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Discussione: Primo Carnera. "La montagna che cammina"

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    Primo Carnera. "La montagna che cammina"

    Biografia


    Primo Carneranacque a Sequals, un paesino all'epoca in provincia di Udine, il 25ottobre del 1906. La sua famiglia era molto povera e sopravvivevasolo grazie al lavoro del padre, un mosaicista emigrato in Germania.Il piccolo Carnera ebbe uno sviluppo molto sostenuto e spiccava tra isuoi coetanei, più bassi e minuti. Nel 1915 il padre fu chiamato acombattere la Prima guerra mondiale e dovette quindi abbandonare illavoro, facendo gravare il carico familiare sulle spalle dellamoglie. La madre cercò allora un impiego, ma fu presto costretta avendere la fede nuziale per sopravvivere. Carnera fu così costrettoad abbandonare la scuola e a mendicare insieme ai suoi fratelli. Nelfrattempo il suo rapido sviluppo continuava al punto che, a dodicianni, mostrava già la statura di un adulto ed era sempre piùdifficile per lui trovare vestiti e scarpe della sua misura. Ancoraadolescente, spinto dalla fame e dalla povertà, Carnera emigrò inFrancia dagli zii, trovando inizialmente un'occupazione comecarpentiere. Tale attività necessitava di maggiore energia ma gligarantì un maggior corrispondente in viveri. Gli zii lo introdusseroanche nel mondo del pugilato, organizzandogli un incontro con unprincipiante, ma Carnera non era ancora pronto al grande passo. Ilsuo fisico, intanto, diventava sempre più alto e nerboruto. Era altoeffettivamente 197 centimetri per 120 chili. Riuscì ad adattare ivestiti, ma per quanto riguarda le scarpe non poteva che camminarescalzo. Nel 1925, un circo fece tappa proprio dove lui risiedeva,vicino a Le Mans. Un giorno, durante uno degli incontri di lotta diquesto circo al quale stava assistendo, il responsabile notò il suofisico imponente che destava sgomento e lo ingaggiò. Con questonuovo lavoro, Carnera sperava soprattutto di migliorare il propriotenore di vita. Così iniziò a girare, per tre anni, in varielocalità. Alla sua vista le persone rimanevano sbigottite, ma alcunelo sfidavano. A tal proposito si narra che in uno dei suoi incontriun giovane gli avesse dato un pugno nella pancia; Carnera si arrabbiòper la violenza gratuita e lo afferrò per il collo facendolosvenire; gli amici del giovane provarono a vendicarsi sfidandolo inquattro, ma la dinamicità e la resistenza sviluppate gli permiserodi aver ragione su tutto il gruppo senza particolari affanni. Igiornalisti pubblicarono l'accaduto rendendo più popolare il circo eCarnera stesso. Il responsabile, soddisfatto dell'incremento deiguadagni ottenuto grazie a lui, gli aumentò il salario. Sull'ondadel successo del lottatore friulano, venne messa in palio unaricompensa per chi fosse riuscito a sconfiggerlo, ma nessuno ciriuscì. Divenne un fenomeno da baraccone e gli vennero affibbiatidei soprannomi, tra i quali il più curioso era Juan lo spagnolo. Ungiorno il circo fece tappa ad Arcachon. Qui, tra la folla cheassisteva alle lotte di Carnera, c'era anche Paul Journée. L'excampione francese dei pesi massimi osservò attentamente le abilitàacquisite dall'eccezionale lottatore. Vide in lui le potenzialicapacità di un pugile, che solo allenandosi avrebbe potutovalorizzare le proprie doti. Per Carnera però abbandonare il circoavrebbe significato un ritorno alla povertà, e quindi inizialmentepreferì lasciar cadere la proposta. Solo in seguito trovò unasoluzione: si sarebbe sostentato riprendendo il suo primo mestiere, enel frattempo si sarebbe allenato nella palestra di Journée. Graziead una certa caparbietà e agli insegnamenti di Journée, Carneraraggiunse presto buoni livelli. L'ex campione francese insistette perfarlo vedere al manager Léon See, che rimase allibito dall'imponentestazza. See lo mise alla prova con il campione Julyo Poojeshe e glifece scattare qualche foto per i giornalisti. Si accordòillegalmente con