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Discussione: Reparti cecchini italiani nella prima guerra

  1. #111
    Utente registrato L'avatar di Andrea58
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    Re: Reparti

    In quanto al 91 con doppio grilletto riporto integralmente la risposta di un amico che se ne intende in "pochino" o almeno così dice lui
    "Sono modifiche artigianali che facevano in Austria e Germania tra gli anni Venti e i Cinquanta, per usare a caccia i nostri '91. Ogni tanto se ne vedono, anche negli Usa. Collezionisticamente è poco significativo, comunque."
    Homo homini lupus. Draco dormiens nunquam titillandus
    lo spirito di Cesare, vagante in cerca di vendetta, con al suo fianco Ate uscita infocata dall'inferno, entro questi confini con voce di monarca griderà "Sterminio", e scioglierà i mastini della guerra, così che questa infame impresa ammorberà la terra col puzzo delle carogne umane gementi per la sepoltura.

  2. #112
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    Re: Reparti

    Citazione Originariamente Scritto da jampi
    Cosa sapete di questo prototipo beretta mod. 1918?

    Era un'arma da guerra o da tiro sportivo?
    Che calibro aveva?
    Come era alimentata?
    E l'ottica (che è in fotografia) è una Galileo o una di preda bellica (come quella che posto - adattata per un mod. 91)?
    Complimenti per le belle e sempre più interessanti integrazioni.

    Riguardo al prototipo sei sicuro che si chiami così? Magari mi sbaglio ma dovrebbe essere il mod. 39 è un semiautomatico in calibro 9 alimentato penso con un caricatore. I fori laterali penso che siano per il raffreddamento della canna che si trova all'interno della calciatura. Di più non so, ma non credo sia silenziato

  3. #113
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    Re: Reparti

    Citazione Originariamente Scritto da Andrea58
    Questa rientra più nel mio campo, credo sia un'arma silenziata integralmente. Lo desumo dai fori laterali ma potrei pure sbagliare.
    Dove posso trovare maggiori informazioni su di essa?
    Fu adoperata in zona di operazioni od era solo uno dei tanti prototipi prodotti prima e durante la seconda guerra mondiale?

    Era silenziata in modo da permettere al tiratore lo sparo di più colpi prima di essere localizzato?
    Ma l'uso del silenziatore non influenza la traiettoria nelle medio-lunghe distanze? E allora, l'ottica montata a cosa serviva?

    Citazione Originariamente Scritto da Fabio 90
    Riguardo al prototipo sei sicuro che si chiami così? Magari mi sbaglio ma dovrebbe essere il mod. 39 è un semiautomatico in calibro 9 alimentato penso con un caricatore. I fori laterali penso che siano per il raffreddamento della canna che si trova all'interno della calciatura. Di più non so, ma non credo sia silenziato
    La didascalia della foto dice Beretta mod. 1918.
    Proverò a cercare tra i protipi che la beretta produsse durante la seconda guerra mondiale...
    Cosa sai dirmi dell'ottica (è quella che mi interessa di più: sembra una Galileo - che ne dici?) e del suo sistema di montaggio all'arma?
    La conoscenza non è nulla se non viene condivisa (Seneca)

  4. #114
    Utente registrato L'avatar di Andrea58
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    Re: Reparti

    Era silenziata in modo da permettere al tiratore lo sparo di più colpi prima di essere localizzato?
    Ma l'uso del silenziatore non influenza la traiettoria nelle medio-lunghe distanze? E allora, l'ottica montata a cosa serviva?
    Se fosse un'arma moderna con quei fori non avrei dubbi però il principio del silenziatore è conosciuto dai tempi di Maxim.
    La teoria dei più colpi con meno possibilità* di essere lacalizzato è la più ovvia.
    Ma l'uso del silenziatore non influenza la traiettoria nelle medio-lunghe distanze? E allora, l'ottica montata a cosa serviva?
    Fino ad un certo punto, le armi silenziate vengono usate con munizioni ottimizzate e l'ottica aiuta certamente con palle subsoniche.
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  5. #115
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    Re: Reparti

    Citazione Originariamente Scritto da jampi
    Citazione Originariamente Scritto da Andrea58
    Questa rientra più nel mio campo, credo sia un'arma silenziata integralmente. Lo desumo dai fori laterali ma potrei pure sbagliare.
    Dove posso trovare maggiori informazioni su di essa?
    Fu adoperata in zona di operazioni od era solo uno dei tanti prototipi prodotti prima e durante la seconda guerra mondiale?

    Era silenziata in modo da permettere al tiratore lo sparo di più colpi prima di essere localizzato?
    Ma l'uso del silenziatore non influenza la traiettoria nelle medio-lunghe distanze? E allora, l'ottica montata a cosa serviva?

