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Discussione: Restauro calciature, la pulizia

  1. #1
    Utente registrato L'avatar di Andrea58
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    Restauro calciature, la pulizia

    Cominciamo con la prima "dispensa" del settore restauri.
    Ribadisco ulteriormente che questo descrive come faccio io i lavori e che sicuramente ci saranno metodi migliori e maggiormente professionali, a voi suggerirli. Oltre a questo devo dire che ho una vera "allergia" per il grasso militare e non sopporto neanche l'idea di sporcarmi ogni volta che sparo. Percui sono molto drastico nei trattamenti di pulizia e finitura. E si, perchè un'altra cosa che odio è l'odore dell'olio di lino, mi dà* nausea, percui deve sparire a costo di bollire la calciatura. Basta che voi facciate una tara a quanto scrivo ed andrete bene.
    Le calciature in legno in genere hanno tre tipi di problemi, sporco/grasso, scheggiature e ammaccature oltre ad un quarto eventuale problemino e cioè le finiture orrende alla russa.
    Cominciamo a parlare dello sporco e di come eliminarlo.
    Io vado in genere sul pesante anche perchè raramente la finitura di un ex ordinanza mi soddisfa ma se volete ad ogni costo mantenere la "patina" potere passare sul calcio semplicemente un panno imbevuto di trementina che pulisce parzialmente senza danneggiare e a volte esalta pure le venature del legno se ci sono. Eviterete il lavoro che vado a descrivere dopo.
    In genere si ha a che fare con strati di grassi rappresi e saponificati oltre allo sporco vero e proprio lasciato dalle mani.
    Il problema del legno è che è vivo e fatto come una spugna, assorbe l'unto e l'umidità* con risultati a volte sgradevoli. Se notate le parti più sporche sono sempre il calcio in prossimità* del calciolo metallico, l'impugnatura e l'astina. Questo perchè sono le parti che sono "aperte", dove la fibra del legno è stata tagliata.
    Cominciamo a ragionare attorno al nostro fucile ed a vedere cosa occorre:
    Guanti in gomma e lattice
    una serie di cacciaviti seri il cui taglio copi perfettamente lo spacco delle viti
    una vaschetta dove mettere le minuterie che smonteremo
    un catino dove lavarlo ed uno spessore in ferro da 1/2 cm.
    detergenti e solventi di vario genere (Nitro, benzina, acetone, alcool)
    Scottex o carta similare
    pennelli con le setole rigide
    paglietta finissima del tipo lana di ferro
    Carte abrasive dalla grana 300 in su
    un cutter
    una bilancia che porti almeno 5 kg
    Un bel foglio di plastica per non sporcare in giro ed un locale adatto, meglio la cantina o il garage che il salotto.
    Cominciamo a sgrassare i legni da cui naturalmente avremo tolto tutta la ferramenta. Per prima cosa con un cacciavite cercate di rimuovere tutto il grasso che vedete, è un buon metodo per usare meno solventi. Io uso due prodotti, benzina e solvente nitro.
    Sono aggressivi sui grassi "pietrificati" ed abbastanza veloci nell'uso. Per cui catino dove verseremo un poco di solvente, calciatura in verticale appoggiata sullo spessore, guanti e pennello. Si imbeve il pennello e si comincia dall'alto in modo che la benzina colando cominci ad ammorbidire quello che stà* sotto. Ripetete i lavaggi fino a che tutti i grassi non saranno scomparsi insistendo negli interstizi nascosti. Lo spessore deve impedire che la pala del calcio sia a contatto con il solvente sempre più sporco e che per capillarità* se lo "beva", è li che ci sono le fibre tagliate.
    Finiti i passaggi necessari per la prima sgrassatura elimineremo il solvente sporco mettendolo in una tanichetta per usi futuri* e faremo un ultimo lavaggio con solvente pulito che poi conserveremo in una seconda tanichetta. A questo punto dovremmo avere tra le mani un pezzo di legno dignitosamente pulito, se ci fossero zone ancora brutte passate un poco di benzina con la paglietta fine cercando di allontanarlo. Adesso abbiamo un bel calcio puzzolente e leggermente unto che asciugheremo con lo scottex e peseremo. Lo scopo della pesatura sarà* chiarito poi.
    Adesso dobbiamo lavare il calcio con acqua e detergente appropriato, io personalmente mi trovo particolarmente bene con i detergenti industriali da pavimento ma qualsiasi altro sgrassante forte abbiate a disposizione andrà* bene, anche lo svelto di mamma o della moglie. Attenzione che alcuni detergenti industriali contengono soda e per le mani non è proprio il massimo. Usando i guanti passate abbondante detersivo sulla calciatura e magari con una spazzola da panni dategli una bella strigliata, che faccia una bella schiuma. Poi sciacquate senza guanti con abbondante acqua tiepida fino a che il legno perderà* ogni scivolosità* dovuta al detersivo. La sensazione tattile vi aiuterà* a capire se il calcio è completamente pulito. Mettete ad asciugare in un posto fresco ed asciutto fino che non sarà* secco. Mai su caloriferi ed altre amenità* simili, sempre in modo naturale. Dopo uno o due giorni pesate la calciatura, se pesa come prima del lavaggio siamo pronti altrimenti bisogna aspettare che si secchi ulteriormente.
    A questo punto avrete in mano un tocco di legno pulito ma desolatamente schiarito e "peloso" perchè le fibre del legno si sono sollevate. A seconda che sia peloso o pelosissimo agiremo con la paglietta o la carta abrasiva.

