx della Goering.

    Il piano prevedeva l`inizio del contemporaneo contrattacco per le 06.00, preceduto da 10 minuti di colpi di artiglieria, ma il gen Chirieleison non avendo ancora notizie dell`apporto corazzato tedesco della Goering , decise di rinviare di un` ora . Questa decisione non giunse a Leonardi, che tra l`altro arrivò a Ponte Olivo intorno alle ore 23,00 del 10 luglio, e dopo aver vagato nel buio per trovare qualche informazione e scegliere la favorevole base di partenza, si posizionò poco prima dell`alba alle spalle di Monte Castelluccio, dove c`era un`ampia zona di depressione. Qui trovò la 155° compagnia bersaglieri, comandata dal Ten. Girasoli Franco, del Gruppo mobile "E". Alle 05,15 arrivò l`ordine di operazione e l`orario era stato fissato per le ore 06,00.
    Le truppe di Leonardi già* all`alba erano pronte e qto fu quello che gli apparve all`alba:

    " ...provammo a contare le navi nemiche alla fonda. Arrivammo fino ad una cinquantina, ma poi fu impossibile continuare; i nostri occhi non vedevano che navi, navi, navi, grandi e piccole, vicine e lontane. Soltanto a Gela sembrava di assistere alla radunata di un`intera flotta. In quel momento le artiglierie navali tacevano. Il giorno precedente esse avevano vomitato la distruzione e la morte nella piana di Gela. Ora, le navi se ne stavano lì, quiete, silenziose, imponenti, quasi a pavoneggiarsi della loro incontrastata potenza, perché nessuno osava disturbarle! "
    Intanto alle truppe di Leonardi mancavano totalmente notizie del gruppo di artiglieria .Gli avversari erano posizionati a circa un 800 metri , la zona era priva di appigli, vegetazione, il grano era stato falciato qualche giorno prima e quindi l`attacco doveva effettuarsi allo scoperto sotto il fuoco nemico. Il battaglione si schierò sulla sx con la 9 cmp del capitano Capello con la squadra lanciafiammi, sulla dx con la 10 cmp del capitano Ferrara, con l`11 cmp del ten. Florio dietro la 10, ed un plotone mortai a Monte Castelluccio

    " Ricognitori nemici perlustravano la Piana di Gela. Altre squadriglie di aerei passavano su di noi dirigendosi presso l`interno della Sicilia. Le artiglierie navali ed i mortai inquadravano già* il loro tiro sulle posizioni di Monte Castelluccio. Alle nostre spalle, verso Niscemi, si combatteva per il possesso del campo di aviazione di Ponte Olivo attaccato da paracadutisti nemici. Fu questa la prima visione di guerra che si offrì ai nostri occhi quando...il sole illuminò la piana di Gela..."


    .

    " Prevedevo...che molti di noi saremmo rimasti nella Piana di Gela, perché la guerra...si fa con le armi e non con le parole, col sangue e non coi giornali...compagni che cadono, feriti che gemono, pallottole che fischiano da tutte le parti; granate e bombe che schiantano l`anima, insidie e soprese, collegamenti che non funzionano...reparti decimati...munizioni esaurite...rinforzi che non giungono...Oh, si credo che l`inferno di Satana sia nulla di fronte alla lotta sostenuta nella Piana di Gela! "

    La colonna leonardi ancora alle 05.50 ora in cui si sarebbe dovuto preparare il tiro d`artiglieria non aveva nessuna notizia del Gruppo di artiglieria che proveniva dalla zona di S. Cataldo
    malgrado il Maggior Artigiani Enrico suo comandante arrivato prima tentò inutilmente di mettersi in contatto. Attesero fino alle 06.30 inutilmente, ma trattandosi di un attacco coordinato e non potendo correre il rischio di comprometterne l`esito stesso del combattimento, si decise di iniziare ugualmente senza l`appoggio e la protezione dell` artiglieria, sfruttando solo 4 cannoni, 6 mortai, 12 mitragliatrici di Battaglione e le armi di accompagnamento della 155^ cmp bersaglieri motociclisti a Monte Castelluccio. Quindi l`attacco fu dato alle 06.30.
    A quell` ora nove bombardieri italiani Cant Z. 1007 bis provenienti dalla Sardegna attaccarono la flotta americana da alta quota. Il Monrovia nave Comando dell`ammiraglio Hewitt fu mancato per poco, mentre una bomba cadde vicino alla nave trasporto truppe da uccidere 7 soldati ed appiccare l`incendio nella stiva, così come il piroscafo Orizaba. Questi bombardieri furono seguiti da 4 Ju. 87 della nostra aviazione decollati da u aeroporto siciliano scortati da 7 nuovi M.C. 205.
    Appena si mossero all`attacco, gli americani vomitarono un violentissimo fuoco navale. I reparti avanzati della 9^ e 10^ cmp si avviarono velocemente contro le prime truppe americane. Dietro seguì la 11^ cmp. I primi colpi sparati dalle navi furono quelli dell`incrociatore Savannah e ci fu anche l`intervento degli incrociatori Boise dei cacciatorpediniere Glennon , Laub e Cowie per tutta la mattinata dell`11.

