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Discussione: Film: SQUADRIGLIA BIANCA

  1. #1
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    Film: SQUADRIGLIA BIANCA

    Un gruppo di crocerossine frequenta un corso di perfezionamento per conseguire il brevetto di pilota e far parte della "Squadriglia Bianca", audace innovazione nell'opera di soccorso della Croce Rossa. Una di esse, frivola, presuntuosa ed oppressa da una enorme fortuna che si è iscritta per puro capriccio, si invaghisce dell'istruttore un giovane ufficiale serio ed intransigente nell'insegnamento, il quale però si mostra del tutto indifferente alle sue lusinghe e non si fa scrupolo di riprendere la poco diligente allieva. Questa si ritira dal corso, ma le severe lezioni impartitegli dall'ufficiale hanno operato sul suo carattere un salutare effetto. Scoppia la guerra e la "Squadriglia Bianca" viene immediatamente utilizzata in zona di operazioni e anche la ragazza parte per il fronte come infermiera. Venuta a conoscenza che l'istruttore è rimasto colpito oltre le linee nemiche, essa si precipita al suo salvataggio con un apparecchio, ma in questo generoso tentativo perde la vita.


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    REGIA:
    Jon Sava
    SCENEGGIATURA: Jon Sava, Diego Calcagno
    ATTORI:
    Diana Alba, Marcel Angelescu, Tino Bianchi, Dino Di Luca, Marilena Economu, Nadia Herescu, Claudio Gora, Ondina Maris, Mariella Lotti, Miretta Mauri, Antonio Corevi, Daniela Dobrescu, Astorre Pederzoli, Lucia Sturza Bulandra, Mario Visconti


    FOTOGRAFIA:
    Emanuel Filiberto Lomiry
    MUSICHE: Jon Vasilescu
    PRODUZIONE: ARTISTI ASSOCIATI - O.N.C.
    DISTRIBUZIONE: ARTISTI ASSOCIATI
    PAESE: Italia 1942
    DURATA: 78 Min

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    IL FILM E' STATO COOPRODOTTO CON LA ROMANIA ED E' USCITO IN ROMANIA CON IL TITOLO "ESCADRILEI ALBE"
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    "Chissà a quale di questi alberi ci impiccheranno..."

  2. #2
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    Secondo film di coproduzione italo-rumena dei tre previsti nel 1942, uscì in Romania lo stesso anno, ma in Italia, bloccato da lungaggini burocratiche e dagli eventi dell' 8 settembre arrivò nelle sale solo nel 1944 nel territorio RSI. Nella Città aperta di Roma fu recensito a 24 ore dall' arrivo degli Alleati.

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    "[...] Se togliamo qualche brano documentario aviatorio, [...] tutto si svolge in un clima convenzionale su un filo conduttore dei più stanchi, perchè abusato: illustrato più a parole, che per immagini, attraverso episodi e personaggi intuiti forse, ma non espressi con chiarezza e vigore". (M. Meneghini, "L'Osservatore Romano", del 3/6/1944).
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    AMPIAMENTE SFORBICIATO RIAPPARVE BREVEMENTE NEL DOPOGUERRA.
    "Chissà a quale di questi alberi ci impiccheranno..."