Damon Runyon per incrementare la popolarità del suogigante. Successivamente, per abituarlo, lo fece combattere con unpeso massimo, che il friulano mise al tappeto. Dispiaciuto di averlofatto svenire, però, si scusò. Carnera era buono ed ingenuo, alcontrario del suo manager, che si arrabbiò con lui per il suo gesto.Gli raccomandava di mangiare una bistecca da un chilo al giorno e ditogliersi le scarpe del circo. L'affarista, dopo aver constatato imiglioramenti del suo pugile, lo fece vedere all'organizzatore Jeff Dickson. Carnera era abbastanza preparato e in grado di cimentarsinel professionismo; anche se mancava di tecnica, possedeva infatti unpugno eccezionale. Debuttò a Parigi, il 12 settembre 1928, vincendoal secondo round per knock-out contro Leon Sebilo. Dopo altri duematch vinti prima del limite, Carnera rientrò in Italia, conpassaporto francese, per incontrare il brasiliano Epifanio Islas, aMilano. Il pugile di Sequals apparve ancora lento e maldestro mariuscì ad aggiudicarsi l'incontro ai punti. I giornalisti italiani,tuttavia, sostennero che il match fosse truccato e definirono Carnera“torre di gorgonzola”, pensando che non avesse tante possibilitàdi diventare un vero pugile. In verità il suo manager, quandopoteva, si assicurava la vittoria, accordandosi con l'angolo degliavversari, ma ancora oggi non è noto quanti fossero gli incontritruccati e Carnera non era assolutamente a conoscenza di come fosserogestiti gli incontri che, comunque, furono, in molti casi, vintiregolarmente. Il 28 aprile 1929, a Lipsia, Carnera perse il suo primoincontro contro il tedesco Franz Diener, per squalifica alla primaripresa. Dopo altri otto incontri vinti consecutivamente, alla RoyalAlbert Hall di Londra, sconfisse lo statunitense Young Stribling allaquarta ripresa, per squalifica dovuta a un colpo subito al di sottodella cintura. Nella rivincita, disputata nemmeno venti giorni dopo,a Parigi, fu a sua volta squalificato, per aver colpito l'avversariodopo il suono della campana del settimo round. Disputò ancora unincontro, in Europa, per prendersi la rivincita con il tedescoDiener, sconfitto a Londra per Ko tecnico alla sesta ripresa.Complessivamente, prima di lasciare il vecchio continente, avevaottenuto 16 vittorie (14 prima del limite) e due sconfitte. Il 31dicembre 1929, Carnera sbarcò negli Stati Uniti d'America. La suaimmagine continuò a essere gestita dallo storico manager Léon See epoi da Bill Duffy. Attraverso i giornalisti, i manager lo imposerocome The Ambling Alp (La montagna che cammina lentamente). Carnera, acausa di un'eccessiva buona fede, si fidava dei suoi manager che,ovviamente, occultavano il modo in cui gestivano i suoi match e nonsi rese mai conto di quanto combinavano. Erano gli anni delproibizionismo, della crisi economica e della mafiaitalo-statunitense, che investirà su Carnera preferendo la quantitàalla qualità dei match. Carnera vinse prima del limite tutti i primi23 match che disputò negli Stati Uniti, 16 dei quali per KO nelleprime due riprese. Alcuni incontri, peraltro, ebbero un andamentosconcertante. Al suo debutto, il 16 gennaio 1930 a New York,l'avversario Big Boy Peterson andò al tappeto al primo pugnoincassato e poi per altre tre volte, prima di essere dichiarato fuoricombattimento alla prima ripresa. Nel secondo incontro, disputatosette giorni dopo, a Chicago, il suo avversario Elzear Rioux andò altappeto ben sei volte in una sola ripresa, tanto che la Commissionepugilistica dello Stato dell'Illinois lo multò di 1000 dollari e glirevocò la licenza. Il 23 giugno 1930, Carnera andò al tappeto allaquinta ripresa contro il temibilissimo George Godfrey che però fusqualificato per aver colpito l'avversario al di sotto della cintura.Le successive dichiarazioni dello sconfitto, tuttavia, lasciaronodubbi sulla regolarità anche di questo incontro. Il 7 ottobre 1930,il friulano subì la prima sconfitta negli Stati Uniti, ad opera diJim Maloney, ai punti in dieci riprese. Quindi