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Discussione: Reparti cecchini italiani nella prima guerra

  1. #91
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    Re: Reparti

    Ne esisteva anche un modello, tutto ruspante perchè progettato da "noi italiani" (precisamente dal V° gruppo alpino).
    Eccovi le specifiche
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  2. #92
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    Re: Reparti

    E una volta aggiustato il tiro sul bersaglio designato si sostituiva il fucile con ottica con un "normale" fucile.

    Se qualcuno ha visto il film Uomini contro di Francesco Rosi, e ricorda l'episodio del cecchino austriaco che centrava sempre al primo colpo la feritoia della trincea, probabilmente quei tiri erano fatti da un'arma posizionata su affustino aggiustato per sparare proprio su quella feritoia giacchè anche gli austriaci avevano degli appositi affustini da cui sparare (Lafitte ne ha postato uno di scavo nei primi interventi a pag.1 di questo topic).
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  3. #93
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    Re: Reparti

    Ed ecco un altro cecchino italiano in azione: anche questa è una foto di posa; chi mai si sognerebbe di sporgersi in prima linea in modo così stupido dal parapetto?

    Il fucile sembra un 91 con ottica francese disassata, quelli prodotti dalla Beretta.

    Secondo voi, la scatoletta che si nota appesa a tracolla è l'astuccio della polivalente o la custodia dell'ottica?



    Ho anche un'altra domanda per gli esperti di armi.
    Dato che la baionetta del 91 di inastava sulla canna del fucile e che i soldati venivano addestrati a tirare di scherma con la baionetta (vedi Addestramento della fanteria al combattimento - Fascicolo I - Istruzione della recluta- Roma Tipografia del Senato 1916) che precisione poteva mantenere l'arma?
    Sicuramente i cecchini non tiravano di scherma col loro fucile, ma gli altri soldati sì.
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  4. #94
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    Re: Reparti

    Ecco un altro glorioso cecchino italiano.

    Carlo Gastardelli, classe 1896, di Sarzana (SP), caporal-maggiore del 28° reggimento fanteria, tiratore scelto; fu ferito sul Carso, nel 1916, dal mitragliamento di un aereo della imperiale aviazione austriaca, aereo abbattuto, poi, dallo stesso ferito col suo fucile di precisione modello 91.
    (da un articolo apparso sul sito del comune di Sarzana)

    Per questo suo atto eroico Carlo fu insignito della Croce al Valore militare: che spilorci!
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  5. #95
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    Re: Reparti

    Salvatore Crinò, classe 1895, di Messina.
    Nel 1915, allo scoppio della prima Guerra Mondiale prestava il servizio militare già* da due anni.
    Fu inviato in prima linea come tiratore scelto, e qui si trovò anche a combattere corpo a corpo col nemico in diversi assalti alla baionetta.
    Venne congedato alla fine della guerra, nel 1918.
    Morì nel 1972.
    (da un articolo apparso sul sito del Comune di Barcellona - Me)
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  6. #96
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    Re: Reparti

    Posto questo toccante racconto delle peripezie di un cecchino italiano della prima guerra mondiale.
    Il suo cognome non è noto.

    "Zio Sandrà*n era un mio prozio paterno. Quando raccolsi le sue memorie sulla partecipazione al primo conflitto mondiale era il 1975. Io avevo 10 anni e lui 81. Morì di lì a poco.
    Lo ricordo seduto su un muretto, al sole, nel cortile del priorato di un piccolo paese delle vallate valdesi, in Piemonte. Aveva occhi grandi e azzurri, e portava sempre cappello e bastone. Sembrava anche più vecchio di quel che era e pareva muoversi a fatica... ma ricordo, un pomeriggio d`estate, che con un balzo si avventò su di una vipera che io nemmeno avevo vista... prima che potesse mordere qualcuno dei bambini che, come me, giocavano nel cortile, la afferrò per la coda, la fece roteare per aria e la spiaccicò contro un muro...
    Zio Sandrà*n ha fatto due cose nella sua vita: il contadino e il soldato. Il contadino, per tutta la vita. Il soldato per più di quattro lunghi anni, lunghi e duri come la sua vita. Quando riuscì a ritornare alla sua borgata, dopo la guerra, la prigionia in Germania e ancora la Dalmazia, era malato di malaria e aveva necrosi in varie parti del corpo, postumi di congelamento... Pare che, per riattivare la circolazione nei tessuti necrotizzati, lo chiusero in un sacco insieme ad un nugolo di api: non morì di schock anafilattico e si risparmiò qualche amputazione. Ci mise 7 anni a riprendersi da 4 anni di guerra. Allora sposò l`Albina e continuò a lavorare la terra.
    Di terra e di guerra. Di questo era fatto lo Zio Sandrà*n"
    .

