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Discussione: Foto coloniali nel Corno d'Africa

  1. #1
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    Foto coloniali nel Corno d'Africa

    Ciao a tutti.

    Pubblico una serie di foto relative all'avventura coloniale italiana nel Corno d'Africa.

    Nel 1882, il Regno d'Italia acquisì ufficialmente dalla Società di navigazione Rubattino la baia della città portuale di Assab, oggi Eritrea, formandone il primo nucleo coloniale italiano. In seguito l'Italia acquisì altre città nella zona, quindi decise di espandersi militarmente in tutta la regione. Dopo una sanguinosa guerra con alte perdite da entrambe le parti, Italia ed Etiopia firmarono il Trattato di Uccialli del 1889, in seguito al quale la Somalia ancora libera e l'Eritrea passavano ai Savoia. Successivamente il programma di espansione coloniale italiano concentrò le proprie attenzioni verso la Tripolitania.

    A fine 1935 l'Italia fascista, prendendo come base la Somalia e l'Eritrea affrontò e sconfisse definitivamente l'Etiopia, occupando Addis Abeba il 9 maggio 1936 e creando l' Africa Orientale Italiana.

    Dopo un iniziale periodo di guerra civile, nel 1937 la regione visse un periodo di pace e nei successivi tre anni la capitale locale, Addis Abeba, fu radicalmente ricostruita secondo gli standard voluti dal governo italiano. Ma lo scoppio della seconda guerra mondiale determinò la fine del colonialismo italiano.

    Il primo gruppo di 14 foto è il più datato, vi è una sola didascalia: Mahaddei 4 Novembre 1929. Mahaddei Uen (anche chiamata Mahadaay Weyn in somalo) è un villaggio nella regione somala del Medio Scebeli situato 120 km a nord di Mogadiscio e a 25 km a nord di Giohar:

    Colonie Africa - Foto 1R 618.jpg

    Colonie Africa - Foto 2R 619.jpg

    Colonie Africa - Foto 11R 628.jpg

    Colonie Africa - Foto 9R 626.jpg

    Colonie Africa - Foto 8R 625.jpg

    Colonie Africa - Foto 7R 624.jpg

    Colonie Africa - Foto 6R 623.jpg

    Colonie Africa - Foto 4R 621.jpgColonie Africa - Foto 3R 620.jpg
    per queste due foto vi sono due stampe

    Colonie Africa - Foto 10R 627.jpgColonie Africa - Foto 5R 622.jpg

    Colonie Africa - Foto 13R 630.jpg

    Colonie Africa - Foto 12R 629.jpg

    Colonie Africa - Foto 14R 631.jpgColonie Africa - Foto 14 retroR 632.jpg

    Ora due foto singole:

    Ascari Foto 1R 635.jpgAscari Foto 1 retroR 636.jpg
    foto datata 1941, da sinistra un Ascaro (soldato semplice) e due Bulucbasci (sottufficiali) delle truppe coloniali italiane. Le stellette sotto i gradi indicano l'anzianità di servizio.

    Ascari artiglieria fotoR 049.jpgAscari artiglieria foto retroR 050.jpg
    foto formato cartolina senza indicazioni, gruppi di Ascari in addestramento

    Proseguo con un gruppo di 11 foto, non necessariamente collegate tra di loro:

    Ascari Zaptiè - Foto 8R 345.jpg

    Ascari Zaptiè - Foto 1R 338.jpg

    Ascari Zaptiè - Foto 2R 339.jpg

    Ascari Zaptiè - Foto 3R 340.jpg

    Ascari Zaptiè - Foto 4R 341.jpgAscari Zaptiè - Foto 5R 343.jpg
    sequenza di due foto

    Ascari Zaptiè - Foto 6R 342.jpg
    purtroppo le foto delle impiccagioni non mancano

    Ascari Zaptiè - Foto 7R 344.jpg

    Ascari Zaptiè - Foto 10R 347.jpg
    si raccolgono le salme dei caduti etiopi nella guerra

    Ascari Zaptiè - Foto 9R 346.jpgAscari Zaptiè - Foto 9R2 346.jpgAscari Zaptiè - Foto 9 retroR 349.jpg
    un gruppo di operai militarizzati posa vicino ad un cippo commemorativo. Il Fiume Tacazzè scorre nella regione etiope di Lasta.

    Ascari Zaptiè - Foto 11R 348.jpgAscari Zaptiè - Foto 11 retroR 350.jpg
    messa di campo della Pasqua 1936 al Passo Af Gagà, che fu una delle località interessate dalla Guerra di Etiopia.

