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Discussione: Scoperta resti caduti 2 g.m. a Verona

  1. #11
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    Re: Scoperta resti caduti 2 g.m. a Verona

    Sempre su questo ritrovamento, dalla stessa fonte, il quotidiano l'Arena, un'intervista a un reduce partigiano, ci si sbizzarrisce in altre ipotesi ancora:

    L´ex partigiano: «I tedeschi erano sempre quelli meglio equipaggiati»

    sabato 12 gennaio 2013 CRONACA, pagina 9
    A quindici anni imparò a maneggiare un fucile. Essere ragazzo durante la seconda guerra mondiale significa dover crescere in fretta. Troppo giovane per la divisa militare, per fortuna. Ma non per i panni di partigiano, che vestì con convinzione tra il 1944 e il 1945, nelle file della brigata Pierobon, poi brigata Verona. Insomma Raul Adami, presidente dell´associazione scaligera dei partigiani (Anpi) con svariate medaglie al valor militare, la guerra la conosce bene. «La stazione di Porta Nuova non era posto per partigiani», esordisce. «Noi eravamo impegnati in azioni di disturbo contro i nazifascisti, dal taglio dei fili delle comunicazioni ai sabotaggi dinamitardi, e poi riparavamo in Lessinia». E i soldati com´erano? «Oh, i tedeschi erano i meglio equipaggiati. Ognuno di loro aveva in dotazione uno zaino leggero, non come quelli degli italiani che pesavano più di trenta chili. Dentro, tenevano una razione di pane nero ai cereali, nutriente. In più, pastiglie di destrosio, energizzanti, e di canfora, disinfettanti. Tutti prodotti che noi ci sognavamo. Nello zaino tenevano anche una cassettina per l´igiene personale, con lamette da barba, spazzolino, dentifricio...».
    Ma le truppe tedesche avevano un altro punto di forza. «Le calzature. Gliele invidiavamo tutti. Stivali di cuoio senza lacci, impermeabili, a metà polpaccio per i soldati semplici e fino al ginocchio per gli ufficiali. Il tacco era dotato del cosiddetto ferro di cavallo, un´aggiunta metallica di cui era munita anche la punta, per evitare l´usura delle suole».
    Potrebbe trattarsi degli stivali ritrovati in piazzale XXV Aprile? «Può essere», risponde Raul Adami, «ma potrebbe darsi che le spoglie appartengano a qualcuno che aveva sfilato gli stivali a un tedesco caduto sul campo. Quelle erano calzature molto ambite». Tre scheletri rinvenuti nello stesso punto: magari una fossa comune. «No, lo escluderei», commenta l´ex partigiano. «Impossibile che i morti fossero sepolti a Porta Nuova. Piuttosto a Forte Procolo, dove fu fucilato Ciano. Ma la maggior parte dei cadaveri veniva portata al cimitero».L.CO.

  2. #12
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    Re: Scoperta resti caduti 2 g.m. a Verona

    E, sempre dalla stessa fonte, oggi compare un articolo in cui un esperto avrebbe identificato la semiautomatica, basandosi peraltro solo sulla foto della fondina... (sarà davvero così?)

    LA STORIA CHE RITORNA. Proseguono gli accertamenti dopo il rinvenimento di corpi e armi nel piazzale della stazione. Parla il perito balistico Alberto Riccadonna
    La pistola in stazione è di marca tedesca
    Lorenza Costantino
    L´esperto: «È una Sauer 38H che nella Seconda guerra era in dotazione ai militari che non erano in prima linea, come gli ufficiali e i piloti d´aereo»

    domenica 13 gennaio 2013 CRONACA, pagina 14
    Alcuni dei reperti, tra cui ossa e teschi, rinvenuti durante i lavori di sistemazione del piazzale ...

