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Allegati: 7
VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
[justify:26lkct89]La bottiglia di champagne che la mano gentile di Frau von Hassel aveva mandato ad infrangersi, quella mattina del 1° aprile 1939, contro una murata della nave da battaglia alla quale era stato assegnato il nome del padre, Grande ammiraglio Alfred von Tirpitz, (capo della Hochseeflotte (la flotta d`alto mare) durante la Grande Guerra e con essa aveva partecipato alla gigantesca battaglia dello Jutland.), era indubbiamente di ottima marca, quale si addiceva all`importanza della cerimonia.
[attachment=6:26lkct89]von tirpitz.jpg[/attachment:26lkct89]
Tuttavia non servì molto allo scopo augurale per il quale il suo contenuto era stato versato contro lo scafo della super corazzata, dal momento che a questa fu riservata una sorte grigia e sfortunata, mai illuminata da un momento di gloria e da un balenio di leggenda.
Varata il 1/1/39 nei cantieri di Wilhelmshaven alla presenza del Fuhrer e del Grande Ammiraglio Raeder (promosso a quel supremo grado proprio nello stesso giorno)
[attachment=5:26lkct89]Varo.jpg[/attachment:26lkct89]
[attachment=4:26lkct89]hitler varo.jpg[/attachment:26lkct89]
La nave dislocava a pieno carico 52.600 ton. e disponeva di un apparato motore di 12 caldaie Wagner e tre gruppi turboriduttori Brown-Boveri con disposizione sui tre assi, due timoni paralleli disposti ciascuno fra l`elica centrale e la rispettiva laterale, potenza 163 HP, velocità 30.8 nodi, combustibile (nafta) in carico normale 3.000 ton., in carico massimo 8.700 ton., autonomia 10.200 miglia a 16 nodi.
Lunga 251 metri fuori tutto, con corazzature di resistentissimo acciaio che arrivavano fino a 380 mm., poteva resistere a qualsiasi ordigno e difatti mai una bomba nemica penetrerà a fondo i suoi ponti corazzati.
Le artiglierie comprendevano 8 cannoni da 381 mm. in quattro torri binate (chiamate da prora verso poppa, Anton, Bruno, Caesar e Dora), 12 cannoni da 150,55 16 cannoni da 105/65, 16 cannoni da 37, 46 mitragliere da 20.
In caso di emergenza tutti i pezzi anche quelli di grosso calibro, potevano essere impiegati per il tiro contraereo, accompagnando gli aerei attaccanti con un tiro efficace che copriva un raggio massimo di 21.000 metri e che diveniva più nutrito e micidiale man mano che gli incursori, avvicinandosi entravano nel campo di tiro delle armi di calibro inferiore.
Disponeva anche di 8 tubi lanciasiluri e sino a 6 idrovolanti da ricognizione navale gli Arado 196.
Aveva 2.400 uomini di equipaggio
[attachment=3:26lkct89]La tirpitz.jpg[/attachment:26lkct89]
[attachment=2:26lkct89]CANNONI.jpg[/attachment:26lkct89]
Il concetto di "flotta in potenza" vale a dire di una forza navale più piccola di quella dell`avversario e quindi non disposta ad impegnarsi in un combattimento navale ad oltranza, ma abbastanza forte da costituire un pericolo per le sue possibilità di ostacolare il traffico marittimo o di piombare su una parte di unità nemiche e distruggerle.
E probabile che la teoria non fosse mai stata applicata così deliberatamente, così sistematicamente e con tanto successo prima.
Anche due fattori concorsero a far si che la Tirpitz non venisse impiegata per una missione nell`atlantico: la scarsa disponibilità del combustibile necessario per le lunghe attraversate oceaniche e l`effetto che la fine della Bismarck aveva esercitato sull`animo di Hitler.
Nella notte fra il 14 e il 15 gennaio 1942, la Tirpitz fece il suo ingresso nelle acque norvegesi(dove rimase per circa 34 mesi) diretta a Trondheim attraverso il canale di Kiel
[attachment=1:26lkct89]nave nel.jpg[/attachment:26lkct89]
[attachment=0:26lkct89]nave.jpg[/attachment:26lkct89]
La Norvegia costituiva pertanto una posizione ideale per mettere in pratica la politica della "flotta in potenza", mentre la Germania era impegnata contro l`Unione Sovietica a est e contro gli angloamericani a ovest.
Le forze navali tedesche di base nei numerosi fiordi della costa occidentale scandinava, potevano minacciare sia le rotte dei convogli atlantici sia quelle dei convogli artici e i vantaggi offerti dalla posizione e dalla facoltà di scelta del punto e del momento in cui colpire compensavano in buona parte la superiorità numerica della Royal Navy.