    Ancora due foto, relative alla tragica repressione posta in essere in Addis Abeba dopo l'attentato al Generale Rodolfo Graziani del 19.02.1937:

    Strage Addis Abeba - foto 1R 044.jpg

    Strage Addis Abeba - foto 2R 045.jpg

    La pubblicazione prosegue.

    Saluti, Giovanni

  2. #2
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    Ciao a tutti.

    Due delle foto prima pubblicate sono rare immagini relative ai Savari, una specialità coloniale libica di cavalleria regolare di linea, organizzata come quella nazionale in squadroni e gruppi squadroni, differenziandosi per questi motivi degli Spahis, un corpo di cavalleria irregolare leggera. I Savari dipesero dal Regio Corpo Truppe Coloniali della Libia, e furono impiegati anche nella Guerra di Etiopia.

    Ascari Zaptiè - Foto 5R3 343.jpg

    Ascari Zaptiè - Foto 5R2 343.jpg
    particolari dalle precedenti foto

    L'uniforme e l'equipaggiamento dei Savari venne definito dall'ordine del giorno del 24 dicembre 1912. Come per gli Ascari eritrei, ciascun reparto si distinse dai colori e dai motivi della fascia-distintivo di stoffa portata in vita, che riprodusse quelli dello stendardo. Seppur con varie modifiche nel corso del tempo, i tratti distintivi dell'uniforme Savari furono la tachia di feltro rosso granata con fiocco azzurro, sotto-tachia bianca e la farmula; questa fu il tradizionale gilet con cordoncino, chiuso anteriormente da due alamari dello stesso cordoncino; il colore del panno e del cordoncino identificarono il reparto. Fino al 1937 la gerarchia dei gradi fu quella comune a tutte le truppe coloniali italiane. Il personale libico poteva arrivare fino al grado di sciumbasci capo, corrispondente al maresciallo aiutante. Dal 1939, quando la colonia libica divenne a tutti gli effetti territorio nazionale, con le provincie di Tripoli e di Bengasi, il personale militare libico si fregiò delle stellette e la gerarchia venne equiparata a quella nazionale, con particolari galloni per i gradi compresi tra soldato scelto libico ad aiutante libico.

    Proseguo con la pubblicazione di uno stralcio di un album fotografico già di una Camicia Nera della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (M.V.S.N.), che partecipò alla seconda Guerra di Etiopia 1935 - 1936. Nel tempo l'album è stato letteralmente massacrato, a me sono arrivate solo 12 pagine e 44 foto, inoltre molte immagini, certamente le più significative, risultano asportate dalle relative pagine. Però qualcosa di interessante è rimasto. Le foto sono quasi tutte di formato cartolina, alcune anche molto piccole, e chi formò l'album, per motivi di spazio, usò incollarle parzialmente una sopra l'altra. Ovviamente io le ho lasciate così. Vicino alle foto, sulle pagine dell'album, vi sono alcune didascalie che riporto in corsivo:

    Guerra Etiopia - Pag 1R 352.jpg
    la prima pagina

    Guerra Etiopia - Pag 1 - foto 1R 353.jpg

    Guerra Etiopia - Pag 1 - foto 2R 354.jpg
    La "zeribba". La zeriba in Libia e nell’Africa Orientale, spec. in Somalia, è il recinto di spine secche che quasi sempre circonda le capanne di abitazione.

    Guerra Etiopia - Pag 1 - foto 6R 358.jpg
    Un termitaio

    Guerra Etiopia - Pag 1 - foto 5R 357.jpg
    Il fondo stradale

    Guerra Etiopia - Pag 1 - foto 4R 356.jpg
    Una sosta

    Guerra Etiopia - Pag 1 - foto 3R 355.jpg
    in attesa di riprendere la marcia

    Guerra Etiopia - Pag 2 - foto 7R 360.jpg
    Una sosta nella boscaglia

    Guerra Etiopia - Pag 2 - foto 9R 362.jpg

    Guerra Etiopia - Pag 2 - foto 8R 361.jpg

    Guerra Etiopia - Pag 3 - foto 13R 367.jpg
    Si mangia

    Guerra Etiopia - Pag 3 - foto 10R 364.jpg

    Guerra Etiopia - Pag 3 - foto 11R 365.jpg
    Un infangamento

    Guerra Etiopia - Pag 3 - foto 12R 366.jpg
    Il Fafan. E' una delle zone amministrative in cui è suddivisa la Regione dei Somali in Etiopia.