    È una ricerca da fare a tentoni, almeno fino a quando dal terreno smosso non riaffiorerà qualche indizio in più. Nel frattempo, tuttavia, si aggiunge un nuovo, importante tassello al mosaico che cela l´identità delle spoglie rinvenute nel piazzale di stazione porta nuova, all´interno del cantiere per il futuro parcheggio sotterraneo. Appare sempre più probabile la nazionalità tedesca dei tre uomini di cui oggi rimangono solamente gli scheletri scomposti e pochi oggetti personali. Sappiamo che uno di loro possedeva una piccola pistola semi-automatica. Parliamo di uno solo, intanto, perché vicino ai resti non sono state rinvenute armi eccetto questa. Forse le altre due persone ne erano sprovviste, come può darsi che dai prossimi scavi spuntino fuori ulteriori strumenti bellici.
    Comunque, è stata la polizia scientifica ad accorgersi per prima della pistola ancora inserita nella fondina, durante il sopralluogo avvenuto subito dopo il ritrovamento. Chiusa in una busta di plastica, l´arma è stata portata in questura e analizzata. Più per verificarne l´eventuale pericolosità, a dire il vero, che per stabilirne l´età e la provenienza. «Pistola e custodia risultano quasi fuse insieme, e il tutto risulta assai malridotto, oltre che innocuo», ha fatto sapere poi la scientifica, inoltrando la foto del reperto da cui visibilmente si staccano svariati frammenti. «Non la maneggiamo ulteriormente per non rischiare di danneggiare dettagli che a un esperto di armi storiche potrebbero tornare utili». Detto fatto. Alberto Riccadonna di Mantova, uno dei massimi periti balistici nazionali (lavorò ai casi Unabomber e Sandri-Spaccarotella) esamina attentamente la foto dell´arma ritrovata e decreta: «Si tratta di una Sauer 38H, dove "H" sta per "Hanh Selbstspannung». Parol tedesco per indicare che il cane della pistola, cioè il meccanismo che aziona lo sparo, si arma da solo e non sporge all´esterno. Ecco la ragione della forma piccola e compatta di questo modello, prodotto dalla Germania nazista dal 1938 fino alla fine della guerra, negli stabilimenti della Sauer, nella città di Suhl».
    La sentenza dell´esperto si basa sull´osservazione della fondina, poiché il contenuto non può essere ancora estratto, ma solo intuito in base alla sagoma della custodia. Eppure «mi ci gioco lo stipendio», sorride sicuro Alberto Riccadonna.
    «Durante l´ultimo conflitto mondiale la Wehrmacht disponeva di una grande varietà di armi da fuoco lunghe e corte, e tra queste ultime la Luger P08. Ma nessuna simile alla Sauer». E chi ne disponeva? «Non trattandosi di un´arma di grosso calibro, era fornita soprattutto ai militari che non stavano in prima linea. Era comune, per esempio, tra ufficiali e piloti d´aereo. Attenzione però. Soprattutto sul finire della guerra, i soldati si impossessavano spesso delle armi dei nemici».

    La foto che accompagna l'articolo:
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  3. #13
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    Re: Scoperta resti caduti 2 g.m. a Verona

    Torniamo un attimo indietro, sull'Arena di venerdì scorso 11 gennaio c'era anche l'intervista che trascrivo di seguito. Alcune affermazioni le trovo piuttosto contraddittorie.

    LO STORICO. Maurizio Zangarini: Porta Nuova è stata colpita più volte «Bersaglio strategico per le bombe alleate»
    «Dopo l´8 settembre lì c´erano molte truppe tedesche»

    Furono le incursioni dei bombardieri alleati a ridurre in macerie, tra gli ultimi mesi del 1943 e la Liberazione, diverse zone di Verona in corrispondenza degli snodi ferroviari ritenuti strategici: non solo la stazione Porta Nuova, dove i convogli transitavano ma nella quale non venivano allestiti. Tra i bersagli principali della pioggia di bombe ci furono anche i binari tra le Golosine e Santa Lucia, l´Officina riparazioni di Porta Vescovo, il ponte di Parona.
    «Questo complesso ferroviario costituiva il raccordo militare e alimentare di tutto il centro-nord. Tenerlo sotto controllo era fondamentale per avere la meglio sul nemico», spiega Maurizio Zangarini, presidente dell´Istituto per la storia della Resistenza e dell´età contemporanea. «Ma a quel tempo, come del resto anche oggi, i bombardamenti non erano affatto chirurgici, e a farne le spese furono anche molti civili».
    Una pagina del geografo e giornalista veronese Eugenio Turri, allora bambino, descrive i terribili momenti vissuti dai cittadini dell´epoca all´arrivo degli aerei alleati: «Si udiva un rombo lontano che faceva vibrare i vetri delle finestre e tintinnare gli oggetti sul comò. Di colpo la vita si ridestava, aveva come un sussulto. Il panico raggiungeva il picco con le donne che piangevano e le vecchie che recitavano il rosario. Gli aerei americani portavano paura sulle contrade, l´apocalisse?».
    Si può ipotizzare che i tre scheletri appartengano ad alcuni soldati che furono essi stessi vittime dei bombardamenti, nonostante ancora non se ne conosca la nazionalità. «Dopo l´8 settembre, sappiamo che a Porta Nuova e nei giardini antistanti si concentrarono truppe tedesche, anche se non ci è giunta testimonianza di scontri armati in loco. Lo scalo ferroviario», prosegue Zangarini, «era inoltre una base partigiana. Il capostazione Pio Brunner, nome di battaglia "Brio", comunicava agli alleati tutto ciò che passava a bordo dei treni: uomini, armi, alimenti. Gli stessi bombardamenti erano concordati dall´aeronautica Raf con gli italiani badogliani della Rye, la missione militare che spesso però aveva da ridire con gli alleati, perché le bombe non cadevano esattamente dove si era stabilito a causa di errori».
    Ma se prima di ogni incursione aerea le sirene inducevano a mettersi al riparo, com´è possibile che alcune persone si trovassero in un luogo così pericoloso come il piazzale della stazione? «È vero che la maggior parte delle persone correva al riparo», risponde Zangarini, «tuttavia alcune categorie si arrischiavano a uscire proprio nell´ora del bombardamento: l´unico lasso di tempo in cui muoversi di nascosto. Tra questi, per esempio, vi erano i partigiani o coloro che trafficavano nel mercato nero. Inoltre, non sappiamo se nei pressi della stazione vi fosse un riparo, un rifugio antiaereo. I resti ritrovati in piazzale XXV Aprile forse appartengono a qualcuno che voleva partire, ma fu colto di sorpresa dalle bombe».L.CO.

  4. #14
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    Re: Scoperta resti caduti 2 g.m. a Verona

    L'immagine della fondina già postata scansionata da Cocis, qui in una risoluzione leggermente più definita:
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  5. #15
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    Re: Scoperta resti caduti 2 g.m. a Verona

    Come avevo già detto ricordando male avevo sbagliato circa il modello della pistola, infatti è giusta quella riportata dal giornale ed indicata da Festungsartillerie.
    luciano

  6. #16
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    Re: Scoperta resti caduti 2 g.m. a Verona

    ...non sono un esperto, ma la sagoma posteriore che si intravede nella fondina ricorda molto la parte tra la sicura e la zigrinatura della Sauer della foto rispetto alla CZ che mi sembra più stondata.

  7. #17
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    Re: Scoperta resti caduti 2 g.m. a Verona

    Altro articolo pubblicato ieri sull'Arena di Verona. Nei prossimi giorni si dovrebbe scavare ulteriormente intorno ai resti nella speranza di trovare qualche elemento per un'identificazione almeno della nazionalità. Se fossero Tedeschi troverebbero sepoltura a Costermano.

    PORTA NUOVA IERI E OGGI. Lavori fermi nel piazzale antistante lo scalo ferroviario in attesa che venga allontanato l´ordigno e risolto il «giallo» degli scheletri umani
    Stazione, il cantiere fermato dalla Storia - Lorenza Costantino
    Domenica prossima sarà rimossa la bomba della seconda guerra mondiale, poi riprenderanno gli accertamenti sui resti dei tre militari

    mercoledì 16 gennaio 2013 CRONACA, pagina 13

    Lavori fermi, in questi giorni, nel piazzale di stazione Porta Nuova. Dopo i recenti ritrovamenti - i resti di tre soldati e una bomba della seconda guerra mondiale - si attivano le procedure per prelevare gli uni e gli altri dal cantiere, consentendo poi la ripresa dei lavori.
    Ieri mattina s´è tenuta in prefettura una riunione per decidere quando asportare l´ordigno bellico scoperto sul lato est del piazzale. Si tratta di una bomba da 250 libbre di fabbricazione statunitense scoppiata solo per metà, quindi ancora potenzialmente pericolosa a causa dei diversi chili d´esplosivo rimasti all´interno dell´involucro metallico.
    Le operazioni per la messa in sicurezza e il trasporto dell´ordigno sono state fissate per domenica 20 gennaio alle 7, con conclusione entro le 8, segnala una nota della prefettura. Non sono previste evacuazioni di persone, né blocco della circolazione ferroviaria. Verrà delimitata un´area di sicurezza del raggio di 50 metri, nella quale sarà interdetto - a cura della polizia locale - il transito dei pedoni e veicolare; la stazione ferroviaria rimane comunque raggiungibile in quanto l´attività di bonifica non avrà alcun effetto sulla circolazione ferroviaria.
    Le operazioni tecniche finalizzate all´eliminazione dell´ordigno saranno attuate dal personale militare del Comando 8° Reparto Genio Guastatori «Folgore» guidati dal capitano Giuseppe La Ianca. La bomba sarà trasferita in luogo sicuro, all´aeroporto di Boscomantico, dove arriverà alle 8.15 e sarà fatta brillare entro le 11 della stessa giornata.
    Sul lato ovest del piazzale, invece, sono state rinvenute le spoglie di tre soldati, probabilmente tedeschi, circondate da alcuni oggetti personali: stivali di cuoio nero, una borraccia, uno spazzolino da denti, una bottiglia di liquore Ferrochina. Il reperto più interessante è una piccola pistola semiautomatica, attualmente custodita dalla polizia scientifica e in attesa di essere ceduta a un ente storico-culturale.
    Da una prima analisi del perito balistico Alberto Riccadonna pare si tratti di un´arma tedesca, una Sauer 38H. Ipotesi ancora da confermare, perché al momento la pistola non può essere estratta dalla fondina senza rischiare che il reperto si danneggi o vada addirittura distrutto.
    Dunque, dopo che la bomba sarà tolta dal cantiere, riportando la sicurezza sul luogo, si potranno cominciare gli scavi archeologici attorno ai resti dei tre militari, nel tentativo di trovare qualche altro indizio che possa svelarne l´identità. Il massimo sarebbe rintracciare la piastrina identificativa con nome, cognome e matricola che ogni soldato doveva portare con sé.
    In questo caso, e se fosse confermata la nazionalità tedesca, i resti dei tre uomini troverebbero definitiva dimora nel Deutscher Soldatenfriedhof di Costermano, ovvero il cimitero per soldati tedeschi morti su suolo italiano.
    Mauro Agostinetto, amministratore della struttura, spiega di non aver ricevuto finora alcuna richiesta per l´accoglimento delle spoglie scoperte nel piazzale di stazione Porta Nuova.
    E aggiunge: «Col passare degli anni, i ritrovamenti si fanno sempre più rari. Si pensi che furono 120mila i soldati tedeschi caduti in Italia, e le spoglie di 116mila sono già state raccolte. Il nostro cimitero, cui compete tutto il nord del Paese, ne ospita 22.025. L´ultima sepoltura è avvenuta nel 2008. Si tratta del tenente Kurt Niederhagen, aviatore della Luftwaffe, abbattuto nel 1944 nei cieli di Venezia, e i cui resti furono rinvenuti a Concordia Sagittaria».
    Quali criteri devono essere rispettati perché le salme vengano sepolte nel Deutscher Soldatenfriedhof di Costermano? «Occorre accertare la loro nazionalità. Non necessariamente con nome e cognome: qui trovano sepoltura anche i militi ignoti».

  8. #18
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    Re: Scoperta resti caduti 2 g.m. a Verona

    Se sperano di trovare una piastrina tedesca con cognome e nome ne hanno da scavare........
    Non vediamo la storia per come è ma per come siamo.

  9. #19
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    Re: Scoperta resti caduti 2 g.m. a Verona

    Un piccolo aggiornamento e un grande riconoscimento a due associazioni, purtroppo non sono potuto essere di partita..... In bocca al lupo e buon lavoro....

    http://www.larena.it/stories/dalla_home ... sti_umani/

  10. #20
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    Re: Scoperta resti caduti 2 g.m. a Verona

    Citazione Originariamente Scritto da Gotic Line Alarico
    Un piccolo aggiornamento e un grande riconoscimento a due associazioni, purtroppo non sono potuto essere di partita..... In bocca al lupo e buon lavoro....

    http://www.larena.it/stories/dalla_home ... sti_umani/
    Il servizio di stasera sul canale televisivo locale "Telearena" ha confermato la presenza dei resti di almeno 6 persone.
    E pare sia stata trovata anche una piastrina.

    Ciao
    Michele

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