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Discussione: Progetto Habakkuk

  1. #1
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    Progetto Habakkuk

    Quella che vi voglio raccontare è la breve storia di un progetto "assurdo" della Seconda Guerra Mondiale, che credo molti non conoscono.

    Nella fase più dura della guerra in Atlantico un inventore appena uscito da un ospedale psichiatrico londinese, propone all`Ammiragliato inglese una nuova "arma segreta"
    L`arma segreta che nel momento più critico avrebbe dovuto arginare le perdite angloamericane lungo le rotte atlantiche di rifornimento, fu sperimentata nel cuore delle Montagne Rocciose canadesi al confine delle provincie della Brithish Columbia e dell`Alberta.
    Una nave inaffondabile, apparentemente un progetto folle, che affascinò lo stesso Winston Churchill e mobilitò un gruppo di eminenti scienziati.
    Una nave da guerra a 800 km. dal mare più vicino, sperimentata in un lago montano ghiacciato per metà* dell`anno, è difficile dire se è più assurda la storia di tutta l`impresa o il progetto tecnico.
    Soltanto l`estrema determinazione di non soccombere alla strapotenza della Germania, poteva fare accettare ai gradi più responsabili dello stato maggiore britannico, il "piano Habakkuk"
    Alla fine del 1941, il consuntivo delle perdite subite era impressionante, 616 unità* e, tutto faceva temere che le cose potessero peggiorare, se era vero che i cantieri del Reich continuavano a sfornare sottomarini al ritmo di 10 al mese.
    A quel punto Churchill, informò l`Ammiragliato che sarebbe stato disposto a prendere in considerazione "qualunque piano" capace di allentare la morsa degli U-boote e non importava se potesse sembrare troppo strano o bizzarro, non c`era tempo da perdere.
    Due mesi dopo questo appello, un certo Geoffrey Pyke si presentò all`Ammiragliato e dichiarò che aveva quello che Churchill voleva e cioè una nave costruita con il ghiaccio a prova di siluri.

    Geoffrey Pyke (presa dal web)
    [attachment=3:t2z5x4je]pike.jpg[/attachment:t2z5x4je]

    Per i responsabili della Royal Navy, non era sicuramente il momento più adatto per gli scherzi, ma l`idea entusiasmò non solo Churchill ma anche l`ammiraglio Lord Louis Mountbatten, indipendentemente dal fatto che Mr. Pyke, sia pure diplomato a Oxford, potesse essere un genio o un matto patentato.
    La vicenda della nave di ghiaccio è probabilmente una delle più curiose della Seconda Guerra Mondiale.
    Il ruolo del Canada in tutta la faccenda appare subito chiaro quando si consideri la materia prima essenziale per la realizzazione del piano " Habakkuk " .
    Dove trovare infatti una riserva illimitata una riserva illimitata di ghiaccio e in un luogo lontano da sguardi indiscreti? fu scelto fra le Montagne Rocciose, il Patricia Lake.
    Il lago è a nord di Jasper, ha la forma di un grosso fagiolo e da sud lo domina una montagna senza nome alta 1.200 metri.

    Cartina in cui si trova il lago Patricia
    [attachment=2:t2z5x4je]cartina.jpg[/attachment:t2z5x4je]

