Concordo con te naviditalia riguardo la partigianeria dell'autore, ma leggendo con attenzione l'opera egli non indica il soldato italiano come un incapace, vigliacco o altro, ne ribadisce invece i sacrifici, la tenacia e il trattamento subito dai suoi generali (so che il livello di scolarizzazione, maturità sociale, consapevolezza civile dell'epoca in Italia non era paragonabile a quello di altri stati europei). Il Thompson attacca, e credo che non sia il solo studioso/storico, la casta dei generali, in particolare Cadorna e la sua volontà di imporre attacchi (le c.d. spallate) micidiali e mortali per il semplice fante italiano, ribadisce l'ottusità dei comandanti, il loro carrierismo e la loro piaggeria, non risparmiando nemmeno la classe politica italiana...(ma quì è come sparare sulla Croce Rossa). Riporta altresì la scarsa stima che noi italiani godevano (?) presso i nostri alleati. Anche altri autori, pure italiani, marcano simili enunciazioni/comportamenti, magari all'epoca ritenuti normali, commessi sul fronte italiano.