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Discussione: Reparti cecchini italiani nella prima guerra

  1. #51
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    Re: Reparti

    Certe cose però non le insegnano nelle scuole di tiro...

    "Ispezionai il fucile tenuto insieme a me sotto la coperta e la mantella.
    Era perfetto, nè caldo, nè freddo ma soprattutto non era umida nessuna pallottola e nemmeno la canna interna ed esterna del fucile.
    Se fosse stata umida la canna interna avrei dovuto cercare di asciugarla inquanto, all'esplosione dell'eventuale primo colpo, si sarebbe levata una nuvoletta di umido visibilissima e persistente, specialmente se l'aria era fredda, che avrebbe potuto indicare al nemico la mia postazione.
    Pulii le lenti del mirino, e cercai, messomi disteso sulla schiena, di mirare con il mio fucile a qualcosa di vicino , tipo un ramo, per vedere se non si fosse spostata la messa a punto durante un urto accidentale nel sonno.
    Il fucile era a posto, pronto per fare il suo dovere ovvero io ero pronto attraverso lui ad esercitare quello che mi era stato ordinato.
    [...]
    ... il mirino mi si appannava di continuo visto il forte contrasto tra la mia temperatura e quella che la lente davanti aveva per via dell'aria. Fu una lotta continua di straccio e punto fino a che non riuscii, complice la giornata che pur essendo di sole si stava riscaldando, ad avere a posto e terso il vetro graduato.
    Potevo quindi cominciare la mia estenuante ricerca".

    (da Memorie di Guerra - il dovere o la ragione )


    "Il problema maggiore che mi si pose dopo il mio desco (n.d.r. dopo avere pranzato) fu quello dei bisogni.
    Mentre per urinare mi ero certo arrangiato per il resto non avevo possibilità* di usufruire certo della mia postazione.
    L'unica maniera era quella di andare via quei dieci metri per guadagnare un posto al coperto del nemico.
    Sicuramente era rischioso, ma pensai che comunque avrei dovuto rischiare un'altra volta
    (n.d.r. per tornare alle proprie linee) e quindi perché non questa?"
    (da Memorie di Guerra - il dovere o la ragione )



    Del resto, che il nemico non desse tregua anche in "quei momenti" ci è riportato anche dal seguente brano:

    " ...il dottore che s'era accucciato ben benino dietro un mugo l'hanno costretto a darsela a gambe reggendosi i pantaloni con la mano, e gridando - bèla forza amazà*r un omen quando ch'al chèga!".
    (da Le scarpe al sole - di Paolo Monelli)
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  2. #52
    Moderatore L'avatar di Furiere Maggiore
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    Re: Reparti

    ... non sono offeso, ci mancherebbe ...

    l'enciclopedia militare edita negli anni 1927-33 ed essendo il 6° l'ultimo volume sarà* 1933.

    Per quanto riguarda le gare certo che erano previste anche per gli ufficiali oltre che, sottufficiali e la truppa. Naturalmente gli ufficiali gareggiavano solo tra essi, i sottufficiali solo tra essi e la truppa pure. Non c'erano categorie uniche... Le gare oltre che di tiro le facevano pure di scherma, di equitazione ecc.
    Le medaglie che hai postato sono degli anni precedenti alla Grande Guerra perché dopo fu cambiato il tipo di aquila... Posseggo anchi'io quella del TSN e non credo sia d'argento.

    Beh richiedi il televoto e non dici nulla della circolare del 1915 dei "fucili incrociati" che non riguarda il RE, come asserivi tu, ma i VCA ?

    Posto la tua foto ingrandita con i distintivi come andavano portati e non mi sembra di vederli anzi sembra di vedere la foto "sistemata" con un ritocco, sbaglio ? e poi non vedo stellette di grado ai paramani...

    PS che centra D'Annunzio

    Ciao

    F.M. :P

    [attachment=0:3h9rlnu9]tiratori.jpg[/attachment:3h9rlnu9]
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    E' la somma che fa il totale.

  3. #53
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    Re: Reparti

    Ho citato il Vate perché aveva un'unica regola: la sregolatezza..
    Ed in tema di uniformi è sempre stato un po' pittoresco.
    Si prendano ad esempio i nastrini delle decorazioni: pur rispettando la precedenza prefissata dal regolamento, ha preferito fissarli sul risvolto piuttosto che sul petto. E ho messo le foto con cui è più conosciuto....
    Non so se avete presente le sue tenute da aviatore o da marinaio imbarcato...


