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Discussione: Patronentaschen ( GIBERNE del K98)

  1. #441
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    Re: PATRONENTASCHEN M33

    Ciao Pino, è davvero molto bella questa giberna, hai fatto un ottimo acquisto

  2. #442
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    Giberna K.98.

    Salve a tutti,avrei un quesito da risolvere ,mi e' capitata tra le mani, una giberna Tedesca per K.98 di tarda produzione,quelle con i rivetti al posto delle cuciture ,riporta,stampato in nero, all'interno della tasca il seguente numero RBNR.1/0750/0114,di solito tale numero 'e preceduto dallo zero,inoltre non sono riuscito a capire il perche'dietro vi siano anche le iniziali del costruttore che e':C.P.D seguita dal Waffenamt,e dal n.39 ,ho cercato nelle varie pubblicazioni e anche sul web,ma non mi risulta nulla su questo fabbricante .Ringrazio anticipatamente chiunque mi possa aiutare e alla prossima. Adriano

  3. #443
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    Re: Giberna K.98.

    Ciao Adriano1945!
    I numeri RBNr non partivano esclusivamente con lo 0 barrato, ne ho visti anche con il 9 barrato etc.
    In qualche raro caso ho potuto notare equipaggiamenti che riportavano il codice RBNr ma anche un nome o ragione sociale con data. Come in tante occasioni un paio di foto della giberna e un close-up delle marchiature aiuterebbero a capire di più, anche perché tu indichi un codice a tre lettere maiuscolo non proprio giustificabile su una giberna, tantopiù di tarda produzione..
    Infanterie Königin aller Waffen

  4. #444
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    Re: Giberna K.98.

    Grazie herr x per la tua gentile risposta,il codice rbrn menzionato e solo numerico e non vi sono lettere,quelle le ho aggiunte io solo per identificare, erroneamente tutte maiuscole.Per quello che riguarda le foto hai ragione ma devo confessare che.....non riesco proprio a capirci nulla su come postarle e sono oltremodo una frana con la macchinetta digitale,riesco a fare delle foto semplicemente orrende,a volte ci pensa mia figlia ad aiutarmi ,ma anche lei purtoppo non ha molto tempo,poi dopo un po' si stufa e allora,cosa vuoi ,siamo due galletti, ci becchiamo ,si alza dalla sedia e se ne va ,io da buon Resiano cocciuto piu di un mulo,provo da solo ,ma con risultati non molto esaltantanti.Vedro di fare un corso intensivo,anche perche ho diverse cosette da condividere con tutti voi.Alla prossima Adriano.

  5. #445
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    Patronentaschen m. 1911 - Portacaricatori del k98

    La tasca portacaricatori del K98 usata durante la 2° guerra mondiale dalle forze armate tedesche, è di diretta derivazione dalla modello 1911 usata durante il primo conflitto dalla cavalleria delle truppe imperiali a sua volta derivata dalla progenitrice modello 1909. La differenza sostanziale sta nelle dimensioni nettamente più contenute del nuovo modello, capace di ospitare un numero massimo di 30 proiettili, contro un totale di 45 del vecchio, dunque una riduzione sostanziale della capacità di offesa, probabilmente a causa di una maggior versatilità e adattamento al tipo di guerra di movimento che nel frattempo si era resa necessaria. Ogni singolo compartimento dei tre che la compongono, essendo suddiviso a sua volta in due, può essere riempito con due clips dalla capacità di 5 colpi ognuno. Da qui una potenza di fuoco di 60 colpi per il soldato di prima linea che usava indossare due tasche rigorosamente equidistanti 3 centimetri dalla fibbia. Solo le truppe di seconda linea, come da regolamento, erano dotate di una sola tasca oppure, in specifici casi, una di esse veniva omessa generalmente per favorire l’uso di un’altro accessorio tecnico. Grazie al suo altissimo numero di pezzi, la Patronentasche si colloca ai primi posti fra gli oggetti più prodotti in tutta la seconda guerra mondiale.
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    Le tasche erano prodotte in cuoio grezzo del tipo solitamente picchiettato per limitare i riflessi della luce. Nel periodo prebellico, venivano tinte dal soldato nel colore appropriato dell’arma di appartenenza, pratica abbandonata per la produzione successiva in cui i numerosi pezzi di cuoio che la costituivano venivano assemblati a verniciatura avvenuta. Di regola, nelle tasche prebelliche, la parte retrostante veniva lasciata inalterata al fine di non macchiare la Feldbluse, ma questo accorgimento era alquanto soggettivo come risulta dai numerosi esemplari esistenti. Infatti non è raro imbattersi in tasche tinte completamente in entrambe i lati. Il colore era nero come tutti gli effetti che equipaggiavano il soldato dell’Heer, marrone cioccolato per le truppe della Luftwaffe e cuoio naturale ad uso di Polizia e formazioni paramilitari. Parlando del fronte africano è necessario aprire una piccola parentesi. Come è noto, le truppe esordirono con le loro Patronentasche in cuoio naturale. Dopo un breve periodo di utilizzo, circa per tutto il 1941, si realizzò che non vi era una giustificata necessità, dunque furono ben presto rimpiazzate dal modello standard.
    [center:22xlc904][attachment=0:22xlc904]ausrustha.jpg[/attachment:22xlc904][/center:22xlc904]

    La produzione delle tasche sarà molto standardizzata durante il periodo prebellico, in cui i vari produttori, si parla di un centinaio sparsi dentro e fuori il Reich, riusciranno a mantenere le stesse identiche caratteristiche costruttive.
    Dal 1941 in avanti, quando verranno adottate le prime regole atte all’economizzazione del manufatto, nasceranno soluzioni diverse, sia atte a ridurre i tempi di produzione che all’uso di materie prime alternative. Da parte dei produttori, vi sarà una certa riluttanza nell’applicarle, alcuni addirittura non lo faranno proprio o solo in tempi molto più lenti, forse perché non riceveranno ordini o linee guida espressamente impostigli.

    La produzione della tasca prebellica è caratterizzata da un assemblaggio di parti numericamente più alto rispetto alle successive, trattenute da cuciture in robusto filo biancastro e da una ferramenta realizzata esclusivamente in alluminio, materiale che dal 1941 verrà considerato strategico e rimpiazzato dal comune acciaio. A prima vista si riconoscono per la presenza di due cinghiette sganciabili al di sotto dei passanti posteriori, col fine di rendere la tasca indossabile semplicemente abbottonandola, senza quindi la necessità di infilarla dal capo del cinturone.

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    Questa caratteristica verrà eliminata nella produzione successiva a scapito del semplice rivettaggio in entrambe le estremità dei passanti costringendo gli utilizzatori a sfilarle dal cinturone per rimuoverle.

    [center:22xlc904][attachment=17:22xlc904]28.jpg[/attachment:22xlc904][/center:22xlc904]

    Gli stessi rivetti progressivamente faranno una comparsa sempre più massiccia andandosi a imporre dove prima vi erano solo cuciture. Il caso più evidente lo si riscontra nelle cinghiette di chiusura dei coperchieti le quali, dopo un primo fissaggio tramite cuciture orizzontali e talvolta anche verticali al relativo coperchio, successivamente verranno rivettati probabilmente per dare rinforzo alla struttura.

    [center:22xlc904][attachment=16:22xlc904]43.jpg[/attachment:22xlc904] [attachment=15:22xlc904]46.jpg[/attachment:22xlc904][/center:22xlc904]

    Per lo stesso motivo, anche l’anello per l’agganciamento delle bretelle di sospensione originariamente a ‘D’, talvolta muterà la forma in rettangolo.

    [center:22xlc904][attachment=14:22xlc904]47.jpg[/attachment:22xlc904] [attachment=13:22xlc904]48.jpg[/attachment:22xlc904][/center:22xlc904]


    Rimarrà invariata per tutto il tempo invece, la fascetta in cuoio resinato presente all’interno di ogni compartimento avente lo scopo di immobilizzare i caricatori all’interno. Avendo una rigidità eccessiva, veniva addirittura rimossa poiché finiva con l’infastidire il soldato intento a sfilare il caricatore nel campo di battaglia.

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    I marchi, facilmente riscontrabili, saranno stampati in modo vario: nome del produttore e anno, scritto per esteso nei modelli fino al 1942 e oltre, tramite ragione sociale codificata (RbNr e a tre lettere), per gli anni successivi. Non è raro imbattersi in marcature apposte dentro uno dei tre coperchietti. Solitamente sono attinenti alla città e all’anno di consegna al magazzino vestiario, all’inquadramento militare del soldato e al nome del soldato stesso, quest’ultimo però era una pratica in uso solo in tempi precoci.

