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Discussione: Pugnale d'assalto M.1938

  1. #21
    Moderatore L'avatar di serpico
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    Grazie ad Arditi,Ciofatax e tutti gli altri.Sono contento vi piaccia questo pugnale,ed è per questo che di seguito allego anche il modello transizionale fra quello da assaltatore austriaco e il mod.38.
    Thanks to Arditi,Ciofatax and all the others. They are content there you like this dagger, and it is for that of continuation I enclose also the transizionale model between that Austrian and the mod.38.

    Non esiste una documentazione ufficiale che asserisca che il mod.38 discenda dal pugnale austriaco,ma l'esistenza di un modello transizionale che accorpa le caratteristiche delle due armi,può avvalorare questa tesi.
    In questa foto i tre pugnali a confronto:


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    Come si vede,la guardia e praticamente della stessa forma ovoidale.Il modello di mezzo,ha l'impugnatura sagomata come il mod.38,ma assicurata al codolo con rivetti a spina come l'austriaco.


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    In tutti i tre modelli,il fodero è metallico,ma nel modello transizionale e nel mod.38,si è cercato di migliorare l'attacco alla cintura.Il modello transizionale,ha il fodero praticamente identico ai pugnali da marcia mod.35 per i BTG delle CC.NN.,ma senza il fascio stampato a rilievo.


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    Le lame sono pressoche identiche;massicce,con filo e punta.
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  2. #22
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    Ultima puntata.
    Quello che segue,dovrebbe interessare particolarmente Marpo.
    E' un pò messo male,ma viste le incisioni risulta interessante.
    Dovrebbe essere appartenuto ad un paracadutista,visto il teschio con il paracadute.


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    Dall'altra parte dell'impugnatura,l'antico propietario ha inciso un fascio littorio e un'aquila imperiale.


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    Ma possibile che solo io abbia dei pugnali da far vedere??Non ci credo!
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  3. #23
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    L'ultimo è davvero una chicca sensazionale.
    A/F 505 PIR 82ND AIRBORNE DIVISION "ALL AMERICAN"
    H-MINUS
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    www.progetto900.com

  4. #24
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    Innazitutto complimenti per la cura con la quale conservi e fotografi queste preziose lame.
    Le incisioni che si possono vedere sono spesso dei capolavori di "mano santa": evidentemente eravamo un popolo di artigiani, oltre che si santi, eroi, navigatori,trasmigratori, colonizzatori, coloni e sforna-figli...

    Come sai di reparti CCNN so poco (...mea culpa), e sono incuriosito soprattutto dall'utilizzo che fu fatto nel Regio Esercito, almeno nel 1943.
    Ad esser sincero non è che se ne vedessero molti in circolazione nel R.E., così come per i m.a.b.

    - Il pugnale era dotazione di reparto o (gli ufficiali) si poteva acquisire anche privatamente?
    - I guastatori lo avevano in dotazione, o avevano solo il "marcia" senza logo MVSN sul fodero?
    - Come giudichi (tecnicamente) la pubblicazione dello S.M.R.E. sulla LOTTA CORPO A CORPO, relativamente alla parte della lotta col pugnale?
    [ciao2]
    Un cordiale saluto!
    Vediamoci anche in Facebook, nel gruppo "Sardegna - Bunker Archeologia - Memoria e futuro."