La Tirpitz era la nave più indicata d`ogni altra per costituire una simile minaccia perché al tempo del varo era, unitamente alla gemella Bismarck, la nave da guerra più potente del mondo.
fine prima parte[/justify:26lkct89]fonte cartaceo cocis49
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Re: Vita e morte della Tirpitz
E beh Luciano,quando ti ci metti....si vede!Ottimo lavoro,ottima prima parte [264
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Re: Vita e morte della Tirpitz
Semplicemente eccezionale,Cocis.Sei un vero asso!!! [264
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Re: Vita e morte della Tirpitz
Grazie speriamo che la seconda parte piacerà*, devo ancora scriverla [icon_246 (dico sul serio)
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Re: Vita e morte della Tirpitz
Grande Luciano..
e mancava solo lei..poi ho un debole per le Unità* Tedesche..mi piace tutto, dalle linee d'acqua alle tecnologie imbarcate..ai comandanti..
logicamente, sempre in secondo piano a livello affettivo nei confronti con le Nostre.
per la seconda parte quando avrai tempo..(che quello serve sempre)
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Re: Vita e morte della Tirpitz
complimentandomi col mod per la scelta dei topic, non volendo anticipare nulla, nutro un senso di "rabbia" per queste unità*,per la loro fine, lo scontro impari..e specificamente per lei,per il timore di perderla, in pochi hanno avuto la fortuna o sfortuna di vederla in azione.
Complimenti ancora
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Allegati: 9
Re: Vita e morte della Tirpitz
[justify:3lcll24f]Si Giarabub grande fu il timore di perderla.
L`affondamento della Bismarck sua gemella scosse molto Hitler e la Germania
Londra valutò adeguatamente la nuova minaccia e prese ben presto le contromisure.
Anche i responsabili della marina USA la ritennero una minaccia non di poco conto in quanto li costringeva ad impegnare navi da battaglia per la scorta dei convogli artici, penalizzando così le contemporanee, non meno impellenti esigenze delle operazioni navali nel Pacifico.
Gli inglesi furono così indotti a far sorvolare continuamente dai ricognitori le acque e i porti della Norvegia.
[attachment=8:3lcll24f]Fotografata Alten.jpg[/attachment:3lcll24f]
Durante la notte del 28-29 gennaio 42, gli Stirling e gli Halifax della RAF effettuarono senza conseguire risultati il primo dei numerosi attacchi contro la Tirpitz.
I due tipi di bombardieri
[attachment=0:3lcll24f]Halifax.jpg[/attachment:3lcll24f]
[attachment=1:3lcll24f]Stirling.jpg[/attachment:3lcll24f]
Nel frattempo l`intensificarsi dell`attività* aerea e navale dei tedeschi preannunciava l`impiego della corazzata contro i convogli atlantici oppure contro quelli artici.
In realtà* gli attacchi sarebbero stati diretti contro questi ultimi, perché i tedeschi cominciavano ad intuire proprio allora, l`importanza per il potenziamento dello sforzo bellico sovietico.
Nella mattina del 6 marzo la Tirpitz lasciava il suo ormeggio scortata da tre cacciatorpediniere battendo le insegne del vice ammiraglio Ciliax i bersagli sarebbero stati il convoglio PQ-12 diretto in Russia e il convoglio QP-8 di ritorno in Gran Bretagna che il 1° marzo lasciarono rispettivamente l`Islanda e la piccola baia di Kola.
L`equipaggio era elettrizzato ed eccitato per questa sua prova del fuoco, in fin dei conti l`unico nemico avvistato fino a quel momento era costituito dagli altissimi e impersonali bombardieri della RAF, adesso finalmente Anton, Bruno, Caesar e Dora (le 4 torri binate) avrebbero fatto sentire la loro voce e gli armamenti dei pezzi controllavano di continuo congegni e manovre.
Ma la sorte non doveva essere benevola con questi marinai, la prova del fuoco sarebbe stata rimandata a causa del maltempo.
Le cattive condizioni atmosferiche impedirono il contatto sia fra i due convogli che con la squadra navale inglese la portaerei Victorious e le due corazzate King Gorge V e Duke of York e l`incrociatore da battaglia Renown, nonostante la Tirpitz defilasse a poche miglia dagli uni e dall`altra.
Due delle navi inglesi
[attachment=7:3lcll24f]Port. Victorious.jpg[/attachment:3lcll24f]
[attachment=6:3lcll24f]Incrociatore Renown.jpg[/attachment:3lcll24f]
La mattina del 9 marzo la corazzata fu avvistata dai ricognitori e sottoposta all`attacco di 12 aerosiluranti Albacore decollati dalla portaerei, la speranza degli attaccanti era quella di ripetere il risultato ottenuto 10 mesi prima con la Bismarck, ma i colpi andarono tutti a vuoto.
Accolti da una precisa contraerea non poterono far altro che sganciare abbastanza da lontano, osservando ammirati come il colosso d`acciaio evoluiva per evitare agilmente le scie dei siluri, questo anche per la differenza fra la lenta velocità* di avvicinamento al bersaglio degli Albacore , insita nelle stesse caratteristiche strutturali e aerodinamiche del velivolo e la notevole velocità* della Tirpitz.
