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Discussione: Pilota o kamikaze Aviazione di Marina giapponese

  1. #21
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    Ciao Franz ho capito, di Storia ne ho ancora diversi proverò a guardare e se trovo qualcosa te lo faccio sapere.
    [ciao2]
    luciano

  2. #22
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    Luciano,sei davvero inarrivabile.....di nuovo complimenti.
    Impressionante l'immagine dell'aereo che arriva di lato.....

  3. #23
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    Complimenti Cocis per il tuo topic! Sei sempre il primo per le integrazioni con immagini!
    Io pensavo che il fenomeno delle missioni suicide si fosse sviluppato durante tutto il corso della guerra, invece leggendo il libro "Vento divino" di Inoguci - Nakajima - Pineau mi sono reso conto che hanno interessato solo gli ultimi dieci mesi della guerra nel Pacifico, ad iniziare dal 19 ottobre 1944 su iniziativa dell'amiraglio Onisci.
    Questa decisione fu dettata dalla disperazione di non poter colpire lo strapotere americano nel Pacifico a causa della scarsità* dei mezzi giapponese e dall'imponente volume di fuoco del nemico.
    Nelle missioni contro le formazioni navali e in particolar modo contro le portaerei americane, il 90% degli aerei giapponesi erano destinati ad essere abbattuti con la conseguente perdita dell'equipaggio, da qui la decisione di sacrificare volutamente i piloti ma con una maggior possibilità* di riuscita nell'infliggere notevoli danni al nemico.
    Questo fenomeno fece presa nei giovani piloti giapponesi a causa della loro cultura e della loro dedizione verso l'imperatore... comunque alla base penso che il principale motore di questo imolarsi sia stata la disperazione all'idea che non ci sarebbe stato un futuro per il loro paese e al disonore che era riservato in Giappone ai perdenti.
    [ciao2]

  4. #24
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    Ciao Peo.
    Nella battaglia del Mar delle Filippine nel giugno 44 i giapponesi avevano perso un spaventoso quantitativo di materiali, ma maggiormente molti piloti, gli ultimi disponibili parzialmente addestrati.
    Ormai i piloti in maggioranza erano poco allenati, mal equipaggiati e numericamente insufficienti, nelle esercitazioni riuscivano a colpire soltanto il 10 per cento dei bersagli.
    Di fronte al fatto che quasi tutti gli uomini stavano andando incontro a una morte certa ed inutile, era inevitabile che gli ufficiali di marina cercassero disperatamente mezzi più sicuri per attaccare il nemico, e che i più devoti di essi cominciassero a prendere in considerazione la possibilità* di precipitarsi deliberatamente con le loro bombe sulle navi nemiche.
    [ciao2]
    luciano

  5. #25
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    Luciano ti faccio nuovamente i miei complimenti per le bellissime e lucidissime integrazioni.. bravo..
    Gigi "Viper 4"

    "...Non mi sento colpevole.. Ho fatto il mio lavoro senza fare del male a nessuno.. Non ho sparato un solo colpo durante tutta la guerra.. Non rimpiango niente.. Ho fatto il mio dovere di soldato come milioni di altri Tedeschi..." - Rochus Misch dal libro L'ultimo

  6. #26
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    grande Luc..come sempre..!

    alcune delle foto le ho in "Storia della Marina Imperiale Giapponese nella Seconda Guerra Mondiale"nel quale libro vi è un capitolo a parte che tratta dei Kamikaze.....sopratutto delle considerazioni postume da parte Giapponese e Americana sul fenomeno!

    per integrare quello detto sulle modalità* di attacco...era a conoscenza di tutti che un attacco laterale avrebbe sicuramente portato danni, ma non come un attacco dall'alto..le cinte corazzate delle navi da guerra, prima dell'uscita delle navi più moderne, rivestivano le mura..sui ponti sprovvisti, che erano le strutture più adeguate per un impatto dall'alto si scatenarono le flottiglie Zero e "Ohka"
    quando poterono, i giapponesi attaccarono le navi americane in massa..
    la tattica era quella di individuare una nave..ed attaccarla da più punti e angolazioni differenti..ad esempio due aerei attaccanti dall'alto con rotte differenti che distraevano la contraerea e uno ancora più a distanza ma radente la superficie del mare dal lato opposto..
    alcuni di questi erano armati con bombe "dambuster" le stesse adoperate a Pearl Harbour..e il cruccio dei piloti era evitare le torri blindate dei cannoni per poter raggiungere i ponti in legno e di conseguenza le sottostrutture nelle porzioni di nave in cui alloggiavano le "santabarbara" delle torri di fuoco..
    se non si riusciva in questo avevano precedenza le torri comando..

