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Discussione: Pulitura ritrovamenti

  1. #31
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    Re: Pulitura ritrovamenti

    Citazione Originariamente Scritto da cocis49
    E' sempre una soluzione acida e non è opportuno trattare la cosa senza attenzione eventualmente una lavata immediata sotto acqua corrente.
    Per quanto riguarda l'altra tua domanda, poichè si usa un carica batterie a 12 volt. la corrente non è pericolosa.
    basica, usando la soda
    audaces fortuna iuvat

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  2. #32
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    Re: Pulitura ritrovamenti

    anch'io approfitto per ripostare il mio metodo di prevenzione dall'ossidazione e di simil-brunitura :
    olio di lino tricotto dato a pennello.(una o più mani a seconda dei materiali)
    una volta asciutto polimerizza e forma un film protettivo. il ferro assume una tonalità* grigio scura.
    non ho notizie di altri che usino questo metodo estremamente rapido e d'effetto, io ne sono comunque soddisfatto.
    come hobby saltuario mi diletto nel restauro di bauli e casse (militari e non) , quindi di olio ne ho usato a litri..
    sulle parti verniciate tende ad ingiallire.

    da wikipedia:
    Olio di lino cotto
    L'olio di lino cotto è utilizzato come legante per vernici o, da solo, per la finitura di superfici in legno. Col riscaldamento, l'olio di lino subisce una polimerizzazione e una ossidazione, diventando più denso e con un tempo di essiccazione minore.

    Al giorno d'oggi la maggior parte dei prodotti etichettati "Olio di lino cotto" sono in realtà* costituiti da una combinazione di olio di lino, solventi derivati dal petrolio ed essiccanti metallici. L'uso di essiccanti metallici rende questo tipo di olio inadatto per usi alimentari.

    Sono disponibili alcuni prodotti che contengono esclusivamente olio di lino cotto mediante trattamento termico senza esposizione all'ossigeno. L'olio di lino cotto col solo trattamento termico è più denso e secca molto lentamente. Questi olii sono di solito commercializzati con la definizione "polimerizzato" o "stand-oil", sebbene alcuni possano essere semplicemente definiti "cotti".
    audaces fortuna iuvat

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  3. #33
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    Re: Pulitura ritrovamenti

    Ragazzi aiutatemi ho una nuova missione da compiere!
    Sto cercando di ripulire un cono di raccordo di uno shrapnell italiano che all'interno ha qualche traccia di alluminio di qulla che era la spoletta avvitata sopra... Qualcuno di voi conosce un metodo (magari una sostanza) per sciogliere l'alluminio ma non il ferro (o almeno non troppo!)????
    Grazie, ciao.
    Inge

  4. #34
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    Re: Pulitura ritrovamenti

    Inge, prova con l'aceto puro!

    Io ho lasciato a pulire nell'aceto un frammento di proiettile con parti in alluminio e mi sono accorto che l'aceto se le mangiava come pane!
    Certo non aspettarti risultati in tempi brevi prova a riempire la granata con l'aceto dopo acervi inserito dentro del materiale inerte (per non usarne a litri!!) e controlla dopo almeno 8 ore.
    L'acciaio viene ripulito discretamente bene.
    Se è frammentata immergi il pezzo usando una bottiglia dell'acqua in plastica tagliata all'altezza più comoda, scegli te se da 2 litri o 1/2 litro.
    Io (ne) ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
    Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione;
    e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser.
    E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.
    È tempo di morire. (Blade Runner)

  5. #35
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    Re: Pulitura ritrovamenti

    Grazie! Volendo ho anche il Remox ma non so se corrode l'alluminio...
    Proverò con l'aceto puro!
    Inge

  6. #36
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    Re: Pulitura ritrovamenti

    Ciao a Tutti!
    dunque mi occupo di pulitura di metalli da oltre quindici anni e ho lavorato anche per laboratori archeologici di musei. Mi occupo principalmente di pulitura di oggetti in lega di rame, meno di ferro, ma qualche esperienza l'ho fatta anche con questo metallo.

