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Discussione: Aerei alleati catturati dai giapponesi tra il 1941 e il 1945

  1. #1
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    Aerei alleati catturati dai giapponesi tra il 1941 e il 1945

    Come tutte la altre potenze belligeranti, anche il Giappone durante la 2^ g.m. ebbe occasione di catturare e valutare a fini di studio alcuni esemplari di velivoli nemici. Talvolta quando disponibili in numero rilevante, rimise in servizio alcune prede belliche con le proprie insegne, utilizzandole a consumazione. A differenza di quanto accadeva nelle altre nazioni dell’Asse, dove Luftwaffe e Regia Aeronautica erano sin dal principio assurte al rango di arma autonoma, in Giappone l’esercito e la marina erano gelose delle proprie prerogative e da sempre separate da una sorda competizione inter-arma. Dunque avevano entrambe sviluppato autonomamente proprie componenti di volo, denominate rispettivamente Forza Aerea dell’Esercito Imperiale Giapponese (IJAAF) e Servizio Aereo della Marina Imperiale Giapponese (IJNAS). Di conseguenza se in Germania lo studio delle tecnologie nemiche tramite gli aerei di p.b. faceva capo solo a Reichlin e in Italia solo a Guidonia, nell’Impero del Sol Levante coesistevano invece una pluralità di unità ed enti militari, più o meno assimilabili all’ATAIU anglo-americano.
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    Enti dipendenti dall’ IJAAF e loro dislocazione:
    Imperial Japanese Army Aviation Rewiew Department – Fussa – Japan
    Imperial Japanese Army Aviation Technology Research Institute (Koku Gijutsu Kenkuyu/GiKen) – Tachikawa – Japan
    Imperial Japanese Army Aviation Technology Research Institute / Test center branch – Singapore – Territorio occupato dal Giappone tra il 1942 ed il 1945
    Imperial Japanese Army Flying School – Akeno – Japan
    _______________________________________
    Enti dipendenti dalla IJNAS e loro dislocazione:
    Imperial Japanese Navy Naval Aviation Tecnology Research Arsenal – Yokosuka – Japan
    Imperial Japanese Navy Flying School – Kasumigaura – Japan
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    L’attività degli enti suddetti risale a molto prima di Pearl Harbor in quanto dagli anni trenta sia l’esercito che la marina acquistarono all’estero numerosi velivoli di produzione europea e americana, in alcuni casi immettendoli direttamente in servizio attivo o semplicemente per valutarli. Alcuni tra essi con le relative denominazioni nipponiche:

    Seversky SEV-2PA-L (Seversky A8V1)
    Messerschmitt Me 109 E
    Messerschmitt Me 210-A2
    Heinkel 100 D-0 (Heinkel A9He-1)
    Junkers Ju 87-A1 Stuka
    Fiat BR 20 (Fiat Type I Heavy Bomber)
    Potez 540
    Heinkel He-118 (Heinkel DXHe 1)
    Dewoitine D.510 J (Dewoitine AXD Type D Carrier Fighter)
    Hawker Nimrod (Hawker AXH Type H Carrier Fighter)
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    Inoltre tra il 1937 ed il 1941 il Giappone era già impegnato in una lunga e usurante guerra di espansione territoriale contro la Cina. Dato che le forze aeree cinesi includevano una pletora di velivoli antiquati di produzione sovietica, americana, britannica, francese, olandese e persino italiana, spesso pilotate da mercenari, alcune altre prede belliche caddero nelle mani delle truppe del Sol Levante, spesso dirottate in territorio occupato da piloti cinesi disertori.
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    A partire dal 7 dicembre 1941 il Giappone entrò nella 2^ guerra mondiale al fianco dell’Asse. In seguito alla rapida e vittoriosa offensiva nel Pacifico e alla conquista di territori coloniali appartenenti alle potenze ABCD (Stati Uniti, Gran Bretagna, Cina, Olanda, Australia) le FF.AA. giapponesi vennero in possesso di un gran numero di prede belliche, in gran parte nelle Filippine e nelle Indie Olandesi (l’odierna Indonesia). La maggior parte dei velivoli ex-olandesi in forza con la KNIL e la compagnia aerea civile KLM erano modelli antiquati di produzione olandese, britannica o statunitense, ma vi erano anche esemplari dei più recenti modelli utilizzati dall’USAAF e dalla RAF. Quelli intatti o riparabili erano rimessi in stato di volo e dopo una rapida valutazione in loco venivano trasferiti sul territorio nazionale, mentre le carcasse non riparabili erano cannibalizzate per ottenere i pezzi di ricambio. Altri aerei anglo-americani vennero sporadicamente catturati dai nipponici anche in Malesia, a Singapore, in Birmania, in Cina, in Manciuria e nel Pacifico, spesso rimessi direttamente in servizio presso i propri reparti aerei operanti in quelle zone, in mancanza di meglio. Aerei di p.b. inglesi e americani vennero anche utilizzati nella realizzazione di vari cinegiornali di propaganda giapponesi e nelle scene di combattimento del film bellico “Kato Hayabusa Sentai”. La pellicola, per quanto ambientata a Burma nel fu girata nel 1943 usando aerei e personale della scuola caccia di Akeno (nei pressi della città di Nagoya), uscendo nei cinema giapponesi solo all’inizio del 1944. Anche se dal 1939 al 1945 fu in vigore tra Giappone ed URSS un armistizio scrupolosamente rispettato da entrambi i contraenti, almeno un paio di caccia moderni di costruzione sovietica caddero in mano giapponese, portati in volo oltre la frontiera tra Mongolia e Manciukuò da piloti mongoli disertori. Al termine della 2^ g.m. dopo la resa del Giappone alcuni aerei alleati con regolari insegne e matricole nipponiche furono ritrovati e fotografati dalle truppe di occupazione americane.
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    NOTA: LA MAGGIOR PARTE DELLE FOTO REPERITE SONO STATE SCATTATE PRESSO IL KOKU GIJUTSU KENKUYU (GiKen) DI TACHIKAWA O PRESSO LA SUA SEDE DISTACCATA DI SINGAPORE E DUNQUE GLI AEREI RAFFIGURATI PORTANO SULLA DERIVA IL SIMBOLO DI TALE ENTE VALUTATIVO CIOE’ UN TRIANGOLO ALATO ROSSO CARICATO DA UN CERCHIO BIANCO. VELIVOLI DI P.B. UTILIZZATI DA REPARTI OPERATIVI POSSONO PORTARE ALTRI SIMBOLI IDENTIFICATIVI A LIVELLO DI SQUADRIGLIA O DI GRUPPO. LA LISTA DEI VELIVOLI CATTURATI E’ DA CONSIDERARSI INCOMPLETA E PERFETTIBILE IN QUANTO REPERITA IN RETE E SU VARIE PUBBLICAZIONI NIPPONICHE.