riattraversòl'oceano, per affrontare, il 30 novembre 1930, allo Stadio Olimpicodel Montjuïc di Barcellona, il basco Paulino Uzcudun che, quattroanni prima, aveva strappato la cintura europea dei pesi massimiall'italiano Erminio Spalla. Di fronte a una folla stimata tra i75.000 e i 90.000 spettatori, il combattimento contro l'idolo localenon fu dei più facili, per Carnera. Uzcudun combatté sempreall'attacco ma l'italiano seppe colpirlo molto bene d'incontro.Secondo la United Press Carnera si sarebbe aggiudicato almeno ottoriprese su dieci e, alla fine, vinse ai punti. Il match successivo sitenne a Londra, contro Reggie Meen. Qui Carnera vinse per ko. Allafine del 1930 aveva totalizzato 25 vittorie ed una sola sconfitta. Lasuccessiva stagione "americana" ricominciò da Miami, conla rivincita contro Jim Maloney, che Carnera si aggiudicò ai puntiin dieci riprese. Dopo altri sei match, tutti vinti, il friulano fudesignato per combattere contro Jack Sharkey, il 12 ottobre 1931,all'Ebbet's Field di New York. Si trattava già, virtualmente, di unasemifinale per il titolo mondiale, in quanto Sharkey era stato appenasconfitto in un match per il titolo dal Campione del Mondo MaxSchmeling ed aveva intenzione di incontrarlo nuovamente, a breve.Sharkey martellò Carnera per tutte le quindici riprese e lo spedìanche al tappeto sino al conto di otto. L'italiano, però, sepperialzarsi e rimanere in piedi per tutto l'incontro, finendo sconfittosolamente ai punti. Dopo circa un mese Carnera sconfisse ai punti,con verdetto unanime, King Levinsky e, sempre a novembre,l'italo-argentino Victorio Campolo, che venne messo ko al secondoround. Il 1931 si concluse con un totale di 10 match, 9 vinti e unoperso ai punti. Nel 1932 Carnera subì due sconfitte: la prima controLarry Gains e la seconda, molto discussa, contro Stanley Poreda;vinse gli altri 23 incontri. Dopo l'incontro con Larry Gains, venne aconoscenza del fatto che il suo manager si appropriava della maggiorparte del suo denaro e rientrò in patria, deluso. In Italia, Carnerafece la conoscenza di Luigi Soresi, che iniziò a “gestirlo”.Meno esperto del precedente manager, ma anch'egli abbastanza furbo,Soresi diede l'annuncio dell'accordo alla stampa italiana e poiriportò Carnera negli Stati Uniti. Qui riuscì a farlo designarequale sfidante al titolo mondiale. Jack Sharkey, tuttavia - che, nelfrattempo, era diventato Campione del Mondo - impose che il suoavversario dovesse uscire dalla sfida tra Carnera e il pugile ErnieSchaaf, di cui era il procuratore. Schaaf era reduce da un terribileatterramento subito da Max Baer, il 31 agosto 1932. Salvato dal gong,i suoi "secondi" erano riusciti a fargli riprendere i sensisoltanto dopo tre minuti. Un'inchiesta promossa dopo il match conCarnera avrebbe messo in luce che, già prima di salire sul ring,Schaaf aveva subito danni irreversibili al cervello. L'incontro traCarnera ed Ernie Schaaf, il 10 febbraio 1933 a New York, fucondizionato da tale precedente. Al 13º round, Schaaf fu messo altappeto due volte e, la seconda volta, non si rialzò più.Trasportato privo di conoscenza all'ospedale, morì il 14 febbraio,ufficialmente, per emorragia cerebrale.Afflitto quindi dai rimorsi dicoscienza, Carnera decise il ritiro dalla boxe. Grazie all'aiutodegli amici, della famiglia e della madre di Schaaf, uscì da questobrutto periodo. Dopo due mesi riprese gli allenamenti per prepararsia conquistare il titolo mondiale. Jack Sharkey, di Boston, era diorigine lituana (il suo vero nome era Joseph Paul Zukauskas); avevaconquistato il titolo mondiale dei pesi massimi il 21 giugno 1932nella rivincita con il tedesco Max Schmeling, per un controversoverdetto ai punti. Prima di mettere in palio il titolo con Carneraaveva un record di 35 vittorie, 8 sconfitte e due pari, contro le 74vittorie e 6 sconfitte dello sfidante. Il 29 giugno 1933, i duepugili si sfidarono al Madison Square Garden Bowl di New York, a LongIsland, di fronte a 40.000 spettatori. Al