    relativamente alla strategia..
    si evidenziò negli ultimi tempi del conflitto una crescente perdita di mezzi aerei oltre che navali .senza peraltro essere controbilanciata da una perdita di naviglio nemico.. le disperate missioni di alcuni piloti, che colpiti, danneggiarono o affondarono naviglio puntando direttamente sul nemico diedero lo spunto per questa nuova "strategia".

    gli attacchi suicidi divennero per le navi in appoggio a missioni tipo Okinawa e Iwo Jima..oltre che per altre, un vero incubo..

    il Giappone inviò tutto quello che aveva ancora in grado di volare per contrastare gli sbarchi e la logistica di queste operazioni..e ancora non si era sul suolo vero e proprio del Giappone, anche se geograficamente già* lo si era.
    le perdite inflitte agli americani in queste ultime operazioni furono considerate rilevanti per l'Ammiragliato Americano..deleterie per il morale delle truppe imbarcate.

    ciao
    digjo
    Ciao
    digjo

  7. #27
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    Ciao Giuseppe il libro che possiedi deve essere sicuramente interessante e completo mentre da parte mia ho dovuto e devo passare 4 pubblicazioni.
    Sull'efficacia di questi attacchi alcuni storici sono ovviamente di pareri opposti ma resta il fatto che per gli americani fu una cosa che li colpì non poco nel morale.
    Successivamente riuscirono a mitigare gli attacchi dei kamikaze grazie al loro potenziale in navi ed aerei.
    Il fattore kamikaze in un primo momento fu coperto o sminuito.
    D`altronde gli americani nascosero le cifre delle perdite per kamikaze, come pure altri eventi della loro guerra contro il Giappone sotto una stretta cortina di riservatezza.
    Comunque la notizia di questi attacchi non fu resa pubblica negli USA che il 12 aprile, sei mesi dopo il loro inizio, nelle Filippine, ma le sue ripercussioni sull`opinione pubblica furono completamente soverchiate dall`annuncio della morte del presidente Roosevelt data poche ore dopo.
    [ciao2]
    luciano

  8. #28
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    Il 25 ottobre 1944, la battaglia del golfo di Leyete era all`apice.
    Poco prima delle ore 11 le navi sopravvissute del gruppo scorta elle portaerei Taffy 3, agli ordini del contrammiraglio Clifford Sprague stavano riparando i danni subiti durante lo scontro con le corazzate dell`ammiraglio Kurita e preparandosi a recuperare i propri aerei.
    Inevitabilmente la vigilanza degli americani era un po` meno attenta, quando 6 caccia Zeke (zero) volando a bassa quota sul mare, si avvicinarono alle loro navi.
    L`artiglieria antiaerea entrò in azione contro gli assalitori, ma uno degli zeke invece di tentare un comune attacco con bombe o mitragliamento, rombando sopra la poppa della St Lo, si precipitò deliberatamente sul ponte di volo in mezzo alla nave.
    L`aeroplano rimbalzò in mare, ma le sue bombe penetrarono nel ponte ed esplosero, due minuti dopo un secondo scoppio scosse la nave, nell`hangar il carburante degli aerei esplodeva, la nave ormai in fiamme affondò alle 11,21

    La Saint Lò colpita in pieno dall'aereo del capitano Yukio Seki esplode e tra pochi istanti affonderà*



    Le altre portaerei furono attaccate nello stesso modo, la Kalinin Bay fu colpita due volte mentre un terzo aereo precipitava nelle vicinanze, un altro fallì il ponte della Kitkun Bay ma colpì la passerella e il sesto Zero si schiantò sulla poppa della White Plains ma senza provocare gravi danni.

    Un caccia zero lanciato contro la portaerei di scorta White Plains



    Circa 160 chilometri più a nord, un`altra parte della forza di scorta della Taffy 1 faceva un` esperienza simile.
    La flotta del Pacifico aveva subito le prime perdite da parte dei Kamikaze.
    Il 25 ottobre vide i primi attacchi suicidi di massa, ma quella non fu probabilmente la prima azione dei Kamikaze, perché il 21 ottobre l`incrociatore Australia che appoggiava gli sbarchi a Leyte era stato colpito da uno Zero solitario.
    Lo Zero aveva centrato il ponte uccidendo 20 uomini(compreso il capitano), ferendone 54 e costringendo la nave a ritirarsi dalla zona di combattimento.
    Ma vi fu un altro caso ancor prima nell`estate del 44, sembra che il contrammiraglio Arima comandante del 26^ squadriglia aerea che aveva guidato l`attacco alla flotta USA al largo di Luzon si sia schiantato deliberatamente sulla portaerei Franklin.

