Da dove sparavano i cecchini italiani?
Avendo un impiego "da postazione", piuttosto che da "terra di nessuno", il luogo da cui operava il tiratore era la trincea.
Poteva operare da una feritoia della trincea (foto 1), nel qual caso poteva adoperare degli appositi affustini - di cui si è già* parlato nelle pagine precedenti - per tirare con l'arma già* aggiustata sul bersaglio(foto 2).
Oppure poteva operare da dietro uno scudo - come fece il nostro ignoto tiratore scelto del libro Memorie di guerra - il dovere o la ragione.
La cosa interessante, e che si può verificare anche al giorno d'oggi, è lo sviluppo in piano delle trincee italiane.
Le trinceee italiane hanno sempre avuto un andamento piuttosto "lineare" - fatto probabilmente dovuto alla natura del terreno paticolarmente impervio (mi riferisco ad esempio al Carso, per non citare l'Altopiano di Asiago od altri luoghi "ameni") - e non tortuoso ed articolato come le trincee sul fronte occidentale.
La tortuosità* serviva soprattutto a difendere meglio il tratto di fronte in caso di colpo di mano nemico.
Allego una pagina (foto 3) tratta da una libretta inglese utilizzata nella prima guera mondiale (foto 4) per mostrare la differenza. Infatti, la vittoria nella battaglia del solstizio fu legata al modo con cui gli inglesi si trincerarono...ma qui siamo un po' OT.



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