peso, Carnera accusò 118kg; il campione in carica 91. Già nel primo round, Carnera atterròl'avversario, che si rialzò immediatamente, evitando il conteggio.L'incontro proseguì abbastanza equilibrato per altre cinque riprese.Al sesto round Carnera atterrò una prima volta il Campione delMondo, che si rialzò e fu contato dall'arbitro. Subito dopo ilpugile italiano colpì in pieno volto Jack Sharkey con un montantedestro, mandandolo KO e conquistando la cintura di Campione del mondodei pesi massimi. Carnera era diventato il primo italiano campionemondiale di pugilato. Dopo l'incontro, il pugile scrisse duetelegrammi di ringraziamento: il primo era indirizzato alla madre eil secondo al duce. Carnera divenne un eroe nazionale. Le istituzionilo accolsero e lo omaggiarono. Il "gigante di Sequals",infatti, rappresentava un modello utile al regime. Benito Mussolinivoleva fare di Carnera un modello da imitare e lo fece affacciare dalbalcone di Piazza Venezia. Per l'occasione il pugile indossòl'uniforme della milizia fascista: il regime lo aveva arruolato, permotivi di propaganda, come milite (Camicia Nera) della 55ª LegioneAlpina "Friulana" di Gemona. Il Minculpop (ministero dellacultura popolare) lo rese un modello ideale dell'italiano, vietandoanche espressamente agli organi di stampa di pubblicare immagini diCarnera al tappeto. La sua popolarità incrementò la produzione difumetti, manifesti e articoli di stampa che lo omaggiavano come unuomo invincibile. Gli venne assegnato il titolo onorario di campioneitaliano dei pesi massimi. Il 22 ottobre 1933, a Roma, Carnera misein palio il titolo mondiale contro il Campione d'Europa in carica, lospagnolo Paulino Uzcudun; il match, pertanto, prevedeval'aggiudicazione di entrambe le cinture dei pesi massimi. Nellacornice di Piazza di Siena, in Roma, Primo Carnera combatté difronte a 60.000 spettatori, alla presenza di Benito Mussolini,esibendo una camicia nera sotto all'accappatoio, al fine di esprimerela propria vicinanza al regime fascista. Il match risultò abbastanzamonotono agli occhi degli spettatori, che attendevano una vittoriaper fuori combattimento del pugile di casa. Nonostante Carnera abbiaattaccato per tutto l'incontro, infatti, non riuscì ad atterrarenemmeno una volta l'indomabile avversario che, però, prima diallora, non aveva mai perso prima del limite. Il match, comunque, siconcluse con una netta vittoria ai punti per il Campione del Mondoche conquistò, così, anche il titolo europeo. Dopo questa primadifesa del titolo, Carnera ritornò negli Stati Uniti e il 1º marzo1934 lo mise in palio contro Tommy Loughran che era stato Campionedel Mondo dei pesi mediomassimi, tra il 1927 e il 1929. Carneraaccusò al peso kg 122,5 kg e lo sfidante solamente kg 84,4. Ilpugile italiano, più pesante di oltre 38 chilogrammi, conservò lacorona mondiale per unanime verdetto ai punti in quindici riprese(10-1 per due giudici e 12-3 per il terzo). Il prescelto per ilsuccessivo match fu Max Baer, otto centimetri più basso di Carnerama con un notevole allungo (206 cm), in rapporto all’altezza, anchese comunque inferiore ai 216 cm dell’italiano. Oltre a Ernie Shaaf,Baer aveva sconfitto un anno prima l’ex campione del mondo MaxSchmeling per ko tecnico alla decima ripresa. L’incontro fuallestito il 14 giugno 1934, al Madison Square Garden Bowl di NewYork, di fronte a 56.000 spettatori. Il pugile italiano salì sulring nonostante l'arresto del suo manager nell'imminenza delcombattimento. L’andamento del match e, soprattutto, il numerodegli atterramenti subiti da Carnera è di difficile decifrazione,alla luce dei canoni della boxe attuale. Ciò in quanto l'arbitro noneffettuò mai alcun conteggio e, all’epoca, non esisteva la regoladi decretare automaticamente il ko tecnico dopo tre knockdown subitinello stesso round. Inoltre, non sembra che sia stata semprerispettata o applicata in modo corretto la regola di allontanareverso l’angolo neutrale l’autore degli atterramenti. Ilgiornalista