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Discussione: POW in England

  1. #11

  2. #12
    Utente registrato L'avatar di Hetzer
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    Ho avuto la fortuna, nel corso degli anni, di conoscere tanti reduci italiani che, fatti prigionieri, vennero trasferiti in Inghilterra.
    Uno di questi mi raccontò una storia incredibile: fatto prigioniero nei primissimi giorni di guerra contro la Francia, assieme ad una 50 di commilitoni (...diversi feriti furono curati dai francesi...) venne poi trasferito via via fino a Dunkuerque e li, assieme sempre ad altri prigionieri italiani e diversi aviatori tedeschi catturati, fu trasferito via nave in Inghilterra e poi finì in una fattoria del Galles, dove rimase a fare il contadino fino al 1947.
    Un altro prigioniero, il povero Aldrovandi, mi raccontò ridendo che gli anni passati in prigionia in Inghilterra furono i più belli della sua vita (...sapendo poi chi sposò quando tornò in Italia, mi sento di dargli ragione!!)
    Altri mi raccontavano sì del duro lavoro in campagna (...lavoro poi che era ancor più duro in Italia!!), ma che, col fatto che i giovani inglesi erano tutti al fronte, trovarono pure la maniera di fare il loro dovere di "bravi italiani" (...con tanto di strizzate d'occhio e gomitate ammiccanti!!).
    UNa foto di un gruppo di prigionieri italiani in Inghilterra, la didascalia li identifica con nome e cognome...

    Italian_Prisoners_of_War_in_Britain-_Everyday_Life_at_An_Italian_POW_Camp,_England,_UK,_1945_D26.jpg

    Italian Prisoners of War in Britain- Everyday Life at An Italian Pow Camp, England, UK, 1945A general scene of the cobbler's shop at the N.144 Italian workers camp near London. These Prisoners of War are: Antoni Tolino, Pasquale Usai, Salvatore Polizzi, Giuseppe Bosco and Aldo Mora.
    Io non ho girato il mondo ma il mondo ha girato intorno a me.

  3. #13
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Tramite la Croce Rossa Internazionale si ottenne che molti nostri prigionieri in England, riuscissero
    a mandare via radio saluti e notizie personali ai familiari in ascolto in Italia. Qui la BBC si adopero'
    moltissimo.
    pows2guerr1516.gif

    Questi altri, sono prigionieri italiani che lavoravano presso fattorie del Regno Unito. Erano tutti
    adeguatamente ed ordinatamente vestiti ed in ottime condizioni di salute. Il rovescio della
    medaglia fu che altri nostri connazionali trattenuti come prigionieri in altri paesi del Commonwealth,
    facessero una vita realmente dura.La fortuna ed il fato ebbero il loro gioco.PaoloM
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  4. #14
    Utente registrato L'avatar di Lev
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo Marzetti Visualizza Messaggio

    Il rovescio della
    medaglia fu che altri nostri connazionali trattenuti come prigionieri in altri paesi del Commonwealth,
    facessero una vita realmente dura.La fortuna ed il fato ebbero il loro gioco.PaoloM
    Non fu proprio solo questione di fortuna o di fato,ai prigionieri italiani negli Uk fu riservato un trattamento di tutto rispetto, direi " particolare " questo fu dovuto essenzialmente a seguito di quanto successe in Italia dopo l'8 Settembre.Nel suolo italiano c'erano oltre 80.000 prigionieri britannici che dopo l'8 Settembre si ritrovarono momentaneamente liberi in un paese straniero occupato da forze germaniche,da subito pero'molti italiani aiutarono questi prigionieri sfamandoli e nascondendoli,e un terzo di questi prigionieri,circa 25.000,furono sottratti ai germanici,molti furono portati in svizzera a molti altri fu fatto passare le linee,altri ancora si aggregarono ai partigiani.

    Questo comportamento spontaneo della popolazione italiana che rischiando la vita o la deportazione si espose in prima persona per aiutare dei soldati che si potevano ancora considerare come nemici,sconvolse non poco i britannici che non si aspettavano un simile comportamento da parte degli italiani,le notizie di questo innaspettato aiuto arrivarono velocemente negli UK,giornali e anche la BBC diede ampio risalto a quanto avveniva in italia, " the bravery italian people " i coraggiosi italiani,che sapevano di rischiare grosso,molto grosso anche la fucilazione se scoperti a dare aiuto o a nascondere un soldato nemico ma cio' non li fermo' dall'attuare un gesto di umana solideriata'.
    A seguito di questo comportamento di migliaia di civili italiani la prigionia degli militari italiani nel suolo britanncio cambio radicalmente e in molti casi non si tratto' affatto di prigionia in quanto moltissimi militari italiani erano liberi di muoversi e venivano persino pagati per il lavoro che svolgevano.

    Ma gli inglesi sono testoni e non dimenticano facilmente,ancora oggi loro ricordano,e in qualche modo si vogliono sdebitare dell'aiuto fornito da migliaia di italiani ai loro soldati prigionieri nel suolo italiano : The Monte San Martino Trust e' una fondazione inglese che fornisce gratuitamente agli studenti italiani da i 18 ai 25 anni corsi di lingua inglese nelle universita' britanniche.

