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Discussione: Reparti cecchini italiani nella prima guerra

  1. #81
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    Re: Reparti

    "...durante la seconda guerra mondiale, i russi (probabilmente) ed i tedeschi (certamente) misero a punto proiettili velenosi, pur restando un dubbio serio sul loro utilizzo effettivo".
    (da Sulle tracce dell'assassino di Di Frank Smyth, che puoi trovare qui.


    Quindi sono esistiti.
    Il punto è comunque se li abbiamo adoperati o no durante il primo conflitto, ma soprattutto se li abbiano usati i cecchino o no.

    Il nemico ha spesso usato proittili esplosivi come ci ricorda P.Monelli ne Le scarpe al sole - Mursia.
    La conoscenza non è nulla se non viene condivisa (Seneca)

  2. #82
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    Re: Reparti

    Da wikipedia:
    "Dum-dum è un tipo di proiettile per armi leggere studiato per accrescere la letalità* ed il potere d'arresto dell'arma, poi vietato per scopi militari dalla Convenzione di Ginevra dopo la prima guerra mondiale.
    Viene considerato un proiettile "ad esplosione", anche se non contiene alcuna carica esplosiva all'interno, ma sfrutta il principio dell'espansione.
    Da non confondere con i proiettili a punta cava.
    Il nome "Dum-dum", sebbene possa sembrare buffo, deriva dall'Arsenale di Dum-dum, controllato dall'esercito inglese coloniale vicino a Calcutta, India verso la fine del XIX secolo.
    Quando gli inglesi, durante le loro campagne coloniali, si accorsero che il nuovo munizionamento adottato per i loro fucili Lee-Metford in alcuni casi falliva nell'incapacitare (ferire gravemente e quindi rendere inoffensivo) un bersaglio, cercarono una soluzione e la trovarono utilizzando lo stratagemma di rimuovere la parte di camiciatura intorno alla punta della palla.
    In seguito queste munizioni vennero prodotte appositamente all'Arsenale e vennero utilizzate anche da altri eserciti, fino all'avvento della Convenzione di Ginevra".



    @norby73
    E questi li hanno adoperati i cecchini italiani?
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  3. #83
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    Re: Reparti

    Quindi sono esistiti.
    Il punto è comunque se li abbiamo adoperati o no durante il primo conflitto, ma soprattutto se li abbiano usati i cecchino o no.

    Il nemico ha spesso usato proiettili esplosivi come ci ricorda P.Monelli ne Le scarpe al sole - Mursia.
    Dire che i proiettili " avvelenati sono esistiti solo perché sono citati in un articolo mi sembra azzardato. In moltissimi testi medioevali si scrive molto accuratamente di Draghi ma non vuol dire che "pertanto" siano esistiti
    L'avvelenamento "artigianale" immergendo il proiettile in feci od urina, è assolutamente inefficace per i motivi citati da Norby.
    questo tipo di "avvelenamento" era molto praticato dagli anarchici negli attentati dell'inizio secolo scorso
    L'avvelenamento da piombo anche in presenza di proiettili a frammentazione multipla, si verificherebbe solo se i frammenti fossero molti, non venissero estratti e comunque sarebbe "efficace" solo dopo molti anni.
    L'unico caso certo di proiettili avvelenati risale all'epoca della guerra fredda, quando ad un agente dell'est vennero sequestrati proiettili con punta cava sigillata. All'interno venero ritrovate micro fiale contenenti colture microbiche ( mi pare streptococchi fecali)

    Ultima domanda: per "ghiera" modificata" intendi l'alzo?
    Saluti

  4. #84
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    Re: Reparti

    Citazione Originariamente Scritto da Oscar
    Ultima domanda: per "ghiera" modificata" intendi l'alzo?

    Bisognerebbe chiedere al nostro cecchino; per questo ho girato la questione a chi s'intende di armi più di me...
    E in questo forum ce ne sono molti, mi pare.
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  5. #85
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    Re: Reparti

    Citazione Originariamente Scritto da jampi

    Bisognerebbe chiedere al nostro cecchino; per questo ho girato la questione a chi s'intende di armi più di me...
    E in questo forum ce ne sono molti, mi pare.
    Mi pare che questo, per essere un cecchino, ne capisse poco di armi:

    La ghiera è un anello filettato di bloccaggio

    Cosa c'entra con gli organi di mira? Lo chiedevo a te perchè tu
    3) con organi di puntamento modificati
    ne parlavi

    Un ultima cosa. i Dum Dum, checchè ne dica Wikipedia sono proiettili espansivi
    i proiettili esposivi sono esistiti e sono un altra cosa.
    Il primo esemppio che mi viene in mente è questo:


    DON'T TAMPER WITH
    JAPANESE EXPLOSIVE BULLETS

    --------------------------------------------------------------------------------

    Three different types of explosive and incendiary small-arms ammunition have been captured from the Japanese in the Southwest Pacific area. Because of the unusual characteristics of this ammunition, serious injuries sometimes have resulted when soldiers have tampered with it out of ignorance or curiosity.