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    BOEING B-10
    Primo bombardiere interamente metallico realizzato negli anni trenta negli Stati Uniti. Molti furono forniti di seconda mano alla KNIL nelle Indie Olandesi. Irrimediabilmente antiquato nel 1941. L’esemplare fotografato dai giapponesi portava le insegne olandesi.
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    BOEING B-17 D
    Un solo esemplare catturato nelle Filippine venne rimesso in condizioni di volo cannibalizzando parti di ricambio dalle carcasse di molti altri aerei distrutti. Portato in volo alla base di Tachikawa fu estesamente valutato insieme ai due esemplari della versione E. Considerato antiquato fu in seguito demolito per recuperare alluminio.
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    BOEING B-17 E
    Due esemplari dell’USAAF vennero catturati al suolo, uno nelle Filippine, l’altro (serial 41-2471) nelle Indie Olandesi. Furono riparati attingendo a parti recuperate da decine di altri velivoli distrutti. Portati a Tachikawa suscitarono molto interesse in quanto entrambi dotati del nuovissimo e segreto sistema di puntamento Norden. Dopo la valutazione tecnica furono usati a fini propagandistici e per addestrare i piloti da caccia giapponesi a nuove strategie di attacco ai quadrimotori americani. Entrambi andarono distrutti prima della fine della guerra. Sin dall’inizio del conflitto i giapponesi temevano molto i quadrimotori Boeing, tanto che venne costituita una apposita “Commissione per le Contromisure contro i B-17” e ad alcuni dei loro assi più abili durante le licenze dal fronte fu permesso di pilotare gli esemplari catturati, per comprenderne le potenzialità in volo. Uno fra molti fu il celeberrimo Saburo Sakai.

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    BOEING B-25
    Un esemplare fu catturato pressoché intatto il 25 ottobre 1942 dopo essere atterrato a carrello retratto nel Guandong, regione cinese occupata dalle truppe giapponesi. Esaminato e fotografato da un team di esperti venuti dal distaccamento di Singapore. Probabilmente in seguito fu rimesso in condizioni di volo.
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    BOEING B-29A
    Numerosi di questi enormi quadrimotori americani furono abbattuti sul territorio metropolitano giapponese negli ultimi mesi di guerra, a volte da piloti suicidi che li speronavano nel deliberato tentativo di farli precipitare. Spesso i rottami contorti erano esposti al pubblico nelle città giapponesi, in luoghi affollati come edifici pubblici e centri commerciali. Lo scopo era sia incitare la popolazione a resistere ai devastanti bombardamenti incendiari portati dalla forza di bombardamento strategico del Generale statunitense Curtis LeMay, che raccogliere fondi tra i civili per il proseguimento dello sforzo bellico. Non risulta che i giapponesi siano mai riusciti a catturarne uno intatto o almeno a ricostruirne uno, a quel punto avevano altre priorità. Ma anche se ci fossero riusciti non avrebbero avuto piloti abbastanza addestrati ed esperti per portare in volo tali giganti. Infatti avevano da lungo tempo cancellato il progetto di realizzare un proprio quadrimotore strategico in grado di colpire il territorio metropolitano statunitense (Progetto Z). Ma nell’estate 1945 si vagheggiò anche l’idea di un attacco di sorpresa con una unità mista di piloti, paracadutisti, arditi e guastatori contro l’aeroporto americano di Okinawa, per catturare intatti i B-29 presenti sull’isola e portarli in volo in Giappone o in alternativa distruggerli sul posto. Lo sgancio delle atomiche pose fine a tali elucubrazioni. Foto non disponibili.