Nat Fleischer ha contato tre atterramenti subiti daCarnera nel primo round e altrettanti al secondo. Dal filmatocinematografico, tuttavia, si evince che solo due volte l’arbitroabbia fermato l’incontro alla prima ripresa, indicando a Baerl’angolo neutrale; mentre che al secondo round Carnera, nel cadereal tappeto, abbia in tutti i casi trascinato a terra con sé losfidante e che i pugili si siano immediatamente rialzati, senza chel’arbitro abbia mai interrotto il match. L’episodio decisivo,comunque, si era già avuto dopo due minuti e dieci secondi circadall'inizio del match, quando Baer aveva colpito il detentore deltitolo con un terribile colpo in pieno volto, mandandolo al tappetoper la prima volta e in maniera indiscutibile. Nel cadere, Carnera siprocurò una slogatura alla caviglia (che poi si rivelò essere unafrattura) che lo condizionò per il prosieguo del match. Le ripresecentrali, caratterizzate da atteggiamenti irrisori dello sfidante –prefiguranti gli analoghi atteggiamenti di Muhammad Ali negli annisessanta e settanta – ebbero un andamento più equilibrato: lostesso Fleischer attribuisce a Carnera ben tre riprese, fra la terzae l’ottava. Con il prosieguo dell’incontro, tuttavia, il Campionedel Mondo cominciò a zoppicare sempre più vistosamente, tanto chesubì un altro indiscusso knockdown alla nona ripresa, tre nelladecima (di cui uno nell’imminenza del suono del gong) e dueall’undicesima. Il pugile italiano riuscì sempre a rialzarsi ma,dopo due minuti e 16 secondi dall’inizio dell’11º round,l’arbitro non poté che constatare la sua impossibilità aproseguire e decretare Max Baer vincitore per ko tecnico e nuovoCampione mondiale dei pesi massimi. Dopo questo match, Primo Carnerarimase in convalescenza per due mesi, con una gamba ingessata. Loandarono a trovare i soli amici e parenti e il suo avversario MaxBaer. In seguito girò anche numerosi film, tra cui L'idolo delledonne, in cui Carnera e Max Baer interpretavano loro stessi. PrimoCarnera salì nuovamente sul ring sei mesi dopo, nel corso di unatournée sudamericana. Il 1º dicembre 1934, ad Avellaneda di BuenosAires, pose fine alla carriera dell'italo-argentino Victorio Campolo,che era addirittura più alto di lui ma con un allungo inferiore. Lavittoria fu decretata ai punti in dodici riprese, di fronte a unafolla di 30.000 spettatori. Il 13 gennaio 1935, a San Paolo delBrasile, mise KO alla settima ripresa l'americano Paul Harris e anchein questo caso il suo avversario si ritirò dalla boxe. Nove giornidopo, sempre a San Paolo, anche l'estone Erwin Klausner fu messo KOdall'ex campione del Mondo, alla sesta ripresa. Nel frattempo,Carnera fu dichiarato decaduto dal titolo di campione europeo e dicampione italiano, per non averli difesi nei termini previsti.Rientrato negli Stati Uniti, il 15 marzo 1935 tornò a calcare iltappeto del Madison Square Garden di New York, contro RayImpelletiere, un altro pugile più alto. Alla nona ripresa l'arbitroJack Dempsey fermò l'incontro per KO tecnico mentre il managerdell'avversario dell'italiano - secondo l'Associated Press - si eraprecipitato sul ring per salvare il suo pugile da una più durapunizione. Tali lusinghieri risultati, convinsero Carnera che potevarientrare nel grande giro mondiale e decise di combattere control'astro nascente Joe Louis. Purtroppo per lui, la scelta non fufelice: di otto anni più giovane, Louis si sarebbe rivelato, coltempo, uno dei più grandi pugili di tutti i tempi. L'incontro sitenne il 15 luglio 1935, allo Yankee Stadium di New York, di fronte auna folla di 60.000 spettatori. Fu un match bollente, pieno di coridi tifosi dell'afroamericano, di agenti della sicurezza e di tecnici.Al sesto round, però, Louis atterrò per tre volte l'ex campione delMondo e l'incontro fu interrotto per Ko tecnico, dopo 2 minuti e 23secondi dall'inizio della ripresa. Ancora ventinovenne, Carneraproseguì nella carriera pugilistica anche dopo la sconfitta conLouis. Ottenne quattro vittorie