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Discussione: Ritrovamenti a Bibbona

  1. #1
    Collaboratore L'avatar di EnzoLuca
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    Ritrovamenti a Bibbona

    Come vi avevo detto nel topic viewtopic.php?f=65&t=17202&p=456941&hilit=bibbona# p456941 abbiamo fatto una settimana di vacanza a Bibbona e per non perdere il vizio io e Luca ci siamo portati il metal detector. A parte numerosi euro abbiamo trovato anche qualche oggetto militare.
    [attachment=2:1lsbdsr6]Cecina-003.jpg[/attachment:1lsbdsr6]
    A parte i due bossoli americani da 20mm, abbiamo trovato anche numerosi bossoli che parrebbero di Lee Enfield. Se così fossero, sapete dare una spiegazione per la presenza di questi bossoli inglesi in zona di combattimenti americani e tedeschi?
    Nella stessa foto si vedono alcune targhette numerate 4645, 4313 ecc. Avete un'idea di cosa potrebbero essere?
    [attachment=1:1lsbdsr6]Cecina-004.jpg[/attachment:1lsbdsr6]
    Sconosciute ono anche quelle piastre che si vedono nella parte alta della prima foto.
    Abbiamo trovato anche il tappo sottostante. Cosa potrebbe essere?
    [attachment=0:1lsbdsr6]Cecina-006.jpg[/attachment:1lsbdsr6]



    Ah, dimenticavo........
    un grazie a Piesse per qualche "dritta" e a Davide, un altro simpaticissimo indigeno appassionato di MD e softair. (speriamo si iscriva presto al forum).
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    Ciao. Enzo
    "Non abbiate paura"

  2. #2
    Moderatore L'avatar di Centerfire
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    Re: Ritrovamenti a Bibbona

    Belli i bossolòni!
    Una lavatina con bruschino e sapone neutro e dopo vìa di minitrapano a spazzolare l'ossido!
    Per l'interno potete usare dei pallini di piombo con acqua e sapone shekerando il tutto...

    Che invidia ho per chi può "smetallare"!
    Io (ne) ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
    Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione;
    e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser.
    E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.
    È tempo di morire. (Blade Runner)

  3. #3
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    Re: Ritrovamenti a Bibbona

    Ciao Enzo e Luca,
    ma per caso siete andati nella pineta che si estende dalla destra del viale centrale che porta a mare?
    ermanno

  4. #4
    Collaboratore L'avatar di EnzoLuca
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    Re: Ritrovamenti a Bibbona

    Citazione Originariamente Scritto da Centerfire
    Belli i bossolòni!
    Una lavatina con bruschino e sapone neutro e dopo vìa di minitrapano a spazzolare l'ossido!
    Per l'interno potete usare dei pallini di piombo con acqua e sapone shekerando il tutto...

    Che invidia ho per chi può "smetallare"!
    Grazie dei consigli!
    Citazione Originariamente Scritto da TELLER67
    Ciao Enzo e Luca,
    ma per caso siete andati nella pineta che si estende dalla destra del viale centrale che porta a mare?
    Intendi a nord del fiume?
    Ciao. Enzo
    "Non abbiate paura"

  5. #5
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    Re: Ritrovamenti a Bibbona

    Bei ritrovamenti, ma siete sicuri che in quella zona hanno combattuto solo gli americani? Da dove lo avete dedotto?

  6. #6
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    Re: Ritrovamenti a Bibbona

    Citazione Originariamente Scritto da Fabio 90
    Bei ritrovamenti, ma siete sicuri che in quella zona hanno combattuto solo gli americani? Da dove lo avete dedotto?
    Ho letto il libro che mi ha regalato piesse che parla delle azioni in quella zona.
    [center:3pca3w2c]"Le madri e i padri detestano la guerra." Papa Giovanni XXIII[/center:3pca3w2c]

    [center:3pca3w2c]Inviato da uno dei miei dispositivi android![/center:3pca3w2c]

  7. #7
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    Re: Ritrovamenti a Bibbona

    Visto che è un libro sarà* sicuramente attendibile. Probabilmente presero parte ai combattimenti anche soldati armati di Enfield e non è detto che dovessero essere per forza inglesi.
    Solitamente qui in Italia si dice "quel paese è stato liberato dagli americani" ma in realtà* i soldati che combatterono in quella zona provenivano da tutte le parti del mondo tranne che dagli USA ed erano equipaggiati con vari modelli di armi.