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    BOEING P-12 A
    Antiquato caccia biplano di costruzione americana ancora presente in pochi esemplari nelle Filippine nel 1941. Considerato di nessun interesse dai tecnici giapponesi che si limitarono a fotografarlo.
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    BREWSTER B-339 BUFFALO D/E
    Il lento e poco armato caccia F2-A imbarcato sulle portaerei della U.S. Navy fu radiato alla fine degli anni trenta e adattato a caccia terrestre, venendo venduto in gran numero a numerose aviazioni estere tra cui la RAF e la KNIL. Gli esemplari inglesi erano contraddistinti dalla lettera E, quelli olandesi dalla lettera D ma a parte modifiche di poco conto erano identici. Il velivolo era totalmente surclassato dai superiori caccia nipponici Zero e Hayabusa. Oltre a quelli abbattuti in combattimento moltissimi esemplari britannici furono catturati al suolo in vari stadi di danneggiamento, ma un certo numero di essi furono rimessi in grado di volare. Quanto a quelli olandesi, una intera squadriglia fu catturata intatta, appena consegnata. Alcuni esemplari, sia di provenienza britannica che olandese furono portati in Giappone per valutazione e utilizzati da piloti delle basi di Tachikawa e Akeno.
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    BRISTOL BLENHEIM MK I/MK IV
    Più di una dozzina di cellule danneggiate del bombardiere bimotore britannico vennero catturate dai giapponesi tra Malesia e Singapore e almeno un paio in grado di volare. Dopo una valutazione in loco che li definì mediocri, gli aerei furono assegnati a un reparto operativo e trasformati in velivoli da trasporto. A un certo punto, in assenza di pezzi di ricambio per gli originari motori inglesi Bristol, questi vennero sostituiti da due motori Sakae di produzione nipponica. Nel 1947 un Blenheim così modificato, ancora con le insegne nazionali e i simboli di reparto giapponesi fu rinvenuto e fotografato da militari olandesi.
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    BRISTOL BULLDOG
    Antiquato modello britannico, nessuna informazione o foto reperita
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    CONSOLIDATED LB-30 LIBERATOR
    Almeno un paio di LB-30, designazione britannica per la versione navale del B-24 statunitense, furono distrutti al suolo vicino Giakarta e in seguito fotografati dai giapponesi. Uno dei due velivoli aveva la matricola AL572.
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    CONSOLIDATED P2Y CATALINA
    Idrovolante dell’U.S. Navy catturato intatto nelle Filippine e portato in volo all’arsenale di Yokosuka per essere valutato da tecnici della marina giapponese. Immatricolazione U.S. NAVY 22-P-11.
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    CURTISS P-40 B WARHAWK
    Un gran numero di caccia di questo tipo fu abbattuto o distrutto al suolo nelle Filippine ma nessuno catturato integro, i giapponesi si limitarono a fotografarlo.
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    CURTISS P-40 D WARHAWK
    Almeno un esemplare fu catturato intatto nelle Filippine e portato in volo da piloti giapponesi. Il velivolo aveva il cofano motore e l’ogiva dipinte in giallo e recava la caratteristica “Sharkmouth” sui due lati.
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    CURTISS P-40 E WARHAWK
    Un gran numero di aerei di questa versione fu danneggiato al suolo o catturato intatto nelle Filippine e nelle Indie orientali. La disponibilità di un gran numero di carcasse da cannibalizzare e di molti ricambi nuovi di magazzino consentì di tenerne a lungo operativi almeno una quindicina. Alcuni furono portati in Giappone per essere testati (almeno tre a Tachikawa, altri alla scuola di volo dell’esercito di Akeno e a quella della marina di Kasumigaura). I restanti furono presi in carico dal 2° Hiko Chutai/50° Hiko Sentai, un reparto operativo incaricato fino al 1945 della difesa aerea della città di Rangoon, nella Birmania occupata.