consecutive e poi incontrò il pugiledi colore Leroy Haynes, dal quale fu sconfitto due volte per kotecnico, il 16 marzo e il 27 maggio 1936, rispettivamente alla terzae alla nona ripresa. Successivamente, fu costretto a letto a causa diuna trombosi. Cominciò a pensare che fosse il momento per ritirarsidefinitivamente, ma prolungò ancora la carriera di pugile,rifiutando la proposta di Jack Curley di dedicarsi al catch. Dopoquasi diciotto mesi di inattività, tornò sul ring il 18 novembre1937 a Parigi contro Albert Di Meglio, da cui fu sconfitto ai puntiin dieci riprese. Il 4 dicembre dello stesso anno, a Budapest,incontrò Joseph Zupan. Boxrec riporta una vittoria di Carnera per KOalla seconda ripresa, così come Box-Sport, 14 dicembre 1937, p. 9 eil giornale viennese Sport Tagblatt. In talune liste degli incontridi Carnera, tuttavia, tale risultato appare ribaltato. Fu l'ultimoincontro del pugile friulano, prima della 2^ guerra mondiale. Glivenne, infatti, diagnosticato il diabete e gli fu tolto un rene. Il13 marzo 1939 si sposò con Pina Kovacic. Dal loro amore nacquero duefigli: Umberto e Giovanna Maria. Dopo la caduta del regime fascista,Carnera ritornò in patria, accolto dalle accuse dei partigiani chelo vogliono giustiziare, accusandolo di essere stato un collaboratoredi Mussolini; si salvò solo grazie all'intervento del Comandante TomLeonardo Picco, Capo di Stato Maggiore del “Gruppo Sud” delleBrigate Osoppo. Il 22 luglio 1945, a trentanove anni, il "gigantedi Sequals" tornò sul ring, allestito nello stadio di Udine,per combattere vittoriosamente contro il francese Michel Blevens, chefu sconfitto per KO alla terza ripresa. Due mesi dopo, a Trieste,mise ko alla prima ripresa anche l'americano Sam Gardner.


    Gli ultimi treincontri li combatté contro l'ex campione europeo dei pesimediomassimi Luigi Musina. Il primo match ritardò, a causa dellafolla che voleva entrare anche senza biglietto. Carnera, quindi, siintrattenne in un bar, bevendo alcoolici con i suoi ammiratori.Quando l'incontro ebbe inizio, fu atterrato tre volte dal suoavversario e sconfitto per ko tecnico al 7º round. Gli altri dueincontri, combattuti nel 1946 a quarant'anni, li perse ai punti. Dopoaver collezionato 70 vittorie per ko nel pugilato, Carnera tornò afare il lottatore. Stavolta, non come fenomeno da baraccone, ma comewrestler. Già nel 1941 Jack Curley gli aveva proposto questaalternativa, ma allora aveva rifiutato. Solo nel 1946, si rese contoche quello era l'unico modo per restare sul ring. Ad ottobre, ilmanager Joe Toots Mondt lo fece debuttare contro Cheif Saunooke, ilquale fu messo al tappeto. Dopo una settimana, sempre per la GeorgiaChampionship Wrestling, promotion della NWA (National WrestlingAlliance), lottò contro Jules Strongbow, prevalendo ancora unavolta. Il 24 marzo 1947 lottò contro George Macricostas, e poicontro Babe Sharkey, vincendo tutti e due gli incontri. Carnerariacquistò la sua popolarità, soprattutto dopo aver vintol'incontro con uno dei maggiori esperti di wrestling di quel periodo,Ed "Strangler" Lewis. Il '48 iniziò con il ritorno allaGCW, sconfiggendo Roland Kirchmeyer e successivamente anche PeteManagoff. Anche nel wrestling Carnera divenne quindi uno dei campionipiù temuti. Neanche Kola Kwariani, riuscì ad abbatterlo. Solol'italiano Antonino Rocca, il 20 aprile 1948, fermò il suo record di321 vittorie. Ad ottobre sconfisse Vic Christy. Nel '51, Max Baerarbitrò il match contro Jim London, che finì in pareggio. Questoincontro fu molto seguito per la presenza, appunto, di Baer, che gliaveva tolto il titolo; erano in molti a pensare che Carnera nonavrebbe resistito alla tentazione di sfidarlo nuovamente. A dicembreprevalse su Red Menace, invece nel marzo del 1952 finì con un nocontest. A luglio toccò a Fred Von Schacht e Clyde Steeves tentaredi prevalere sulla forza del nerboruto italiano, il quale comunquevinse. Nel 1953 la famiglia Carnera ottenne la cittadinanzastatunitense. Questo eliminò