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Discussione: Pale e portapale tedesche

  1. #521
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    Re: Ancora feldspaten!

    Ad integrazione di questa domanda con risposta, posto il marchio della mia pala fissa datata 45 (davvero poco comune a vedersi) :

    [attachment=0:vw3gncxf]OGGI 019.jpg[/attachment:vw3gncxf]

    heerx dice: La complessità* nella produzione ma anche i punti deboli derivati dall`uso di questa nuova paletta lasciarono gradualmente il posto alla versione fissa decisamente più economica considerando anche la semplicità* della custodia prevista per il trasporto..

    Aggiungo io tanto da riuscire a produrla fino ai momenti convulsi e cruciali del 45

    Ottimo 3d
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  2. #522
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    Re: Ancora feldspaten!

    Grazzzie per le risposte....e rilancio: secondo voi quale poteva essere il valore, o l'utilità* della vanghetta fissa (...o anche pieghevole...) nel 1945...., voglio dire i combattimenti si erano quasi tutti spostati nei centri urbani della Germania, le grandi opere difensive quali i fossati anticarro erano eseguiti da migliaia di lavoratori o civili tedeschi, la vanghetta quindi nn era ormai un'attrezzo superato???...a che pro continuarla a produrla ancora nel 1945, quando tali risorse potevano essere destinate altrove??...
    E ancora: come si spiega...e come spiegate..., la "macchinosità*" di certe soluzioni: come fatto notale la custodia della paletta pieghevole nn è certo un campione di semplicità* e la stessa paletta mostra diverse lacune, gli americani infatti la copieranno facendone una semplice e affidabile, con una pratica fodera di tela robusta.....e ne produrranno a milioni!
    Io stesso ne ho una (...beh ne ho diverse...) di vanghette marcata US44 che tutti gli anni metto in macchina sotto il sedile....hai visto mai che venga un metro di neve...beh sono attrezzato alla bisogna!!
    Io non ho girato il mondo ma il mondo ha girato intorno a me.

  3. #523
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    Re: Ancora feldspaten!

    L`utilità* di una vanghetta individuale non era limitata solo all`uso per scavare una buca al fronte, era usata in molti casi anche come arma offensiva per il combattimento corpo a corpo inoltre nelle città* bombardate, vi era la necessità* di sgomberare passaggi per veicoli o persone.

    Il genio produttivo tedesco ha dimostrato anche nell`evoluzione degli equipaggiamenti, la volontà* di apportare migliorie nella funzionalità* a scapito del costo e a volte della praticità* d`uso; basti pensare a quel particolare zaino dorsale per il trasporto del mortaio (Tragegestell 39) o il Lafette 42 da usare con le MG, così complesso quanto funzionale nella sua struttura.
    Il precipitare degli eventi a sfavore della Germania ha frenato la produzione in termini di materie prime ma anche limitato lo sviluppo tendendo alla semplificazione, un buon esempio di involuzione lo possiamo riscontrare nella produzione degli elmetti..

    Ps: interessante l'esempio marcato 1945!
    Infanterie Königin aller Waffen

  4. #524
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    Re: Ancora feldspaten!

    Citazione Originariamente Scritto da Hetzer
    Grazzzie per le risposte....e rilancio: secondo voi quale poteva essere il valore, o l'utilità* della vanghetta fissa (...o anche pieghevole...) nel 1945...., voglio dire i combattimenti si erano quasi tutti spostati nei centri urbani della Germania, le grandi opere difensive quali i fossati anticarro erano eseguiti da migliaia di lavoratori o civili tedeschi, la vanghetta quindi nn era ormai un'attrezzo superato???...a che pro continuarla a produrla ancora nel 1945, quando tali risorse potevano essere destinate altrove??...
    E ancora: come si spiega...e come spiegate..., la "macchinosità*" di certe soluzioni: come fatto notale la custodia della paletta pieghevole nn è certo un campione di semplicità* e la stessa paletta mostra diverse lacune, gli americani infatti la copieranno facendone una semplice e affidabile, con una pratica fodera di tela robusta.....e ne produrranno a milioni!
    Io stesso ne ho una (...beh ne ho diverse...) di vanghette marcata US44 che tutti gli anni metto in macchina sotto il sedile....hai visto mai che venga un metro di neve...beh sono attrezzato alla bisogna!!
    Ciao Hetzer,
    si è vero ciò che dici, anche se in realtà*, molti dei combattimenti si svolgevano anche nelle zone periferiche dove il bisogno di scavare una postazione per MG o per cacciatori di carri (armati con panzerfaust) o anche semplici postazioni protette di fucilieri era reale, poi non bisogna dimenticare che comunque la dotazione standard del soldato tedesco prevedeva la presenza della vanghetta, quindi va da se la produzione della medesima.
    L'uso poi sappiamo tutti che era vario, da semplice vanghetta, o anche zappetta se di tipo pieghevole, come arma da combattimento da trincea o da corpo a corpo usata a mo di mannaia, o anche tenuta infilata nel cinturone a protezione dell'addome un punto di vitale importanza, appunto come sorta di mini corazza.
    L'adozione del cuoio da parte dei tedeschi rimane un punto oscuro, certarmente più fragile e deteriorabile del materiale in canapa, sostituito poi dal press-stoff anche questo peggio del cuoio, ma che dire.....la storia non si fa ne coi se ne coi ma, è andata così.