    Pike cominciò subito gli esperimenti e raggiunse la conferma che piccoli cubi confezionati con ghiaccio e pasta di legno (quella normalmente impiegata per la fabbricazione della carta) potevano resistere a una pressione d`urto eccezionale, sopratutto non si scioglievano nè si frantumavano facilmente.
    Era nato così il "pykrete", il materiale portentoso che avrebbe dovuto bloccare le baldanzose scorrerie degli U-boote .
    Churchill volle provare personalmente il " pykrete", al n° 10 di Downing Street , si chiuse nella stanza da bagno e riempì d`acqua bollente la vasca, accanto a lui Mountbatten, il quale apre una valigetta e rovescia un "cubo" nell`acqua fumante per vedere quanto tempo resiste, mentre l`ammiraglio tiene d`occhio l`orologio , certo una prova casalinga in una atmosfera da operetta, certamente in armonia con tutta la vicenda.
    Il "pykrete" ovviamente finisce per sciogliersi, ma non con quella rapidità* che uno si aspetterebbe da un pezzo di ghiaccio.
    Sir Winston è soddisfatto e il 7 dicembre dirama un memorandum segreto ai gradi responsabili perchè sia dato immediato corso agli esperimenti approfonditi.
    L`ultimo consuntivo delle perdite alleate durante il 1942, aveva appena annunciato che 900 navi erano state affondate.
    Dunque fu fatta richiesta formale al Canada e con il beneplacito di Ottawa, il dottor C.J. Mackenzie assunse la direzione dell`equipe che avrebbe condotto gli esperimenti con un modello da 1.000 tonnellate sul Patricia Lake.
    Nel frattempo, in attesa delle prove, si sarebbero portati avanti i preparativi per la costruzione della prima nave di ghiaccio, il cantiere sarebbe stato nel Newfoundland l`isola di Terranova.
    Intanto la nave stava assumendo una fisionomia più precisa, almeno sulla carta, doveva essere una portaerei lunga 600 metri, larga 90, alta 60 e pesante sui 2.000.000 di tonnellate.
    Per muoverla e farla viaggiare a una velocità* di crociera di 7 nodi, sarebbe stata dotata di 26 motori di aereo, il ponte di decollo e gli alloggi (riscaldati) per i 2.000 uomini d`equipaggio sarebbero stati costruiti in metallo, il resto in "pykrete".
    Verso la fine di febbraio 1943 l`ineffabile inventore piomba a Washington per coinvolgere nel progetto il dottor Herman Mark, un`autorità* nel campo della chimica di refrigerazione, chiedendogli di eseguire esperimenti su vasta scala per conoscere l`esatto grado di resistenza del composto "ghiaccio-pasta di legno".
    Dopo pochi giorni il chimico americano si stabilisce a New York, dove in tutta segretezza inizia gli esperimenti.
    Pike riparte e arriva a Ottawa e dopo poche ore riparte con destinazione la stazioncina di Jasper nel cuore delle Rocciose.
    Intanto sulle sponde del lago Patricia fervono i lavori.
    Grandi blocchi di ghiaccio, segati dal lago gelato venivano giornalmente sottoposti alle prove degli esplosivi e al tiro delle armi da fuoco.

    Un disegno di Alarico Gattia di una fase del progetto Habakkuk
    [attachment=1:t2z5x4je]Quadro.jpg[/attachment:t2z5x4je]

    L`ossatura dello scafo prendeva forma, rivestita via via da paratie di blocchi di ghiaccio isolati con carbonelle e materiale refrattario a base di vermiculite.
    A metà* aprile arrivarono i primi risultati degli esperimenti condotti dal dottor Herman Mark, il "pykrete" funzionava davvero , un composto di ghiaccio per il 90% e pasta di legno per il 10% aveva resistito a urti dell`ordine di 3.000 libbre per pollice quadrato.
    L`equipe del Patricia Lake, si dedicò senza indugio, alla pasta di legno di pino, e si cominciò a saggiare una fiancata di "pykrete" lunga una dozzina di metri, purtroppo non si raggiunse neppure la metà* del valore indicato dal dottor Mark, per i tecnici canadesi fu una doccia gelata e non solo in senso figurato, perchè la fiancata si sbriciolò fragorosamente.
    Raggiunto per telefono, il chimico americano reagì freddamente "Provate con la pasta d`abete" disse.
    Le cose effettivamente migliorarono, ma rimase un mistero come nei suoi esperimenti il dottor Mark avesse potuto raggiungere le 3.000 libbre.
    Il biologo del team William Cook, fu il primo a manifestare apertamente i suoi dubbi ragionati , i dubbi partivano dalla osservazione degli iceberg, infatti la parte che emerge è all`incirca un ottavo dell`intera altezza , quindi una nave fatta di "pykrete" sarebbe più pesante di una massa equivalente di puro ghiaccio ed è quindi probabile che "pescherebbe" tanto basso da sommergere i portelli e forse il ponte di lancio, "Niente paura" reagiva l`inventore sempre più lanciato "Pomperemo aria nel pykrete".
    E` curioso, che proprio, mentre tutta l`operazione cominciava a vacillare, la Gran Bretagna destinasse l`equivalente di 53 miliardi di lire (del 1943) per portare avanti il progetto della nave di ghiaccio, quindi Londra informò a quel punto Ottawa che si poteva ormai passare dalla fase sperimentale, alla definitiva realizzazione dell`unità* da guerra.
    Ma a Ottawa anche il capo del Consiglio nazionale delle ricerche era stato assalito da seri dubbi, sull`utilità* pratica di quella operazione.
    Tuttavia, quando il dottor Mackenzie ne parlò con agli inglesi recandosi apposta a Londra, per convincerli che dopotutto si era ancora in tempo per "affondare" discretamente la nave prima che fosse impostata in cantiere, trovò una cocciuta resistenza, Mountbatten e Churchill erano del parere che si dovesse procedere e se i canadesi si tiravano indietro sarebbero ricorsi all`assistenza tecnica degli USA .
    Infatti verso la metà* di agosto i canadesi passarono la mano e gli americani arrivarono a Corner Brook per assumere la direzione dei lavori.
    Mountbatten tuttavia, suggerì che Pyke rimanesse della partita aggregato alla U.S. Navy in Newfoundland, la faccenda non piacque al capo del Consiglio canadese, Mackenzie fece immediatamente sapere all`ammiragliato, che il Canada avrebbe preferito in Inghilterra l`ineffabile inventore.
    L`uscita di scena di Geoffrey Pyke fu probabilmente il colpo di grazia per tutta l`operazione "Habakkuk" e d`un colpo venne meno l`eccitazione che aveva animato politici, militari e scienziati contagiati da quell`ometto svampito ma indubbiamente geniale, dall`aspetto del professore sulle nuvole, ma dotato di una irresistibile forza di persuasione, disordinato e arruffone ma con le idee precise e lucidissime come solo un folle di gran marca può avere.
    Sul lago Patricia, il ghiaccio si richiuse e la prima neve cancellò rapidamente sulle rive, ogni traccia della strana avventura.
    Geoffrey Pyke, l`uomo che era riuscito a convincere una vecchia volpe come Winston Churchill, morì a Londra nel 1948, per una dose eccessiva di sonnifero.