Rientrata indenne nel porto di Narvik, alcuni giorni dopo eludeva il pattugliamento di sommergibili e cacciatorpedinieri inglesi e riprendeva il proprio ancoraggio a Trondheim.
[attachment=5:3lcll24f]Reti.jpg[/attachment:3lcll24f]
L`operazione descritta, insignificante dal punto di vista tattico, ebbe però successive importanti implicazioni sul piano strategico.
Da parte tedesca si prese coscienza che la vicenda era stata fortunata e pertanto fu stabilito che in futuro le navi da battaglia sarebbero state impiegate solo se vi fosse stata una adeguata copertura aerea e sempre che la consistenza e la posizione delle flotte nemiche fossero state anticipatamente ed esattamente note.
Era difficile che ciò potesse accadere, per cui la decisione equivaleva in pratica a una rinuncia a qualsivoglia iniziativa di carattere offensivo.
Da parte britannica malgrado l`alacre attività* dell`Intelligence Service non riuscì a conoscere tali presupposti, né a valutare adeguatamente il problema del consumo di carburante da parte tedesca, basti pensare che nel raid di marzo la Tirpitz aveva consumato oltre 800 tonnellate di combustibile.
L`Ammiragliato inglese perciò guardava con estrema preoccupazione alle rotte artiche del Mare di Barents e di Murmansk, la cui sicurezza era minacciata dalla Tirpitz, ma nel contempo era vivissimo il timore di sortite anche in Atlantico.
Proprio quest`ultima paventata eventualità*, fu all`origine dell`attacco contro la base francese di Saint – Nazaire sulla sponda settentrionale dell`estuario della Loira.
Il ragionamento britannico era semplice, se la Tirpitz fosse uscita in Atlantico, era pressoché certo che il rientro sarebbe avvenuto in un porto della costa occidentale francese anche nel caso di riparazione dei danni che avrebbe potuto subire negli eventuali scontri e l`unico porto dotato di un bacino di carenaggio capace di contenere il gigante d`acciaio, era appunto quello di Saint-Nazaire con il suo enorme bacino "Normandie" e se questo fosse stato reso inutilizzabile, la sopravvivenza della Tirpitz in quelle acque sarebbe stata molto problematica.
Così nella notte fra il 27 e il 28 marzo, un gruppo di commandos assalta il porto, mentre un vecchio cacciatorpediniere il "Campbeltown", è mandato ad incagliarsi nella grande chiusa del bacino "Normandie".
[attachment=4:3lcll24f]Campbeltown.jpg[/attachment:3lcll24f]
In realtà* il "Campbeltown" è un gigantesco siluro con acciarino a tempo, l`interno della nave è stipato di esplosivo e quando alcune ore dopo esploderà*, il "Normandie" rimarrà* gravemente danneggiato e per ripararlo occorrerà* più di un anno e in questo lasso di tempo, Churchill pensa che la RAF o la Royal Navy avranno ragione della Tirpitz bloccata in Norvegia.
[attachment=3:3lcll24f]Commandos.jpg[/attachment:3lcll24f]
Foto eseguita dall`aviazione britannica dopo l`attacco, i numeri indicano le distruzioni e i danni causati dall`incursione inglese.
[attachment=2:3lcll24f]Cartina.jpg[/attachment:3lcll24f]
1. Le chiuse del bacino, scomparse
2. Il molo danneggiato
3. La centrale di manovra delle chiuse danneggiata
4. Due piccoli capannoni completamente distrutti
5. La maggior parte della centrale delle pompe idrauliche del bacino distrutta
6. Sottomarino in costruzione leggermente danneggiata[/justify:3lcll24f]7. Edifici danneggiati
fine seconda parte
fonte cartaceo cocis49
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Re: Vita e morte della Tirpitz
Come sempre un ottimo e interessante topic, complimenti Cocis. [00016009
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Re: Vita e morte della Tirpitz
Anche la seconda parte non ha tradito le aspettative.Grande,Cocis!!! [264
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Re: Vita e morte della Tirpitz
Grazie ragazzi :P
[00016009
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Re: Vita e morte della Tirpitz
QUOTO..
bel lavoro..e come al solito ricco di foto..
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Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
Ciao Digjo grazie :P
Cerco sempre di condire il racconto con foto e di mettere passo passo quelle inerenti a quello che descrivo (anche se non sempre è possibile), così il racconto può risultare meno noioso.
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Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
veramente un bel topic complimenti!
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Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
Lucianone,complimenti,davvero una documentazione eccezionale.
Nella pen'ultima foto,scrivi questa cosa: commandos sbarcati dal Campbeltown per distruggere gli impianti del molo vengono tutti tranne cinque catturati o uccisi
Penso che dopo il tutti manca qualcosa,puoi integrare per dar senso alla frase? [264
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Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
La frase ha senso.I Commandos vengono uccisi o catturati tranne cinque di loro.
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Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
Ah,ok,non ho capito allora io,forse manca solo una virgola [0008024
Scusa Luciano [264
Se vuoi cancella tutto quello che ho detto [264
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Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
Citazione:
Originariamente Scritto da Blaster Twins
La frase ha senso.I Commandos vengono uccisi o catturati tranne cinque di loro.
Si il senso è questo i cinque credo siano riusciti a fuggire.
Hai ragione sono andato a rileggermi la didascalia, è' vero ho dimenticato di mettere la virgola.
Giancarlo hai fatto bene a farmelo notare purtroppo qualcosa ogni tanto scappa.
Grazie a voi tutti :P
[00016009
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Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
Piccolezze a fronte della maestosità* dei tuoi scritti [264
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Allegati: 3
Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
se posso permettermi di integrare questa ultima e significativa parentesi con 3 foto(se ci riesco)
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Allegati: 2
Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
Ciao Giarabub ottima e gradita integrazione :P
Sempre restando all'Operazione Chariot ancora due immagini.
[attachment=1:2j1xvvro]cartina.jpg[/attachment:2j1xvvro]
[attachment=0:2j1xvvro]morti.jpg[/attachment:2j1xvvro]
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Allegati: 4
Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
continua
Nel frattempo, il comando bombardieri della RAF aveva intensificato la sua attività* offensiva nei confronti della corazzata.
Un bombardamento si era abbattuto su di lei nella notte fra il 30 e il 31 marzo, senza nessun risultato.
Un nuovo più duro attacco venne sferrato il 27 aprile con la luce del giorno, ma i dispositivi nebbiogeni posti sulle rive del fiordo avevano oscurato rapidamente il cielo e le bombe erano finite tutte a terra ben lontane dallo scafo sul quale i cannoni sparando, erano riusciti ad abbattere vari attaccanti.
La Royal Navy, intanto iniziava a risentire sempre più dello stressante tour de force al quale era costretta dalla presenza minacciosa della "forza del Nord" tedesca.
Durante una scorta, la corazzata King Gorge V aveva speronato il cacciatorpediniere Punjabi che era affondato; dal momento che sul suo ponte si trovavano numerose cariche antisom, queste appena avevano raggiunto la profondità* per la quale erano state tarate, erano esplose tutte insieme proprio sotto la prora della corazzata.
Questi incidenti dovuti all`attività* supplementare "anti-Tirpitz" erano inammissibili, in considerazione delle altre attività* che queste unità* avrebbero dovuto svolgere.
La dimostrazione più evidente e più tragica, dell`influsso esercitato dalla presenza della supercorazzata, si ebbe nell`estate del 1942, quando appunto la semplice minaccia di un suo possibile intervento fu la causa diretta delle traversie dello sfortunato convoglio PQ-17.
Ai primi di luglio il convoglio alleato (PQ-17) composto da 34 unità* da trasporto fortemente scortate era stato attaccato e massacrato dagli U-Boote e dai bombardieri della Luftwaffe.
La Tirpitz e l`Admiral Hipper erano state allettate e fatte uscire in mare per partecipare alla mattanza dei mercantili, ma mentre si dirigevano verso la zona di caccia (questa era già* cominciata da un paio di giorni), alle 22 del 4 luglio, era giunto l`ordine "invertire la rotta.Rientrare"
Aerei e sommergibili avevano affondato 23 mercantili su 34
[attachment=3:2nwbvve9]Admiral hipper.jpg[/attachment:2nwbvve9]
Mentre la Tirpitz non aveva neanche sentito il rumore delle esplosioni.
La costernazione era calata tra i marinai.
Il morale degli uomini della corazzata tedesca iniziava a registrare pericolose oscillazioni, erano mesi e mesi che vivevano fra pareti d`acciaio e nessun risultato positivo li aveva ricompensati.
L`importanza strategica della nave nelle acque norvegesi, non era materialmente palpabile per il cannoniere o per il segnalatore, che vedevano i risultati tangibili della guerra per mare, soprattutto nelle immagini delle navi nemiche in fiamme.
Vi fu anche un caso di diserzione (da noia), un marinaio venne preso mentre tentava di passare la frontiera svedese, fu processato e condannato a morte bisognava dare un esempio.
Dopo la fucilazione avvenuta sul ponte alla presenza dell`equipaggio, non si ripeterono più casi del genere.
Dopo il citato attacco la Tirpitz venne inviata a Trondheim per lavori di lunga durata, benché le attrezzature locali per i lavori di raddobbo non fossero nemmeno paragonabili a quelle dei porti tedeschi.
Adesso che la corazzata era immobilizzata per qualche tempo e visto che fino a quel momento le azioni dell`aria erano servite solo a perdere bombardieri ed equipaggi , gli inglesi tentarono di metterla fuori combattimento adottando un nuovo sistema.