ogni ostacolo nell'interpretare qualcheruolo cinematografico. In tutto, girerà quindici film, tra cuiErcole e la regina di Lidia, Il tallone di Achille ed altri ancora;in più una tournée con Renato Rascel (il comico conosciuto con ilsoprannome di il piccoletto). Carnera aprì anche un ristorante e unnegozio di liquori. Il 18 febbraio 1957, conquistò il titolo diClaims Heavyweight Wrestling Championship, sconfiggendo King Kong, unuomo pesante 182 kg. Successivamente iniziò a dedicarsi di più alcinema, anche perché le sue condizioni di salute erano peggiorate.Carnera si ammalò di cirrosi epatica e quando comprese che glirestava poco da vivere fece ritorno in Italia. Nel maggio del 1967tornò a Sequals, a godersi i suoi affetti. Il "Gigante Buono"morì nel 34º anniversario dalla conquista del titolo mondiale deipesi massimi, cioè il 29 giugno 1967. Le sue qualità, la sua forza,la sua vita sono rimaste per sempre impresse nel mondo della boxe,della storia e hanno fatto di lui un mito internazionale. Carnera èstato sepolto nella tomba di famiglia nel cimitero di Sequals. InVeneto, spesso i più anziani, riferendosi a Primo Carnera e allaforza dei suoi pugni usano la frase "Carnera co un pugno spaca atèra" (Carnera con un pugno spacca la terra). In Italia, ilmito del gigante di Sequals ha assunto contorni leggendari, tanto checol tempo, le biografie giornalistiche hanno anche aggiunto ulterioricentimetri alla sua già notevole statura, rispetto a quanto risultaufficialmente nei siti specializzati statunitensi: La Repubblica, nel2005, il Corriere della Sera, nel 2006, e La Gazzetta dello Sport,nel 2008, lo indicano alto 205 cm, mentre Il Sole 24 ORE, nel 2008,si è fermato a 202 cm e la figlia del pugile, Maria GiovannaCarnera, in una intervista, ricorda suo padre alto 203 cm. Nonpotevano mancare i così soprannominati piedi da violino, lunghi 32cm, che calzavano il 52 (anche se in base alla lunghezza, è piùprobabile che corrispondessero ad un 50 di scarpe). Il letto diCarnera (oggi non più esistente) era lungo due metri e venti, e fucostruito appositamente per lui dal maestro falegname Romano DeFabris. Nel 1931 Floyd Gottfredson, Earl Duvall e Al Taliaferrocrearono per le strisce a fumetti di Topolino il personaggio delpugile Spaccafuoco, in originale Creamo Catnera, ispirato nel nome enella caratterizzazione a Carnera, già, all'epoca, molto popolarenegli Stati Uniti. Il pugile italiano fu ingaggiato per unadivertente apparizione nel film Il re dell'Africa, del 1949, quasi unsequel del primo King Kong, diretto da Ernest Beaumont Schoedsack, inun improbabile confronto di boxe con il gigantesco gorilla. Allafigura di Primo Carnera è ispirato il film Il colosso d'argilla(1956), diretto da Mark Robson, con Humphrey Bogart, Rod Steiger eJan Sterling. Il cantautore Goran Kuzminac ha dedicato a Carnera lacanzone, nata da un suggerimento dello scrittore Emilio Del BelBelluz, Primo di Sequals (2004), contenuta nell'album Nuvolestraniere e già presentata in singolo a Sequals con la figlia delcampione. Nell'album Thori e Rocce (2011) di Don Joe e Dj Shablo c'èuna canzone intitolata Primo Carnera. Primo Carnera è il nome delprotagonista di un fumetto di Filippo Scòzzari ed è anche il nomedella casa editrice che ne pubblica le storie: la Primo CarneraEditore, fondata dallo stesso Scòzzari insieme ad Andrea Pazienza,Stefano Tamburini, Massimo Mattioli e Tanino Liberatore.Ildisegnatore Davide Toffolo ha pubblicato un libro a fumetti Carnera,la montagna che cammina per VivaComix (2006). Lagiornalista-scrittrice Giuliana Fantuz ha dedicato a Primo Carneradue libri: Carnera, mio padre (2002) e Carnera - The Walking Mountain(200, quest'ultimo edito dall'associazione Stories FVG. Il registaRenzo Martinelli ha girato il film Carnera - The Walking Mountain(dal quale poi è stata tratta la miniserie televisiva in due puntateIl Campione più grande, trasmessa da Canale 5 il 15 e 16 dicembre200. Il pugile è stato interpretato dall'attore