  5. #25
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    Cerchero di risponderti per quello che negli anni ho potuto cercare di capire.
    -Il pugnale veniva dato al momento dell'arruolamento nel reparto per cui era previsto.
    Si distribuiva quello che al moomento,l'intendenza aveva da distribuire.
    Probabilmente e per questo che all'interno di uno stesso reparto,potevano convivere più modelli.Esempio:mio nonno partì volontario per l'Africa orientale come Camicia nera e gli fu dato il modello .35
    Si ricordava che alcuni "veci" del suo battaglione avevano in dotazione l'austriaco.
    Quando fu inviato in Jugoslavia nella WW2,lui aveva ancora il suo marcia e le "spine" arrivavano con il modello da assaltatore.
    -I guastatori avevano in dotazione entrambi i modelli,ma secondo me vale il criterio di distribuzione sopra descritto.
    Il pugnale da marcia,era diventato un modello di costruzione costosa e anche il secondo modello risultava troppo costoso.In effetti era un pugnale troppo ben rifinito per gli usi per il quale era stato concepito.Ma si sa,noi italiani si alvora sempre benino.
    Il pugnale per assaltatori,per quanto buona e robusta arma,aveva il pregio di essere più economico.
    -Giudico la pubblicazione che mi dici,un ingenuo tentativo di dare una sorta di istruzione per una cosa difficilissima quanto imprevedibile.
    Non si può sapere come si reagirà* in una situazione di pericolo,tanto meno in una situazione di combattimento corpo a corpo.
    Mi ricordo che alla fine del corso ci domandammo se mai saremmo riusciti ad usare la pistola.
    Alcuni rispondevano che avrebbero sparato ad un cristiano senza troppa fatica,altri affermavano che non sarebbero mai riusciti.Io dicevo che non sapevo quello che avrei fatto,anche se dentro di me la cosa mi faceva paura.La risposta,l'ebbi solo dopo qualche mese.E non l'avrei mai immaginata.
    Spero di essermi spiegato.Comunque il libretto è bello ed interessante dal punto di vista collezionistico.
    Grazie per i complimenti e per le curiosità* che mi hai esternato.Se hai bisogno ancora sarò ben lieto di rispondere ate e atutti gli altri.
    VEDO TUTTO, OSSERVO MOLTO, DISSIMULO POCO!

  6. #26
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    <font color="blue">Grazie Dan.
    La pubblicazione che conosco io è datata 1943, non so se ne esistessero di anni precedenti, ma a quella data fu stampata anche per quei reparti dislocati con compiti di presidio. Infatti temevamo molto ogni sorta di azione "tipo commandos".
    Quasi certamente però quei reparti (a parte elementi della MVSN) non avranno avuto in dotazione il pugnale.

    Osservando superficialmente i due modelli (marcia e assaltatore) non riesco a capire quale sensibile differenza di costo vi potesse essere, proprio perché non esperto in materia.
    Come giustamente ricordi anche Tu, molte notizie su queste armi sono ancora celate negli archivi dello Stato Maggiore, magari nei fondi "vestiario equipaggiamento" che (quasi) nessuno va mai a sfogliare, perché anche il nostro piccolo mondo vive di "mode".</font id="blue">
    [ciao2]
    Un cordiale saluto!
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  7. #27
    Moderatore L'avatar di serpico
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    Sinceramente,anche secondo me le differenze fra i due modelli sono minime.
    I risparmi si avevano,probabilmente,nelle fasi di lavorazione.
    Di seguito metto alcune pagine del manuale per la lotta corpo a corpo di cui parlavi sopra.
    Anche la mia è edita nel 1943.


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    I primi due capitoli della premessa,gia la dicono lunga sull'ingenuità* della pubblicazione.
    Nel secondo capitolo,si pèrecisa che non si deve perdere il controllo e mantenere i nervi saldi.Una parola in caso di lotta corpo a corpo.
    Si prosegue nelle pagine successive consigliando anche di respirare con il naso e tranquillamente per non perdere le forze e cadere nell'affanno.Azzarola,a dire è semplice.


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    Si prosegue poi,descrivendo mosse e tecniche di combattimento,con pugnale o bainetta,a mani nide e con il fucile.
    Sono descrizioni prettamente tecniche,ma più che la teoria,forse avrebbe fatto meglio molta,molta pratica.
    Interessanti le immagini,con il nemico impersonificato dal soldato inglese con enorme "padella" sul capo.


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  8. #28
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    Eccolo lì! E' lo stesso che abbiamo in Associazione, me lo sono letto tutto d'un fiato. L'elmo dell'inglese sembra uno di quelli "medio evo" della protezione civile, anche la sua faccia spesso è tutto un programma...[]
    Era tra i libri di un ufficiale che fu prima in Africa poi, rientrato in Sardegna, fu dislocato tra i reparti a difesa della diga del Tirso.
    Non vi sono annotazioni a margine o timbri.

    <font color="red">P.S. non ho potuto fare a meno di (intrav)vedere la pubblicazione che sta sotto il manuale...</font id="red">
    Un cordiale saluto!
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  9. #29
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    Non è una pubblicazione,ma un manifesto propagandistico.
    Devo postarlo?
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  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da 128legio


    Devo postarlo?
    NO []
    Un cordiale saluto!
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