  8. #8
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    Re: Ritrovamenti a Bibbona

    Citazione Originariamente Scritto da Fabio 90
    Visto che è un libro sarà* sicuramente attendibile. Probabilmente presero parte ai combattimenti anche soldati armati di Enfield e non è detto che dovessero essere per forza inglesi.
    Solitamente qui in Italia si dice "quel paese è stato liberato dagli americani" ma in realtà* i soldati che combatterono in quella zona provenivano da tutte le parti del mondo tranne che dagli USA ed erano equipaggiati con vari modelli di armi.

    Io ho pensato ai partigiani ma è solo una ipotesi.
    [center:3pca3w2c]"Le madri e i padri detestano la guerra." Papa Giovanni XXIII[/center:3pca3w2c]

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  9. #9
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    Re: Ritrovamenti a Bibbona

    Scusate il ritardo... impegni familiari... .
    Non saprei, se a nord di quale fiume. Io mi riferisco a Marina di Bibbona. Lungo il mare c'è una grande pineta; al suo margine nord è interrotta da una recinzione. All'interno di quella recinzione c'è l'ex polveriera di Cecina, che durante la guerra è stata colpita da bombardamenti. A seguito di quei bombardamenti le zone circostanti sono "ricche" di reperti di tutti i tipi. Intendo dire oggetti riconducibili a imballaggi di munizioni militari. Si trovano anche granate d'artiglieria anche risalenti a 2 secoli fa, probabilmente residui di magazzino scagliati lontano dalle esplosioni delle baracche che li custodivano. Una bella zona...
    ermanno

  10. #10
    Utente registrato L'avatar di piesse
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    Re: Ritrovamenti a Bibbona

    Intervengo perché si tratta della mia zona, e quindi qualcosa posso dire.

    Riguardo alla pineta a cui si riferisce Teller, ovvero la Pineta dei Cavalleggeri Sud, devo dire che negli anni 60/70 anche senza metal detector, ma solo scavando nella sabbia con le mani era normale trovare bossoli o proiettili di ogni tipo, anche perché erano ancora ben visibili le trincee realizzate dai prigionieri slavi nel 1941-1943; evidentemente già* allora l'ipotesi di una invasione dell'Italia non era tanto remota.
    Si trattava, per come erano diposte, più come linee di difesa antisbarco che opere di contrasto ad una invazione via terra, a dir la verita, comunque al momento del passaggio del fronte costituirono linea di difesa, anche perché proseguendo in direzione nord si incontrano due fossati abbastanza consistenti (Fosso della Madonna e Fosso dell Tane) che comunque costituirono un discreto ostacolo all'avanzata della V Armata, prima di arrivare all'abitato di Cecina, e al maggior ostacolo cioè il fiume Cecina stesso.

    Secondo le cronache locali i combattimenti in queste zone fra il mare e la via Aurelia, in territorio anche leggermente paludoso, anche se nell'estate la cosa è irrilevante, furono aspri e comportarono molte perdite da ambo le parti.

    Da notare che oltre al citato deposito di munizioni (Deposito "Ederle" qui conosciuto come "Le Casermette") alle spalle dello stesso, proseguendo in direzione nord, vi era una vasta area utilizzata come campo di aviazione da italiani e tedeschi; questa zona era già* un aeroporto negli anni immediatamente successivi alla prima guerra mondiale, ma poi andò progressivamente in disuso, anche perché aumentando il peso degli aerei, stante la natura acquitrinosa del terreno, non offriva più garanzie di sicurezza, tant'è che i tedeschi, al momento della ritirata, dovettero abbandonare alcuni aerei affondati nella fanghiglia durante l'inverno precedente e non ancora recuperati; sempre da testimoni oculari, pochi giorni prima uno di essi era stato recuperato utilizzando alcuni buoi di un contadino della zona.

    Il suddetto Deposito comunque è ancora attivo, certo, a vederle oggi, i vari capannoni che lo compongono (circa 100), appaiono un po' fatiscenti, comunque viabilità* di accesso, ingresso e uffici sono stati anche recentemente restaurati; non sono in grado di dire però quale sia oggi il reale utilizzo di queste strutture; vi sono alcuni militari in servizio, oltre a un po' di personale civile.

    Riguardo alle affermazioni di Fabio90 sull'utilizzo di soldati Statunitensi; gli Alleati erano una Coalizione, è risaputo, ma almeno per quanto riguarda questa zona posso affermare che in massima parte i caduti, e quindi i protagonisti, furono, da parte Alleata, cittadini USA.
    La divisione che fu protagonista del mese di combattimenti lungo la costa in provincia di Livorno fu la 34^ ID "Red Bull", alla quale furono affiancati il 363° Rgt. e lo 804° Btg. provenienti da altre divisioni.

    Scorrendo l'elenco dei caduti, sono tutti di nazionalità* USA, anche se molti sono nomi giapponesi, ma si tratta dei famosi Nisei, provenienti da Hawaii ma anche da California, e comunque cittadini USA a tutti gli effetti, inquadrati nel 442 CT, e nei 100° e 113° Btg., tutti facenti parte della 34^.

    Per la cronaca, le perdite di nazionalità* USA in questa zona, dal 16 giugno (attacco all'Isola d'Elba) al 19 luglio 1944 (presa di Livorno) furono circa 700 caduti, 400 dispersi e 1500 feriti; pochissime le perdite di altre nazionalità*, ad eccezione dei 700/800 caduti francesi coloniali mandati al macello nell'oparazione Brassard, l'invasione dell'Isola d'Elba.

    Ancora per ricordare:
    la campagna d'Italia costò agli Alleati complessivamente 52.000 fra caduti e dispersi.
    Di questi 26.600 di nazionalità* USA, 15.000 fra inglesi e Commonwealth, 2.000 fra polacchi e bielorussi, 7.200 francesi (di cui 2/3 coloniali), 620 italiani del Corpo di Liberazione, 500 brasiliani.
    Circa 100.000 i feriti di cui più della metà* statunitensi.

    Quindi la voce che vuole che gli Americani la guerra la facessero fare solo agli altri non è del tutto veritiera, secondo me.

    Ancora: se pur ufficialmente in questa zona non siano stati presenti forze britanniche, ci sono notizie e anche testimonianze della presenza di soldati del Commonwealth.

    Più sotto vi allego una foto scattata a Cecina, un paio di giorni dopo il passaggio del fronte, che ritrae due ufficiali della 34^ ID USA insieme ad un collega britannico.
    Per confronto, lo stesso luogo oggi.
    Inoltre io stesso, in anni non sospetti (fra il 60 e il 70) ho trovato letteralmente nel classico pollaio o dal ferrivecchi (il "cenciaio" come si diceva qui) alcuni gusci di elmetti inglesi: erano una rarità*, qui nella zona, in confronto agli americani e ai tedeschi, ma ogni tanto qualcuno saltava fuori.
    Infine, le molte testimonianze di persone che c'erano, di soldati con la "gonnella" o il cappellone (sudafricani? neozelandesi? addirittura australiani?).

    Mia madre, che nel 1944 aveva 12 anni, l'ha raccontato cento volte e tutt'ora lo ricorda, afferma di avere conosciuto bene un soldato australiano che l'aveva presa a benvolere perché le diceva che le ricordava la figlia a casa, le mostrava le foto, la riforniva delle classiche cioccolate, biscotti, scatolette; faceva parte di un gruppetto di soldati "uguali" incaricati di preparare l'asfalto; il cantiere era la piazza del Duomo di Cecina, e il loro accampamento, la Chiesa stessa, tra l'altro col tetto sfondato dai bombardamenti e tappato alla meglio con un paracadute USA. Mia madre di ritorno dallo sfollamento, abitava proprio in quella piazza. Tra l'altro, racconta, il personaggio aveva recuperato una vecchia bicicletta, l'aveva modificata in maniera clownesca e faceva il buffone per far divertire i bimbi del circondario.

    Le ho detto tante volte "Mamma, gli Australiani non c'erano in Italia..." "Quello era Australiano, vuoi che non me lo ricordi?"

    Infine, nei giorni immediatamente successivi al passaggio del fronte, fu costruito in brevissimo tempo un aeroporto, appena fuori di Cecina, direzione nord (zona Tripesce) rimasto attivo fino alla fine della guerra; vi erano basati Liberator, B17 Flying Fortress, Marauder e Boston dell'USAF, oltre a Mustang, Thunderbolt e Lightning, ma anche Baltimore, Maryland, P40, Spitfire e Hurricane della RAF.
    Fu visitato anche dal Re Giorgio VI e da Winston Churchill, insieme al Gen. Clarck e ad altri importanti personaggi dell'epoca.

    Scusate se mi sono dilungato.
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