    Guerra Etiopia - Pag 4 - foto 16R 371.jpg
    Verso Gunu Gadu. Località dell'Ogaden (provincia dell'Etiopia), teatro di un violento combattimento tra le truppe italiane e quelle etiopiche avvenuto nell'aprile del 1936.

    Guerra Etiopia - Pag 4 - foto 14R 369.jpg

    Guerra Etiopia - Pag 4 - foto 15R 370.jpg

    Guerra Etiopia - Pag 5 - foto 20R 376.jpg
    Reticolati abissini. Abissinia è il nome antico dell' Etiopia

    Guerra Etiopia - Pag 5 - foto 19R 375.jpg
    Carro veloce lanciafiamme. Il CV 33, abbreviazione della dicitura completa Carro Veloce 33, è stato un carro armato leggero italiano sviluppato tra le due guerre mondiali come miglioramento del CV 29, a sua volta una copia fedele del tankette Carden-Loyd Mk VI, acquistato dal Regno Unito.

    Guerra Etiopia - Pag 5 - foto 18R 374.jpg
    Un uadi. Nome dei letti di antichi corsi d'acqua.

    Guerra Etiopia - Pag 5 - foto 17R 373.jpg

    La pubblicazione prosegue.

    Saluti, Giovanni

  3. #3
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    Ciao a tutti.

    Ho effettuato alcune ricerche per accertare l’unità delle CC.NN. di cui alle ultime foto.
    Tra le didascalie manoscritte sulle pagine dell’album, vi è: “Cap.no Gigante” in corrispondenza di una foto purtroppo mancante. Su altra foto, invece presente, che pubblico qui di seguito, vi sono alcune casse di materiale, con su scritto “6 Btg – I Comp”. Collegando le due indicazioni sono arrivato alla figura del Capitano Mario Gigante, MOVM.

    Guerra Etiopia - Pag 7 - foto 25R 383.jpg

    Il Capitano (poi Maggiore e postumo Tenente Colonnello) Mario Gigante (Napoli, 1898 – Santi Quaranta, 5 ottobre 1943) partecipò alla prima guerra mondiale con grado di tenente, poi rimase nel Regio Esercito con cui servì in Libia nell’ottobre 1934 in seno al 3º Reggimento fanteria coloniale, venendo promosso capitano poco tempo dopo.
    Nel dicembre 1935 partì per l’ Africa Orientale Italiana per partecipare alla Guerra d'Etiopia in forza al Battaglione Universitario "Curtatone e Montanara" della 6ª Divisione CC.NN. "Tevere", rimanendovi fino al giugno 1936.
    Con l’entrata in guerra dell’Italia, avvenuta il 10 giugno 1940, fu nominato Aiutante maggiore in un reggimento di formazione operante presso il IX Settore G.A.F. partecipò alla Battaglia delle Alpi Occidentali dove fu decorato con la Croce di guerra al valor militare. Promosso maggiore nel giugno 1941, assunse poi il comando del 3º Battaglione del 129º Reggimento fanteria della 151ª Divisione fanteria "Perugia", operò in Croazia, poi in Montenegro (luglio 1942) e quindi in Albania. Dopo l'armistizio Badoglio dell'8 settembre 1943, trovandosi con il suo reparto in Albania, decise di affrontare i tedeschi per tentare di riportare i suoi uomini in Italia. Il suo battaglione e quello comandato dal tenente colonnello Domenico Pennestrì, pur avendo raggiunto il porto di Santi Quaranta, non riuscirono a trovare un imbarco, per cui furono costretti a ritornare verso l'interno. Dopo avere subito rastrellamenti ed essere stati accerchiati dai tedeschi, i due battaglioni furono costretti ad arrendersi. Per salvare i suoi uomini, Mario Gigante si assunse da solo la responsabilità della condotta del suo reparto e dichiarò di essere l'unico colpevole da fucilare. La condanna a morte fu eseguita a Santi Quaranta in Albania il 5 ottobre 1943. Decorato con la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, fu promosso postumo al grado di tenente colonnello. Non ho trovato, sul web, fotografie dell'ufficiale.

    Ne risulta quindi che la Camicia Nera che formò l’album appartenne al VI. Battaglione Universitario "Curtatone e Montanara", della 6ª Divisione CC.NN. "Tevere".