    [center:22xlc904][attachment=28:22xlc904]39.jpg[/attachment:22xlc904] [attachment=23:22xlc904]29.jpg[/attachment:22xlc904][/center:22xlc904]
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    Alcuni esempi:

    (foto) – Coppia di porta caricatori di tipica manifattura prebellica marcati GUSTAV SCHIELE – LEDERWARENFABRIK – LOBURG – 1936.
    Essendo state trovate in ordine spaiato, una tasca ha subito la tinteggiatura anche nella parte retrostante per opera del soldato, mentre l’altra è rimasta in cuoio naturale sempre per decisione del suo possessore. Da notare la ferramenta realizzata completamente in alluminio.
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    (foto) – Coppia di porta caricatori con caratteristiche interessanti, avente le stesse identiche sembianze del modello prebellico ma con ferramenta in acciaio essendo prodotte presumibilmente verso metà guerra. Nessun rivetto ha preso il posto delle cuciture. Marcate RBN 0/1001/0045.
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    (foto) – Coppia che riproduce tutte le variazioni di materiali e caratteristiche possibili. Notare i passanti lasciati in cuoio naturale, tipico simbolo di riconoscimento di questo produttore. Marcate 0/0676/0038.
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    (foto) – Altra coppia di tarda fattura. Marcate 0/1032/0001.
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    (foto) – Coppia di tasche espressamente nate per la Luftwaffe nel periodo prebellico. Sono esattamente le stesse ma tinte in marrone cioccolato, colore tipico degli equipaggiamenti. Marcate L.L.G. J. SATTLER WÜRTT. STUTTG. 1938.
    [center:22xlc904][attachment=4:22xlc904]20.jpg[/attachment:22xlc904][attachment=3:22xlc904]21.jpg[/attachment:22xlc904][/center:22xlc904]

    (foto) – Coppia lasciata in cuoio naturale di produzione di metà guerra, a volte confuse con il modello tropicale. Marcate 0/0369/0027.
    [center:22xlc904][attachment=2:22xlc904]18.jpg[/attachment:22xlc904][attachment=1:22xlc904]19.jpg[/attachment:22xlc904][/center:22xlc904]
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  6. #446
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    Re: Patronentaschen m. 1911 - Portacaricatori del k98

    Visto il mio impegno messo fin d'ora in questa ed altre discussioni, vi ringrazio per i numerosi commenti lasciati.

  7. #447
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    Re: Patronentaschen m. 1911 - Portacaricatori del k98

    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro
    Visto il mio impegno messo fin d'ora in questa ed altre discussioni, vi ringrazio per i numerosi commenti lasciati.
    Pur non collezionano materiale tedesco, non posso esimermi da farti i complimenti per un articolo degno di una pubblicazione.
    Per il fatto dei commenti penso sia dovuto al fatto che mplti sono ancora in movimento fiera, anche se nel mio caso sono abituato.
    Ciao
    Giovanni

  8. #448
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    Re: Patronentaschen m. 1911 - Portacaricatori del k98

    Argomento molto interessante magari essendo domenica non tutti sono davanti al pc, io attenderei la serata per pensare che la cosa non interssa, comunque io ne ho due coppie una della prima più grand e una della secondo appunto più sottile, confermo il fatto che i divisori interni sono spesso rotti.

  9. #449
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    Re: Patronentaschen m. 1911 - Portacaricatori del k98

    Grazie per il topic esaustivo e splendidamente illustrato,utilissimo per una conoscenza sempre migliore dell'infinito equipaggiamento del soldato Tedesco,ad esempio la distanza dalla fibbia,pur collezionando da diversi anni,non ne ero minimamente a conoscenza.Complimenti ancora Adriano

  10. #450
    Collaboratore L'avatar di milit73
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    Re: Patronentaschen m. 1911 - Portacaricatori del k98

    Ciao a tutti,

    altro bel topic
    La storia della distanza delle giberne dalla fibbia non la sapevo.
    Grazie per l'informazione.

    Ciao
    Michele

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