    @ Furiere Maggiore
    Ti riferisci alla 186?
    Per riassumere la circolare 186, i V.C.A. (come tutte le altre milizie volontarie) ebbero l'uniforme grigioverde da bersagliere ciclista con berretto da "autista" e gradi portati solo sulla manica sinistra. Non sto a riassumere i gradi perché c'è un comodo specchietto a pag.162 dell'Uniforme Grigi-Verde (perché questo sarebbe troppo OT) e mi concentro sui "Distintivi per cariche speciali" (Tavola XLIV - pag. 183 del suddetto testo che hai postato a pagina 2 di questo topic) in cui è descritto il distintivo per tiratori scelti (ricamato in argento su panno grigio-verde).
    Ignoro l'impiego di tiratori scelti della milizia volontaria che mi risulta però operare nelle retrovie, nè, come ho precedentemente asserito, ho mai avuto la fortuna di vederne uno dal vivo od in fotografia....

    Per quanto concerne la foto degli ufficiali, mi addolora pensare che tu mi creda capace di mistificare la realtà* al solo scopo di avere ragione: "...sembra di vedere la foto 'sistemata' con un ritocco...". Non vedi anche il taglio dell'uniforme? Ti pare da truppa? Credo che l'ufficiale all'estrema sinistra abbia addirittura una camicia coi gemelli. Lui ha il fregio (in nero) più evidente...
    Quella è una foto che trovato in rete anni fa e che (per pura idiozia mia) ho ridimensionato per poterla usare in una mia pubblicazione sui cecchini italiani che ho scritto alcuni anni fa. Purtroppo ho perso l'originale (per questo ho detto che non riuscivo ad ingrandirla) per cui ogni ingrandimento fatto con tecniche digitali (a proposito, hai adoperato la diffusione gaussiana dell'errore?) in qualche modo può alterare la foto.
    Mi è successo (facendomi prendere un abbaglio) con una foto di soldati austriaci che esaminano il bottino di guerra catturato dopo la battaglia dell'Ortigara, in cui si vede un soldato (troppo piccolo per distinguere i gradi sul bavero) che esamina un 91 che sembra montare un'ottica da cecchino. Purtroppo un'ombra fotografica del suo braccio ha creato una forma simile ad un cannocchiale che mi ha tratto in inganno.
    In pratica quella foto smontava la mia teoria sull'impiego dei cecchini al fronte.
    Se il cecchino era destinato a missioni di ricognizione e disturbo del nemico, cosa ci faceva lì, in mezzo a truppe attaccanti?
    Ci ho messo un mese per capire quello che era successo..facendomi fare una 'magra' proprio con il direttore dell'Ufficio Storico (Cappellano). Ciò non toglie (e da qui la ragione del televoto) che al fronte ci furono molte eccezioni alle regole imposte dalle circolari.
    Sembra impossibile ma Cadorna lasciò molto spazio ai vari comandi, che si regolarono in molte occasioni in modo diverso l'uno dall'altro. Ad esempio, tornando all'argomento del topic, non si trova nulla di regolamentato sui cecchini proprio perché occorrerebbe analizzare tutti i faldoni delle circolari (non dello SME ma) di ogni singola GU al fronte.

    Ma tornando a noi: almeno voi due che seguite il topic (credo però anche altri visto il numero di viste) avete immagini sui cecchini od armi che adoperarono?

    Sapevate ad esempio che la Beretta nel 1944 ebbe la richiesta della Mauser di modificare il 98 con un silenziatore ed un ottica (di cui ignoro il tipo) per gli arditi incursori? Ma questo forse esula dall'argomento del topic...
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  4. #54
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    Re: Reparti

    Vi posto questo passo in cui è descritta la postazione da cui lavorava il nostro ignoto cecchino:


    "Non so chi aveva ricavato questa buchetta, a forma di goccia, appunto, che aveva, nella parte terminale davanti al ripido pendio, una salita ghiaiata con sassi vari.
    La postazione, se così si può chiamare, era stata fatta con sassi e legni e pareva, in piccolissimo, una torre crollata da un fianco ove era restata solo una feritoia nel semicerchio ancora in piedi.
    A questa feritoia era stato messo uno scudo rettangolare di ferro spesso e verniciato di marrone con un foro a forma di oliva od uovo nel suo centro.
    Era da lì che dovevo sparare".

    (da Memorie di Guerra - il dovere o la ragione )


    Ho provato a cercare con googleearth quella postazione di Sella Nevea (Zona Carnia) ma non sono riuscito a trovare nulla...
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  5. #55
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    Re: Reparti

    Forse il nostro cecchino vedeva così la sua linea di fronte.

    [attachment=0:ivv8lret]3.jpg[/attachment:ivv8lret]
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  6. #56
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    Re: Reparti

    In questa vecchia copertina di l'Uniforme Grigioverde si immagina una sezione esplorante del REI costituita da un tenente ed una caporale (credo esploratore - vista la stelletta nera sul braccio).
    In baso sono riportati due fregi: uno da esploratore, l'altro sembra un fregio da tiratore scelto (o da lanciagranate da fucile? Non l'avevo mai vista perché l'edizione del libro in mio possesso è rilegata in tela rossa con inscrizioni dorate).

    Perché l'ufficiale ha una baionetta? E' forse armato di fucile? E' forse lui il cecchino?
    Bisognerebbe chiederlo a Viotti...
    [attachment=0:2i0qg03s]uniformi1gmbig.jpg[/attachment:2i0qg03s]
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  7. #57
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    Re: Reparti

    Piuttosto, qualcuno sa che munizioni usavano?

    Proiettili esplodenti?
    Normali proiettili camiciati o a "naso molle"?

    Credo non adoperassero cartucce con ogiva modificata artigianalmente (intagliata a mano o, peggio, capovolta) visto che queste modifiche avrebbero cambiato sensibilmente la balistica esterna dell'ogiva.

    @Fabio 90
    Mi sembri ferrato sull'argomento: cosa adoperavano?
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  8. #58
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    Re: Reparti

    Citazione Originariamente Scritto da jampi
    Piuttosto, qualcuno sa che munizioni usavano?

    Proiettili esplodenti?
    Normali proiettili camiciati o a "naso molle"?

    Credo non adoperassero cartucce con ogiva modificata artigianalmente (intagliata a mano o, peggio, capovolta) visto che queste modifiche avrebbero cambiato sensibilmente la balistica esterna dell'ogiva.

    @Fabio 90
    Mi sembri ferrato sull'argomento: cosa adoperavano?
    Credo venissero usate le normalissime cartucce con palla cilindro-ogivale blindata, solo in un secondo momento fecero la loro apparizione le cartucce con palla perforante, tutte le altre ipotesi sono da scartare sopratutto quella con la palla rovesciata, in questo caso non serviva il cannocchiale ma una televisione da quaranta pollici per prendere la mira e poi la cartuccia del 91 con la sua crimpatura male si prestava a questa operazione.

  9. #59
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    Re: Reparti

    @norby73

    E del calibro cosa ne pensi?
    Molti dicono che l'"umanitario" 6.5 fosse inadatto al tiro di precisione; altri invece sostengono che la rigatura parabolica forniva traiettorie molto tese e precise anche alle lunghe distanze.

    Non potresti postare qualche immagine di proiettili (con relativa didascalia) a beneficio di tutti?
    Un grazie
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  10. #60
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    Re: Reparti

    Riporto (citando le fonti) alcuni brani interessanti per capire l'effetto psicologico che poteva avere il fuoco di un cecchino sulla fanteria.

    "Nonostante i nostri avvertimenti, il sergente Benson si sporse dalla trincea[...] si sentì un rumoroso crack e qualcuno gridò "My God" e Benson fu sbattuto sul bordo opposto della trincea, ancora in piedi, sospirò ancora una o due volte e si afflosciò a terra morto, con un proiettile conficcato in bocca.
    Benson sputò un fiotto di sangue senza emettere suono.
    Il proiettile era fuoriuscito dalla parte opposta della sua testa [...]"

    (J.F.Lucy - There`s a Devil in the Drum – Naval and military press, London 1992)

    D`altra parte ci si abitua subito ad uccidere in trincea (homo homini lupus) :

    "[...]Dopo circa quindici minuti di tranquilla osservazione - con il mio fucile pronto in posizione di tiro - ho visto una testa calva senza elmetto muoversi dietro allo scudo [da trincea].
    La giornata era chiara e luminosa e non ho avuto la minima difficoltà* a prendere di mira il centro di quella lucida e brillante testa - ma in qualche modo non riuscivo a premere il grilletto: sparare ad un tale 'soggetto' a sangue freddo richiedeva più coraggio di quanto possedessi.
    Dopo un`ulteriore giro di osservazione mi calai giù nella trincea e meditai sul mio dovere.
    Non sparare alla testa calva del mio nemico era stata molto sportivo ma, se egli fosse stato abbastanza pazzo a sporgersi di nuovo avrei dovuto sparargli senza battere ciglio.
    Ho ritenuto mio dovere l` essere assolutamente pronto per questa evenienza.
    Dopo circa due minuti si è sporto di nuovo e, con un po` di coraggio, ho fatto il mio dovere.
    Ero stato un cacciatore prima della guerra e quindi non ha avuto alcun dubbio circa la morte di quell`uomo.
    Mi sentii sollevato e quando «presi» un altro tedesco la mattina seguente non do dovuto fare nulla per rimuovere quelle orribili sensazioni che avevo provato il giorno prima.[...]"

    (R.Holmes – Tommy: The British Soldier on the Western Front – Amazon.com)
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