    Ciao
    Roberto

  5. #525
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    Re: Ancora feldspaten!

    ..praticamente io e Roberto abbiamo scritto in contemporanea, trai un po' le debite conclusioni!
    Infanterie Königin aller Waffen

  6. #526
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    Re: Ancora feldspaten!

    Citazione Originariamente Scritto da herr x
    ..praticamente io e Roberto abbiamo scritto in contemporanea, trai un po' le debite conclusioni!
    Si è vero ci siamo sormontati

    quoto l'interessante integrazione 45 di Giancarlo, a quando il resto?

    Se posso divagare un attimo, penso a mio modo di vedere che la vanghetta di tipo pieghevole sia un perfezionamento di quella fissa, dico ciò per alcuni aspetti, tra cui il fatto che una volta estesa era più lunga, quindi offre maggiore leva e meno fatica, la parte superiore a punta ciò permette maggiore forza penetrante nel terreno e poi l'eventualità* di usarla a mo di vanghetta, utilissima per realizzare i solchi di scolo intorno alle postazioni/accampamenti realizzati con i teli tenda.
    A tal proposito penso che l'utilità* della punta sulla vanga facesse preferire a qualche soldato l'uso della vanga austriaca eredità* della Prima Guerra Mondiale, questa naturalmente può essere uno dei molteplici aspetti.

    Ciao
    Roberto

  7. #527
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    Re: Ancora feldspaten!

    caro Andrea, oggetti impeccabili e perfetti, che solo in una collezione come la tua potrebbero trovare la giusta collocazione ed impreziosirsi! Già* da come me li avevi descritti al telefono mi piacevano, ma così presentati risaltano ancora di più. E sai che non colleziono equipaggiamenti!

  8. #528
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    Re: Ancora feldspaten!

    Dopo tanti anni riesci ancora a stupirmi, non con gli oggetti ma come li hai presentati e postati.
    Come grazie al tuo estro ed al computer si possa vedere un seplice atrezzo come un oggetto artisticamente postato e valorizzato.
    Per il resto un paio di pale....
    le solite noiose palette tedesche....

  9. #529
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    Re: Ancora feldspaten!

    Mi hai messo con le spalle al muro e per questo non mi resta che confessare!
    E' miracoloso come con il Photoshop si possa trasformare due cucchiaini da caffè in altrettanti prestigiosi attrezzi da scavo della Wehrmacht!
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  10. #530
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    PALE E PORTAPANE TEDESCHE

