Le rosate dei colpi originali sono per forza di cose più larghe di quelli moderni, vuoi per la composizione complessa del proiettile che rende difficile un perfetto bilanciamento che per la resa irregolare delle polveri.
Le munizioni col tempo volenti o nolenti sono soggette a cambiamenti che interessano inizialmente l'innesco che è il componente più delicato ed a seguire il propellente. Il difetto più comune è la mancata accensione causata dall'innesco "morto", sostituendolo con uno recente la munizione funziona.
Se parte occorre considerare che le prestazioni combustive non rispettano più i capitolati di fabbricazione causa alterazioni fisico chimiche legate ai solventi utilizzati ed alla presenza di una percentuale di umidità nell'aria intrappolata nella camera a polvere. Questo fa si che i ritmi pressori possano variare anche notevolmente da colpo a colpo con i risultati sul bersaglio che possiamo valutare (anche se non erano munizioni da gara, occorre tenerne conto!).
Per ovviare a questo problema gli standard militari prevedono un primo "tagliando" dei lotti a distanza di alcuni anni dalla fabbricazione (mi pare 10), se i risultati rimangono nei parametri viene prolungata la vita operativa fino al prossimo controllo, a termine più breve.
Non voglio pensare al destino dei milioni di colpi presenti nei nostri depositi che vengono destinati all'alienazione ma questo è un'altro discorso...
L'arma d'epoca se non presenta ossidazioni pesanti nella parti critiche, anima in primis, o cricche nella culatta/otturatore esprime il meglio di se con munizioni ricaricate ad hoc. Far ruggire le vecchie glorie dà sempre una bella soddisfazione!![]()



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