    Apparently first manufactured for use in Japanese aircraft or antiaircraft weapons, some of this ammunition has been found loaded in five round clips, presumably for use in infantry weapons. This ammunitionâ??7.7-mm or 7.92-mmâ??may easily be recognized by color markings at the junction of the bullet with the cartridge or around the primer cap. It should not be handled carelessly.


    Japanese Army Incendiary Bullet



    Japanese Army Explosive Bullet


    The three different types of ammunition are the 7.7-mm rimmed Navy round, the 7.7-mm semi-rimmed Army round, and the 7.92-mm rimless Army round.

    Explosive and incendiary rounds may be recognized by the color marking as indicated in the following table:

    Class of
    Ammunition Type of
    Projectile Position of
    Color Mark Color Shape of
    Nose
    7.7-mm Navy rimmed Explosive Incendiary Primer cap Dull red ?
    7.7-mm Navy rimmed Incendiary Primer cap Green Pointed
    7.7-mm Army semi-rimmed Explosive Junction of case & proj. Purple Flat on tip
    7.7-mm Army semi-rimmed Incendiary Junction of case & proj. Wine red Pointed
    7.92-mm Army rimless Explosive Junction of case & proj. White Flat on tip
    7.92-mm Army rimless Incendiary Junction of case & proj. Red Pointed

    The 7.7-mm rimmed Navy round is of two kindsâ??one is a combination high-explosive and incendiary, the other only incendiary. Both types of the Army ammunitionâ??the semi-rimmed and the rimlessâ??are loaded either with an incendiary bullet or with a strictly explosive bullet (see illustration on page 32).

    These bullets are not fuzed, but explode or ignite when the copper jacket is ruptured on impact with the target. The explosive bullet may be recognized by its flat nose, but the incendiary has the pointed nose of an ordinary bullet. The explosive bullet is capable of blowing a 3-inch hole in a sheet of aircraft Duralumin.


    mi scuso per l'off topic
    Saluti

  6. #86
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    Re: Reparti

    E io aggiungo che i proiettili esplosivi sembrerebbero esclusivi per un impiego aeronautico dove avrebbero anche una logica funzione.
    Tutti gli eserciti avevano nel loro carniere, durante le due guerre e anche prima, cartucce cosiddette "frangibili" per il tiro nei poligoni e l'uso di queste era vietato dalla Convenzione dell'Aja del 1907, forse noi le abbiamo usate dopo la ritirata di Caporetto quando arrivarono in linea tutti i materiali possibili ed immaginabili, ho trovato in prima linea tre cartucce a salve ed un certo numero di cartucce a mitraglia, va da se che se venivi scoperto con queste cartucce eri passato immediatamente per le armi.

  7. #87
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    Re: Reparti

    Strategie di un cecchino nemico:

    "Giugno del 1916. Le borracce erano oramai vuote.
    Gli ultimi sorseggi e poi la fine dell'acqua e l'inizio della sete. Non una fontana nelle quota in cui si era.
    Innumerevoli le marce e gli spostamenti sotto il sole e la calura. La divisa, lo zaino, il fucile, l'equipaggiamento, rendevano ancor più faticose le salite.
    E il sole seccava le labbra.
    Dopo ore e ore e giorni, la sete era sempre più sentita tra il Battaglione.
    Scendendo nel vallone di Foppiano ci sarebbe stata una fontana di acqua.
    L'Alpino Giuseppe ****** non resistette e nonostante l'amico Silvio ****** lo sconsigliasse di recarvisi, egli ugualmente non ascoltò che il solo desiderio suo di bere.
    Non volle sentire ragioni e neppure la vista dei cadaveri tumefatti sotto il sole che giacevano vicino a quella fonte a testimonianza del pericolo e della morte che era in agguato lo fermò e lo fece desistere.
    Quell'Alpino fece ritorno alla sua compagnia ferito gravemente da un cecchino austriaco che appositamente appostato, consapevole dell'importanza che quella fonte ricopriva per gli assetati, attendeva paziente come un ragno nella sua ragnatela la preda.
    Il suo colpo pur non immediatamente mortale, lasciò ugualmente il segno.
    Trascorse del tempo prima che dei suoi commilitoni riuscissero a carponi a toglierlo dagli altri cadaveri per portarlo al posto di medicazione, dove purtroppo morì in tre giorni di agonie.
    Quella fontana ancora presente nel vallone, venne denominata la fontana della morte".