pugliese AndreaIaia. Nel 2006 in occasione del centenario della nascita del pugile èstata realizzata a Palazzo della Ragione di Milano la mostra Carnera,ipotesi di un mito curata da Elena Fontanella, Fausto Narducci,Daniele Redaelli in collaborazione con La Gazzetta dello Sport. Ilpalasport della città di Udine, sito nel quartiere Rizzi, è statointitolato PalaCarnera come omaggio al campione friulano. La Villa instile Liberty fatta costruire dal campione nel suo paese natale èsede di una mostra permanente a lui dedicata e, insieme alla suapalestra, fa parte del sistema museale Lis Aganis-Ecomuseo Regionaledelle Dolomiti Friulane.
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    Onorificenze
    Medaglia d'Oro alValore Atletico - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Oro alValore Atletico
    «Per la vittorianel Campionato del Mondo di pugilato professionisti nella categoriadei pesi massimi»
    New York, 29giugno 1933
    Commendatoredell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniformeordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
    Cascais, 9giugno 1967. Di iniziativa di Umberto II di Savoia
    Riconoscimenti
    Encomio solennedel Comando Generale della Milizia nel 1930
    Pugile dell'annodella rivista Ring Magazine nel 1933
    Ring Magazineupsets of the year nel 1933
    Medaglia d'orodel Comune di Sequals nel 1967
    Inserito nellaSports Hall of Fame di Chicago nel 1977
    Inserito nellaWorld Boxing Hall of Fame nel 1991
    Inserito nellaItalian American Sports Hall of Fame
    Filmografia



    Tra gli annitrenta e sessanta Primo Carnera è stato anche attore partecipando auna ventina di film, spesso con ruoli secondari o come semplicecomparsa, alcuni spettacoli in teatro e in televisione e innumerevolipubblicità.
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    Mr. Broadway,regia di Edgar G. Ulmer e Johnnie Walker (1933)
    L'idolo delledonne (The Prizefighter and the Lady), regia di W.S. Van Dyke eHoward Hawks (non accreditato) (1933)
    Traversata nera,regia di Domenico Gambino (1939)
    Vento di milioni,regia di Dino Falconi (1940)
    Senza cielo,regia di Alfredo Guarini (1940)
    La nascita diSalomè, regia di Jean Choux (1940)
    La figlia delCorsaro Verde, regia di Enrico Guazzoni (1940)
    La corona diferro, regia di Alessandro Blasetti (1941)
    Knock Out, regiadi Carmine Gallone (1941)
    I cavalieri deldeserto, regia di Gino Talamo e Osvaldo Valenti (1942)
    Sette anni difelicità, regia di Ernst Marischka e Roberto Savarese (1942)
    Due cuori fra lebelve, regia di Giorgio Simonelli (1943)
    Harlem, regia diCarmine Gallone (1943)
    Mighty Joe Young,regia di Ernest Beaumont Schoedsack (1949)
    Il tallone diAchille, regia di Mario Amendola e Ruggero Maccari (1952)
    La grande nottedi Casanova, regia di Norman Z. McLeod (1954)
    Il principecoraggioso, regia di Henry Hathaway (1954)
    Domani splenderàil sole, regia di Carol Reed (1955)
    Ercole e laregina di Lidia, regia di Pietro Francisci (1959)
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  2. #2
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    Aggiungo questa foto degli anni '50.
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  3. #3
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    Altre immagini.
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  4. #4
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    Una cartolina interessante...
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  5. #5
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  6. #6
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  7. #7
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    "Chissà a quale di questi alberi ci impiccheranno..."

  8. #8
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    "Chissà a quale di questi alberi ci impiccheranno..."

  9. #9
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