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Discussione: Settembre 2008 con Arthur Kruger

  1. #401
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    Re: Settembre 2008 con Arthur Kruger





    vai Arturo!!
    Il mio avatar è la foto di Arthur Kueger, Feldwebel ferito a Stalingrado, mancato nel gennaio 2009

  2. #402
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    Re: Settembre 2008 con Arthur Kruger

    Citazione Originariamente Scritto da arturo
    Caro Mulon,

    Ho visto la pagina delle mie memorie. E messo molto bello. Mancano solo
    La ritirata da Budapest, e La via verso la liberta, che soni ancora nella pagina.
    1 e 2. Scrivo adesso l`ultimo racconto complessivo, della fine del mio gruppo
    A Stalingrado raccontata da uno dei tre supervesuti.Questa tragedia non ho.
    Mai potuto raccontare.

    Arturo.
    Appena ho un attimo di tempo aggiornerò,chiedo scusa per la dimenticanza

  3. #403
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    Re: Settembre 2008 con Arthur Kruger

    Ciao,

    Forza Mulon!
    Sono già* in ansia


  4. #404
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    Re: Settembre 2008 con Arthur Kruger

    Citazione Originariamente Scritto da arturo
    Caro Mulon,

    Ho visto la pagina delle mie memorie. E messo molto bello. Mancano solo
    La ritirata da Budapest, e La via verso la liberta, che soni ancora nella pagina.
    1 e 2. Scrivo adesso l`ultimo racconto complessivo, della fine del mio gruppo
    A Stalingrado raccontata da uno dei tre supervesuti.Questa tragedia non ho.
    Mai potuto raccontare.

    Arturo.
    Arturo,Le chiederei di indicarmi quali sono i passaggi che ho dimenticato perchè non riesco a trovarli.
    Se vuoLe,me li mandi anche in mp

  5. #405
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    Re: Settembre 2008 con Arthur Kruger

    La ritirata da Budapest nel gennaio del 1945.

    La nostra Divisione fu trasferita nel dicembre del 1944 nella zona di combattimento di Firenze,dove venne trasportata a Budapest per rinforzare queste truppe intraprese in duri combattimenti. Purtroppo però al nostro arrivo questa città* era già* caduta e allora decidemmo di ritirarci,ma i Russi ci continuavano ad attaccare con forza in continui combttimenti con i T.34 così decidemmo che chi era in grado di tenere un`arma in mano combatteva con noi. Ormai non esistevano più Compagnie,ma solamente gruppetti,ed io ero l`unico Sergente con l`esperienza della fronte e come Capo della Compagnia fui allora promosso Maresciallo. In quel momento non davo più importanza a questa promozione,ma rimanevo solamente per i miei Camerati,per cercare di portarli fuori da quell`inferno nel miglior modo possibile,dove in quel momento i giovani tenenti avevano più paura che coraggio. Nella ritirata e per le nuove posizioni di difesa, ci davano addirittura degl`ordini sbagliati,come ad esempio ci chiedevano di salutare Heil Hitler come salutavano generalmente le SS,oppure ci davano l`ordine pazzesco di andare con le Mitragliatrici pesanti in posizione davanti ad un fiume largo 5m,dove normalmente in ritirata ci si posiziona dietro un fiume e non davanti.

    L`ordine era: "Lei dovrà* andare con il suo gruppo qui in posizione, e cercherà* di tenerla fino a, quando le SS. non si saranno ritirate sulla sinistra dietro il ponte, solamente dopo lei potrà* ritirarsi e lasciare la sua posizione. Venuta notte non vedevo ancora le SS. Si erano ritirati nel buio sul
    Ponte senza avvertirmi. Improvvisamente, vedo avvicinarsi un`ombra e sento delle grida: " Non sparare!"Io avevo sentito parlare in russo e nel frattempo loro avevano già* raggiunto il ponte, allora non ci restava altro che attraversare il fiume. Io aiutavo i miei soldati a passare il fiume e per ultimo attraversavo io. Il mio capotto si era imbevuto dell`acqua e pesava come il piombo così non riuscivo ad uscire dal fiume. Al mio richiamo allora tornarono in dietro due soldati e mi aiutarono ad uscire prima che i Russi mi raggiungessero. Quando c`eravamo ritirati abbastanza dai russi, ci riposammo vicino ad un pagliaio. Ero stanco, bagnato e raffreddato così mi misi nella paglia e mi addormentai. Al mio risveglio era giorno, dei miei Camerati e dei russi non vedeva più nulla, il mio gruppo si era ritirato e io non avevo sentito l`avanti. Allora andai in una casa da un ungherese che mi disse che i russi avevano chiuso l`accerchiamento a Wienerneustadt.In cambio dei miei oggetti di valore, l`ungherese mi diede vestiti da borghese, così bruciai la mia divisa e i miei documenti e tenni con me, in uno stivale la pistola e le foto della mia famiglia. Cosi io volevo tentare di attraversare le Linee dei russi. Uscito da un bosco vidi in fondo alla valle dei movimenti di truppe da sinistra a destra e gli aerei che bombardavano da ambi le parti. Io mi dicevo: "Nel centro deve essere ancora possibile passare!"Infatti, era così e riuscii a passare.

