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Discussione: Palle...quali fucili?

  1. #11
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    Dunque centerfire,
    Queste palle sono state trovate in area di bosco, e le argille di bosco da noi sono già* acide a morte, infatti rame e leghe di rame vengono fuori belle rosicchiate, non si conserva neppure la solita patina verdastra.
    Quindi io non ho bisogno di togliere calcare se non ce n'è.
    Le due in alto non sono state ancora pulite a fondo, sull'ossido bianco del piombo vedi infatti ancora un pò di terra marrone, quella basta spazzolarla a secco che va via, esattamente come la palla in basso che mostra solo l'ossido di piombo bianco. Oltre non vado come si diceva.

    Quando ero alle prime armi di pezzi ne ho bruciato qualcuno e parecchi proprio con l'anti calcare che se deve scioglere il calcare un pò acido lo è.
    Ora magari i prodotti sono cambiati non so.
    Da anni non pulisco più con sostanze chimiche dopo aver fatto molte esperienze e aver pulito migliaia di oggetti metallici anche a livello professionale per musei e laboratori di restauro.
    Una sostanza chimica entra sempre in profondità* e a lungo andare causa più danni che benefici.
    Anche l'acqua può essere dannosa.

    Poi ci sono tante scuole di pensiero anche a livello professionale.
    Nei musei a volte vedi pezzi che vanno dal "pieno di croste" al "sabbiato" segno che di verità* in tasca non ne ha nessuno.....

  2. #12
    Moderatore L'avatar di Centerfire
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    Si Chione, concordo con quanto dici...
    La strada di intervento "ad umido" presenta gli svantaggi di una penetrazione a volte incontrollata del prodotto usato. Anche io ho sulla coscienza alcuni pezzi "svaniti" in un grumo di schiuma....
    Io non sono un professionista in questo campo però forte della conoscenza dei metalli e degli anni passati recuperando oggetti ho visto che un equilibrato uso delle tecniche "ad umido" ed "a secco" si riesce ad ottenere un buon livello di pulizia e conservazione.
    La tentazione di usare la sabbiatrice è fortissima, in pochi secondi ottieni un pezzo in perfetto stato di asportazione di ossidi, peccato che poi non somigli più a ciò che era!!!!

    Per quanto riguarda l'acqua nei casi più difficili uso quella demineralizzata per ferri da stiro e poi uso il phon per garantire un buon livello di asciugatura. Oltre non insisto anche perché la stessa aria che respiriamo contiene umidità* e non serva a niente "seccare" il pezzo...
    Magari interviene la scelta del protettivo adatto da applicare sulle supoerfici, nel caso del piombo è ottimo il grasso di vaselina specie se dato col pezzo un pò tiepido.
    [ciao2]
    Io (ne) ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
    Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione;
    e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser.
    E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.
    È tempo di morire. (Blade Runner)

  3. #13
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    La mia esperienza si limita solamente ad oggetti in lega di rame. Non restauro ferro ed altri materiali.
    A parte una percentuale minima di oggetti il cui ossido è scarsamente consolidato e sul quale non si può intervenire, pena ulteriore sfaldamento, io utilizzo sempre il metodo a secco.
    Se l'oggetto è molto incrostato, casi limite di permanenza tra sedimenti calcarei, sfoglio via con bisturi. Quindi come per tutti gli altri casi procedo con trapanino e spazzole in acciaio, nuove se lo spessore dell'incrostazione è considerevole, usate e ammorbidite se l'ossido è poco o ci sono dettagli superficiali delicati. Comunque mi fermo una volta eliminate le incrostazioni e lucidata la patina superficiale. E una tecnica che necessita molte prove ed esperienza con pezzi di scarto per adeguare velocità* di rotazione del trapano alla consistenza della patina.
    Poi sgrasso dalla spazzolata e proteggo con una leggera passata di cera liquida da carrozzieri che una volta asciugata elimino con uno straccio o pennelli.

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