Mi complimento per il bel racconto, e visto finalmente che si parla della battaglia del Ponte di Primosole, mi permetto di integrarlo, sempre pronto a qualunque vostra correzione.Originariamente Scritto da mimmo anfora
Da un lato solo il sedici per cento dei 1856 inglesi parteciparono agli scontri, ma è anche vero che più di un terzo non si lanciò. Un gruppo fu catturato quasi al completo alle pendici dell`Etna (ad eccezione di soli 2 uomini), ma non è indicata né l`indicazione del luogo esatto e né da chi furono catturati, e mi sorge una domanda che pongo a voi. Dato che in genere la letteratura anglo americana non nomina quasi mai i reparti italiani che ebbero la meglio, non potrebbe trattarsi di quel gruppo di parà* inglesi atterrati a monte di Acireale in un vigneto e annientato dal sardo tenente Bacchiddu dei parà* degli Arditi di cui parla il Nicolosi in "la guerra a Catania"? Ritornando al lancio dei 1856 parà* della Ia Brigata(comprendenti oltre ai tre battaglioni, il I° Rgt Batterie anticarro da sbarco aereo, Ia squadra paracadutisti, genieri reali, reparti della 21° compagnia paracadutisti indipendenti e due reparti di bombardamento navale), tale operazione risultò essere un insuccesso perché secondo il piano i 145 aerei, di cui 126 addetti al trasporto dei parà* e 19 trainanti gli alianti Horsa con a bordo le armi anticarro, dovevano sorvolare il corridoio aereo a circa 8 km dalla costa mantenendosi a distanza dal tiro navale alleato, deviando verso l`interno solo quando sarebbero stati in posizione parallela alla foce del Simeto, lanciando i parà* da una quota di 150 metri. Ma vennero presi di mira dal fuoco amico sia delle navi poste al largo di Malta che della costa siciliana, e dal fuoco nemico di batteria creando caos e panico, con aerei che zigzagavano per disimpegnarsi, aerei che avvicinandosi da posizioni opposte rischiarono di scontrarsi, alianti illuminati dai fari dei proiettori nemici col risultato di venire crivellati dalle mitragliatrici schiantandosi sul terreno. Ed in mezzo a tale caos 14 aerei furono perduti, 11 colpiti dalla contraerea, alcuni parà* riuscirono a lanciarsi prima che gli aerei si schiantassero in mare o sul terreno, 30 aerei lanciarono gli uomini sopra la zona di caduta, 9 nelle vicinanze e 48 aerei si ritrovarono lontani dagli obiettivi ad una distanza tra loro di circa 30 km. 4 alianti atterrarono nelle zone assegnate, 13 sparsi per la Piana di Catania, con alcune zone di caduta in fiamme per il fuoco appiccato dai proiettili incendiari, e 26 aerei ritornarono in Nord Africa senza aver lanciato i parà*. A tali perdite ed alle manovre di disimpegno degli aerei contribuì anche il fuoco del battaglione mitragliere di Schmidt, che senza saperlo si trovarono sulla linea di avvicinamento di molti aerei, esattamente nel corridoio di volo di due delle quattro zone di lancio e di atterraggio degli alianti. Un solo plotone distrusse 3 alianti, un altro 3 Dakota e furono catturati 82 parà*.
Il II° Btg ed una parte della compagnia A furono lanciati nella posizione a loro assegnata ed alle 05.30 circa 140 uomini del II° btg di Frost erano appostato intorno alla collina Johnny I.
C`è da aggiungere che un aliante si era scontrato con il ponte creando panico tra gli italiani che si trovavano li. Gli alianti schiantatisi intorno al Ponte furono 3 dei 19. Uno schiantandosi sulla riva del fiume si spezzò a metà*, con l`equipaggio di un cannone gravemente ferito ed i due piloti scaraventati fuori dai finestrini della carlinga e mutilatiOriginariamente Scritto da mimmo anfora
Lathbury attaccò con circa 40 uomini avendo a disposizione solo gli sten ed avvicinandosi verso il lato sud del Ponte vide un aliante schiantatosi ad un centinaio di metri dalla riva del fiume. A pochi metri dal Ponte seppe che alcuni uomini di Pearson si trovavano sulla riva settentrionale. C`è da dire che nonostante l`atterraggio dei parà*, il fuoco contraereo, quello delle mitragliatrici, c`era un via vai di veicoli nemici lungo la strada 114 tra Catania e Lentini i cui fari furono notati dallo stesso Lathbury passare nei due sensi di marcia, che pensando alla possibilità* dei nemici di rimuovere i blocchi stradali per consentire il transito, decise di aspettare il sopraggiungere di una convoglio per attaccarlo con gli sten e le granate. Ma dopo essergli riuscita un`imboscata ad un convoglio, mentre attraversava il Ponte fu ferito dalle granate lanciate dall`autista di uno dei mezzi che stazionava all`estremità* settentrionale del Ponte, sul cui mezzo c`era un pezzo da 88mmOriginariamente Scritto da mimmo anfora