  3. #3
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    Nel settembre del 1939, per sfuggire all’ormai inevitabile accerchiamento da parte delle truppe tedesche e sovietiche, che avevano rapidamente e proditoriamente invaso la Polonia in base al patto Ribbentrop-Molotov, una parte consistente dell’armata polacca obbedendo agli ordini del proprio governo si rifugiò ordinatamente in Romania, venendo sottoposta dal governo di Bucarest ad un internamento tanto blando e benevolo che gran parte degli uomini poté raggiungere in breve tempo la Francia per riorganizzarsi e continuare la lotta contro i nazisti. Di conseguenza una quantità di armi leggere, carri armati ed aerei di origine polacca rimasero in Romania venendo incamerati dalle FF.AA. regie, che dal giugno 1941 li riutilizzarono ad esaurimento, combattendo sul fronte orientale contro l’Unione Sovietica al fianco dell’alleato germanico, per volontà del governo del generale Antonescu. Tra gli aerei immessi in servizio nella regia forza aerea romena (F.A.R.R.) vi furono anche una trentina di piccoli monomotori ad ala alta tipo RWD 13. Alcuni di essi in configurazione MEDEVAC ed identificati con la sigla RWD 13S, andarono a formare la Escadrilla Sanitara per l’evacuazione di feriti gravi dalla linea del fronte. Per quanto ufficialmente integrata nei ranghi della F.A.R.R. come Escadrilla 108 essa nacque per precisa volontà della croce rossa romena, che reclutò esclusivamente giovani donne provenienti dalla buona società, già in possesso del brevetto da pilota da turismo, fornendo loro il necessario addestramento infermieristico e di primo soccorso. Le volontarie, equiparate al grado militare di sergente pilota, durante l’assedio di Odessa nel 1941 operarono valorosamente e divennero presto popolarissime tra le truppe al fronte orientale. Furono loro dedicati numerosi servizi fotografici e giornalistici, sia in patria che negli altri paesi dell’Asse e la loro unità fu ufficiosamente ribattezzata Escadrilla Alba, cioè Squadriglia Bianca, a causa della livrea totalmente bianca degli aerei, contraddistinti da vistose croci rosse (che peraltro i piloti della VVS sovietica non rispettavano affatto). Visti i lusinghieri risultati ottenuti nel primo anno di guerra, i vertici dell’aviazione romena nell’ambito della ristrutturazione dei reparti di volo, autorizzarono nel 1942/43 la formazione di una seconda squadriglia sanitaria, sempre formata da donne pilota volontarie. Circa nello stesso periodo, dai ministri della propaganda di Roma e Bucarest fu firmata una intesa per una collaborazione in campo cinematografico, che avrebbe dovuto concretizzarsi nella realizzazione di un primo lotto di tre pellicole di propaganda bellica, intitolate rispettivamente Odessa in fiamme, Squadriglia bianca e Allarme a Campina. Girati da registi italiani e interpretati da noti attori italiani e romeni, i film avrebbero dovuto uscire doppiati nei due paesi grazie a una joint venture italo-romena, rafforzando ideologicamente la fratellanza d’armi contro il comune nemico comunista, ma risentirono negativamente degli eventi bellici. Solo il mediocre melodramma spionistico Odessa in fiamme poté arrivare effettivamente nelle sale cinematografiche, mentre Allarme a Campina probabilmente non fu mai realizzato. Quanto a Squadriglia bianca, che dei tre film era il più promettente e spettacolare in quanto girato tra Cinecittà, Bucarest e le retrovie del fronte orientale, esso fu effettivamente terminato – ma molto a rilento – anche perché nel frattempo la grande controffensiva invernale sovietica aveva travolto le armate italiana e romena impegnate ad est, la censura fascista aveva fatto calare una cappa di silenzio sulle enormi perdite subite dall’A.R.M.I.R. e non era opportuno parlare di un argomento scomodo. L’uscita nelle sale era prevista per l’autunno del 1943 ma fu bloccata dalla caduta del regime, poi dall’armistizio e dalla guerra civile. Frattanto nel 1944 la Romania aveva cambiato campo, schierandosi contro il Reich dopo che il giovane re Michele aveva esautorato il Conducator Antonescu, firmando un armistizio e mandando proprie truppe a combattere i nazisti sul fronte ungherese al fianco dell’Armata Rossa, dunque durante la R.S.I. fu concesso il visto di censura, ma ebbe breve durata. Nell’immediato dopoguerra però la pellicola fu rieditata, mutilandola pesantemente di ogni riferimento agli eventi politici e militari del quinquennio precedente, e perfino di ogni precisa ambientazione geografica, visto che ormai la Romania era una repubblica stalinista, e in Italia il P.C.I. sembrava in procinto di prendere il potere senza che nessuno potesse più ostacolarlo. Le vicende belliche e amorose delle infermiere volanti e degli eroici feriti protagonisti del film risultavano perciò poco gradite al pubblico dell’epoca, nonostante un nuovo doppiaggio. La versione censurata è stata ripubblicata in Italia su VHS alla fine degli anni novanta ed attualmente è ancora reperibile su DVD, seppure con qualche difficoltà.
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    CHISSA' A QUALE DI QUESTI ALBERI CI IMPICCHERANNO?

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