    N.B. Nel caso di parti metalliche non asportabili tipo il copricanna della carabina M1 agiremo come se non ci fossero lavando il tutto e solo in questo caso asciugheremo il pezzo utilizzando una fonte di calore esterna. Io metto il tutto in forno a 50° per una mezzora. Attenzione a non usare un microonde, solo il forno elettrico di casa. In alternativa un buon asciugacapelli, non le pistole per sverniciare che possono raggiungere altissime temperature e bruciare il pezzo. Se il pezzo presentasse crepe NON asciugatelo forzatamente, potrebbe spezzarsi.
    Homo homini lupus. Draco dormiens nunquam titillandus
    lo spirito di Cesare, vagante in cerca di vendetta, con al suo fianco Ate uscita infocata dall'inferno, entro questi confini con voce di monarca griderà "Sterminio", e scioglierà i mastini della guerra, così che questa infame impresa ammorberà la terra col puzzo delle carogne umane gementi per la sepoltura.

  2. #2
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    Re: Restauro calciature, la pulizia

    Mi sembra un'ottima iniziativa , però per quello che riguarda le ex ordinanza bisognerebbe intervenire il meno possibile questo perchè qualsiasi intervento che non sia stato fatto in ambito militare fa perdere di valore (e aggiungo interesse) al pezzo.
    Ad esempio togliere la finitura lucida alle armi russe (anche se esteticamente è orrenda) è un errore perchè così sono uscite dai vari arsenali e così venivano utilizzate (sarebbe come mettere i cerchi in lega ad una macchina d'epoca).

  3. #3
    Utente registrato L'avatar di Andrea58
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    Re: Restauro calciature, la pulizia

    Citazione Originariamente Scritto da garand
    Mi sembra un'ottima iniziativa , però per quello che riguarda le ex ordinanza bisognerebbe intervenire il meno possibile questo perchè qualsiasi intervento che non sia stato fatto in ambito militare fa perdere di valore (e aggiungo interesse) al pezzo.
    Ad esempio togliere la finitura lucida alle armi russe (anche se esteticamente è orrenda) è un errore perchè così sono uscite dai vari arsenali e così venivano utilizzate (sarebbe come mettere i cerchi in lega ad una macchina d'epoca).
    Hai ragione ma va preso tutto "cum granu salis".
    Io cercherò di dare dei suggerimenti che non snaturino il pezzo o che lo rendano il meno finto possibile. Vuoi mettere però che bello un Moisin con la calciatura finita in poliestere lucido??
    Eppure riderai ma la mia carabina M1 mi è stata fornita con montata una calciatura finita proprio così. Però me ne hanno date anche due originali assieme per fortuna.
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  4. #4
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    Re: Restauro calciature, la pulizia

    Citazione Originariamente Scritto da Andrea58
    Eppure riderai ma la mia carabina M1 mi è stata fornita con montata una calciatura finita proprio così. Però me ne hanno date anche due originali assieme per fortuna.
    Questa mi giunge nuova anche perchè i calci americani fino alla Corea erano rifiniti con l'olio di lino, chissà* durante i vari passaggi della lunga carriera qualcuno ha voluto fare una prova, boh

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