Gli uomini di Schmidt scatenarono un fuoco infernale con mortai e mitragliatrici arrecando forti perdite agli inglesi ,scontrandosi così nei pressi della collina Jhonny III, che venne conquistata dai tedeschi. Tali reparti tedeschi non appartenevano al 4° Rgt paracadutisti Fallschirmjager 4, bensì al I° Btg paracadutisti mitraglieri che la notte precedente occupò le posizioni tra Johnny I e III per bloccare ogni tentativo nemico di occupare il Ponte attraverso la strada 114. Gli inglesi furono stupiti dell`attacco proveniente da Ovest e che ad attaccarli fossero parà* tedeschi,i quali attaccandoli con mitragliatrici da Jhonny III spinsero gli inglesi ad inviare una pattuglia per risolvere il problema. Ma la pattuglia fu costretta a ritirarsi subendo perdite causate da tre autoblindo. Nel corso di questo attacco,per gli inglesi la situazione diventava molto critica. Erano sotto il fuoco nemico delle mitragliatrici proveniente da tre lati che lo stava accerchiando. Il fuoco tedesco era ben diretto arrecando gravi perdite, le munizioni dei parà* inglesi stavano esaurendosi, l`erba secca a sud prendeva fuoco costringendo il calore delle fiamme a riunirli in un`area ristretta, mentre il fumo veniva sfruttato dai tedeschi per migliorare le loro posizioni. Ma alle 9 in soccorso degli inglesi arrivarono i colpi da 175 mm dell`incrociatore Newfoundland, con cui riuscì a mettersi in contatto un Cap della marina inglese. Gli uomini del Col. Pearson non ebbero un gran da fare per tutta la mattinata, anche se a metà* mattina uno squadrone di Focke-Wulfe 190 mitragliò la zona del Ponte senza arrecare danni.Intanto era ancora incerta l`ora di arrivo della 50° Divisione a causa degli scontri a Lentini. Nel frattempo Pearson sparpagliò gli uomini a nord del fiume e fu li che i tedeschi lanciarono i contrattacchi per riprendersi il Ponte. Questi contrattacchi furono opera del Cap. Franz Stangerberg, che dopo essere venuto a conoscenza della presenza degli inglesi lungo la strada 114 e che controllavano i Ponte, decise di dirigersi li venendo accolto da un fuoco violento. Così radunati una ventina di uomini si diresse nuovamente verso il Ponte, ma fu costretto a ritirarsi perché la rezione fu molto violenta. A quanto pare l`attacco iniziale di Stangerberg, i tedeschi avvicinandosi da Nord su due camion si fermarono a circa 2,5 km dal Ponte per consentire alle truppe di scendere. Appena avanzarono sui lati della strada alla distanza di circa 1,5 km furono fermati con alcune perdite e costretti alla ritirata per l`entrata in azione dei mortai inglesi.Quindi Stangerberg ritornò a Catania con lo scopo di costituire una forza idonea a ricacciare gli inglesi. I rinforzi non sarebbero arrivati prima di quella sera, così l`unica unità* disponibile era quella del Cap. Fassl, cioè la 1a compagnia del 1° Battaglione Paracadutisti delle Comunicazioni. Fu formata in breve tempo una forza di circa 350 uomini tra i circa 200 ragruppati dai suoi sottufficiali tra impiegati, cuochi, meccanici ed autisti ed i 150 di Fassl, rimanendo tale forza in contatto con una batteria contraerea pesante a sud di Catania, composta da un pezzo da 88mm e da u vecchio cannone italiano da 5 cm con serventi tedeschi. Con la Batteria pronta a dare una mano, Stangerberg dispose i suoi uomini su entrambi i lati della 114, mentre Fassl schierò i suoi uomini ad est con l`ordine di guadare il fiume e di attaccare il fianco destro degli inglesi.Originariamente Scritto da mimmo anfora
Il primo attacco fu respinto senza difficoltà*, mentre il secondo dal fianco destro restrinse la linea difensiva del Col. Pearson. Oltre a due pezzi da 88mm del campo di aviazione di Catania i tedeschi avevano a disposizione anche un semovente da 88 e diversi cannoni anticarro, con cui fecero fuoco per due ore sui parà* inglesi.Il Vero pericolo veniva dall`attacco di Fassl che catturò i primi uomini. A Pearson intanto cominciava a mancare sia gli uomini che il fuoco necessario per resistere fino a che decise di abbandonare la riva nord del Fiume alle 17.30, ritirandosi sulla riva meridionale. Nel frattempo al 1° Btg si erano uniti altri soldati inglesi sbandati ammontando così a 160 uomini.Il Newfoundland senza contatti radiotelegrafici non era in grado di dare un buon supporto, ma intorno alle 15 eliminò una batteria di artiglieria nemica ad ovest di Catania, mentre un`altra sebbene non fosse stata ridotta al silenzio fu continuamente disturbata.Originariamente Scritto da mimmo anfora
Nel frattempo sotto la forte pressione tedesca la difesa del Ponte diventava sempre più disperata, avendo i tedeschi portati un pezzo da 88mm sulla riva Nord da dove sparavano con alzo zero distruggendo le due casematte dietro cui si difendevano i parà* fin quando Lathbury alle 18.30 ordinò la ritirata sulle colline Jhonny.
Intorno alle 19.30 in un uliveto a sud della collina Jhonny I apparve il primo Shermann della Iva Brigata, seguito dopo due ore da una compagnia del 6° Reggimento Durham che aveva percorso una trentina di chilometri sotto il caldo, ma stanca e non nelle condizioni di entrare immediatamente in azione. L`arrivo degli Shermann costrinse i tedeschi a ritirarsi a nord del fiume.Originariamente Scritto da mimmo anfora

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