    Riprendo quindi la pubblicazione delle foto dalle pagine dell'album delle CC.NN. nella Guerra di Etiopia. Le didascalie corsive sono quelle originali:

    Guerra Etiopia - Pag 6 - foto 22R 379.jpg
    Boscaglia somala

    Guerra Etiopia - Pag 6 - foto 21R 378.jpg

    Guerra Etiopia - Pag 6 - foto 23R 380.jpg
    I rifornimenti

    Guerra Etiopia - Pag 7 - foto 27R 385.jpg

    Guerra Etiopia - Pag 7 - foto 26R 384.jpg

    Guerra Etiopia - Pag 8 - foto 28R 387.jpg

    Guerra Etiopia - Pag 7 - foto 24R 382.jpg
    1 febbraio in A.O.

    Guerra Etiopia - Pag 9 - foto 29R 389.jpg

    Guerra Etiopia - Pag 9 - foto 32R 392.jpg

    Guerra Etiopia - Pag 9 - foto 30R 390.jpg

    Guerra Etiopia - Pag 9 - foto 31R 391.jpg

    Guerra Etiopia - Pag 9 - foto 33R 393.jpg
    Un gruppo d'ufficiali

    Guerra Etiopia - Pag 10 - foto 35R 396.jpg
    La compagnia in armi

    Guerra Etiopia - Pag 10 - foto 34R 395.jpg

    Guerra Etiopia - Pag 10 - foto 36R 397.jpg
    La "Comunione"

    Guerra Etiopia - Pag 11 - foto 39R 401.jpg
    Belet Uen. Questa foto e le cinque che seguono sono nella pagina di Belet Uen (in somalo Beledweyne) che è una città della Somalia capoluogo della regione dell'Hiran e della provincia omonima. Sorge sul fiume Uebi Scebeli.

    Guerra Etiopia - Pag 11 - foto 37R 399.jpg

    Guerra Etiopia - Pag 11 - foto 38R 400.jpg

    Guerra Etiopia - Pag 11 - foto 40R 402.jpg

    Guerra Etiopia - Pag 12 - foto 42R 405.jpg

    Guerra Etiopia - Pag 12 - foto 41R 404.jpg

    Guerra Etiopia - Pag 12 - foto 43R 406.jpg
    "dal barbiere"

    Guerra Etiopia - Pag 12 - foto 44R 407.jpg

    La pubblicazione delle foto dall'album è ultimata. Ma riaprirò il thread tra qualche giorno con ulteriori foto in arrivo.

    Saluti, Giovanni

  4. #4
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    Ciao a tutti.

    Una piccola integrazione con nuove foto coloniali dal Corno d'Africa:

    AOI - Foto 2R 453.jpg
    postazione di cannoni e a seguire piccola trincea difensiva italiana nella Guerra d'Etiopia

    AOI - Foto 8R 459.jpg

    AOI - Foto 10R 461.jpg

    AOI - Foto 9R 460.jpg

    AOI - Foto 5R 456.jpg
    in questa foto, e nelle tre successive, si notano accampamenti e autocarri italiani sul fondovalle

    AOI - Foto 3R 454.jpg

    AOI - Foto 6R 457.jpg

    AOI - Foto 7R 458.jpg

    AOI - Foto 12R 463.jpg

    AOI - Foto 13R 464.jpgAOI - Foto 13R2 464.jpg
    un cimitero di guerra italiano in Etiopia a Macallè, il cui Forte Galliano si vede in alto. La tomba a destra, di un Capitano del quale non riesco a leggere il nome, è datata sulla fine del 1935

    AOI - Foto 14R 465.jpgAOI - Foto 14 retroR 466.jpg
    l'ufficiale della Milizia, di cui non ho compreso il cognome sulla sua nota al retro della foto, porta i gradi da Centurione (Capitano). La località Taga Taga è nel massiccio dell' Amba Aradam, dove dal 12.02.1936 l'armata etiope di ras Mulughietà, sulla sinistra dello schieramento italiano, impegnò duramente le Camicie Nere della "3 Gennaio" al comando del Generale Traditi, colpendo gli italiani con violenti assalti all'arma bianca appoggiati da mitragliatrici e pezzi da 47 mm.

    Etiopia impiccagione foto 1R 450.jpg
    l'ennesima fotografia dell'impiccagione dei cosiddetti "ribelli".

    La pubblicazione prosegue.

    Saluti, Giovanni

  5. #5
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    Ciao a tutti.

    Continuo la pubblicazione delle foto coloniali nel Corno d’Africa. In particolare ho acquisito di recente un lotto di quasi 400 fotografie, di varie dimensioni, tutte assolutamente inedite ed anche rimaste sciolte, cioè mai collocate in album fotografico. Moltissime di esse sono dotate di didascalia manoscritta sul retro.

    Alcune fotografie hanno subito un forte ingiallimento per il tempo trascorso, ma con i sistemi di fotoritocco sono quasi tutte recuperabili anche se non perfette.

    Delle 400 foto circa, poco più di un centinaio sono relative alla Guerra di Libia e datate tra il 1913 ed il 1915, pertanto le pubblicherò in apposito thread, le rimanenti sono tutte della Guerra di Etiopia 1935-36 e degli anni di poco successivi, quindi pertinenti al presente argomento.

    Le foto che seguono furono scattate da appartenenti alla 230^ Legione Camicie Nere “L’Aquila”, con in organico:
    -CCXXX Battaglione CC.NN. "L'Aquila";
    -CCXXXVI Battaglione CC.NN. "Chieti";
    -230ª Compagnia mitraglieri;
    -230ª Batteria someggiata da 65/17.

    La 230^ Legione CC.NN. “L’Aquila”, al comando del Console Tommaso Bottari, fece parte della 3^ Divisione CC.NN. “21 Aprile” (data della pubblicazione del Manifesto degli intellettuali fascisti elaborato da Giovanni Gentile, avvenuta il 21 aprile 1925) della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (M.V.S.N.), e partecipò alla Seconda Guerra di Etiopia (1935-36).

    Medaglia 3 Div.CC.NN. retto.jpgMedaglia 3 Div.CC.NN. verso.jpg
    dal web, medaglia commemorativa della 3^ Divisione CC.NN. "21 Aprile" con i simboli ed il motto divisionali

    La 3^ Divisione CC.NN. “21 Aprile”, costituita il 10 giugno 1935, tra il 18 ed il 23 settembre successivo sbarcò a Massaua, dove i reparti iniziarono immediatamente l'addestramento in vista dell'attacco all'Etiopia, inoltre furono impegnate nella realizzazione di opere viarie e lavori di fortificazioni in supporto al II. Corpo d'Armata, destinato ad operare su Adua. Dal 3 dicembre, con il battesimo del fuoco negli scontri di Gulà Gulè, la divisione partecipò alle operazioni sulla linea Darò Miscellan-Amba Berach, per raggiungere il 12 dicembre Addì Ghebetà (nella zona di Adua) ed il 15 Axum, occupando il giorno successivo la quota 2.140 a copertura del movimento della 19ª Divisione fanteria "Gavinana"; il 20 rientrò ad Axum, acquartierandosi in posizione difensiva. Il CCXXX Battaglione CC.NN. "L'Aquila" spingendosi in ricognizione verso il fiume Tacazzè agli ordini del Generale di divisione Giacomo Appiotti, il 25 dicembre entrò in contatto con il nemico nella zona tra il passo di Af Gaga e la conca di Enda Selassie, battendolo ed infliggendogli gravi perdite.

    Appiotti_Giacomo.jpg
    dal web, il Generale di Divisione Giacomo Appiotti

    Il 29 febbraio 1936 la divisione partecipò all'offensiva dello Scirè, coprendo il fianco sinistro del II. Corpo d'Armata; la 263ª e la 252ª Legione CC.NN., agli ordini del Console Generale Archimede Mischi, vice-comandante della divisione, attaccò a Selaclacà le colonne nemiche che minacciavano la Divisione "Gavinana", respingendo per due volte gli abissini e stroncandone definitivamente il contrattacco, al prezzo di 4 Ufficiali e 15 Camicie Nere cadute, 6 Ufficiali e 65 Camicie Nere ferite e 7 dispersi. Nei giorni successivi riprese l'avanzata italiana ed il 2 marzo la 230ª Legione si spinse in profondità nel dispositivo abissino, sbaragliando la resistenza nemica tra la cima occidentale e quella orientale dell'Amba Adi Malech. La giornata si conclude con 16 Camicie Nere cadute e 4 Ufficiali e 113 Camicie Nere ferite. L'indomani continuò l'inseguimento e la divisione raggiunse gli obiettivi di Af Gaga e Cobò Nebrit. Successivamente la Divisione venne spostata nella zona del Tacazzè, dove fu impiegata in un ciclo di lavori viari, tra cui la costruzione di un ardito ponte sul Fiume Tacazzè, ed esperimenti agricoli. Difatti, terminato il servizio militare, numerosi furono i soldati che decisero di rimanere in Etiopia avviando alcune comuni agricole.

    Colonie - Foto 42R 548.jpg
    penso sia il Generale Appiotti

    Colonie - Foto 43R 549.jpgColonie - Foto 43 retroR 558.jpg

    Colonie - Foto 262R 908.jpgColonie - Foto 262 retroR 916.jpg
    al momento non sono riuscito ad identificare questo ufficiale, probabilmente un Console comandante di Legione o di Reggimento CC.NN.

    Colonie - Foto 44R 550.jpgColonie - Foto 44 retroR 559.jpg
    una strada militare camionabile per il Tacazzè, realizzata dalla 230^ Legione CC.NN.

    Colonie - Foto 45R 551.jpgColonie - Foto 45 retroR 560.jpg

    Colonie - Foto 46R 552.jpgColonie - Foto 46R2 552.jpgColonie - Foto 46 retroR 561.jpg
    ingresso dell'accampamento della 230^ Legione CC.NN. al Tacazzè

    Colonie - Foto 51R 565.jpgColonie - Foto 51 retroR 572.jpg

    Colonie - Foto 50R 556.jpgColonie - Foto 50 retroR 564.jpg

    Colonie - Foto 52R 566.jpgColonie - Foto 52 retroR 573.jpg
    lo sconosciuto protagonista di questo gruppo di fotografie

    Colonie - Foto 53R 567.jpgColonie - Foto 53 retroR 574.jpg
    in marcia verso la Battaglia dello Scirè del 29.02.1936

    Il 29 febbraio 1936, la "21 Aprile" prese parte con tutte le forze all’offensiva dello Scirè quale divisione di prima linea sulla sinistra del II C.d'A. La 252a Legione puntò allo sperone di Acab Saat in direzione di Adi Biat; la 263a Legione verso Adi Dechì Malet; la 230a Legione rimase a riserva ad Acab Saat.

    Colonie - Foto 54R 568.jpgColonie - Foto 54 retroR 575.jpg
    foto delle salmerie dei meharisti Spahis, come la successiva

    Colonie - Foto 152R 734.jpgColonie - Foto 152 retroR 742.jpg

    Nelle Regie Truppe Coloniali italiane gli Spahis (o Spahi) furono truppe di cavalleria irregolare libica. Esse derivarono dagli spahi, truppe scelte della cavalleria dell'Impero ottomano, che controllava anche la Libia fino al 1912. Mentre i Savari furono la cavalleria regolare di linea, organizzata come quella nazionale, gli Spahis invece furono un corpo di cavalleria irregolare leggera, con compiti di esplorazione, scorta e soprattutto vigilanza dei confini, caratterizzata da equipaggiamento, organizzazione e tattiche proprie.

    Colonie - Foto 57R 571.jpgColonie - Foto 57 retroR 578.jpg
    a sinistra il Centurione Lazzari al Tacazzè

    Colonie - Foto 64R 589.jpgColonie - Foto 64 retroR 595.jpg
    foto scattata sulla strada da Axum alla quota 2.140, ove prese posizione la 3^ Divisione CC.NN.

    Colonie - Foto 116R 672.jpgColonie - Foto 116 retroR 679.jpg
    foto degli ufficiali del CCLVI Battaglione CC.NN. "Lupi di Lucania" della 3^ Divisione CC.NN., il giorno precedente dell'offensiva sullo Scirè a quota 2.140

    Colonie - Foto 304R 977.jpgColonie - Foto 304 retroR 985.jpg
    nel corso dell'azione a quota 2.140

    Nella operazioni belliche in Etiopia, il 20 dicembre 1935 la 3^ Divisione CC.NN. rientrò ad Axum, raccogliendosi sulle collinette a sud e sistemandosi in posizione difensiva. Il 23 dicembre una colonna mobile composta dal CCXXX Battaglione CC.NN., agli ordini del Generale Appiotti, nel corso della Battaglia dello Scirè, si spinse in ricognizione offensiva verso il Tacazzè, puntando come primo obiettivo a delle alture a quota 2.140.

    La pubblicazione prosegue.

    Saluti, Giovanni

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    Ciao a tutti.

    L'ufficiale di cui alla seconda e terza foto sopra pubblicata, in didascalia come "S.E. Maravigna" è il Generale Pietro Maravigna (Conzano, 15 ottobre 1876 – Torino, 2 maggio 1971), al tempo della Guerra di Etiopia comandante del II. Corpo d'Armata del Regio Esercito.

    Maravigna.jpg720.jpg
    dal web, due foto del Generale Pietro Maravigna.

    Saluti, Giovanni

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