    "...le armi di accompagnamento dalle postazioni di Monte Castelluccio ...aprivano la strada ai fucilieri...il tiro delle artiglierie nemiche si intensificava... Improvvisamente si aggiunsero anche gli aerei! Da tutte le parti fu allora una pioggia di fuoco:
    fuoco e ferro vomitava la terra!
    fuoco e ferro rovesciava il cielo!
    fuoco e ferro lanciavano le onde del mare!
    ...Le perdite cominciavano però ad essere sensibili. Le armi automatiche dell`avversario avevano buon gioco. La nostra artiglieria non era ancora intervenuta. Finalmente quasi di slancio, gli elementi nemici furono sopraffatti...Alcuni riuscirono a ripiegare, altri furono catturati assieme alle armi"

    Da altre fonti questa prima linea di sbarco americana situata tra Poggio Frumento e Poggio Mulinazzo fu conquistata verso le 08.00 e furono catturati un centinaio di prigionieri avviati verso Monte Castelluccio e da qui verso Niscemi.

    "....appena occupate le prime posizioni fummo accolti da nutrito fuoco proveniente da altre colline distanti circa cinquecento metri: era la vera linea di resistenza che si svelava improvvisamente!...ed il terreno era privo di vegetazione e di appigli tattici e completamente dominato dal fuoco nemico "

    Sempre secondo diverse fonti questa seconda linea di fuoco nemica si trovava all`altezza di Poggio Rosario e di Case Salera e fu intorno alle 08,30 circa che l`artiglieria navale e in special modo l`incrociatore Savannah, armato con 15 cannoni da 152 mm e otto da 127 m, aprirono il fuoco contro la colonna . A proposito di Case Salera e di Poggio Rosario su un`altra fonte è riporta la testimonianza drammatica di un superstite:
    ¬- Eravamo stretti uno all`altro, uno sull`altro, il viso nella polvere. Una massa di uomini sconvolti dalla fatica delle corse in avanti con le spalle cariche, martellati da un sole costante, con la gola arsa, la paura di essere colpiti, la testa impazzita dal rumore degli scoppi, dalla constatazione che la tragica situazione non aveva altra temporanea via d`uscita che quella di stare il più nascosti possibile...Era un martellare implacabile di una quarantina di cannoni navali, di decine di pezzi di artiglieria campale, di mortai. I colpi ci piovevano vicinissimi, tutt`attorno , mentre schegge,proiettili, pallottole e sassi fischiavano sulla nostra testa. -