    Cercavo truppe della Wehrmacht, ma camminavo, camminavo e vedevo solo truppe delle SS. Per non esser preso per disertore, dato che ero in borghese, mi presentai ad un comandante delle SS. Così mi vestirono con le loro divise e mi diedero un comando di 25 uomini per andare a fermare i russi. Nel frattempo vidi una targa della mia compagnia, così ritornai dal comandante per farmi un certificato che testimoniava il fatto di essere stato con loro, così ritornai dalla mia compagnia e con loro ci ritirammo fino alle linee americane e in seguito il 10 maggio del 1945 ci rendemmo a loro.

    All`entrata nel campo di prigionia c`erano operai stranieri e soldati americani. Gli operai ci tiravano calci e ci sputavano addosso, mentre i soldati ci prendevano tutti i valori, come orologi, anelli, temperini, anche le lamette per pulire le unghie. Nel campo eravamo trattati bene dato che non avevamo ne combattuto ne opposto resistenza contro le truppe americane, così avevano deciso di mandarci tutti a casa in breve tempo, ma per quelli come me che avevano la casa nella zona occupata dai russi c`era il rischio di essere consegnati a loro. Siccome io non avevo i documenti mi finsi nativo di Bolzano e che la mia famiglia viveva a Genova. Con queste inscrizioni nel mio certificato di licenziamento, ho cominciato il mio viaggio verso Genova il 20 maggio del1945.

    Le mie memorie

    Arthur Krueger
    Feltre 01 agosto 2008

  6. #406
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    Re: Settembre 2008 con Arthur Kruger

    Iscritto il: 24 mag 2008 11:34
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    Località*: Veneto La via verso la libertà*, dalla prigionia verso Sori – Genova!

    Con il certificato di licenziamento dal Comando americano in mano,mi sentivo molto meglio. Diedi un arriderci a tutti i miei Camerati e mi preparai alla partenza.
    Un soldato americano, mi diede per la mia borsaportacarte, due conserve e via
    in direzione sud. Quando passai dalla zona americana alla zona inglese un
    gruppo inglese mi prese e mi portò in un campo di prigionieri.
    Un Ufficiale, mi prese il mio certificato e le mie conserve americane,allora io protestai affermando che le avevo ricevute dagli americani e lui mi rispose:"è scritto in inglese,è stato rubato a noi!"Andai allora dal Comandante del campo e gli dissi che non ero un prigioniero,ma che ero stato licenziato dal comando americano e che il tenente mi aveva preso i miei documenti. Lui allora chiamò il tenente e mi fece ridare i documenti e affermò che potevo muovermi liberamente nella loro zona, così lo ringraziai e andai avanti, in direzione del Gross Glockner.Per strada incontrai un gruppo d`italiani, anche loro volevano ritornare in Italia, cosi mi unii a loro e incominciammo la salita dell`alta montagna. Eravamo senza cibo, non si vedeva la strada, era maggio, ma la neve era ancora molto alta. Quando raggiungemmo
    un gruppo di baracche, era già* sera. Sfondammo le porte per cercare del cibo e in un
    armadio trovammo dei quadretti di pane duro, bollimmo la neve e facemmo una zuppa con questo pane. Era il primo cibo dopo due giorni, trovammo poi anche delle coperte, così coperti dormimmo tutta la notte.

    Al mattino presto, continuammo la salita, la neve diventava sempre più alta e di forza ce n`era sempre meno. Verso mezzogiorno arrivammo al passo e a sud c`era il paesello Heiligen-Blut. Gli abitanti si accorsero che eravamo affamati e ci diedro il primo pranzo caldo dopo lunghe settimane. Un po` di riposo e dopo avanti in direzione Lienz e Silichan,il confine con l`Italia. Purtroppo però il confine era chiuso,
    solamente Via Klagenfurt era possibile entrare in Italia,ma là* c`erano i russi. Cosa dovevo fare?Allora andai dal Comandante inglese di Silichan e gli dissi che ero
    di Bolzano,che non era distante da dove ci trovavamo e là* mi aspettava la mia ragazza. Parlammo delle belle ragazze che anche lui aveva conosciuto in Italia e si vede che entrai in simpatia,allora lui mi disse:"Vieni domani,domenica,e io ti porto oltre il confine,però ti dovrò lasciare a S. Candido nel campo."Io gli risposi:"Va bene, la sono in Italia."Domenica mattina allora il buon inglese mi portò con la macchina a S. Candido e mi lasciò nel campo dei reduci. Il Comandante del campo
    controllò i miei documenti e volle sapere se ero nativo di Bolzano e perché volevo andare a Genova,così gli raccontai la mia favola,che ero figlio di un prigioniero tedesco,che lavorò fino al 1920 a Bolzano dai contadini,la mia mamma mi raccontò che mio padre era di Danzica e io andai in questa città* per cercare mio padre,ma quando scoppiò la guerra fui obbligato a fare il soldato e che adesso volevo andare da mia madre che si era trasferita a Genova. Infatti cosi era scritto anche sul mio documento americano. Dato che ero in Italia solo dal 1943/44,avevo imparato poco l`italiano,quindi,parlavo cosi male,come tanti tirolesi,che il comandante ci crese e mi mandò nel campo di Bolzano.