    Sconsiglio nel modo più assoluto di utilizzare qualsiasi liquido, persino l'acqua può danneggiare una patina friabile. In nessun caso vanno utilizzate sostanze acide e corrosive di alcun genere, la patina viene attaccata e rimossa irrimediabilmente e gli acidi penetrano nella strutturainterna del metallo continuando ed aggravando lo stato di conservazione del metallo stesso.
    L'unico metodo di pulitura che consente di rimuovere le incrostazioni senza intaccare la patina del metallo, che va sempre conservata affinchè l'oggetto dimostri la sua antichità*, è quello meccanico. Si rimuovono croste spesse o concrezioni calcaree con bisturi e taglierini.
    Quindi si procede con spazzole di acciaio (non di ottone perche lascia tracce dorate sulla patina, meglio quelle con spazzola perpendicolare all'asse, inutili quelle a tazza) e frese (ottime quelle ad uso dentistico)montate su trapani. Se gli oggetti sono molto grandi si può anche operare con un trapano da lavoro o una mola da banco con spazzola, altrimenti è sufficiente un trapanino hobbistico meglio se a velocità* regolabile. Alle velocità* più lente l'attrito è maggiore e si rimuovono le incrostazioni più dure, in questo caso meglio usare spazzole nuove, quando invece si è prossimi ala patina da conservare e non la si vuole intaccare meglio passate leggere con spazzole già* usate e ammorbidite e velocità* elevata.
    Non è cosa facile da spiegarsi, la tecnica necessita una buona esperienza, provare e riprovare su oggetti di poco valore, fino ad essere in grado di ripulirli completamente senza intaccare minimamente la patina sottostante all'incrostazione.
    Le patine delle leghe di rame possono variare a seconda dei terreni e all'antichità* dell'oggetto. A prima vista se notiamo una patina molto verde brillante può essere estremamente friabile, è la meno trattabile, in quanto può andare completamente in polvere alle prime passate. Se invece l'ossido assume un colore quasi nerastro è decisamente più solido e consistente e lo si può lucidare senza intaccarlo.
    Probabilmente per le vostre esigenze di militaria avrete a che fare con materiali diversi.
    Le leghe di rame moderne di oggetti non più vecchi di cent'anni spesso formano solamente un ossido rossastro, più che patine verdi tipiche di bronzi più antichi. La patina rossastra non va comunque attaccata, ne resterebbe una superficie dorata ma butterata con punti neri e brutta da vedersi. Anche in questo caso se la superficie è apparentemente ruvida e porosa come una ruggine, è meglio cercare di asportarne il più possibile anche se essendo friabile tenderà* a volatilizzarsi, se invece la superficie è rosso scuro e consistente basterà* lucidarla.

    Gli oggetti in piombo e leghe di stagno piombo, sono molto delicati ad essere trattati, il primo tende a ricoprirsi di un patina biancastra e friabile, meglio procedere solamente ad un lavaggio leggero in acqua distillata e rimuovere le incorstazioni con uno spazzolino da denti usato, le frese metalliche intaccherebbero troppo la patina, ma a volte un passaggio leggero si può tentare. Le leghe con stagno sono molto difficili da trattare perchè tendono a sbriciolarsi, purtroppo è una malattia tipica dello stagno, anche qui si può procedere leggermente con la pulitura meccanica evitando di passare sui bordi più fragili.
    Le leghe di zinco e alluminio specialmente per i materiali bellici degli ultimi conflitti, sono le peggiori, formano spessissimo profonde incrostazioni di ossido di aspetto salino, biancastro che intaccano profondamente le superfici, vanno rimosse il più possibile non esiste una patina sottostante da proteggere, se non si rimuovono l'azione corrosiva prosegue nel tempo. La velocità* di azione deve essere anche qui moderata, come con le altre leghe grigie perchè l'eccesso di calore può fondere ed intaccare le superfici.
    I pezzi ripuliti possoo essere trattati con una cera liquida tipo quelle da carrozzeria. Si apllica si lascia asciugare e si spazzola o lucida via.

    Per tutti procedimenti trattati obbligo, di protezione con occhiali a maschera ed indumenti protettivi (meglio una bella tuta spessa o le tute di carta bianche) gli aculei delle spazzole hanno la tendenza a schizzare e a conficcarsi ovunque. Mascherina per polveri sempre, gli ossidi sono tutti molto tossici.

