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Discussione: Rarissimo e importante cappello da Gen. Corp. Arm. RSI

  1. #31
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    Re: Rarissimo e importante cappello da Gen. Corp. Arm. RSI

    Citazione Originariamente Scritto da ITALIAstorica
    Perdonami ...ma ti RICORDO che TU hai intitolato questo topic "Rarissimo e importante cappello da Gen. Corp. Arm. RSI" ...
    ... dichiari sopra: "...ma come da premessa non so dire se RSI o RI." ... allora il titolo doveva essere un altro!
    Di certo faceva più comodo, vuoi per l'importanza, vuoi per il valore ... "indirizzarlo" o "attribuirlo" alla Repubblica Sociale Italiana 1943/1945!

    Io quindi ripeto questo pezzo nulla ha a che fare con la R.S.I.!!!!!! ... non discuto il berretto (che sinceramente ha più caratteristiche del dopoguerra che belliche, come detto anche da altri!) ... ma sto "discutendo" l'aquila ...che non ha le caratteristiche di produzione RSI! ...
    Di conseguenza, a mio parere, seguendo la mia cultura ed esperienza specifiche in campo RSI, ... o è una replica o è una produzione "dopoguerra" ... proprio, sicuramente, in parallelo con il berretto stesso ...
    Nulla di più, nulla di meno ...

    In ogni caso, sarebbe meglio scegliere i TITOLI e/o IDENTIFICAZIONI con più accortezza e cautela ...

    Bye
    Giò
    E adesso chi glielo va dire al Maresciallo Graziani che per tutto il 1944 (e credo anche nel 45) non ha utilizzato l'aquila RSI,ma un modello "desabaudizzato",come del resto molti altri Generali in quel periodo?
    http://spazioinwind.libero.it/littorio/crcscmb/va19.jpg
    Il regolamento del 44,che ebbe attuazione pratica (correggetemi se sbaglio) tra il dicembre del 1944 e l'inizio del 1945, rimase per buona parte sulla carta,e (per ovvi motvi di contingenza); soltanto pochi esemplari delle nuove uniformi furono confezionate (e spesso l'evidenza fotografica ci mostra che i nuovi capi vennero mischiati ai vecchi).
    Io non so se il berretto è autentico o meno,ma in linea di principio nulla vieta che tra la fine del 43 e i dieci-undici mesi del 44,un Generale che aveva aderito alla RSI si sia fatto ricamare da una sartoria militare del nord un fregio privo degli elementi Monarchici PRIMA che venisse disegnato il nuovo modello di aquila.
    Dopo,nel 1945, magari avrà avuto cose più urgenti a cui pensare che rifarsi il corredo.

    P.S.
    Adriano,l'ipotesi SME è molto interessante, tuttavia in questo caso si apre un altro suggestivo problema.
    Tu dici che il berretto ha caratteristiche postbelliche, ma postbelliche quando?
    Nel 1948,con l'introduzione delle nuove uniformi kaki fu stabilito che le divise grigio-verdi potevano essere usate "a consumazione" fuori servizio e negli uffici fino all'autunno del 1949.
    Tuttavia fu tassativamente proibito farsi confezionare nuovi capi grigio-verdi con le vecchie caratteristiche o capi ibridi (tipo un berretto grigio-verde con nuovi fregi e distintivi di grado).
    Quindi perchè mai il nostro Generale,diciamo nel 1948-49 avrebbe ordinare un nuovo berretto,oltretutto per un uniforme che stava per divenire obsoleta?
    Il berretto è del 46-47?
    E quelle che individui come caratteristiche postbelliche erano già presenti in quei primissimi anni?
    Mi pare più probabile che nel 1946 la nuova produzione fosse indistinguibile da quella di pochi mesi prima (e probabilmente in magazzino c'erano parecchi berretti anteguerra nuovi di pacca da utilizzare; perchè confezionarne uno nuovo)?

