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Allegati: 1
Film: Penne nere
E' un film del 1952:in Carnia fiorisce l'amore tra Pieri e Gemma. Scoppia la 2ª guerra mondiale, Pieri e suo fratello sono reclutati; l'8 settembre 1943 li coglie in Albania. Tornano a baita, s'oppongono ai tedeschi.
Marcello Mastroianni e' uno degli interpreti. E' un film molto semplice, privo di retorica e anche ben fatto.Non ebbe gran successo, tuttavia a rivederlo ora si capisce che il 1952
era ancora troppo vicino alla tragedia che colse il mondo intero e l'Italia in particolare
reduce da una sconfitta. [264 PaoloM[attachment=0:10mm1c6o]pennenered-130x216-1952.jpg[/attachment:10mm1c6o]
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Film molto interessante per la verosimiglianza delle uniformi e dei mezzi utilizzati, anche per rappresentare i vari "nemici", inoltre ebbe un aperto sostegno da parte dell' E.I. in quanto sosteneva la necessità di opporsi all' invasione da est yugoslava o sovietica anche con mezzi non convenzionali come l' org. "Osoppo" che sarebbe poi confluita in "GLADIO".
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Allegati: 1
Trama del film
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Nel borgo alpestre di Stella, a ridosso di una grande diga, sul confine carnico, fiorisce, alternando tenerezze e contrasti, l'idillio di Pieri e della giovanissima Gemma. La seconda guerra mondiale priva il paese degli uomini, che vengono richiamati alle armi: viene l'ora del richiamo anche per Pieri e per il di lui fratello Olinto, che deve lasciare la moglie e il figlioletto. Un bombardamento uccide il padre di Gemma: i genitori di Pieri accolgono nella loro casa la fanciulla, rimasta sola al mondo. Pieri ed Olinto sono sorpresi dall'armistizio in Albania: decisi a non arrendersi, a rientrare in Patria, intraprendono con un manipolo d'audaci una lunga marcia attraverso la Iugoslavia. Dopo molti stenti, il gruppo, assottigliato per la morte d'alcuni compagni, tra i quali Olinto, raggiunge infine l'agognata meta. Abbracciati i genitori e Gemma, Pieri si rifugia con i superstiti d'Albania e con nuovi compagni, sul Guia, dove attendono l'ora della riscossa e della liberazione. Quando i tedeschi in fuga decidono di far saltare la diga, che sovrasta il paese, Pieri e i suoi, con un audacissimo attacco, riescono ad impedirlo. Gemma è ferita gravemente da un cosacco: un matrimonio in extremis verrà a suggellare l'amore, che la unisce a Pieri. Contro ogni previsione, Gemma sopravvive miracolosamente: un lieto e pacifico avvenire sorride ormai agli sposi.
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GENERE: Guerra
REGIA: G. Driussi, Oreste Biancoli
SCENEGGIATURA: Oreste Biancoli, Alberto Albani Barbieri, Giuseppe Berto, Paola Ojetti
ATTORI:
Vera Carmi, Guido Celano, Giuseppe Chiarandini, Cipriano Colle, Camillo Pilotto, Enzo Staiola, Ljuba Soukhandowa, Ines Taddio, Hélène Vallier, Marina Vlady, Marcello Mastroianni
FOTOGRAFIA: Fernando Risi
MUSICHE: Francesco Mander
PRODUZIONE: MANDER FILM - SIRIO FILMDISTRIBUZIONE: MANDER FILM
PAESE: Italia 1952
DURATA: 95 Min
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Da notare che dopo l' 8 settembre il prete del paese - anche lui ex alpino - interpretato da Camillo Pilotto, prende le redini di una organizzazione di resistenza ai vari invasori che di volta in volta occupano il villaggio ma nello stesso tempo tenta di tutelare donne e bambini di fronte agli occupanti. Ci sono precisi riferimenti alla organizzazione "Osoppo" (viene citato il massacro di Porzùs) ed alla necessità da parte degli alpini datisi alla macchia di contrastare le azioni dei partigiani "rossi" che potrebbero portare a rappresaglie...
