questo è l'interno dell'elmetto con fregio a stella + falce e martello.
Purtroppo mi devi scusare, ma io non riesco a vedere bene, le tue foto sono poco nitide e i colori non ben decifrabili.
In ogni caso per non lasciarti così senza risposte:
Il motivo per cui ti ho chiesto di farmi vedere i cuscinetti era per vedere il colore del feltro e del cotone, quello dei bellici è feltro naturale (biancastro) e non nero
o altro colore, la prima delle ultime foto sembra mostrare il tipo corretto WWII.
Sulla clip di metallo nella parte finale del soggolo lungo non sono poi così sicuro circa quello che ho detto, a memoria ricordavo così, ma riguardando le immagini del libro di Clawson, mi devo ricredere, poiché mostra elmetti in condizioni pari al nuovo che hanno il soggolo con il finalino in metallo, diciamo che è raro trovare un elmetto WWII russo non ricondizionato che ancora conservi questa caratteristica, in ogni caso questo non vuol dire che i soggoli di questi elmetti siano WWII in quanto le differenze sono minime e differiscono per colore e altri piccoli dettagli.
Senza voler essere tranchant e aspettando, come ho già detto un parere più autorevole, questi dovrebbero essere elmetti ricondizionati negli anni 50 e destinati ad un uso non-combat, spesso utilizzati nei centri di addestramento.
Se può far comodo di seguito trovi un addedundum al libro di Clawson sugli elmetti russi:
Another interesting example of the hybrid SSh-39 shell with the renovated SSh-40 liner system installed. The photos included below illustrate the unbalanced location of the three pads suspended by tabs from the three rivets on the mid-crown. On the inside of the helmet is stamped the "UCHEBNY" in Russian, meaning "training." The stamp indicates, at the very least, that these particular helmets were not considered suitable for actual combat. The renovations apparently took place in the 1950s and do not seem to have been widely replicated. Thus, those bearing this stamp should be considered rare. Above is an inner view of an SSh-39 with SSh-40 style liner pads suspended from three tabs riveted to the 1939 shell. The production stamp indicates that it was renovated at the Leningrad Metallurgical Factory in 1950. The meaning of the stenciled "9" is unknown. The "UCHEBNY" stamp is not visible in this photo. See photo below. Visible (upside down) in the inside bowl of the SSh-39 shell is the stamp bearing the Russian word "UCHEBNY," meaning "training." It is inside a clearly marked rectangle and is just a few centimeters from one of the rivets and tabs that hold each of the three SSh-40 style liner pads.
Il problema con gli elmetti russi è che tra la fine della guerra e diversi anni dopo sostanzialmente non ci fu alcuna differenza, non è che l'8 maggio del 1945 fu una barriera netta, come ad esempio avvenne per i perdenti, Germania in testa.
I Sovietici, come del resto anche Inglesi o Americani, ma non solo loro, tutto sommato ciò avvenne anche da noi, in Italia, continuarono a utilizzare normalmente il materiale bellico per diversi anni ed anche a produrne con le stesse caratteristiche, fino ad esaurimento sia dei contratti in essere che delle scorte di magazzino, fino a che non entrarono in servizio modelli nuovi o si adottarono tecnologie più moderne, senza una barriera temporale netta e definita.
Gli esempi sono molteplici, per cui affermare che certi particolari sono bellici e altri postebellici, nell'arco di tutti gli anni 40 e anche di buona parte dei 50, è spesso solo una convenzione collezionistica, ma difficile da dimostrare al cento per cento.
Grazie a tutti delle risposte e delle informazioni, sono senz'altro contento del mio acquisto. Giovanni
Ciao a tutti. Pubblico le foto di questo mio elmetto sovietico SSh40. Sul davanti presenta ancora una parte di stella rossa, lo scafo ha due colorazioni di verde, più chiaro quello esterno. Lotto nr. 1-454 che, essendo un numero basso potrebbe significare l'inizio della produzione di questo modello di elmetto. Solito soggolo in canapa, mancante della fibbia. Nessun timbro visibile all'interno. La particolarità di questo elmetto è presentare non la solita cuffia di tela cerata nera ma una cuffia, sempre a tre patte e più o meno delle dimensioni di quella originale, forse un poco abbondante, fatta con spesso panno marrone tipo coperta un poco infeltrito. Mi viene da pensare sia l'opera del soldato che l'aveva in dotazione e che si era ingegnato nel prepararsi una cuffia più comoda e, soprattutto, più calda. Giovanni
Purtroppo imbottitura rifatta (male) e rimessa. PaoloM
Ciao a tutti riprendo questo topic perché ho recuperato questo ssh40 datato 1958. Sapete dirmi qualcosa della vernice gialla? Forse Afganistan o forse fornitura all'Egitto o alla Siria come teorizza l'amico Rheinmetall?
Lassù pugnammo. Lassù caddero gli eroi fratelli
per la grandezza della Patria.
Il più vasto confine a lei consacrato,
vigila e difendi con la fede dei forti
Dal monumento al Vecio e al Bocia sito alla caserma Salsa di Belluno, sede del glorioso 7° Alpini
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