    "....Erano circa le ore 08.00.In quello stesso istante, un fuoco violento e rabbioso di artiglieria si rovesciò sulla nuova linea nemica: era il nostro Gruppo che ad opera del maggiore Artigiani,entrava in azione battendo con precisione le nuove posizioni avversarie....non eravamo più soli!...non pensammo quanto povera cosa fosse la nostra artiglieria rispetto alla potenza delle bocche da fuoco navali....Avevamo ancora fede e credevamo...Poi a sera...ci rendemmo conto che non avremmo potuto vincere in alcun modo perché non v`erano truppe e mezzi sufficienti... allora continuammo a lottare per l`onore...Proseguimmo nell`attacco...La reazione avversaria era divenuta violentissima....le nostre file si assottigliavano sempre di più. Le artiglierie navali tempestavano palmo a palmo il terreno... e le armi automatiche avversarie falciavano...Lo spettacolo era tremendo, ma sublime per la prova di coraggio dei nostri magnifici fanti. Nessuno tentennava. Le iniziative individuali e gli episodi di valore si susseguivano con ritmo così accelerato che era impossibile seguirli tutti... Trascinati dalla foga i soldati sembravano veterani e non al loro primo combattimento...ora sostavano ed ora riprendevano il movimento senza bisogno di essere guidati dai loro comandanti...L`affluenza del munizionamento alle armi automatiche...avveniva con una regolarità* sorprendente...e le sostituzioni dei tiratori morti e feriti, si effettuavano quasi automaticamente...
    Col diminuire della distanza, l`accanimento aumentava. Il combattimento andava prendendo un indirizzo sempre più episodico, frazionandosi in diversi gruppi...Mentre la 9^ e la 10^ Compagnia proseguivano nell`attacco, la 11^ seguiva a distanza lo stesso movimento della 10^...
    La 9^ Compagnia arrestò improvvisamente il suo movimento. Il sottotenente Martino Giuseppe comunicava che il reparto non poteva proseguire a causa dell`intenso fuoco avversario e delle gravi perdite subite...Mentre la 9^ Compagnia tentava di riorganizzarsi..la 10 continuava... riuscendo a portarsi a distanza d`assalto dal nemico. Questo movimento indusse gli americani a schierare nuove truppe in linea che, con le numerose armi automatiche, minacciarono sul fianco sinistro la 10^ compagnia e poiché il terreno era completamente scoperto, essa fu presa contemporaneamente dal fuoco di fronte, dal fuoco di fianco e dal fuoco delle artiglierie navali e dei mortai, senza possibilità* alcuna di potersi riparare....In breve la 10^ Compagnia rimase senza ufficiali e con pochi uomini. Il Capitano Ferrara Aldo, comandante della 10^ compagnia...giaceva a terra ferito all`addome. Incosciente del suo grave stato,continuava ad incitare i fanti...Ad alcuni soldati che si erano offerti di trasportarlo al posto di medicazione, rispondeva: Non curatevi della mia persona. Andate a combattere per vendicare i nostri morti.
    Ferito una seconda volta, perdeva i sensi....
    Una mitragliatrice nemica, postata sulla sommità* della collina, prese di mira anche il personale del comando di Battaglione. Eravamo a breve distanza dall`avversario! Ci buttammo in un piccolo fosso..Le pallottole sibilavano ai fianchi, cadevano rabbiose davanti a noi, dietro a noi...nessuno poteva muoversi! Ad una ventina di metri, v`era un nostro fucile mitragliatore: poca cosa...Tuttavia il sergente Benassi Ezio..- modenese della frazione di S. Damaso - impugnato il fucile mitragliatore si metteva a far fuoco contro la mitragliatrice avversaria. Fra le due armi fu allora un eroico duello: serrato, violento, emozionante...La nostra ansia era grande!...L`arma nemica dominava. A tratti Benassi era costretto a sospendere le raffiche ed a ripararsi nel fosso. L`impari duello forse durò alcuni minuti soltanto, che però parvero ore! Ne attendevamo l`epilogo...La morte di Benassi appariva certa.. Ma improvvisamente, dopo una lunga raffica di fuoco bene aggiustata...la mitragliatrice tacque per sempre: era il trionfo del coraggio. Il sergente Benassi aveva vinto!
    ...La situazione era...grave: la 9^ compagnia arrestata nel suo movimento con gravi perdite; la 10^ compagnia quasi decimata a pochi passi dal nemico...Tutto sembrava dovesse finire ..nel sangue... e fatto intensificare il fuoco della nostra artiglieria ed avvicinare ..la 11^, ci lanciammo con essa all`assalto contro il fianco sinistro del reparto americano che fronteggiava la 10^. Contemporaneamente, la 9 Compagnia si lanciava anch`essa all`assalto..., ed i resti della 10...venivano trascinati anch`essi...senza nessuno che li guidasse perché privi di ufficiali...l`esempio della compagnia di rincalzo veniva seguito dagli altri...Il nemico non attese l`urto: dal nostro slancio forse capì che avremmo lottato fino all`ultimo. Bastò la sola minaccia sul fianco per indurlo a ripiegare e le sue posizioni, tanto contese, vennero finalmente occupate! I prigionieri furono numerosi ed il bottino rilevante...
    Eravamo sfiniti! ...alla 10^ erano rimasti, in tutto, poco più di una trentina d`uomini!...La lotta purtroppo non era ancora finita: si riaccenderà* la sera, durerà* tutta la notte ed al mattino il III Battaglione del 34° Reggimento Fanteria Livorno non esisterà* più.
    ...Quando occupammo la seconda posizione della testa di sbarco americana, erano circa le undici. Per percorrere i cinquecento metri che ci separavano dal nemico, avevamo impiegato dunque ben tre ore!...Ma in guerra le distanze non si calcolano in metri, bensì in morti e feriti...Dopo un po` ..i reparti si riordinarono e ridussero il numero dei plotoni e delle squadre in conseguenza dei gravi vuoti...Con i resti della 10^ compagnia, fu costituito un plotone al comando di un ufficiale di altro reparto( tenente Petrillo )
    ...Il sottotenente Baldassarre, comandante plotone esploratori, si spingeva avanti con una pattuglia in direzione del nemico per conoscere la località* di ripiegamento...In quel momento, le artiglierie navali ed i mortai nemici tacevano. Avevano fatto fuoco ininterrottamente per l`intera mattinata!
    ...L`ufficiale esploratore ci faceva recapitare la seguente comunicazione: Nessuna traccia di americani nella zona da me percorsa. Essi continuano a ripiegare verso Gela. Sosto , con gli uomini, in osservazione, nei pressi del posto di blocco di Gela. Attendo nuovi ordini.
    ...Appariva chiaro che davanti a noi non v`era nessuno... il nemico intendeva lottare ai margini e all`interno dell`abitato di Gela. Avventurarsi fino a Gela...con il Battaglione ridotto in quelle condizioni, sarebbe stata una pazzia! Tanto più che non sapevamo nulla delle azioni svolte .dalle colonne di destra ( 33° Reggimento Fanteria ) e di sinistra ( divisione tedesca ).Tuttavia pensammo di sfruttare ..la situazione favorevole ..e decidemmo di andare avanti fino al posto blocco di Gela...
    I reparti si disponevano sulle nuove posizioni dislocando le armi ancora efficienti nei punti più adatti....Dalle nuove posizioni, fu inviata al colonnello Martini una sintetica relazione di quanto avvenuto...le gravi perdite subite, la località*...e l`impossibilità* di poter procedere oltre senza grave rischio....si chiedevano munizioni...benzina...l`urgente invio di rinforzi per essere scavalcati e riprendere la lotta prima che gli avversari potessero riaversi...Il colonnello Martini rispondeva di aver già* segnalato la nuova situazione al comando divisione...l`invio di rinforzi...munizioni e benzina, e ordinava: di non andare oltre, di fermarsi sulle posizioni raggiunte fino all`arrivo dei rinforzi e di difenderle, intanto, ad oltranza, in caso di attacco nemico..."
    Da altre fonti il nemico continuava a martellare le posizioni tenute dal Battaglione ed alle 13,00 il Ten Col Leonardi si recò a Monte Castelluccio dal Colonnello Martini per presentare meglio la situazione e richiedere nuovamente i rinforzi.
    Tra le 15.50 e le 16.00 35 Ju.- 88 colpirono la Robert Rowan carica di munizioni che un`ora dopo affondò, ma in questa incursione furono abbattuti 3 bombardieri dagli Spitfire del 92° squadrone R.A.F.