    L'ingresso del Parco Nazionale Jasper fra le Montagne Rocciose canadesi, in cui vennero ospitati Geoffrey Pyke e gli altri scienziati
    [attachment=0:t2z5x4je]jasper.jpg[/attachment:t2z5x4je]

    fonte cartaceo cocis49
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    luciano

  2. #2
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    Re: Progetto Habakkuk

    Giuro che non lo sapevo, davvero interessante Luciano

  3. #3
    Utente registrato L'avatar di Andrea58
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    Re: Progetto Habakkuk

    Se non sbaglio ne hanno parlato su sky e comunque le caratteristiche del prodotto erano realmente eccezionali.
    Homo homini lupus. Draco dormiens nunquam titillandus
    lo spirito di Cesare, vagante in cerca di vendetta, con al suo fianco Ate uscita infocata dall'inferno, entro questi confini con voce di monarca griderà "Sterminio", e scioglierà i mastini della guerra, così che questa infame impresa ammorberà la terra col puzzo delle carogne umane gementi per la sepoltura.

  4. #4
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    Re: Progetto Habakkuk

    Si una cosa alquanto curiosa.
    Non ho Sky e non ne sapevo nulla, il materiale senza dubbio particolare, ma sembra che alla prova dei fatti non sia stato un gran successo visto che i suoi 210,918 Kg per cm2 di resistenza agli urti come comunicato dal dottor Mark, non fu raggiunto.
    luciano

  5. #5
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    Re: Progetto Habakkuk

    Non ne ero a conoscenza, ho letto con molto piacere.Molto interessante Luciano.
    Pietro

    Cerco foto, documenti, Soldbücher e Wehrpasses di soldati della Wehrmacht che hanno combattuto in Italia soprattutto nel settore toscano.

  6. #6
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    Re: Progetto Habakkuk

    Neanch'io conoscevo questo progetto. Topic interessante che ho letto con piacere

  7. #7
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    Re: Progetto Habakkuk

    Grazie a tutti per averla gradita :P
    luciano

  8. #8
    Utente registrato L'avatar di kanister
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    Re: Progetto Habakkuk

    Ciao, per quanto possa sembrare strano il Geoffrey Pike fu un inventore molto apprezzato da Churchill a cui presentò svariati progetti. Sua fu ad esempio l'idea da cui fu poi sviluppato lo Studebaker Weasel, che avrebbe dovuto essere utilizzato per incursioni in Norvegia.
    Da questa idea nacque anche la 1thSSF, la cosidetta "Brigata del Diavolo", che avrebbe dovuto essere impiegata sempre per le stesse incursioni ma che finì poi in Italia e Provenza.
    Non vediamo la storia per come è ma per come siamo.

  9. #9
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    Re: Progetto Habakkuk

    Ciao, grazie per le integrazioni sulle invenzioni del citato Pyke, in verità* non le avevo cercate, ma senza dubbio non le conoscevo come sue.
    luciano

  10. #10
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    Re: Progetto Habakkuk

    Ho letto il tutto con molto interesse.. le studiavano proprio tutte
    Gigi "Viper 4"

    "...Non mi sento colpevole.. Ho fatto il mio lavoro senza fare del male a nessuno.. Non ho sparato un solo colpo durante tutta la guerra.. Non rimpiango niente.. Ho fatto il mio dovere di soldato come milioni di altri Tedeschi..." - Rochus Misch dal libro L'ultimo

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