    La Franklin sbanda e s'incendia, ma non affonderà* raggiungerà* la costa con i propri mezzi ma sarà* comunque eliminata dalla lotta.



    Durante la battaglia delle Filippine si valuta che i giapponesi abbiano perso 9.000 aerei – 5.000 in incidenti di volo e 4.000 in combattimento di cui 650 in attacchi suicidi che affondarono 16 navi e ne danneggiarono 150.
    A Jwo Jima 25 aerei suicidi (21 della marina e 4 dell`esercito) affondarono 1 portaerei di scorta e danneggiarono una grande portaerei e 2 unità* minori.
    Fu a Okinawa che i piloti del "tokko tai" compirono lo sforzo supremo.
    Parecchie navi furono colpite durante la navigazione di avvicinamento a Okinawa e durante le incursioni sferrate dalle formazioni di portaerei veloci contro l`arcipelago giapponese.
    Il 6 e il 7 aprile 45 come preludio all`ultima uscita della corazzata Yamato i kamikaze attaccarono con violenza senza precedenti le navi americane al largo di Okinawa.
    Circa 700 aerei decollarono da Kyushu e di questi 355 erano in missione suicida.
    Più di 200 aerei furono abbattuti dalla task force di portaerei veloci, circa 50 da aerei levatisi dalle portaerei di scorta e 40 dal fuoco dell`artiglieria contraerea, ma 28 riuscirono ad abbattersi su navi affondandone 3.
    Il 13-13 aprile circa 185 aerei giapponesi sferrarono un altro attacco massiccio e ben organizzato attacco suicida contro le navi al largo di Okinawa che si concluse infliggendo gravi danni a 14 unità* da guerra.
    Il 12 un cacciatorpediniere fu affondato e uno danneggiato dal un altro mezzo suicida dalla bomba pilotata Ohka.
    Quaranta o cinquanta di queste bombe furono trasportate da grandi aerei dalla base di Kanoya per essere impiegate contro gli americani nell`operazione Okinawa ma quasi tutte furono distrutte con i loro aerei-madre prima ancora di raggiungere l`obiettivo, ma alcune giunsero a segno.
    Oltre ai successi conseguiti il 12 aprile si sa che alcuni Ohka danneggiarono un cacciatorpediniere il 4 maggio e un altro l`11 maggio

    Una fotomitragliatrice di un caccia americano coglie il momento della distruzione di un bombardiere Mitsubishi G4M che trasporta una bomba Okha



    Delle 1.900 missioni suicide effettuate durante la battaglia di Okinawa quelle efficaci rappresentarono il 14,7%, una percentuale minore di quella registratasi alle Filippine, ma poiché gli aerei lanciati in attacchi suicidi furono molto più numerosi, anche il numero delle navi colpite fu più elevato.
    Solo durante la campagna di Okinawa le perdite a bordo delle navi degli Stati Uniti ammontarono in complesso a 9.731 uomini. 4.907 dei quali uccisi quasi tutti ad opera dei kamikaze.

    Marinai americani rendono onore ai loro commilitoni



    Nella tabella seguente sono riportate le date dei 10 principali attacchi kamikaze nelle acque di Okinawa, il numero degli apparecchi suicidi che vi parteciparono, quello degli altri aerei di accompagnamento.
    La lettera A indica le navi demolite in seguito ai danni riportati, la B le navi danneggiate e fuori servizio per più di 30 giorni, cioè inutilizzate ai fini della battaglia per l'isola.



    La spasmodica attesa pronti a sparare appena l'aereo giunge a tiro



    Un aereo si è schiantato su una nave



    Due piloti kamikaze hanno superato lo sbarramento della portaerei Bunker Hill schiantandosi sulla nave 402 sono i morti e 264 i feriti



    La portaerei Ommaney Bay irrimediabilmente colpita da un kamikaze



    Portaerei non identificata



    Fine terza parte
    Fonte cartaceo Luciano
    luciano

  9. #29
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    Ancora una volta i miei complimenti.. hai preso il volo con questo Topic.. [] bravo..
    Gigi "Viper 4"

    "...Non mi sento colpevole.. Ho fatto il mio lavoro senza fare del male a nessuno.. Non ho sparato un solo colpo durante tutta la guerra.. Non rimpiango niente.. Ho fatto il mio dovere di soldato come milioni di altri Tedeschi..." - Rochus Misch dal libro L'ultimo

  10. #30
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    Grazie Gigi [] ormai resta solo un'altra puntata e solo di scrittura perchè tratta di alcune domande poste dal Bombardment Investigation Mission ai giapponesi.
    [ciao2]
    luciano

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