    " L`attesa dei rinforzi durava da alcune ore...Più tempo passava...più sentivamo sfuggirci l`occasione favorevole. Avremmo voluto lanciarci noi stessi...fino a Gela, per ributtare l`avversario in mare...ma eravamo rimasti in pochi e non avevamo i mezzi sufficienti per tentare un`impresa tanto temeraria.....Per l`intera giornate Gela era il centro delle nostre ansie...Non sapevamo nulla di ciò che nel frattempo avveniva negli altri punti dell`isola...ci sembrava che la battaglia di Sicilia si chiamasse per noi solamente Gela! Conquistando quella cittadina, eravamo convinti d`aver vinto!
    ...La notizia dell`arrivo di altre truppe fu da noi accolta con gioia. Ma...non si trattava del Battaglione chiesto, bensì della 3^ compagnia mortai divisionale (capitano Abate Antonio) ...continuammo ad attendere...rifiutando però di credere che ci avrebbero lasciati in quelle condizioni. La compagnia mortai prese posizione a Colle Frumento...inquadrò subito il tiro...Era un reparto ben comandato e bene inquadrato. Fino alle prime ore del giorno successivo, esso rimase a combattere con noi; poi riuscito a sottrarsi all`accerchiamento nemico, ripiegò verso l`interno della Sicilia...Al colonnello Martini ...nel distaccarlo con noi a Monte Castelluccio, gli avevano tolto gli altri due Battaglioni del Reggimento per impiegarli altrove...Questo spezzettamento del Reggimento, nella situazione che venne a determinarsi a Gela, fu una delle cause dell`insuccesso perché venne a mancare la continuità* dello sforzo proprio quando la vittoria apparve sicura...La notte cominciava a calare...Avevamo saputo dell`esito sfortunato delle altre colonne di destra (33° Fanteria ) e di sinistra (divisione tedesca ) "