    La didascalia della foto dice Beretta mod. 1918.
    Proverò a cercare tra i protipi che la beretta produsse durante la seconda guerra mondiale...
    Cosa sai dirmi dell'ottica (è quella che mi interessa di più: sembra una Galileo - che ne dici?) e del suo sistema di montaggio all'arma?
    L'ottica con un solo attacco all'arma oltre che instabile mi sembra posticcia. L'insieme, con quel calcjo a pistola zigrinato, mi sembra l'elaborazione artigianale di moschetto Beretta 1918 (evoluzione della Villar Perosa).
    Il progetto ebbe una ulteriore evoluzione nel 1930 dando origine al modello 18/30 o Siringa
    (per via del vistoso anello che ricorda le siringhe di una volta )
    Leggete qui:
    http://www.armietiro.it/edisport/armi/n ... enDocument
    Saluti

  6. #116
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    Re: Reparti

    Citazione Originariamente Scritto da Oscar
    L'ottica con un solo attacco all'arma oltre che instabile mi sembra posticcia. L'insieme, con quel calcjo a pistola zigrinato,...
    Per questo ho chiesto se era un'arma sportiva.
    E' proprio la zigrinatura che "rende" quel tocco sportivo...
    Infatti:
    Citazione Originariamente Scritto da Armi e Tiro
    Modello: 18/30
    Tipo: carabina semiautomatica
    Calibro: 9 mm Glisenti
    Funzionamento: chiusura labile
    Alimentazione: caricatore bifilare a presentazione singola
    Numero colpi: 10 o 25 cartucce
    Lunghezza canna: 320 mm
    Lunghezza totale: 855 mm
    Scatto: diretto
    Percussione: cane interno
    Sicura: manuale sul grilletto
    Mire: mirino a lama innestato a coda di rondine, alzo a tangente graduato fino a 500 m
    Peso: 3.000 grammi circa
    Materiali: acciaio al carbonio, calciatura in faggio
    Finiture: castello e canna brunite, otturatore in bianco
    Numero del Catalogo nazionale: 11.939 (arma da caccia)
    la classifica come arma da caccia!
    Qualcuna azzarda qualche ipotesi sull'ottica? E' una Galileo, o è come quell'ottica (giapponese) montata sul carcano sniper più famoso al mondo?






    Quello che (la commissione Warren dice) servì a Lee Harvey Oswald per JFK, naturalmente.
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  7. #117
    Moderatore L'avatar di Furiere Maggiore
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    Re: Reparti

    Citazione Originariamente Scritto da jampi
    Citazione Originariamente Scritto da Furiere Maggiore
    ... mah,

    io sto sforzandomi di capire dive vuoi arrivare ...

    Vorrei dimostrare la tesi che, sebbene non regolamentato, anche gli ufficiali portavano il fregio omerale da tiratore scelto anche se in zona di guerra credo sia stato portato da pochi (siano stati essi ufficiali, sottufficiali o graduati di truppa).

    ... ma allora non c'è problema: ognuno per la sua
    E' la somma che fa il totale.

  8. #118
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    Re: Reparti

    @Furiere Maggiore

    Conosci per caso qualche tenuta mimetica regolamentare (a parte quella bianca da neve - che potresti comunque postare, perchè una bella foto non guasta mai ) usata dal REI nella prima guerra mondiale?

    Possibile che i cecchini non adoperassero alcun mascheramento?
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  9. #119
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    Re: Reparti

    Ho scovato un altro ecchino.

    Francesco Mannocchia, classe 1889, da Giulianova (Te), tiratore scelto.
    A 18 anni era redattore de "La Provincia", settimanale politico amministrativo di Francesco Vicoli.
    Due anni dopo a Genova in uniforme di sott`ufficiale di Fanteria svolgeva una intensa attività* militare vincendo anche tre medaglie d`oro nelle competizioni tra sottufficiali (scherma, salto e disco).
    Volontario in Libia ritorna da Tobruck a Giulianova per abbracciare mamma Lucia e quindi ripartire per il fronte.
    Nel giugno 1915 sulle colline di Selz (vicino a Redipuglia*), per atti valorosi viene nominato ufficiale dal Maresciallo d`Italia Cadorna che offre sentimenti di sincera stima.
    Nel dopoguerra Francesco Manocchia è grande amico di Benito Mussolini che lo chiamava cordialmente "Francescuccio".
    Perderà* tristemente la vita durante un bombardamento alleato nel 1944 assieme a suo figlio Benito.
    (Da un articolo che trovate sul sito di Abruzzocultura Qui)


    (NOTA*)Vorrei spiegare un attimo perché "Redipuglia" si chiama così.
    In realtà* la Puglia proprio non ha nulla a che vedere.
    "Redipuglia" è una delle famose italianizzazioni forzate di un toponimo di origine non italiana.
    Si tratta dello sloveno Sredi Polje, che si pronuncia "srèdi pòglie", ove polje è il comunissimo nome per "campo", proprio di tutte le lingue slave (l'intera espresione significa "campo di mezzo").
    Le italianizzazioni forzate dei toponimi delle cosiddette "terre irredente" furono decise in massa (assieme a quelle dei nomi di famiglia), in epoca fascista: così Redopolje divenne Redipuglia, Basovica divenne Basovizza, Sterzing divenne Vipiteno, Glurns divenne Glorenza, il monte Champ Berton divenne (sic) "Gatto Bertone" e così via fino alla seconda guerra mondiale quando Courmayeur diviene Cortemaggiore.
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  10. #120
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    Re: Reparti

    la classifica come arma da caccia!
    Qualcuna azzarda qualche ipotesi sull'ottica? E' una Galileo, o è come quell'ottica (giapponese) montata sul carcano sniper più famoso al mondo?
    E' classificata da caccia per il Catalogo nazionale che ha classificato in questo modo TUTTE le ex ordinanze "lunghe", indipendentemente dalla loro destinazione d'uso

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