Si sarebbero serviti di mezzi d`assalto simili a quelli italiani utilizzati ad Alessandria.
Ribattezzata "Chariot" , questa versione britannica era praticamente identica al "maiale" italiano.
Data la distanza fra la base dei mezzi e la Tirpitz, si era deciso di avvicinare le "Chariots" e gli operatori a Trondheim con l`ausilio di un innocuo peschereccio.
Il 26 ottobre il peschereccio Arthur, al comando di Leif Larson uno dei capi più attivi della resistenza norvegese, lasciò le Shetland portando a bordo 6 uomini e i loro siluri.
Riuscirono a riparare un`avaria al motore dell`Arthur e a sfuggire a un controllo dei tedeschi, ma la sfortuna si accanì quando si trovavano a soli 5 miglia dall`obiettivo, a causa del maltempo i Chariot che venivano rimorchiati in immersione andarono alla deriva e furono perduti.
I piloti, tranne uno dopo essere sbarcati in un fiordo si misero in salvo attraversando il confine svedese e la Tirpitz una volta volta di più era sfuggita alla distruzione.
[attachment=2:2nwbvve9]CHARIOT 2.jpg[/attachment:2nwbvve9]
[attachment=1:2nwbvve9]CHARIOT 1.jpg[/attachment:2nwbvve9]
La prima e unica volta che la Tirpitz impiegò il suo armamento principale fu nel settembre 1943, ma contro un obiettivo che non poteva certo essere considerato un rivale adeguato.
Fu contro la stazione meteorologica situata alle Spitzbergen da dove i norvegesi trasmettevano oltre agli spostamenti dei ghiacci e bollettini meteorologici, anche notizie utili agli inglesi.
Comunque i risultati di questa incursione furono deludenti, infatti 15 giorni dopo fu rimessa in funzione e i tedeschi non avevano fatto altro che sprecare una parte delle loro esigue riserve di combustibile.
[attachment=0:2nwbvve9]tirptz met.jpg[/attachment:2nwbvve9]
La Royal Navy reagì a questa incursione effettuando un rinnovato tentativo per distruggere la corazzata, servendosi questa volta di sommergibili tascabili chiamati "battelli X".
Ma di questo parleremo nella prossima puntata
fine terza parte
fonte cartaceo cocis49
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Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
ti seguo..con interesse..
e ancora ottimo lavoro..
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Re: Vita e morte della Tirpitz
Citazione:
Originariamente Scritto da Blaster Twins
Semplicemente eccezionale,Cocis.Sei un vero asso!!! [264
Quoto davvero , quando ti ci metti sei insuperabile [264
[00016009
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Allegati: 3
Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
quarta parte
Battello X (sommergibile tascabile)
Autonomia: 1.200 miglia a 4 nodi e 23 ore in immersione a 2 nodi.
Carica esplosiva: 2 cariche esterne sagomate (ciascuna lunga 9 metri e pesante oltre 3 tonn.) .
Equipaggio: 4 uomini
Dislocamento: 30 tonn.
Lunghezza: 16 metri.
[attachment=2:1899x4t2]battello X.jpg[/attachment:1899x4t2]
Con il nome Operazione Source (sergente ) venne designato l`attacco che avrebbero dovuto portare alla Tirpitz, alcuni sommergibili tascabili classe X, mentre la corazzata era al sicuro nel suo ormeggio all`interno dell`Altenfjord.
I battelli prescelti furono l`X 5, 6, 7, 8, 9, 10.
Rimorchiati dai sommergibili salparono da Loch Cairnbawn, nella Scozia nord occidentale , la notte tra l`11 e il 12 settembre, con destinazione Altenfjord.
Durante l`attraversata due andarono perduti e un terzo, l`X 7 rimase impigliato nel cavo di una mina, ma il comandante riuscì a liberarlo e la sera del 20 i quattro battelli X superstiti non più a rimorchio, entrarono nel fiordo.
La mattina del 22 settembre la corazzata si trovava si trovava nel nuovo ancoraggio del Kaafjord (poco più a nordo dell`Altenfjord dal quale si era spostata) l`ufficiale di guardia fece avvertire urgentemente il comandante che era stato avvistato un piccolo sommergibile all`interno delle ostruzioni retali.
Era di guardia il sottotenente di vascello Vallucks, un bravo ragazzo , simpatico ma sfortunato.
Durante le sue guardie spesso erano stati dati gli allarmi più strani che si erano poi risolti in un niente di fatto, perciò veniva spesso preso in giro, ma questa volta aveva ragione.
Il piccolo battello era emerso ad una ventina di metri dallo scafo; subito il guardiamarina Leine era saltato su di una lancia con alcuni marinai e vogando si era avvicinato al sommergibile, lo aveva abbordato ed aveva fatto prigionieri gli uomini dell`equipaggio.
Sospettando che la Tirpitz fosse stata minata il comandante Meyer diede l`ordine di far immergere dei sommozzatori, per controllare ove possibile l`opera viva, raschiandola con delle pertiche e dato che la nave non era pronta a muovere, provvide a farla tonneggiare (ossia spostare lateralmente facendo forza su dei cavi) sul lato dritto, poiché il battello era emerso a sinistra.
La manovra di tonneggio era a metà*, quando un altro sommergibile emerse più lontano, e fu accolto dal fuoco delle armi leggere che lo danneggiarono causando l`affondamento, di questo equipaggio solo uno fu preso prigioniero il tenente Place.
C`è da ricordare che dei 4 battelli solo due riuscirono nell`impresa in quanto l`X 5 fu distrutto probabilmente a Kaafjord e l`X 10 dovette rinunziare.
I due battelli furono l` X 6 al comando del tenente di vascello D. Cameron e l`X 7 al comando del tenente di vascello B.C.G. Place riuscirono in qualche maniera a sistemare le cariche.
[attachment=1:1899x4t2]tenenti.jpg[/attachment:1899x4t2]
Gli uomini inglesi fatti prigionieri vennero portati a bordo e stavano per essere interrogati quando una tremenda esplosione sollevò la Tirpitz facendola poi ripiombare di schianto.
Alcune delle 4 cariche di esplosivo che i battelli avevano deposto sotto lo scafo erano scoppiate causando notevoli danni, comunque la loro azione era stata parzialmente vanificata dal tonneggio della nave.
I danni riportati dalla Tirpitz furono: 800 metri cubi d`acqua imbarcati, 3 dei motori fuori servizio, un generatore di corrente inutilizzabile, impianto elettrico, interfono, idrofono, illuminazione, radio, radar, direzione di tiro contraereo quasi del tutto fuori servizio; le torri Anton e Caesar sollevate e con i piani di rotolamento incastrati, il compartimento timone n° 2 allagato e due dei ricognitori di bordo distrutti.
Fra l`equipaggio si erano avuti 1 morto e 40 feriti circa.
[attachment=0:1899x4t2]tirpitz.jpg[/attachment:1899x4t2]
Non potendosi trasferire la nave in un cantiere tedesco per timore di irreparabili attacchi durante il tragitto, fu inviata dalla Germania la nave-officina Neumark con alcune centinaia di operai specializzati
Dopo pochi mesi le avarie erano riparate, solo le torri Anton e Caesar non potevano essere brandeggiate e l`apparato motore non avrebbe potuto più dare la potenza originaria.
Ma gli inglesi non potevano sapere la realtà*, per i loro ricognitori la Tirpitz era a galla e con le artiglierie intatte e bisognava farla finita.
Il 26 dicembre si seppe a bordo che lo Scharnhorst era stato affondato e la Lutzow era rientrata in Germania, ora la Tirpitz era veramente sola!
fine quarta parte
fonte cartaceo cocis49
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Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
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Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
Citazione:
Originariamente Scritto da Pie
eccellente lavoro [264
QUOTO..
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Allegati: 4
Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
quinta parte
Nella notte fra il 10 e l`11 gennaio la nave venne nuovamente bombardata senza riportare danni.
Il 15 marzo i lavori erano terminati e si potevano riprendere le uscite in mare per addestramento.
Il 27 marzo 1944 partiva dalla Scozia verso la Russia un gigantesco convoglio composto da ben 49 mercantili con una forte scorta e dato che la Tirpitz avrebbe potuto attaccarlo, gli inglesi decisero di darle il colpo finale prima che potesse uscire in mare.
Si diede perciò il via all`"Operazione Tungsteno"
Più ondate di bombardieri e siluranti, scortati da numerosi caccia, avrebbero dovuto mettere la parola fine sulla vicenda Tirpitz
Si decise di sferrare due attacchi a ciascuno dei quali avrebbero partecipato 21 Barracuda con 40 caccia di scorta.
[attachment=3:3l012qrc]aereo barracuda.jpg[/attachment:3l012qrc]
Il primo ebbe inizio alle 4.37 del 3 aprile, la seconda circa un`ora dopo.
I tedeschi furono colti di sorpresa, mentre la Tirpitz stava per iniziare le prove di velocità* in acque più profonde.
I caccia si gettarono come falchi sparando sui ponti, mentre i bombardieri in picchiata a quota superiore, lasciavano piovere sul bersaglio immobile, bombe di ogni tipo, perforanti, semiperforanti, dirompenti e antisommergibile, l`attacco durò poco più di un minuto, ma fu devastante con numerosi incendi.
Il secondo gruppo attaccante colpì ancora la corazzata, ma subì essendo arrivato un`ora dopo un tiro più nutrito dalla contraerea e incontrò cortine fumogene più dense.
Nell`operazione gli inglesi perdettero solo 4 aerei e riuscirono a provocare il caos a bordo della nave.