    La colonna di destra del Col Mona si seppe che era stata distrutta da truppe corazzate americane provenienti da Licata, e che i tedeschi ripiegavano su Caltagirone. Il Battaglione rimaneva solo nella Piana di Gela.

    " ...Avevamo il presentimento che nella notte saremmo stati attaccati dal nemico...Erano circa le ore 22,30. Ce ne stavamo presso i resti della gloriosa 10 compagnia, dislocata all`estrema destra del Battaglione, sopra una collina. Improvvisamente, si accese un violento combattimento nel settore della 9 compagnia, situato all`estremità* opposta. Il fuoco era intenso d`ambo le parti. Ci avviammo allora verso la zona di combattimento...Il fuoco era intanto cessato...Al posto di comando della 9 compagnia, il capitano Capello ci riferiva che il nemico, profittando dell`oscurità*, aveva tentato di aggirare il fianco sinistro dello schieramento del Battaglione...La pronta reazione del reparto aveva disperso l`avversario...Ma i rinforzi non giunsero più, non giunsero mai!
    Alle ore 24 circa, ci pervenne invece l`ordine di: ripiegare su Monte Castelluccio, ove opporre resistenza ad oltranza per dare tempo ai resti della divisione Livorno di organizzarsi a difesa in altre posizioni retrostanti...Il combattimento di Gela era dunque perduto...Perciò, se noi avessimo potuto intuire lo sviluppo successivo... e la misera fine di prigionia...non avremmo forse esitato...a rimanere con i nostri morti fino all`ultimo, piuttosto che abbandonare il dono del Loro Sacrificio. "

    L`ordine di ripiegamento era stato dettato sia dal mancato intervento del braccio dx della Goering e sia dalla minaccia che si affacciava su Catania in seguito all`abbandono della piazzaforte di Augusta.



    " ...la 9 compagnia fu lasciata... a protezione del ripiegamento...I reparti non erano giunti tutti su Monte Castelluccio quando si accese il combattimento fra la 9 compagnia e truppe americane attaccanti...La vedevamo sperduta nella notte buia, esposta a tutte le insidie nemiche...La 9 compagnia tenne testa al nemico per circa un`ora. Poi, premuta di fronte e sui fianchi, rimasta quasi priva di munizioni, cercò di svincolarsi... in parte riusciva a raggiungere Monte Castelluccio e in parte si disperdeva...
    A Monte Castelluccio ci unimmo nuovamente alla 155° Compagnia Bersaglieri...
    Dopo circa due ore, su Monte Castelluccio si scatenò un uragano di fuoco da parte delle artiglierie navali. Fu di breve durata...Lo schianto delle granate faceva tremare la terra. Il ritmo degli scopi rassomigliava a quello di una batteria di tamburi. Monte Castelluccio bruciava. Schegge e sassi fendevano l`aria. Le spesse mura del castello crollavano...
    Cessato il fuoco d`artiglieria, le fanterie americane attaccarono. Dapprima l`azione fu frontale. Poi si estese ai fianchi, e successivamente anche alle spalle...l`alba del memorabile 12 Luglio 1943 ci trovò già* accerchiati da forze e mezzi schiaccianti. Tenemmo testa per diverse ore dando la possibilità* agli altri reparti della Divisione Livorno di organizzarsi a difesa sulle nuove posizioni retrostanti. Tra i Bersaglieri della 155° compagnia e fanti del III Battaglione, fu una nobile gara di eroismo. Man mano che il cerchio si stringeva , la lotta diveniva sempre più accanita. Attorno a noi, era una pioggia di fuoco proveniente da tutte le parti!...I comandanti di reparto, ad uno ad uno, comunicavano intanto che le munizioni erano finite e che si stavano utilizzando quelle dei morti e dei feriti...Il quadro della lotta era divenuto...disperato! Munizioni esaurite...perdite molto gravi...accerchiamento ridotto ad uno spazio ristrettissimo...fuoco da tutte le parti!
    Di fronte a noi il nemico era a pochi passi di distanza. I fianchi erano stati avvolti. Alle spalle, esso trovavasi ad una cinquantina di metri soltanto. Sparammo gli ultimi colpi che ci rimanevano...lanciammo le ultime bombe a mano...poi fummo sopraffatti e sommersi da una valanga umana proveniente da ogni parte.
    Erano circa le ore 7 del 12 Luglio: avevamo combattuto 24 ore quasi continuamente! "[/justify:1agxprwf]
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    ... Oh si, credo che l'inferno di Satana sia nulla di fronte alla lotta sostenuta nella piana di Gela!
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  3. #53
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    Re: Operazione Husky