    [...]

    "Per me la Prima guerra è stata lunghissima.
    Sono partito a 22 anni nel 1915 e sono tornato a casa nel 1919, il 29 settembre.
    Sono stato chiamato sotto le armi anche se ero considerato di III categoria perché, essendo orfano, avevo a carico la mia sorella di 18 anni. Se non ci fosse stata la guerra non avrei dovuto fare il militare.
    Sono stato assegnato al VII reggimento di fanteria di stanza a Milano. A Milano, in caserma, sono stato addestrato come tiratore scelto e nominato caporale maggiore, perché tra i tanti soldati ero uno dei pochi a saper scrivere.
    Da Milano sono partito per il fronte del Carso.
    Ci sono arrivato il 22 giugno 1915".


    [...]

    "Ma il 24 ottobre 1917 è successa la rotta di Caporetto.
    Di conseguenza sono stato fatto prigioniero dai tedeschi che mi hanno portato in Germania con un viaggio di sei giorni in una tradotta di quelle chiamate "cavalli 8, uomini 40". Nel viaggio otto uomini morirono di fame. Giunti in Germania abbiamo camminato per tanti giorni. Durante il cammino altri uomini morirono di fame. Io ho resistito mangiando gli "aglà¡n", le bacche del rovere, e me ne sono riempito le tasche.
    Siamo giunti al campo di concentramento di Meschede. Quando sono arrivato, sono svenuto. Non riuscirò mai a dimenticare i compagni uccisi dai tedeschi durante il cammino perché non avevano la forza di proseguire..."


    [...]

    "Certo che ora posso proprio dire che non si muore né di fame, né di freddo, né di malattia, né in guerra ma quando Dio vuole" .

    (da Zio Sandrà*n alla prima guerra mondiale che potete trovare QUI)
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  7. #97
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    Re: Reparti

    Questo, invece, era un italiano che diventò tiratore scelto dell'esercito americano nella prima guerra mondiale.

    TED GRIPPO, venne a Chicago da un piccolo paese vicino a Potenza e si arruolò nell`Esercito americano durante la Prima Guerra Mondiale. A quel tempo stava iniziando la guerra e lui voleva ottenere la cittadinanza rapidamente. Mentre gli amici erano in giro a sbevazzare lui studiava ed imparò l`inglese da solo e divenne sergente tiratore scelto dell'esercito americano.
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  8. #98
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    Re: Reparti

    @Furiere maggiore

    Sono ruscito a trovare da dove hanno preso la foto in questione (quella degli ufficiali alpini con trofeo omerale da tiratore scelto): la puoi trovare qui.

    Fai un ingrandimento e poi dimmi se è o non è un fregio.

    Il fatto che sia portato al contrario fa un po' riflettere (che sia - parole tue - un fesso?) ma so dove trovare una foto di un ardito che porta le fiamme al contrario.
    Prosegue intanto la ricerca delle foto di Negretti: ho scritto varie email per cercare una sua foto ma ancora non ho trovato riscontro.

    Qualcuno ha (o saprebbe trovare) una foto dell'on.Michele Campana (ufficiale della brigata Liguria - cecchino sul Pasubio) che lo ritrae in divisa?
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  9. #99
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    Re: Reparti

    Godetevi intanto questa giacca mod. 1907 per Sergente dei Bersaglieri con fregi omerali da esploratore e tiratore scelto; la tunica è completa del cordone da Grande Uniforme in lana verde.
    Le spalline,che sono guarnite di nastro sottile in canottiglia dorata, portano fregi cuciti della Compagnia Comando "5 SM".
    (dal catalogo d'asta 33 - Von Morenberg)
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  10. #100
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    Re: Reparti

    Interessanti integrazioni jampi, quella che mi ha fatto ridere amaro è quella del soldato messinese Crinò. Epurato dal comune ma insegnante alla Scuola serale di disegno della Società* Operaia di Mutuo Soccorso (la Società* Operaia era stata ricostituita nel 1943 dopo essere stata sciolta dal fascismo). Abbastanza "rosso" per gli operai ma troppo "nero" per il comune, chi dei due aveva ragione?
    Homo homini lupus. Draco dormiens nunquam titillandus
    lo spirito di Cesare, vagante in cerca di vendetta, con al suo fianco Ate uscita infocata dall'inferno, entro questi confini con voce di monarca griderà "Sterminio", e scioglierà i mastini della guerra, così che questa infame impresa ammorberà la terra col puzzo delle carogne umane gementi per la sepoltura.

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