    La pala ha sempre fatto parte della dotazione standard del sodato tedesco, accompagnandolo fedelmente fin dai tempi dell’esercito prussiano. Trattandosi di un accessorio robusto avente un manico piuttosto lungo, gli usi potevano essere molteplici, molti dei quali “non convenzionali” e atti all’offesa, sicuramente differenti da quello per cui è stata progettata, lo scavo di trincee. Nel tempo, dopo aver trascorso in auge diversi anni e battaglie, la stessa pala arriva agli albori della Wehrmacht senza aver subito grandi alterazioni degne di nota. Il ‘Kleines Schanzzeug”, che tradotto suona più o meno come ‘piccolo attrezzo da scavo’, nonostante la nascita di un ulteriore modello pieghevole nel 1938, continuerà ad essere prodotta fino alla fine della guerra, trasportata in ogni fronte al fianco sinistro del combattente tedesco ed allacciata con la sua cinghia sotto alla fida baionetta del K98 (come da regolamento). Per tutta la seconda guerra mondiale, sia la Wehrmacht che le SS faranno uso anche del modello nato per la prima guerra mondiale/Reichswehr, caratterizzato dai tipici ribattini a vista sul collo della lama, oltre che del modello a punta di origini austriaca ricevuto in dote dopo l’Anschluss del 1938. Costruttivamente parlando, la lama in acciaio riceve una forte brunitura che, così come tutti gli altri accessori costituenti l’equipaggiamento tedesco, subirà un decadimento progressivo col passare del tempo fino al totale annullamento. Spesso ma non sempre, la stessa lama verrà inoltre verniciata di nero, da non confondersi con la tinta verde che subiranno nell’immediato dopo guerra dagli arsenali norvegesi. La ribattitura dei due rivetti atti a trattenere la lama al manico in legno, possono essere sia gentilmente rasi fino ad intravedersi appena, oppure lasciati visibilmente spuntare in modo grezzo, il tutto a discrezione del produttore che, a dire il vero, sono molti. Questi, sono generalmente rappresentati in modo esteso o codificato dalle solite tre lettere incise sul lato destro della lama. Non è altresì raro imbattersi in marchi con il solo logo del produttore, evidentemente permesso e non censurato.

    La forma della custodia per il trasporto (Futter für Schanzzeug), sarà unica fino alla fine, non vi saranno modelli costruiti ad hoc per altri fronti, come per esempio quello africano con l’analoga custodia in tela, fantasia nata per pura speculazione. L’unica variante, se così possiamo chiamarla, è un tipo molto precoce costituita solo dallo scheletro esterno interamente realizzato in cuoio, riprendente la linea del tipo imperiale. Cambierà invece il materiale di produzione che, per le solite ristrettezze economiche, varierà dal più pregiato e robusto cuoio di prebellica fattura, alla più dozzinale fibra di cartone pressato, (per ordine (HV 38C, N° 82) del 26 Gennaio 193 ma usato come materiale per la produzione di massa dei porta pala solo dal 1942 in poi. Porta pale fatte con questo materiale, che potremmo definire alternativo, dopo un inizio claudicante a causa della propria leggerezza, darà origine a qualche cucitura supplementare atta ad irrobustire la struttura divenuta irrimediabilmente più fragile, specialmente attorno all’area dove sono posti i passanti in cuoio per il trasporto sul cinturone. La colorazione sarà il cuoio naturale o nero tinto per ila versione in cuoio, e nero o giallo scuro (Dunkelgelb) anche se in minor parte e più tardivamente.

    (Foto) – Pale dritte entrambe di produzione di metà guerra, la prima marcata ‘ekz’, la seconda ‘REX 1943’ con il tipico logo rappresentate il profilo di un soldato del XVII secolo. Unica differenza, la rasatura dei rivetti atti a trattenere il collo della lama al legno, presente in uno, assente nell’altro.
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    (Foto) - Insieme dei portapala.
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    (Foto) – Portapala di prebellica fattura, prodotta interamente in cuoio non tinto. Nella parte superiore, presenta un marchio a caldo a forma di testa di morto, tipico simbolo di riconoscimento della divisione Totenkopf delle SS. Mi preme sottolineare che non è una storia inventata, questo marchio è ampiamente documentato. Si intravede solo l’anno di produzione che è il 1939.
    [center:socu6sun][attachment=9:socu6sun]28.jpg[/attachment:socu6sun][/center:socu6sun]
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    (Foto) – Portapala prodotto in fibra. Cinghie e passanti continueranno ad essere prodotti in robusto cuoio. Da notare che questo produttore non ha inserito il terzo punto di cucitura per trattenere i passanti verticali, considerato che si tratta di una prima produzione. Il marchio attestante il codice del produttore è eue/42 (Otto Reichel, Inh. Rudolf Fischer, Lederwarenfabrik, Lengfeld, Erzgebirge), affiancato vi è posto il Waffenamt 'WaA 300'.
    [center:socu6sun][attachment=6:socu6sun]27.jpg[/attachment:socu6sun]
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