Risultati da 1 a 5 di 5

Discussione: Rastrellamento dei Carabinieri di Roma del 7 ottobre 1943

  1. #1
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Nov 2009
    Messaggi
    263

    Rastrellamento dei Carabinieri di Roma del 7 ottobre 1943

    Probabilmente è un episodio noto a molti e magari nel forum è stato apiamente documentato, ma personalmente lo ignoravo, navigando in rete cercando notizie riguardo la deportazione dei Carabinieri Reali di stanza a Roma da parte dei tedeschi operata il 7 ottobre 1943, che comportò il trasferimento coatto in Germania di circa 2500 militari, mi è capitato di trovare la lettera a firma del maresciallo Graziani, quale ministro della difesa, in cui se ne ordinava il disarmo e ne veniva disposto l’obbligo di soggiorno nelle rispettive caserme ove sarebbero stati sostituiti dagli agenti della PAI, in vista anche del successivo rastrellamento nazista. La nota di Graziani evidenza e conferma, a mio avviso da un punto di vista storico, la scarsa fiducia che i vertici della RSI ponevano nella fedeltà dei RR.CC..
    Credo, altresì, che sia un episodio scarsamente conosciuto che precedette di poco il più noto rastrellamento del ghetto ebraico di Roma.
    Spero di essere riuscito ad allegare l'immagine della lettera del maresciallo Graziani
    • Per poter visualizzare questa immagine devi essere registrato o fare il login



  2. #2
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Jul 2012
    Località
    Monfalcone
    Messaggi
    5,088

    Re: Rastrellamento dei Carabinieri di Roma del 7 ottobre 194

    Quando la storia parla... firmato Graziani.
    Comincio un sacco di cose e non ne finisco nes

  3. #3

    Re: Rastrellamento dei Carabinieri di Roma del 7 ottobre 194

    Tra le tante ironie della storia, proprio i Regi Carabinieri furono tra le truppe di Graziani più spietate nella repressione in Etiopia:

    Da una statistica dell'attività dell'Arma dei carabinieri, firmata dal colonnello Hazon e datata 2 giugno, si ricava che i soli carabinieri hanno passato per le armi 2.509 indigeni. [...] E ancora, sui metodi dei carabinieri: «Sul piazzale del tribunale assisto al trasporto, dopo la condanna per furto, di un giovinetto moribondo per denutrizione. Un altro non si regge in piedi per le botte. I carabinieri che hanno in custodia i prevenuti da presentare alla così detta giustizia, hanno importato dall'Italia, moltiplicandoli per mille, i sistemi polizieschi più nefandi».

    Da Storiain.net.

    Per quanto riguarda l'avvenimento in se, esso è ricordato in dettaglio in questo libro, "7 ottobre 1943: la deportazione dei carabinieri romani nei Lager nazisti", di Anna Maria Casavola:

    http://www.carabinieri.it/Internet/Citt ... ortati.htm

    La scarsa affidabilità dei RRCC in effetti non era solo percepita come tale dai vertici RSI e tedeschi, ma lo fu anche nella pratica; dal link sopra: "Anche il Col Kappler delle SS aveva interesse all'allontanamento dei Carabinieri dalla capitale prima di mettere in atto la deportazione degli ebrei dall'Italia, perché i Carabinieri si erano rivelati per la maggior parte antitedeschi: avevano combattuto contro di loro dopo l'8 settembre e, come forza di polizia nella CAR, avevano sistematicamente boicottato gli ordini del Comando tedesco quando questi colpivano la popolazione. Di qui il giudizio di inaffidabilità."

  4. #4
    Collaboratore L'avatar di Il Cav.
    Data Registrazione
    Jan 2012
    Messaggi
    4,909
    Se non sbaglio molte caserme dei CCRR furono poi affidate allla PAI fino al 4 giugno 44...
    "Chissà a quale di questi alberi ci impiccheranno..."

  5. #5
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Dec 2017
    Messaggi
    40
    A questo proposito è interessante leggere ciò che scrisse il tenente US Army John W. Atkinson (Confessions of an AMG Officer John W Atkinson by John Wells Atkinson) a proposito del generale Presti, comandante della PAI:

    "A tall, gaunt, sun-burned Italian in a light brown uniform was standing in the middle of our office when we returned. "I am General Presti," he said, and paused. A black handled dagger in a black metal sheath attached to a shiny black belt, and polished black boots, completed the introduction. Presti represented the Italian Africa Police, the dread fascist colonial militia whose allegiance to fascism had never been compromised by "Italianism"-- an instinctive loyalty to Italian traditions and interests which in the end had made the carbineers unsuitable for Nazi police work in Rome.

    "My troops wish to serve the Allies,," the fascist said haltingly. And then, as though realizing the enormity of his request, he implored, "Think of our wives and little children." His twelve hundred assorted desperadoes and cutthroats could well be proud of their versatile chief, for six hours later they were handing over their arms and uniforms in return for an allied pardon returning them to civilian life unhandicapped by their recent career against it."

Permessi di scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •