Se mi consentite, mi permetto di andare in contrario avviso sulla tecnica del restauro del calcio (ma la sostanza vale anche per i ferri).
Un fucile come il 91 è un pezzo di storia, magari è stato in linea, è passato fra le mani sprovvedute di qualche recluta, forse ha anche combattuto. Di tutto questo porta il segno, quella che nei mobili d'epoca si chiama "patina".
Andarla ad eliminare, aggredire i legni con prodotti tipo acetone o soda caustica equivarrebbe (non inorridite, c'è chi lo fa) a ribrunire un ferro un poco schiarito o far ravvivare le scritte.
Se dovessi operare io mi comporterei come con un mobile d'epoca di tipo "rustico", tendendo a restituirgli l'aspetto che aveva inizialmente, ma senza cancellare i segni dell'uso e del tempo.
In soldoni:
Pulizia dei legni con un detersivo neutro (ottimo il sapone di marsiglia) senza però inzuppare il calcio, ma procedendo a pezzi con una spugnetta appena inumidita. Se il legno rimane sporco ed unto (sporcizia ed untume non sono la "patina") procederei con una passata di trementina - possibilmente di quella di larice, ma è quasi introvabile - data con una spugnetta o, al massimo e con estrema prudenza, con una paglietta di acciaio 0000 senza eliminare l'originaria finitura sperficiale.
Per carità* lasciare stare le ammaccature, purchè non compromettano la funzionalità* dell'arma,
Una volta asciutto il pezzo utilizzerei olio di lino CRUDO (oppure olio di tung) dato in abbondanza e rimosso con uno straccio entro una mezz'ora (attenzione gli stracci bagnati di olio di lino hanno la spiacevole tendenza all'autocombustione).
Non farei altro; se piace, una volta asciutto l'olio, un pò di cera per mobili, ma non di quella del supemercato (se interessa posso fornire la ricetta).
Cordialità*
Gianfederico