L'orologio descritto sopra ha una caratteristica davvero impressionante: ben quattro lancette sono incardinate sullo stesso asse e si muovono indipendentemente. Dunque il loro movimento avviene attraverso quattro "cilindri" concentrici, indipendenti, l'uno contenuto in quello più ampio.
Si tratta, per di più, dell'ultima frontiere dello sviluppo orologiero aeronautico.
Molti velivoli militari, oggi, hanno il cosiddetto "Glass cockpit", ovvero il cruscotto rappresentato da diversi schermi LCD sui quali i computer di bordo rappresentano i diversi dati e valori utili al volo, alla navigazione e alla gestione dei sistemi di bordo e d'arma.
Ebbene, talvolta anche in presenza di simili apparecchiature, rimane un orologio meccanico.
E quando c'è un orologio meccanico, in ambito Nato, al 90% si tratta di un Type A13 o ABU-9.
La prossima famiglia, invece, appare agli albori dell'orologeria aeronautica:

5° famiglia: Kienzle e simili
Finora abbiamo visto orologi di diverso tipo, ma tutti accumunati da una caratteristica, sempre presente: i comandi di carica, messa dell'ora, della cronografia, etc... sono tutti sul lato frontale. In un solo caso, laterale...
Questa non è l'unica soluzione possibile. Anzi... l'orologio da cockpit nasce spesso con carica e messa dell'ora sul retro...
E allora si adottano diverse soluzioni.
Quella Kienzle, utilizzata anche da Schenkler & Gruser è stata di creare una sorta di sportellino, che si apre quando si deve accedere ai comandi...
A questa famiglia appartengono gli FL.23886, FL.23887, FL.23888 della Luftwaffe:




Junghans, per questo tipo di orologi adotta due soluzioni: quella ad anta, sopra raffigurata, e quella con avvitamento a baionetta:


Si tratta, ovviamente, di orologi solo tempo, di costruzione semplice ed obsoleta: dopo la guerra questa tipologia si estingue, dunque il Radio è sempre presente.
La corona più grande che si vede, in questi orologi serve per caricare la molla e quella più piccola per la regolazione dell'ora...