Buongiorno a tutti,
solo per integrare il piccolo capolavoro scritto da Carlo inerente alle giacche prodotte con panni e stoffe di preda bellica italiana, considerando fra l`altro le precedenti sue menzioni, vorrei contribuire alla completezza del topic postando qualche oggetto della mia collezione.
Facendo un discorso ad ampio raggio, ricorderei il massiccio uso fatto da parte della Wehrmacht di tutto il materiale indossabile appartenente ad altri eserciti sconfitti (olandese, cecoslovacco, ecc), annessi (austriaco) o, nel caso di quello italiano, disciolto. Nel primi due casi, i capi già* confezionati e pronti per l`uso sono stati riutilizzati aggiungendo o sottraendo piccoli particolari per garantire una certa ed unica somiglianza a quello originale tedesco. Nel caso specifico del materiale italiano invece, non è stato riutilizzato nessun capo già* confezionato (teli tenda e scarpe a parte, ma questo è un altro discorso), ma solo asportate le varie materie prime dai magazzini (panni, tessuti, bottoni ecc) per poi confezionare i capi direttamente in Germania.
Detto ciò, inizierei con una Feldjacke modello 43 prodotta in Gabardina italiana, nuova di arsenale, appartenente ad un reggimento di artiglieria di una divisione di montagna (la giacca è mostreggiata d'epoca, trovata con l'Edelweiss già* cucita a zig zag). Il marchio interno, oltre alle consuete taglie, riporta il magazzino vestiario di Erfurt, dove, insieme a quello di Monaco, la maggior parte dei capi così confezionati ho avuto modo di constatare sembrano provenire. Evidentemente, le due città* in questione sono state le uniche destinatarie del gran lotto di panni e tessuti di preda ‘liberato` dopo l`8 Settembre 1943 (Badoglio, armistizio, guerra civile ecc).
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Della stessa serie, è presente anche il pantalone modello Keilhose (m43) nuovo di arsenale, di cui mi limito a postare qualche foto, visto che il buon Karl ne ha già* discusso in maniera completa.
NOTA: a dispetto dell`aspetto così gradevole e, se vogliamo, piuttosto marziale dell`uniforme in Gabardine italiana, credo che non doveva essere stato altrettanto gradevole il confort e la praticità* d`uso della stessa. Indossandola infatti, anche se il tempo trascorso può aver alterato il panno, si ha come l`impressione di entrare all`interno di uno scafandro del tipo che veniva usato dai palombari all`inizio del secolo.
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Trattasi del cappotto da ufficiale confezionato privatamente e appartenuto ad un sottotenente (Leutnant) delle unità* Aufklarüngs (Ricognizione). Ciò attesta che lo stesso panno venne generalizzato ed utilizzato anche nel mercato privato.
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