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  4. #54
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    Re: Operazione Husky

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  5. #55
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  6. #56
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    Re: Operazione Husky

    concludo con la stele
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    ... Oh si, credo che l'inferno di Satana sia nulla di fronte alla lotta sostenuta nella piana di Gela!
    T.Col. Dante Ugo Leonardi 34° rgt ftr Livorno[left:3plznhey][/left:3plznhey]

  7. #57
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    Re: Operazione Husky

    AMMAPPA..ragazzi ..lavorone...
    con calma mi leggerò l'ultima fase..
    Ciao
    digjo

  8. #58
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    Re: Operazione Husky

    [quote="totino72"]

    Da altre fonti questa prima linea di sbarco americana situata tra Poggio Frumento e Poggio Mulinazzo fu conquistata verso le 08.00 e furono catturati un centinaio di prigionieri avviati verso Monte Castelluccio e da qui verso Niscemi.

    Hemm, scusate volevo dire di fuoco non di sbarco
    ... Oh si, credo che l'inferno di Satana sia nulla di fronte alla lotta sostenuta nella piana di Gela!
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  9. #59
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    Re: Operazione Husky

    ciao totino ciao a tutti
    bene totino ora cioe' domani guardo tra le scartoffie
    e vedo di postare tutte le cartoline dell'epoca
    sulla battaglia di sicilia ne ho tante e di libri a perdita d'occhio
    un onsiglio x trovare alcune cose molto significatve sulla sicilia
    leggete ali silenziose oppure guerra a catania[attachment=6:3b8q59bu]sicilia3.jpg[/attachment:3b8q59bu][[attachment=5:3b8q59bu]sicilia4.jpg[/attachment:3b8q59bu][attachment=4:3b8q59bu]sicilia5.jpg[/attachment:3b8q59bu][attachment=3:3b8q59bu]sicilia6.jpg[/attachment:3b8q59bu][attachment=1:3b8q59bu]sicilia11.jpg[/attachment:3b8q59bu][attachment=0:3b8q59bu]sicilia.jpg[/attachment:3b8q59bu]
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    chi combatte può anche perdere - chi non combatte ha già perso

  10. #60
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    Re: Operazione Husky

    MPcougars,se non sbaglio nella terza foto dovrebbero essere nella piana di Catania(secondo quanto riportato su un libricino) perchè mi sembra essere scattata o prima o dopo questa che posto, che ne pensi?
    Mentre all'ultima sono molto legato:è il mio avatar che spero di riuscire a riprendere
    P.S. una curiosità* che ho sempre avuto.Guardate la foto del ponte di Primosole postata, e guardate adesso la stessa foto che posto.Probabilmente il negativo è stato sviluppato al contrario.Ora sapere qual'era la vera foto è difficile.Non solo certe didascalie a volte sono sbagliate , ma anche i negativi sono sono sviluppati al contrario e chissà* quante altre foto WWII.Un altro es è il porto di Licata anche se li non è difficile sapere qual'è quella esatta
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    ... Oh si, credo che l'inferno di Satana sia nulla di fronte alla lotta sostenuta nella piana di Gela!
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