  2. #32
    Utente registrato L'avatar di adriano
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    Re: Rarissimo e importante cappello da Gen. Corp. Arm. RSI

    Tutte supposizioni plausibili, ciononostante il berretto ha caratteristiche morfologiche molto differenti da quelle dei berretti del periodo regio, anche da quelli prodotti dalla stessa ditta S.Cardia, come quello da me postato per mostrare la differenza nel logo stampato sulla fodera; tu dici che il fregio è stato ricamato al nord ma S.Cardia stava a Roma in via Firenze a due passi dal ministero della guerra e dalla sede dello stato maggiore in via XX settembre, ciò non significa nulla mi rendo conto, ma cosa esclude che il generale per vicissitudini dovute agli eventi bellici si sia venuto a trovare, nel periodo 46-48, sprovvisto di una uniforme adeguata, tu mi insegni che questo periodo fu una fucina di uniformi fuori dai canoni e che pur nel giro ristretto di questi pochi anni le sartorie non restarono inattive e considerando che un berretto di qualità è realizzato su misura, tanto più uno da generale con la greca ricamata direttamente sul cilindro, non credo che i magazzini traboccassero di berretti per i vari gradi da Generale in tutte le taglie richieste, rimanendo nell'ambito delle supposizioni, non escluderei che una sartoria di cosi gran qualità avesse elaborato per i suoi clienti una foggia di berretto che rappresentasse una discontinuità con il precedente regime abbandonando vistosi modelli imperiali, non a caso, come testimonia il berretto di fanteria da me postato, all'indomani del nuovo regolamento del 1948 aveva già pronto un modello a visiera piatta tipo aeronautica da proporre in tessuto kaki e come più volte tu stesso hai sottolineato gli ufficiali superiori e generali nel periodo 48-50 continuarono a portare anche berretti con la visiera spiovente, lo testimoniano le foto ed anche i materiali sopravvissuti,, quindi io individuerei nella forma della visiera e nell'assetto complessivo del berretto un tratto peculiare della proposta sartoriale della sartoria S.Cardia del periodo post bellico, l'appartenenza del berretto al periodo 1946-50 secondo me è confermato anche dal fatto che il berretto nasce senza banda elastica ed ha una forma insellatta che non è compatibile con l'aggiunta del cerchio d'acciaio armonico, indice questo che per modellare questo berretto sono stati rivisti i canoni ante guerra.

    Parere personale, ma che scaturisce da quelle sensazioni che sono il risultato di osservazioni dirette sui materiali.

    P.S.: l'aquila desabaudizzata di Grazioni è una normale aquila da Generale a cui è stata tagliata la corona, questa invece è stata ricamata appositamente, se cio fosse avvenuto nel periodo RSI per di più a Roma credo che esistendo un regolamento ci si sarebbe attenuti ai disegni forniti. Se come dici tu fosse avvenuto prima del 44 allora ci si sarebbe regolati come fece Graziani stesso

  3. #33
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    Re: Rarissimo e importante cappello da Gen. Corp. Arm. RSI

    Citazione Originariamente Scritto da adriano
    Tutte supposizioni plausibili, ciononostante il berretto ha caratteristiche morfologiche molto differenti da quelle dei berretti del periodo regio, anche da quelli prodotti dalla stessa ditta S.Cardia, come quello da me postato per mostrare la differenza nel logo stampato sulla fodera
    Si,ma,ammesso che non si tratti di un falso, quando iniziò il nuovo stile presso S. Cardia?
    Non è possibile che già dal 1942-43 la foggia fosse già stata modificata?
    O queste nuove caratteristiche morfologiche sono nate coi berretti kaki nel 1948?

    tu dici che il fregio è stato ricamato al nord ma S.Cardia stava a Roma in via Firenze a due passi dal ministero della guerra e dalla sede dello stato maggiore in via XX settembre
    Aspetta però,Roma è stata liberata il 4 giugno del 1944.
    S.Cardia potrebbe aver lavorato per le truppe RSI nel periodo dell'occupazione (e dubito molto che i nuovi fregi da Generale della Repubblica Sociale fossero stati approntati o anche soltanto disegnati prima del giugno 1944).

    ma cosa esclude che il generale per vicissitudini dovute agli eventi bellici si sia venuto a trovare, nel periodo 46-48, sprovvisto di una uniforme adeguata
    Questo ovviamente è possibile.
    Del resto la circolare che proibiva la realizzazione di nuove tenute grigio-verdi doveva essere la risposta ad una situazione reale (come è provato dalla foto del Generale dei Carabinieri con il fregio modello 48 sul berretto a greca...anche se in quel caso il berretto è indiscutibilmente del tipo anteguerra).

