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Discussione: Scatolette Rancio IWW

  1. #11
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    Tutte molto belle.
    Peccato che il tempo li ha intaccate vistosamente.
    Quella degli aliminti in scatola in particolare le razioni per i militari è stata una grande invenzione e se non sbaglio fu fatta dai francesi ancora nel periodo precedente Napoleone.
    Se trovo l'articolo che ho letto alcuni anni fa in proposito lo posto.
    luciano

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da scavo-e-trovo

    Ormai di scatolette in buone condizioni se ne trovano pochissime! Essendo di materiale molto fino in tutti questi anni si sono praticamente logorate... ed è un vero peccato!!! []
    Hai proprio ragione... è sempre più difficile trovarne di sane e sopratutto ancora con i disegni... ma ogni tanto ne capita ancora qualcuna... questa l'ho trovata l'anno scorso in zona Col di Lana.. (è proprio lui... l'olio Bertolli[]).. non l'ho ancora pulita e non so se si vede granchè dalla foto comunque la posto:

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    è molto interessante vedere come è stata utilizzata... prima è stata aperta come una normalissima scatoletta.. poi è stato tagliato anche il bordo.. proprio per usarlo fino all'ultima goccia!!


    Ciao
    Danilo

  3. #13
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    Ecco la bertolli come la tua, molto difficile trovare integra anche perchè era obbligatorio "annullarla" quando era vuota come prescritto su entrambi i lati.
    Si tratta della confezione riservata "all'unione militare"



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  4. #14
    Moderatore L'avatar di coloniale
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    scusate la mia ignoranza ma perchè andavano annullate ? e come si procedeva?
    ciao Nicola
    "coloniale"

    SUMMA AUDACIA ET VIRTUS!

  5. #15
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    Complimenti!, davvero bellissime!
    Anche io da poco ho smesso di sottovalutarle, ne avevo un bel po' ma non le ho mai considerate tanto in quanto erano delle lattine di ruggine, poi recentemente ho deciso di prendere le più sane e di darci una pulita (ho usato il trapano con la spazzola a fili d'acciaio)....ragazzi ci sono rimasto! in alcune sono emerse varie incisioni...davvero interessanti.
    Ancora oggi se ne trovano tante e quelle più sane conviene prenderle...
    Ne sto ancora pulendo, non sono molto belle le mie ma qualche foto appena riesco provo a farla.
    [ciao2]
    Inge

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da frasche

    come le ripulite???'aceto????
    ciao nicola
    Io come già* detto uso il trapano con la spazzola a fili d'acciaio (solo per le scatolette senza stampe), ormai lo uso per tutto e ho vari tipi di spazzole, però attenzione sulla lamiera arrugginita a volte si rischia di aprire tanti buchi...dopo in genere ci do una passata di vernice spray trasparente opaca (la lucida da l'effetto "bagnato" e non mi piace)
    Infatti la domanda che faccio io è questa:
    Per le scatolette semplici in lamiera ok uso il trapano, ma per quelle con stampe e colorazioni cosa consigliate di usare per pulirle senza rovinarle?
    Inge

  7. #17
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    per quelle con la vernice non si devono proprio pulire, in pratica solo dove sono molto rugginose si da una micro passata di paglietta fina e poi per renderle lucide io gli ho dato una lieve penellata di olio di semi di girasole e la vernice presente ritorna ad essere ben visibile!
    Io l'olio lo ripasso ogni 3 mesi...

  8. #18
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    Nel rinnovarvi i complimenti per i bei pezzi postati e sperando di fare cosa gradita cito in modo stringato la storia delle scatolette.

