Risultati da 1 a 2 di 2

Discussione: Sangue e lutto a Jagodnji, in Russia

  1. #1
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Jul 2007
    Messaggi
    1,003

    Sangue e lutto a Jagodnji, in Russia

    Il 30 agosto 1942 è una giornata di sangue e di lutto per i battaglioni alpini "Tirano" e "Monte Cervino". Il dottore Arturo Vita, dirigente aziendale in Milano, a quel tempo tenente presso la 46^ compagnia del "Tirano", scriveva nel suo diario: "Era il 30 agosto, data che resterà* sempre bene impressa nella mia mente. Trovai il Comandante a rapporto nel suo camioncino; mi offrì mezzo pollo e mi pregò di accompagnarlo in ricognizione nella zona della quota 187,7. Partimmo così in sei verso le ore 13: Maggiore Gaetano Volpatti Comandante del "Tirano", Capitano Vittorio Brivio Comandante la 48^ compagnia, Capitano Gaetano Giamminola Comandante la 109^ compagnia armi di accompagnamento, Sottotenente Gastone Da Re della 46^ compagnia, Sottotenente Angelo Fracasso della 109^ compagnia ed io." "Lasciato il camioncino a Jagodnji salimmo a piedi fino alla piccola balka ove aveva sede il Comando del battaglione "Cervino". Ci facemmo molta festa col Comandante Tenente Colonnello Mario D`Adda, vecchio amico del 5° e con gli altri amici. Ci fu spiegata la zona, mostrati i punti salienti del terreno, poi il Capitano Eligio Biasi decise di accompagnarci per un pezzo di strada; uscimmo dalla balka e ci incamminammo in gruppetto verso la quota mentre Fracasso e Da Re si attardavano ancora a salutare, per loro fortuna, un altro conoscente." "Un primo colpo di mortaio venne a scoppiare a 30 metri di distanza: " è la loro controbatteria", così ci fu spiegato; infatti le nostre artiglierie avevano appena terminato un tiro di aggiustamento. Seppi poi, invece, che nella piana tra le quote 187,7 e 226, era abilmente nascosto in un pagliaio un osservatorio russo e da lì il nemico dirigeva il tiro dei mortai. Evidentemente noi camminavamo un po` troppo allo scoperto. Dopo dieci metri di strada, altri colpi di mortaio. Ci buttammo per terra e poi continuammo tranquillamente il cammino. Era in testa il Maggiore con Biasi, dietro Brivio, Giamminola e io. Caddero due colpi ancora, sempre più vicini; sembrava proprio che i russi correggessero il tiro; infatti appena rialzati dalla posizione "a terra"che si assume in questi casi, un colpo cadde in pieno sul nostro gruppo. Fui lanciato dallo spostamento d`aria a cinque metri di distanza; appena dileguatisi il fumo e la polvere tentai di alzarmi; ero illeso, avevo soltanto le ossa un po` indolenzite e il viso un po` escoriato. Ma quale tragico spettacolo si presentò allora alla mia vista: il povero Maggiore Volpatti e Biasi giacevano riversi in un lago di sangue; Giamminola rantolava e poco dopo lo vidi esalare l`ultimo respiro; Brivio era vivo e mi disse di essere ferito ad un braccio. Chiesi subito aiuto ad un gruppo di fanti lontani cento metri, ma fecero tutti orecchie da mercante.Gridai a più non posso fino a che non vidi giungere due alpini con una barella; feci subito caricare Brivio, ma in quel preciso momento un altro colpo venne a cadere nello stesso punto ferendo una seconda volta il Capitano e uno dei portaferiti." "Nella balka che venti minuti prima avevamo lasciata felici e contenti, erano ora allineate quattro barelle con tre morti e un ferito grave. Ringraziai in cuor mio il Signore del tremendo pericolo scongiurato. Un Cappellano diede l`assoluzione ai poveri amici. Brivio purtroppo stava male e il dottore scrollò la testa quando gli chiesi precise notizie." "....Quale fu la mia gioia nel sapere successivamente che il Capitano Brivio era fuori pericolo. Venne poi portato in aereo a Stalino e di là* in Italia dove guarì bene. Dopo due mesi fece domanda di ritornare alla sua compagnia." "Il giorno dopo il battaglione schierato in armi rese gli onori militari ai nostri due morti, i primi morti del nostro Reggimento. Furono seppelliti nel cimitero militare di Verch Marksaj." "Caro e buon Maggiore Volpatti, integro e degno Comandante, che tanto aveva fatto per rendere il battaglione sempre più forte ed omogeneo. La morte lo colse proprio nel momento in cui più avevamo bisogno di lui."
    Da supporto cartaceo e web

  2. #2
    Moderatore L'avatar di Centerfire
    Data Registrazione
    Aug 2005
    Località
    Firenze - Toscana
    Messaggi
    4,576

    Re: Sangue e lutto a Jagodnji, in Russia

    Azz, è incredibile! Essere oggetti di fuoco nemico e continuare tranquillamente l'ispezione come nulla fosse!

    Io sare tornato indietro "stile talpa"....

    Onore ai caduti.
    Io (ne) ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
    Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione;
    e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser.
    E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.
    È tempo di morire. (Blade Runner)

Permessi di scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •