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Discussione: Sentenza di condanna a morte di 3 partigiani

  1. #1
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    Sentenza di condanna a morte di 3 partigiani

    Pubblico un documento tragico e storicamente interessante: la sentenza di condanna a morte di tre partigiani da parte del Tribunale Militare di Guerra Straordinario del I° Comando Militare Provinciale di Torino.
    Si tratta della Sentenza 22 gennaio 1945 (documento in copia conforme all’originale rilasciato il 12.12.1947 dal Tribunale Militare Territoriale di Torino) pronunciata nei confronti dei partigiani MIGLIAVACCA Luigi, CIBRARIO Bruno, DEL COL Dino e BARBI Danilo. La posizione del quarto partigiano, LOCCO Michelangelo, venne stralciata dal collegio perché il predetto, ferito durante l’arresto, si trovava ricoverato in ospedale ed era impossibilitato a partecipare al processo.
    I predetti vennero accusati di appartenenza a banda armata operante in Torino in danno di organizzazioni civili e militari della R.S.I., di detenzione e porto abusivo di armi, fatti accertati in data 15 gennaio 1945, inoltre il DEL COL di diserzione commessa nell’ottobre 1944 e CIBRARIO, MIGLIAVACCA e LOCCO di concorso in rapina aggravata perché in Torino il 15.01.1945 si impossessavano con minaccia delle armi detenute da due militari.
    In parte motiva risulta che gli imputati confermarono la loro appartenenza al Fronte della Gioventù oppure alle Brigate Garibaldine, e che il 22.01.1945 la Procura Militare ordinò iniziarsi il procedimento penale contro i predetti, subito rinviati a giudizio.
    A seguito di “regolare dibattimento” lo stesso 22.01.1945 il Tribunale Militare di Guerra Straordinario di Torino dichiarò tutti gli imputati responsabili dei reati loro ascritti, e condannò MIGLIAVACCA Luigi, CIBRARIO Bruno e DEL COL Dino alla pena della morte mediante fucilazione alla schiena, BARBI Danilo alla pena di anni 30 di reclusione ordinaria e lire 20.000 di multa previa concessione dell’attenuante della minore età al momento in cui entrò a far parte di bande armate.
    L’indomani 23.01.1945, presso il poligono di tiro del Martinetto di Torino, un plotone della Guardia Nazionale Repubblicana fucilava 11 partigiani: MIGLIAVACCA, CIBRARIO e DEL COL unitamente a Luigi SAVERGNINI, Orazio BARBERO, Amerigo DUO’, Pietro FERREIRA, Enrico MARTINO, Giovanni MONCALERO e Giovanni Battista ZUMAGLINO.
    Luigi MIGLIAVACCA detto Ombra nel giugno 1944 entrò a far parte della 105^ Brigata Garibaldi divenendo commissario di distaccamento, nel gennaio 1945 si unì alle formazioni cittadine di Torino.
    Bruno CIBRARIO detto Nebiolo, entrato a far parte della 9^ Brigata SAP di Torino, venne nominato prima comandante di squadra e, nel giugno del 1944, promosso commissario di distaccamento.
    Dino DEL COL quale partigiano risulta aver fatto parte del Gruppo Autonomo – 2° Settore 9^ Brigata - dal 09.09.1943.
    Non ho trovato notizie sulla sorte del partigiano Michelangelo LOCCO.
    Le toccanti lettere scritte da Luigi MIGLIAVACCA e Bruno CIBRARIO ai parenti ed amici poche ore prima della fucilazione sono facilmente reperibili su Internet.
    Ognuno trarrà le sue debite considerazioni dalla lettura della sentenza, io mi limito ad osservare come essa fu solo la copertura formale e preordinata di una violenza inaudita, e come questi poveri ed indifesi eroi vennero subito tratti alla morte senza, per altro, neppure poterne leggere le motivazioni.
    Giovanni
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  2. #2
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    In occasione della ricorrenza odierna, rilancio l'argomento, ciao a tutti, Giovanni

  3. #3
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    Purtroppo la guerra civile ha portato tanti lutti da una parte e dall'altra e, da entrambe le parti, c'erano personaggi più o meno loschi che profittarono della situazione per vendette e ricavi personali.
    I suddetti imputati furono presenti durante la sentenza che fu, piaccia o meno, eseguita secondo legge.
    Ciò non toglie che ci furono, da entrambe le fazioni, comportamenti eroici che, come tali, vanno ricordati.
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    Max

    Frangar non flectar

  4. #4
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    Tutto ampiamente condivisibile, ma con la doverosa premessa, di carattere generale (fatte salve le eccezioni), che da una parte vi era un regime totalitario e liberticida, che aveva trascinato la Nazione in una tragica avventura bellica, nonchè un esercito straniero occupante, e dall'altra individui che, per ragioni ideali, andando controcorrente, mettevano a rischio la propria vita ben sapendo il loro destino se catturati. Un saluto, Giovanni

    Citazione Originariamente Scritto da maxtsn Visualizza Messaggio
    Purtroppo la guerra civile ha portato tanti lutti da una parte e dall'altra e, da entrambe le parti, c'erano personaggi più o meno loschi che profittarono della situazione per vendette e ricavi personali.
    I suddetti imputati furono presenti durante la sentenza che fu, piaccia o meno, eseguita secondo legge.
    Ciò non toglie che ci furono, da entrambe le fazioni, comportamenti eroici che, come tali, vanno ricordati.

  5. #5
    Moderatore L'avatar di maxtsn
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    Ben altri furono i regimi totalitari e liberticidi; il nostro regime fu decisamente light e, come sempre accade in Italia (ed accade tutt'oggi), finché tutto andava bene fu pienamente appoggiato dal popolo (anche in guerra).
    Sono, comunque, argomenti ampiamente trattati in decine di libri.
    Il movimento partigiano fu composto da pochi individui e, solo a giochi fatti, le fila si rimpolparono in maniera impressionante.
    Ho avuto uno zio capo partigiano (dal 1943 ed incarcerato a Torino dalla RSI) ed una zia staffetta, qualcosa ne so.
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    Max

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  6. #6
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    Beh, sono contento che, almeno oggi, di questi argomenti se ne parli ancora...

  7. #7
    Moderatore L'avatar di maxtsn
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    Citazione Originariamente Scritto da gicoalova Visualizza Messaggio
    Beh, sono contento che, almeno oggi, di questi argomenti se ne parli ancora...
    Assolutamente! Anche se, purtroppo, da un'intervista del Fatto risulta che molti giovani non sappiano neanche cosa si festeggia.
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    Max

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  8. #8
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    Franza o Spagna, basta star casa da scola...
    Comincio un sacco di cose e non ne finisco nes

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da maxtsn Visualizza Messaggio
    Assolutamente! Anche se, purtroppo, da un'intervista del Fatto risulta che molti giovani non sappiano neanche cosa si festeggia.
    e questa è la cosa più triste.

  10. #10
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    So di essere fuori tema ma ogni 25 aprile le stesse polemiche, premetto che in Italia la II GM finì in date diverse a seconda delle zone liberate dagli alleati, nel centro/sud finì nel 1943/1944. Alla televisione, sui siti internet e sui giornali si leggono le solite polemiche per la partecipazione ai cortei della Brigata Ebraica da parte dei centri sociali e di certa politica. Premetto che non mi risulta la presenza tra le fila Alleate di reparti composti da palestinesi, se non per i marocchini e algerini (che tanto danno hanno fatto) nelle fila francesi. Comunque i partigiani, pochi o tanti che fossero, erano dalla parte giusta della Storia. Comunque il 25 aprile non si va a scuola.....

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