    (Da Battaglione Monte Berico di Luigi Regazzola - Roma 1937)
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  8. #88
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    Re: Reparti

    Forse ho trovato l'anello di giunzione che mancava.

    Salvatore Negretti era nato nel 1882 a Bracciano e aveva iniziato la sua carriera militare nel 1903 con il grado di caporale.
    Era poi passato nella guardia di Finanza ove era rimasto fino al 1911 quando fu riammesso in servizio con il grado di sergente, per passare poi in Tripolitania nel 1913.
    Divenuto sottotenente nel 1916 era passato nel 40° reggimento della brigata Bologna e assegnato al deposito del reggimento a Reggio Calabria, come istruttore in quanto aveva la qualifica di tiratore scelto.
    Morirà* nel 1917, vicino a S.Daniele del Friuli, guadagnandosi una medaglia d'argento al VM.


    Un ufficiale, partito dalla gavetta, insomma.
    Ha conseguito il brevetto di tiratore scelto da sottufficiale....basterà* trovare una sua immagine che lo ritrae tenente per vedere se portava al braccio il trofeo omerale da tiratore.

    Purtroppo l'unica immagine che ho trovato di questo eroe della prima guerra mondiale lo ritrae colla fascia di lutto che copre proprio il suo braccio sinistro.
    Confido di trovarne un'altra che confermi o smentisca la mia tesi...
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  9. #89
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    Re: Reparti

    ... in quanto aveva la qualifica di tiratore scelto.
    ... naturalmente conseguita quando non era stato ancora nominato ufficiale.

    Nominato ufficiale, fu utilizzato presso un "deposito" proprio perché aveva grande dimestichezza con la vita militare stante il suo numero di anni trascosi con le "stellette" ... quasi 13 !

    I Depositi dei reggimenti, a quei tempi, erano dei posti dove ai soldati si impartivano le prime nozioni della vita militare: marciare, salutare, regolamenti, nettezza delle uniformi, delle brande, dei locali ecc. Erano cose che ai tempi più recenti erano fatte al CAR.
    Una volta "sgrezzati" erano inviati ai reggimenti sovente molto lontani dai "depositi".

    Solo ai reggimenti le reclute erano addestrate all'uso delle armi e al combattimento. Allora il servizio di leva durava "solo" tre anni

    Poi:
    ... Confido di trovarne un'altra che confermi o smentisca la mia tesi...
    E io sono qui ad aspettare la foto...

    Un caro saluto

    Furiere Maggiore di Fanteria
    E' la somma che fa il totale.

  10. #90
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    Re: Reparti

    Apriamo qui un nuovo capitolo della saga: gli affustini per tiri mirati.
    Nello studiare i rapporti di combattimento e le relazioni giornaliere dei reparti italiani in prima linea s'incontra ogni tanto qualche interessante accenno a dispositivi ottici di precisione per armi lunghe.
    Non si hanno mai però riferimenti specifici correlabili a marche o modelli particolari di ottica e fucile.
    Però nel diario del 31° reggimento fanteria della brigata Siena, dislocato nell'estate del 1916 sulla linea di monte Civeron in Valsugana, si cita la disponibilità* di un fucile a cannocchiale utilizzato da un ufficiale per controllare «il corretto puntamento dei pitet (affusti di origine francese, dotato di due molle per assorbire il rinculo dell`arma e riportare il fucile alla posizione iniziale)»
    Nel numero di Uniformi&Armi di Novembre 2008 è comparso un articolo veramente interessante, a firma di Filippo Cappellano e Livio Pierralini , sui fucili del cecchini italiani nella grande guerra.
    Articolo in cui viene appunto spiegato l`utilizzo degli affustini per il tiro di precisione una volta aggiustati.

    Cito:
    "L`affustino consentiva un tiro preciso contro feritoie, tiri d`imbocco contro cannoniere, oppure interdire passaggi obbligati nei camminamenti nemici: e questo – una volta impostato – anche senza il cannocchiale".


    Tra la documentazione in mio possesso ho trovato questo articolo, che posto integralmente.
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