    non escluderei che una sartoria di cosi gran qualità avesse elaborato per i suoi clienti una foggia di berretto che rappresentasse una discontinuità con il precedente regime abbandonando vistosi modelli imperiali, non a caso, come testimonia il berretto di fanteria da me postato, all'indomani del nuovo regolamento del 1948 aveva già pronto un modello a visiera piatta tipo aeronautica da proporre in tessuto kaki
    Ma vedi,secondo me il problema è nelle date.
    Che senso aveva nel 1948 per un Ufficiale farsi confezionare un berretto per un uniforme che stava per divenire obsoleta,quando poteva ordinare la nuova ordinaria kaki?
    Chi continuò ad indossare a consumazione (per l'appunto) la vecchia divisa fino al 49 riciclò il vecchio corredo.
    In quel periodo abbiamo foto di importanti Generali con l'ordinaria grigio-verde ed il berretto a busta con visiera (per esempio il Generale Marras); è evidente che aspettando le nuove tenute già preannunciate si arrangiavano con ciò che avevano.
    Se il copricapo di cui stiamo parlando è autentico ed appartiene al periodo Repubblicano,deve essere stato ordinato tra il giugno del 1946 e la prima metà del 1947.
    Ritengo però improbabile che le sartorie militari in quel breve lasso di tempo elaborassero autonomamente dei modelli in discontinuità col periodo bellico.
    I nuovi modelli rispecchiano i figurini e le misure previste per le divise kaki del 1948.
    A meno che la tendenza non fosse in atto (magari per ragioni pratiche) già sul finire della guerra.



    P.S.: l'aquila desabaudizzata di Grazioni è una normale aquila da Generale a cui è stata tagliata la corona, questa invece è stata ricamata appositamente, se cio fosse avvenuto nel periodo RSI per di più a Roma credo che esistendo un regolamento ci si sarebbe attenuti ai disegni forniti. Se come dici tu fosse avvenuto prima del 44 allora ci si sarebbe regolati come fece Graziani stesso
    Possibile,
    ma rimanendo nel campo delle probabilità non è assurdo che un Generale abbia ordinato un nuovo fregio,potendolo fare e con una sartoria militare a portata di mano.
    Magari non amava le sfilacciature ed i segni lasciati dalla rimozione dei simboli Monarchici.
    E come dicevo prima,dubito che il disegno delle nuove aquile fosse pronto entro il giugno del 44.

  4. #34
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    Re: Rarissimo e importante cappello da Gen. Corp. Arm. RSI

    Molto interessante questo contributo, grazie.

  5. #35
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    Re: Rarissimo e importante cappello da Gen. Corp. Arm. RSI

    Citazione Originariamente Scritto da carpu65

    rimanendo nel campo delle probabilità non è assurdo che un Generale abbia ordinato un nuovo fregio,potendolo fare e con una sartoria militare a portata di mano.
    Magari non amava le sfilacciature ed i segni lasciati dalla rimozione dei simboli Monarchici.
    E come dicevo prima,dubito che il disegno delle nuove aquile fosse pronto entro il giugno del 44.
    Secondo te come mai manca il bastone del comando tra gli artigli dell'aquila?

  6. #36
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    Perchè il "bastone" sull'Aquila Regia in realtà è uno scettro,cioè un simbolo Monarchico.

    Rileggendo questo vecchio thread a distanza di anni,mi rendo conto che è un bel rompicapo.
    La militaria dell'immediato dopoguerra ci ha abituato ad enormi sorprese,e un altro elemento da considerare è il fattore umano.
    Nel senso che gli individui,per motivi personali o per gusti propi, compiono scelte che possono non apparire logiche o in linea con i regolamenti.
    Poteva un Generale di divisione farsi confezionare un nuovo berretto grigio-verde con apposita aquila de-monarchizzata dopo il referendum del 1946?
    Si,e ovviamente nessuno,se non forse un Generale di grado superiore o il Ministro delle Difesa,avrebbero potuto richiamarlo per questa piccola eccentricità.
    Se ciò è avvenuto il berretto deve essere stato confezionato tra il giugno del 1946 e la fine del 1947 al massimo (altrimenti il Generale avrebbe apposto sul berretto grigio-verde l'Aquila Repubblicana di nuovo tipo,per usarlo "a consumazione" fino all'autunno del 1949.).
    Poteva un Generale della RSI farsi confezionare un aquila de-monarchizzata invece di mutilare un fregio già esistente?
    Si.
    In questo caso però,le caratteristiche "post belliche" del berretto individuate da Adriano devono essere retrodatate al 1944 almeno (in entrambi i casi siamo tra 1944 e 1947).

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