-
Re: titoli visti in giro
Sto sfogliando il libro.
Ecco alcuni dei campi di concentramento o di lavoro, dove, per le precarie condizioni igieniche e per la carenza di cibo, trovarono la morte migliaia di civili internati:
Cighino, vicino a Tolmino, ora in Slovenia
Gonars (Provincia di Udine)
Poggio Terza Armata (Sdraussina), Castagnevizza e Fossalon di Grado (Provincia di Gorizia)
caserma di Monigo (Treviso)
caserma di Chiesanuova (Padova)
isola di Arbe - Rab (ora in Croazia)
Cairo Montenotte (Prov. di Savona)
Fraschette di Alatri (Prov. di Frosinone)
Renicci
Colfiorito
Tavernelle - Pietrafitta (Prov. di Perugia), Ellera e Castelsereni (tutti in Umbria)
Sospello
Visco (Prov. di Udine)
Carpi
Castel Raimondo (Macerata)
Ceprano (Frosinone)
Labico (Roma)
Ferramonte
Pisticci
Farfa Sabina (Rieti)
Porto Re (Kraljevica), isola di Brazza, isola di Lesina, isola di Mezzo (in Dalmazia)
Non c'è un elenco nel libro. Ho tirato fuori i nomi dal testo e me ne può essere sfuggito qualcuno.
Non esistono dati ufficiali sul numero degli internati, i loro nominativi, dove sono stati internati e per quale motivo, scriveva l'alto commissario Grazioli al Ministero degli Interni il 18 gennaio 1943.
I dati non venivano forniti per una precisa scelta del governo.
Il Comitato Internazionale della Croce Rossa di Ginevra chiedeva nel maggio 1942 l'elenco dei campi di concentramento ufficialmente riconosciuti nel Regno, ma il Ministero dell'Interno era disposto a comunicare solo l'elenco dei campi dove si trovavano sudditi di Stati nemici, ma non quelli dove si trovano connazionali ed elementi provenienti dalle zone occupate. Gli internati ex jugoslavi erano considerati "affare interno".
Il generale Roatta, comandante della II Armata, aveva avuto ordine di sgomberare dalla Provincia di Lubiana 30.000 civili, inviandoli in campi di concentramento all'interno del Regno.
Secondo un "Appunto per il Duce" nell'estate 1942 gli internati erano almeno 52.800.
Una Commissione d'indagine jugoslava per l'accertamento dei crimini degli occupanti fornì la cifra di quasi 150 mila civili internati dagli italiani, mentre uno studio jugoslavo del 1982 ha fissato il numero a quasi 110 mila internati prima dell'8 settembre 1943.
Secondo la testimonianza di un internato, nel luglio 1942, nel campo di Gonars, la razione quotidiana di cibo era:
una piccola pagnotta di 100 grammi per tutto il giorno
al mattino un gavettino di surrogato di caffè
due volte al giorno del brodo chiaro con un miscuglio di zucche, cavoli e cappucci in cui nuotavano alcuni risi e maccheroni.
Il campo di Renicci (Arezzo) si trovava in un bosco di querce e pare che gli internati fossero ridotti a nutrirsi di ghiande.
Cinico appunto manoscritto del generale G. Gambara del 17.12.1942:
"Logico ed opportuno che campo di concentramento non significhi campo di ingrassamento.
Individuo malato = individuo che sta tranquillo...."
Nel complesso, direi che è il caso di leggere questo libro.
Permessi di scrittura
- Tu non puoi inviare nuove discussioni
- Tu non puoi inviare risposte
- Tu non puoi inviare allegati
- Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
-
Regolamento del forum