    Per il ferro.
    L'elettrolisi è un buon sistema quando si vuole una pulitura a fondo di ogetti di grandi dimensioni che non hanno particolari dettagli superficiali, può essere abbinata anche ad una micro-sabbiatura. Entrambe le azioni sono moltoviolente e asportano quasi completamente la ruggine e le superfici ne risultano molto intaccate.
    Dipende anche qui dalla consistenza della ruggine. se siamo di fronte a forte umidità*, con bolle e coste superficiali che si sfagliano significa che la superficie originale è ormai profondamente intaccata, quindi non resta che procedere ad una pulizia radicale per cercare di salvare almeno l'anima del metallo. Se invece siamo di fronte ad una superficie secca, polverosa, arancione o rosso acceso,che non si sfaglia, allora la ruggine è molto superficiale e basta anche una pulizia con trapani da lavoro e spazzole di acciaio. Il metallo on questo caso riaffiorerà* bello brillante, basta proteggerlo con un mano leggere di olio di vasellina.
    Consiglio di trattare il ferro molto corroso, una volta ripulito, con Fertan o Kelfos, sono convertitori di ruggine.
    Il pezzo va scaldato nel forno e il liquido applicato con un pennello. Si lascia asciugare 24 ore poi si lava via con uno spazzolino e si asciuga immediatamente col phon.
    Solitamente anche i pezzi pià* intaccati, dopo 2-3 trattamenti (una volta all'anno) tendono a stabilizzarsi.
    Alla fine si può proteggere con cera microcristallina, reperibile nei negozi di prodotti per restauro, si scioglie a bagno maria e si applica molto leggera e molto liquida, isola il pezzo ma lo lascia traspirare. Mai usare paralloid, colle o vernici, il pezzo non respira e la corrosione procede dall'interno facendo letteralmente implodere il pezzo.
    Anche qui maschere e occhiali e per il trattamento con i convertitori guanti se non volete avere "la pelle nera" alla fine...
    se avete quesiti chiedete...
    ciao

  7. #37
    Collaboratore L'avatar di EnzoLuca
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    Re: Pulitura ritrovamenti

    Grazie Chione per i preziosi consigli. Fatti da un esperto valgono il doppio.
    Ciao. Enzo
    "Non abbiate paura"

  8. #38
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    Re: Pulitura ritrovamenti

    Grazie.... ma "esperto" è un parolone...
    Viaggio per musei da decenni, a volte vedi la spada longobarda che sembra un blocco di resina, immersa in chissaquali liquidi e sostanze, a volte ti chiedi se quel mucchietto di ruggine sia ancora una spada o per quanto riuscirà* ancora a mantenerne le forme prima di sbriciolarsi, a volte vedi i bronzi classici o delle eta protostoriche nella loro bella patina verdastra, a volte li vedi con croste che neanche lo scafo del Titanic può permettersi, a volte li vedi brillanti tirati a metallo lucido come se fossero appena stati comprati all'ipercoop...
    Anche negli ambienti ufficiali ci sono scuole di pensiero diverse e tecniche di restauro diverse, quindi nulla è dato per scontato.
    IO penso che un oggetto debba essere restaurato in modo che possa sopravvire il più a lungo possibile affinchè altri ne possano godere, in quanto noi siamo solamente "temporanei custodi" e che le condizioni che dimostrino la sua antichità* debbano essere fedelmente conservate.

  9. #39
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    Re: Pulitura ritrovamenti

    l'elettrolisi va fatta in luogo aerato....il processo sviluppa idrogeno (combustibile) ed ossigeno (comburente) in ogni caso gas che possono produrre esplosioni se posti in zone chiuse.....quindi dovute cautele....
    Partecipo a rievocazioni storiche WWI con mortaio Stokes, ricevo contatti via MP.

  10. #40
    Utente registrato L'avatar di Andrea58
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    Re: Pulitura ritrovamenti

    Aggiungiamo qualcosa per chi utilizza la via "acida". Gli acidi sono in genere pesanti e penetranti ed hanno il difetto che se non ben sciacquati di continuare ad agire senza che noi lo notiamo.
    Una buona soluzione per prevenire questo rischio è sciacquare il pezzo e poi immergerlo in una leggera soluzione di soda caustica 1/2% max. La soda agisce sull'acido formando dei sali idrosolubili e fermando l'azione dell'acido. I sali a questo punto si asportano facilmente con un risciacquo in acqua.
    A questo punto è necessario seccare il pezzo nel senso che non ci si deve fermare ad un'ascigatina superficiale ma scaldarlo fino a che non si è sicuri chi sia veramente asciutto. Poi si procede con i protettivi.
    ciao
    Andrea
    Homo homini lupus. Draco dormiens nunquam titillandus
    lo spirito di Cesare, vagante in cerca di vendetta, con al suo fianco Ate uscita infocata dall'inferno, entro questi confini con voce di monarca griderà "Sterminio", e scioglierà i mastini della guerra, così che questa infame impresa ammorberà la terra col puzzo delle carogne umane gementi per la sepoltura.

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