    Era il 1812 e Napoleone doveva partire per la campagna di Russia.
    Preoccupato per i problemi logistici per una impresa del genere, il ministro degli interni francese Jean Pierre Bachasson attendeva con ansia gli sviluppi di una ricerca sulla possibilità* di conservare le razioni alimentari da mandare sul fronte orientale al seguito della Grande Armata.
    La ricerca era stata affidata a un cuoco di nome Nicolas Appert nato nel 1749 a Chalons –sur-Marne che nel 1810 aveva pubblicato un libro sull`"Arte di conservare per molti anni tutte le sostanze animali e vegetali", meritando un premio di 12.000 franchi messo in palio dall`ufficio consultivo delle arti e manifatture.
    E` facile pensare quanto sarebbero state preziose le conserve di Appert per resistere all`inverno russo o per attraversare immense distese desertiche.
    Peccato che mentrte il cuoco cercava di sfruttare su scala industriale il suo sistema non si curò di brevettarlo e gli inglesi gli copiarono l`invenzione e cominciarono a produrre per l`esercito e la marina le prime lattine alimentari della storia.
    Infatti questa invenzione semplice e rivoluzionaria nacque per andare in guerra.
    All`epoca i sistemi di preservare i cibi erano ancora quelli praticati dai greci dal tempo di Omero, dagli egiziani, dai fenici e dai romani; la salagione, l`essiccazione e l`affumicatura e nessuno di questi metodi permetteva di mantenere inalterate le caratteristiche nutritive degli alimenti e il loro sapore.
    Nel 1804 sperimentò un metodo per conservare, piselli, fagiolini,fave, carne e latte.
    Chiudeva per bene i flaconi di vetro contenente i cibi e li faceva bollire a bagnomaria e nel 1909 il "Le Courrier de l`Europe " poteva affermare che Monsieur Appert aveva fermato le stagioni.
    Ma pochi mesi dopo l`inglese Peter Durant brevettò un sistema derivato da quello di Appert, con la differenza che invece degli ingombranti e fragili flaconi di vetro usati dal francese, prevedeva l`impiego di barattoli in banda stagnata.
    A produrla nel 1813 furono John Hall, fondatore delle ferriere Darford Iron Works e il suo socio Bryan Donkin che naturalmente avevano letto il trattato di Appert.
    In America le prime fabbriche si installarono a Wellsville nell`Ohio, a Leachburg e a Demier piccoli centri del nord dopo il 1870.
    Alla fine del secolo il grande mattatoio di Chicago alimentava già* 1.800 scatolifici e il "sanità* can" americano portava in ogni angolo degli States la "corned beef " carne di manzo dissossata e compressa, lo "spam", pasticcio di carne di maiale, e inoltre olio e pomodori.
    E in Italia?
    Il primo a inscatolare carne bovina, nel 1881, fu tale Pietro Spada di Crescenzago, che però utilizzava barattoli di importazione.
    Il lamierino stagnato cominciò ad essere prodotto da noi soltanto nel 1890 a Milano da Luigi Origoni.
    La litografia consentì inoltre di esportare olio, aceto e ortaggi in lattine riccamente decorate, dove il marchio "packed in Italy" confezionato in Italia si accompagnava a suggestivi scorci del paesaggio italiano, a figure mitologiche o allegoriche , a Dante, Ariosto Raffaello ecc., alla regina Elena e alle scene di Aida, Otello e Rigoletto.
    Certo con le scatolette dovettero fare i conti i soldati durante la prima guerra mondiale quando il rancio caldo venne sostituito sempre più spesso con carne conservata in scatola e gallette.

    Alcune scatolette dell'800
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    Cartolina italiana dei primi del 900 in cui è raffigurato uno stabilimento militare per le carni in scatola
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    Una vecchia pubblicità*
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    luciano

  9. #19
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    Ti ringrazio tantissimo cocis!!! Veramente un'articolo interessante! Che storia particolare...
    Speriamo che qualcuno posti delle altre belle scatolette!

  10. #20
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    Mi fa piacere che hai apprezzato era interessante conoscere un pò la storia, le scatole mi piacciono molto speriamo di vederne ancora postate.
    Ti aggiungo che nell'articolo dal quale ho tratto lo scritto è citato che sulle Tofane nel 1985 in una trincea a quota 2.500 metri fu trovato un coperchio di una scatoletta di carne con la scritta Cirio 1914 e tu ne hai una del 1915 e molto di più di un "semplice" coperchio []
    [ciao2]
    luciano

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