    Qui era tutto sotto i Partigiani.Erano registrati i reduci e consegnati i
    documenti per il viaggio di ritorno a casa. Tutti affermavano di venire da Mathausen e dai campi di sterminio, anche quelli che si portavano le mogli tedesche a casa.
    Era bello poter dire quanto cattivi erano i tedeschi! Quando fecero il foglio per me, non volevo dire che anch`io venivo da Mathausen, così mi uscì la parola esercito tedesco, allora un partigiano mi prese e mi chiuse in una camera. Dopo un breve tempo arrivò una bella ragazza e mi chiese se volessi ritornare in Germania, allora gli risposi: "Si!". Così mi disse: "Io sono fidanzata con un tedesco e ho già* aiutato molti soldati, qua fingo d`essere l`amante del capo, se mi pescano i partigiani mi uccidono". Poi se ne andò e arrivò un Partigiano che mi disse:"Tu andare dal comandante",questo allora mi domanda:"Voi tu andare in Germania?Io ti dare documenti,tu non dire che te gli ho dati io",io gli risposi:"No grazie signor Comandante!" e andai fuori nel cortile. Qui erano già* pronti i camion per la partenza,sentii:"Per Bergamo da questa parte!",ed ero già* il primo a salire sul Camion. Così partii in direzione Bergamo – Milano - Genova –e Sori nella Libertà*.
    A Sori mi aiutarono molti amici che avevo conquistato quando avevo la responsabilità* per la difesa della costa e della popolazione.

    .04.08. 2008.

    Arthur Krueger

  7. #407
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    Re: Settembre 2008 con Arthur Kruger

    Caro Mulon,

    Mit den besten Gruessen von deinem Freund Arthur.

  8. #408
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    Re: Settembre 2008 con Arthur Kruger

    Grazie Arturo

  9. #409
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    Re: Settembre 2008 con Arthur Kruger

    La Storia di Stalingrado senza fine!

    Cari lettori, con massimo impegno ho scritto le mie Memorie.
    Le mie memorie di 6 anni di guerra,una guerra che era finita in Russia per odio politico in una crudeltà* che ha poco confronto nella storia del passato. Da ambi le parti, nessuno poi escludersi.
    Come veterano racconta le cose vissute, viste e sentite dai Camerati.

    Le ultime ore dei combattimenti del mio gruppo, che mi ha raccontato uno dei tre sopravissuti. Con 180 siamo entrati nel
    Giugno 1941 in 5 ci siamo incontrato dopo il 1945. Due sono
    Ancora vivi nell`2008 Carl-Hermann Clauberg e Arthur Krueger.

    AD un viaggio per un incontro dei Veterani nella scuola dei Carristi.
    A Munster vicino a Hamburgo sono andato a trovare la vedova del.
    Nostro Capomaresciallo Petersen. La Signora mi permetteva di vedere le notizie del marito. Me e rimasto impresso una vecchia lettera scritta su la carta autartica. Sono riuscito a leggere le

    Seguenti parole: " Tu volevi sapere la fine del resto della nostra.
    Compagnia. Eravamo fino all`ultimo nella Nordriegelstellung. Rinforzato con tutti Uomini disponibili, Ferriti, Autisti e tutti dell`assistenza. Si spara solo se i Russi attaccano. Da ore eravamo sotto
    Un tremendo fuocco d`Artelleria. Improvvisamente silenzio. Una valanga di T34 avanzava. Quelli che non avevano forza ad uscire
    Da lori buchi morivano li. Che aveva la forza ad uscire, venivano raggiunti dai Cariarmati e stritolati dalle Catene. La neve si colorava in rosso. Questo era la fine della nostra Divisione.
    Due croce portava come distintivo

    Loro preferivano la morte in combattimento alla morte da prigioniero.

    Arthur Krueger
    Ottobre 2008.

  10. #410
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    Re: Settembre 2008 con Arthur Kruger

    Loro preferivano la morte in combattimento alla morte da prigioniero.

    Onore!!

    Grazie per anche questo racconto.

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