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Discussione: Reparti cecchini italiani nella prima guerra

  1. #141
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    Re: Reparti

    @Furiere Maggiore


    Ripensando alla foto dell'ufficiale alpino col brevetto da tiratore scelto cucito al contrario, di cui posto un ingrandimento, mi è balenata questa ipotesi.
    Non potrebbe essere successo che, questo giovane ufficiale (mi pare un sottotenente), conseguita la qualifica di tiratore scelto, non prevista per gli ufficiali ( come tu stesso hai detto), si sia fatto cucire il trofeo dal suo attendente il quale l'attaccò a rovescio?
    Non credo che ufficiale facesse da sè questi lavori: o si rivolgeva ad una sartoria (che però avrebbe dovuto sapere come si applicava il trofeo) o li faceva fare alla sua ordinanza...

    Che ne dici?
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  2. #142
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    Re: Reparti

    Il meccanismo di attacco rapido dell'ottica filotecnica al fucile 91 è alquanto interessante.
    Vi posto due foto, senza commentarle, perchè possiate apprezzare il sistema di aggancio, ben diverso da quello francese.
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  3. #143
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    Re: Reparti

    Non ho mai smontato un'ottica Filotecnica, ma credo che all'interno essa non sia dissimile da altri telescopi suoi contemporanei.

    Ho trovato nel sito milsurplus (che trovate qui) degli articoli sull'ottica inglese No32 Mk2 dal titolo: Phoenix Rising from the Ashes - Part 1 e Part 2di Peter Laidler, un noto collezionista inglese.


    In questi articoli si presenta il restauro di quest'ottica mostrando degli interessanti particolari interni, su cui mi soffermo:
    1) Il gruppo di lenti dell'oculare (foto 1)
    2) Il tamburo su cui è saldato il reticolo di mira di tipo 1 - analogo a quello italiano (foto 2)
    3) Il gruppo centrale di lenti (foto 3 - quella più a sinistra sembra incrinata)

    E' stupefacente notare la somiglianza del tubo dell'oculare, anch'esso in ottone come quello prodotto dalla Filotecnica.
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  4. #144
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    Re: Reparti

    Per completezza posto due immagini (la prima viene da wiki, la seconda riporta in filigrana la fonte) in cui sono descritti i tipi di reticoli conosciuti e lo spaccato interno di una moderna ottica di mira, per capire come dovevano essere posizionate le lenti all'interno.
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  5. #145
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    Re: Reparti

    Il telescopio, si sa, è un congegno molto delicato e va maneggiato con cura.
    Fin dall'inizio, con l'adozione dell'ottica francese Scheibler, il Comando Supremo emanò una libretta in cui erano stesi dieci punti sull'impiego del fucile munito di telescopio.
    Eccovene i punti salienti:
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  6. #146
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    Re: Reparti

    E' anche interessare come all'inizio delle ostilità* (la circolare della formazione di nuclei tiratori scelti, il cui stralcio saliente è riportato nel primo allegato, è datata 7 Agosto 1915) il Comando pensasse di impiegare i cecchini come designated marksman all'interno dei propri reparti, sul modello francese.
    La successiva libretta sull'impiego di tali uomini (la cui parte in esame è riportata nel secondo allegato) è datata 1916.
    E qui c'è uno stravolgimento d'intenti perchè da essa si desume l'impiego dei cecchini in "squadre" sul modello inglese, impiegato con successo nel fronte occidentale.

    Perchè?

    Forse la chiave è il concetto che il fucile dovesse tornare alle nostre linee ad ogni costo!
    Forse si ritenva "illecita" (che contravviene alle regole dell'onore, una vigliaccata insomma) questa attività* di tiro di precisione, per cui solo il nemico la praticava al fronte.
    Noi, no.
    Anche il nome cecchino sembre derivare dalla storpiatura del nome dell'imperatore austriaco Francesco Giuseppe, per cui il "cecchinaggio" (la caccia all'uomo, perchi gli Scharfschutzen, i tiratori scelti austriaci, erano in tempo di pace cacciatori: in tempo di guerra avevano solo cambiato selvaggina) era un'attività* che solo gli austriaci impiegavano.
    Così almeno doveva essere per l'opinione pubblica.

    L'impiego come marksman venne stabilito in seguito, tornando alla primitiva designazione, quando ci si accorse della scarsa estensione degli spazi "aperti" davanti alle trincee che si contrapponevano nel nostro fronte.
    La "terra di nessuno" (no-man's land) del fronte italiano era molto meno estesa di quella presente nel fronte occidentale, che, essendo prevalentemente in pianura, non aveva grossi ostacoli naturali.
    Pensiamo ad esempio il campo di battaglia del Pasubio, dove sicuramente operaro cecchini italiani (Michele Campana): esso non è più esteso di ottanta metri in profondità*.
    A cosa sarebbe servito uno sniper lì!
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  7. #147
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    Re: Reparti

    Ogni tiratore aveva un libretto in cui erano riportati i risultati ottenuti in poligono, che attestavano il brevetto di tiratore scelto conseguito.

    Oggi i moderni sniper hanno più un libretto di caccia, in cui riportano i risulti conseguiti sul campo.
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  8. #148
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    Re: Reparti

    Eccovi due pagie interne del libretto.

    (Nota: ho eliminato i dati sensibili col fotoritocco)
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  9. #149
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    Re: Reparti

    L'esercito austriaco aveva dei dispositivi da applicare nei congegni di puntamento dei fucili, per il tiro notturno.

    L'esercito italiano aveva analoghi dispositivi?

    Giro la questione agli armaioli del forum...
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  10. #150
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    Re: Reparti

    Citazione Originariamente Scritto da Jampi
    ...si riteneva "illecita" (che contravviene alle regole dell'onore, una vigliaccata insomma) questa attività* di tiro di precisione, per cui solo il nemico la praticava al fronte.
    Della serie: "...il nemico adopera armi sporche al fronte ..." una cartolina propagandistica dell'epoca.
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