    Monte San Martino Trust

    questa e' la pagina in italiano :'+'

    Questa associazione raccoglie le donazioni dei britannici e dei discendenti di quei prigionieri aiutati dal popolo italiano,e non solo i britannici donano denaro perche' gli studenti italiani di oggi possano venire a studiare gratuitamente in england,una certa Anne Corke ha donato del denaro e cosi' scrive :"In memory of my Dad and the wonderful Italian people who assisted him" in memoria di mio padre e del meraviglioso popolo italiano che lo ha assistito. https://www.justgiving.com/montesanmartino/Donate/

    Nel 2013 70* anniversario dell'8 settembre il referente italiano dell'associazione Monte San Martino Trust Sig.Antonio Millozzi ha ricevuto dalla regina un importante riconoscimento :https://www.gov.uk/government/world-...-martino-trust

    The Most Excellent Order of the British Empire - https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine...ero_Britannico

    Bisogna pero' considerare che tra quegli 80.000 e piu' prigionieri aiutati dal popolo italiano ci stavano anche molti americani,sud africani,neozelandesi,australiani ecc ecc,non ho notizie riguardo un simile comportamento di favore verso prigionieri italiani internati in questi o altri paesi del Commonwealth,forse l'amico Paolo Marzetti che vive in new zealand ci potrebbe dare informazioni al riguardo.

  5. #15
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Lev, hai fatto un'analisi perfetta di quanto gli inglesi hanno fatto per i nostri prigionieri nella 'mainland'.Seppur prigionieri,
    ma con una certa liberta' i nostri, per la maggior parte si fecero voler bene. Cio' che sfuggi' agli inglesi, ma non e' tutta
    colpa loro è che dati i vasti confini del Commonwealth di allora,in India, in Sud Africa, nel Sudan, a Ceylon,ecc, le condizioni dei nostri
    furono equiparabili alla contezione e ai sacrifici patiti presso i Francesi il che e' tutto dire. In Australia e NZ le condizioni erano
    equiparabili agli USA e al Regno Unito. Molti nostri soldati diventarono degli ottimi operai specializzati, tanto che, dopo
    il rimpatrio tra il 1946 ed il 1947, molti fecero domanda per tornare sia in Australia che in NZ e vennero accolti senza problemi.
    Sono stati scritti molti memoriali sulle varie prigionie e concordo con te che, sebbene la liberta' non abbia prezzo,
    molti italiani aprirono gli occhi sul 'nemico' il quale nei casi da te riportati,si comporto' meglio di quanto si poteva ipotizzare.
    Ricordo il mio professore di letteratura italiana al Liceo, che prigioniero degli inglesi in AS, ottenne di poter insegnare la
    Divina Commedia di Dante agli italiani prigionieri con lui e di poterla leggere agli ufficiali inglesi che lo portarono con loro
    in Scozia.PaoloM

  6. #16
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Meglio lavorare in una fattoria inglese che...pensare alla fame!
    itapows490729_milmat_437440c1.jpg

  7. #17
    Utente registrato L'avatar di antonio492
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    Riapro questo topic per raccontare la storia di mio padre.
    Imbarcato sul Regio Sommergibile Anfitrite fu fatto prigioniero dopo che la sua unità fu colpita da alcuni cacciatorpediniere inglesi nelle acque dell'isola di Caso, nel mare Egeo, all'alba del 6 marzo 1941.
    Da lì, prigioniero degli inglesi, rimase del tempo nel campo POW n° 8 di Pretoria, Sud Africa per poi essere condotto nel campo di lavoro n° 59 di SAWTRY nell' Huntingdonnshire, distretto del Cambridgeshire.
    Qui rimase fino al 23/04/1946.
    Fin qui forse tutto "normale"; il fatto strano fu che mio padre fu considerato morto nell'affondamento del suo Sommergibile, tanto che a casa gli furono celebrate esequie solenni e fu anche stampato un "ricordino" o pagellina che dir si voglia. Solo dopo 6 o 8 mesi arrivò la notizia della sua salvezza e successiva prigionia in Inghilterra.
    Confermo quello che è stato detto da chi mi ha preceduto per quanto riguarda il trattamento ricevuto. Nel campo di lavoro fu trattato bene, tanto che per molti anni dopo il suo rientro, e questo l'ho anche visto con i miei occhi, ha continuato a tenere contatti epistolari con i proprietari della fattoria. Ciò in netto contrasto rispetto a come è stato trattato in Sud Africa.
    Qui di seguito posterò foto e documenti relativi all'evento narrato.
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    Antonio


  8. #18
    Utente registrato L'avatar di antonio492
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    Quest'altro documento è un fazzoletto ricamato da mio padre durante il suo soggiorno a Pretoria.
    E con questo ho finito. Buona notte
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    Antonio


  9. #19
    Utente registrato L'avatar di Lev
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    Bella testimonianza e belle foto
    vedo che tuo padre in tutte le foto porta a sx sul petto un fregio rotondo,a me sembra che all'interno ci sia un pesce,forse un delfino,e'l'unico che porta questo fregio,tu ce l'hai ancora?
    Carlo

  10. #20
    Utente registrato L'avatar di antonio492
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    Proprio quello purtroppo no. E' il distintivo di sommergibilista.
    Ho però il suo distintivo d'onore
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    Antonio


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