La Tirpitz era stata colpita 14 volte e aveva riportato altri danni a causa di una quindicesima bomba che la mancò di un soffio.
122 uomini dell`equipaggio erano stati uccisi, i feriti ammontavano a 316, però i danni non erano stati così gravi come avevano ritenuto gli inglesi, perché le bombe da 800 chili, le sole che avrebbero potuto infliggere un colpo mortale, erano state sganciate da quota troppo bassa e non avevano perforato il ponte corazzato.
Comunque nonostante l`alto numero di vittime l`operazione era in pratica fallita, la Tirpitz si era rivelata quello che tutti i suoi uomini avevano sostenuto cioè un mostro dalla corazza imperforabile
[attachment=2:3l012qrc]furioso bombardamento.jpg[/attachment:3l012qrc]
[attachment=1:3l012qrc]tra fumo e fumogeni.jpg[/attachment:3l012qrc]
Gli inglesi erano sempre più risoluti a non farsi sfuggire la preda.
Programmarono altri attacchi per il 28 aprile e il 15 e il 28 maggio, ma il tempo proibitivo li costrinse a rinunciare alle imprese.
L`attacco del 17 luglio anch`esso andò a vuoto questa volta a causa delle cortine fumogene, anche il 22 agosto la Tirpitz uscì indenne da un`altra incursione, due giorni dopo gli inglesi decisero un altro attacco con ben 77 fra bombardieri e caccia che la colpirono soltanto con due bombe.
Nel corso di questa deludente azione, una bomba da 250 kg. non penetrò nella torre di prua e una perforante da 800 kg. la colpì a proravia del ponte di comando, penetrò attraverso 8 ponti, compreso quello principale corazzato, ma non esplose, dalla successiva ispezione condotta dai tedeschi risultò che la bomba era stata riempita di esplosivo soltanto a metà*.
Il fallimento di un ulteriore attacco, che ebbe luogo 5 giorni più tardi colmò fino all`orlo l`amaro calice dell`aviazione navale.
Era necessario usare bombe più pesanti e si decise perciò di utilizzare i Lancaster che portavano a bordo bombe perforanti da 5.500 kg. circa.
Il 15 settembre attaccarono con circa 28 Lancaster che decollarono da Jagodnik e nonostante le cortine fumogene riuscirono a colpire la nave una sola volta, ma con un effetto spettacolare, perché la bomba esplose attraverso il castello di prua aprendo il ponte superiore come una scatola di sardine e questa fu praticamente la fine della Tirpitz che ormai non era più in grado di tenere il mare.
[attachment=0:3l012qrc]lancaster.jpg[/attachment:3l012qrc]
fine quarta parte
fonte cartaceo cocis49
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Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
Luciano ma il Lancaster sta planando a motori spenti?
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Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
Citazione:
Originariamente Scritto da norby73
Luciano ma il Lancaster sta planando a motori spenti?
Ciao Norby il Lancaster è messo come riferimento e non ti so dire forse lo sta facendo per un risparmio energetico [icon_246
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Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
Avrà* avuto le eliche in bandiera,vai a sapere.
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Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
Non ha le eliche a bandiera!
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Allegati: 5
Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
ultima puntata
Donitz si convinse che l`unica funzione della Tirpitz ormai poteva essere quella di una fortezza galleggiante per respingere la temuta invasione alleata in Norvegia.
La fece trasferire a 200 miglia più a sud per ancorarla in un basso fondale nelle vicinanze di Trombo davanti all`isola di Haako, il personale non indispensabile venne sbarcato restando così a bordo solo 1.600 uomini
La Tirpiz si preparava ad andare incontro alla sua ultima battaglia.
[attachment=4:l22pn0za]nuova isola.jpg[/attachment:l22pn0za]
Il 29 ottobre un`altra ondata di Lancaster dei Dam Busters sganciò le micidiali tallboys sulla nave, ma anche questa volta non fu colpita e il suo potenziale di fuoco rimase intatto, ma una bomba caduta vicino alla poppa, deformò l`asse portaelica di sinistra in maniera tale che l`acqua irruppe allagando il tunnel degli assi, ma questo fu relativo visto che la nave non avrebbe più potuto navigare.
Ormai l`inverno artico si avvicinava e ai bombardieri della RAF rimanevano poche occasioni per sferrare i loro attacchi.
La notte tra l`11 e il 12novembre 1944, i meteorologi stabilirono che il giorno successivo il tempo sarebbe stato ideale.
Gli aerei furono approntati e poco prima delle 3 di mattina iniziavano i decolli.
Alle 8.15 il posto di osservazione avanzato comunica l`avvicinamento di alcuni bombardieri in quota e alle 8.55 sulla Tirpitz scatta il segnale di allarme aereo; gli uomini accorrono ai loro posti, si chiudono le portellerie, il personale di sanità appronta gli ospedali di combattimento, si preparano le luci di emergenza, le fiale di morfina, i bisturi.