E' poi lo stesso sacerdote a spiegare parlando dal pulpito in stile "Don Camillo" chi sono i nemici. I tedeschi della WH sono efficienti in combattimento ma umani, salvo se fatti oggetto di attentati terroristici; le SS sono spietate e faziose, disprezzano gli italiani; i cosacchi di Krasnoff dei poveri disperati rozzi e arretrati, dediti a ruberie e violenze; i soldati sovietici e partigiani slavi sono bestie, abbrutite dal comunismo; gli italiani della Rsi (guarda caso un ufficiale alpino coi gladii al posto delle stellette sul bavero, e i marò della X^) sono anch' essi patrioti che cercano di salvare il salvabile e collaborano sottobanco coi partigiani per salvare il salvabile e proteggono le popolazioni e le infrastrutture dalle ruberie naziste.
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Uniformologia.
Grazie alla imponente massa di uniformi e materiali di p.b. provenienti dai magazzini militari l' effetto è di impressionamnte realismo. Tralasciando le più note e comuni divise degli alpini ricordiamo:
Tedeschi WH - Uniformi feldgrau 43, pantaoni lunghi con ghette e scarponi, Kar 98k, MP 38
Tedeschi SS - Uniformi mimetiche "foglie di quercia" tarnjacke e telini, MP 44, PANZERFAUST
Cosacchi - Giubbe bianche stivali e colbacchi di foggia ottocentesca (forse riciclati da qualche "Michele Strogoff" girato a Cinecittà), pistole a tamburo e fucili Nagant
Repubblichini - trequarti e teli tenda mod. 29, elmetti 33 mimetizzati a spruzzo, samurai e MAB 38
Sovietici e Yugoslavi - uniformi ed elmetti kaki, PPSh 41
Durante la battaglia finale tra alpini italiani e tedeschi in ritirata (che vogliono far saltare la diga) si vedono bruciare DAVVERO una dozzina di OPEL BLITZ, un PZ IV, un PZ I F ed una blindo. Negli anni '50 era più economico bruciare residuati che oggi starebbero in un museo piuttosto che comprare costosi fumogeni...
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Dalle parti di Acquasparta (TR) lungo quella che sarebbe poi diventata la superstrada E45 che porta a Cesena, fino agli anni '60
vi era un enorme deposito di mezzi bellici, per lo piu' tedeschi, distrutti, semi-distrutti ed incidentati a causa degli eventi bellici,
raccolti nel primissimo periodo della ricostruzione. Si dice che spesso 'i trovarobe' dei film bellici del periodo degli anni '50 si
servirono di questo deposito esposto alle intemperie, per recuperare dei mezzi utili per la filmografia. Successivamente il
deposito venne smantellato e sgomberato per rifondere nelle acciaierie le svariate tonnellate di ferro ed acciaio lasciato dal nemico.
A quanto si sa, neanche uno di questi mezzi, venne recuperato a fini espositivi. Del resto era comprensibile: gli italiani, come tutti, ne avevano fin sopra ai capelli della guerra e di cio' che quei mezzi avevano rappresentato. PaoloM
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Citazione:
Originariamente Scritto da
marpo
Dalle parti di Acquasparta (TR) lungo quella che sarebbe poi diventata la superstrada E45 che porta a Cesena, fino agli anni '60
vi era un enorme deposito di mezzi bellici, per lo piu' tedeschi, distrutti, semi-distrutti ed incidentati a causa degli eventi bellici,
raccolti nel primissimo periodo della ricostruzione. Si dice che spesso 'i trovarobe' dei film bellici del periodo degli anni '50 si
servirono di questo deposito esposto alle intemperie, per recuperare dei mezzi utili per la filmografia. Successivamente il
deposito venne smantellato e sgomberato per rifondere nelle acciaierie le svariate tonnellate di ferro ed acciaio lasciato dal nemico.
A quanto si sa, neanche uno di questi mezzi, venne recuperato a fini espositivi. Del resto era comprensibile: gli italiani, come tutti, ne avevano fin sopra ai capelli della guerra e di cio' che quei mezzi avevano rappresentato. PaoloM
E' vero. I mezzi usati in questo film però erano marcianti e provenivano dai GMA (Gruppo Manovra Autocarri) dipendente dal min. interni e nato nel '47 per effettuare trasporti di cose e persone con autisti civili a causa distruzioni alla rete stradale e ferroviaria italiana. Gli autocarri erano sia tedeschi che alleati e provenivano dai campi ARAR...