Nei depositi munizioni, le granate vengono messe a portata di mano per essere inseriti nei voraci alveoli dei rifornitori, il personale al radar segue l`avvicinamento degli attaccanti, mentre i telemetristi brandeggiano i loro strumenti sulla rotta di arrivo in attesa di poter distinguere otticamente gli aerei.
Alle 9.38 Anton e Bruno vanno in punterie sugli aerei , tiro di sbarramento distanza 21.000 metri, quota 15.000; prima salva, la nave trema, Caesar e Dora, su iniziativa del terzo direttore di tiro, scagliano a loro volta la loro bordata.
Distanza 15.000, i pezzi da 150 aprono il fuoco, subito imitati dai 105, quando la distanza scende sotto i 10.000 urlano i 37 millimetri, poi i 20, il cielo è un inferno, i puntatori dei Lancaster hanno inquadrato la nave e gridano " pronti allo sgancio.......è andata".
I grossi quadrimotori liberati all`improvviso dal peso della bomba hanno un balzo verso l`alto, mentre i motori ruggiscono per riprendere quota e sfuggire a quell`inferno.
Le bombe cadono sibilando e tutte cadono vicine, due vicinissime fra le ostruzioni retali e lo scafo, la nave vibra si impenna, lo scafo si squarcia nell`opera viva in tre secondi imbarca tanta acqua da farla sbandare di 10 gradi, dopo pochi altri secondi la pendenza arriva a 15 gradi.
Il tiro della contraerea diminuisce, le lamiere si scardinano, gli uomini hanno appena il tempo di emettere un urlo prima di morire schiacciati, fatti a pezzi. Carbonizzati.
Una bomba perfora la prora e un gigantesco albero di fuoco si innalza in cielo, mentre sopraggiungono gli ultimi aerei che danno il colpo di grazia.
Il basso fondale che avrebbe dovuto impedire l`affondamento, favorisce un altro fenomeno, la nave sbanda sempre più e sempre più rapidamente finchè non si capovolge.
L`incursione è durata 8 minuti adesso tutto tace, della Tirpitz non rimane altro che lo scafo nero e galleggiante.
Nel suo ventre decine di uomini, intontiti dalla battaglia, sono ancora vivi e tentano di farsi strada verso l`alto, attraversando quei pavimenti che sono diventati i soffitti di un mondo allucinato, nella speranza di giungere allo scafo, forse i soccorsi potranno aprire loro una via di salvezza.
Sarà così per 87 uomini, su 1.600 che si trovavano in forza alla nave, circa 100 erano a terra al momento dell`attacco; 800 furono salvati, le vittime furono circa 700.
Il motto della Tirpitz fu "Ziel erkannt. Kraft gespannt. Pflicht getann. Herz obenan" ossia „ Riconosciuto lo scopo. La forza è tesa. Compiuto il dovere. In alto i cuori.
Indubbiamente la sua vita operativa seguì alla lettera queste parole anche se gli uomini non poterono mai avere la soddisfazione di incontrarsi con il nemico in mare aperto ad armi pari.
Scomparve così, in quel tragico mattino del 12 novembre 1944 nelle acque della Norvegia, da dove secoli prima, erano partite le antiche navi vichinghe, i Drakkar dalla prora ricurva, due delle quali, ironia della sorte, formavano il suo stemma.
Le parole di una vecchia canzone della marina tedesca: Auf einem Seemansgrab, da bluhen keine Rosen" – " Sulla tomba di un marinaio non fioriscono le rose"
[attachment=3:l22pn0za]chiglia.jpg[/attachment:l22pn0za]
[attachment=2:l22pn0za]capovolta.jpg[/attachment:l22pn0za]
[attachment=1:l22pn0za]fianco.jpg[/attachment:l22pn0za]
[attachment=0:l22pn0za]eliche.jpg[/attachment:l22pn0za]
fine
fonte cartaceo cocis49
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Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
Molto bello il racconto Luciano..molto triste anche..
complimenti per il tuo modo di proporre queste pagine..questa Storia
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Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
Un grazie a tutti voi per aver apprezzato questa piccola scheggia di storia :P
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Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
Grande lavoro,Cocis
una stilettata vederla capovolta
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Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
Citazione:
Originariamente Scritto da Giarabub
Grande lavoro,Cocis
una stilettata vederla capovolta
Grazie.
Si condivido il tuo pensiero.
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Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
Racconto avvincente. [264
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Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
Arrivo con clamoroso ritardo Luciano...... [4 [4 [4
Devo dire che,come al solito,la tua impronta si vede tutta.
Nozioni,foto,dettagli in abbondanza.....insomma,prodotto DOC,anzi,prodotto DO..COCIS [264
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Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
Ottimo e avvincente servizio, complimenti Cocis49 !
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Re: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ
Come sempre un ottimo topic.. bravo.. [264