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    CURTISS SB2C-4 HELLDIVER
    Un unico esemplare pressoché integro fu recuperato nel Pacifico e rimesso in servizio con le insegne regolamentari e matricola giapponese (yo-802). Fu rinvenuto danneggiato e fotografato dalle truppe americane.
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    CURTISS T-32 CONDOR II
    Antiquato e mediocre velivolo di costruzione americana, usato come bombardiere o aereo da trasporto. Un esemplare usato dalla linea aerea civile Chinese Airlines fu catturato dall’esercito giapponese ad Hong Kong nel 1941 sull’aeroporto di Kai Tak. Riutilizzato in loco dall’IJAAF ma per breve tempo. Nessuna foto disponibile.
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    CURTISS/WRIGHT CW-21B
    Caccia leggero di fabbricazione statunitense ma realizzato su specifiche olandesi, con caratteristiche di manovrabilità simili a quelle dei caccia nipponici del periodo. Numerosi esemplari catturati nelle Indie Olandesi, alcuni inviati a enti valutativi in Giappone, altri riutilizzati a consumazione in loco. Un esemplare sopravvisse al conflitto e fu ritrovato in condizioni di volo perfette a Singapore nel 1945 dopo la resa giapponese.
    ___
    CURTISS/WRIGHT CW-22 B
    Versione migliorata del precedente CW-21B usata anche essa dalla KNIL. Alcuni esemplari inviati a Tachikawa per valutazione, altri riutilizzati nelle Indie Olandesi. Almeno un esemplare portò le insegne del 75° Sentai IJAAF.
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    DOUGLAS B-18 BOLO
    Bombardiere bimotore statunitense derivato dal DC-2, del quale utilizzava le ali e i motori. Alcuni esemplari ancora operativi nelle Filippine nel 1941. Considerato obsoleto dai giapponesi fu fotografato ma non recuperato.

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    DOUGLAS A-20 BOSTON/DB-7 HAVOC
    Il governo olandese in esilio a Londra acquistò un certo numero di questi bombardieri bimotori d’attacco per inviarli nelle Indie Olandesi. Inizialmente era previsto che fossero esemplari della versione da esportazione, ma le consegne tardarono e quando le truppe giapponesi invasero quel territorio era appena giunta una prima consegna di velivoli smontati in casse tratti in tutta fretta dagli ordinativi dell’USAAF. Solo un esemplare fu riassemblato in tempo e portato in combattimento da piloti olandesi. Tutti gli altri furono catturati ancora smontati e imballati, insieme ad un forte quantitativo di pezzi di ricambio. Rimessi in stato di volo, uno fu testato a Tachikawa, un secondo a Yokosuka e un terzo presso il distaccamento GiKen di Singapore
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    DOUGLAS DC-5
    Aereo passeggeri di produzione statunitense a grande autonomia, usato dalla compagnia aerea olandese KLM per i collegamenti in colonia. Un solo esemplare con immatricolazione civile olandese PK-ADA fu catturato dai giapponesi e trasferito in volo sul territorio nazionale facendo uno scalo tecnico a Saipan. Assegnato a Tachikawa, dopo una estesa valutazione fu estesamente utilizzato da quell’ente come velivolo da trasporto per il proprio personale.
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    DOUGLAS SBD-5/A-24 DAUNTLESS
    Un solo esemplare fu recuperato quasi intatto e fotografato dai giapponesi durante le necessarie riparazioni ai piani di coda. Il suo fato ultimo non è noto.
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    FOKKER F-18
    Modello antiquato di produzione olandese catturato nelle Indie Olandesi e riutilizzato in loco.
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    GRUMMAN F6F-5 HELLCAT
    Numerosi esemplari distrutti al suolo dai giapponesi nel Pacifico, almeno uno integro testato all’arsenale navale di Yokosuka, rimesso in servizio con regolari insigne e immatricolazione nipponica (yo-801), poi ricatturato e fotografato dai Marines.

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    GRUMMAN G-21A GOOSE
    Piccolo idrovolante bimotore di costruzione statunitense, inizialmente destinato al trasporto VIP e all’aviazione commerciale. Un esemplare della KLM catturato dai giapponesi nelle Indie Orientali e riutilizzato in loco.
    ___
    HAWKER HURRICANE MK II
    Diversi esemplari della versione Mk. II b furono catturati ai britannici tra Singapore, Malesia e Sumatra in vario stato di conservazione e rimessi in grado di volare. Sono note le matricole britanniche BM900, BE208, Z5611, valutate e portate in volo dal distaccamento tecnico di Singapore.

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    KOOLOVEN FK-51
    Antiquato caccia biplano di fabbricazione olandese alcuni esemplari del quale in forza alla KNIL furono catturati nelle Indie Olandesi intatti ma non suscitarono interesse nei giapponesi che si limitarono a fotografarli.
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    LAVOCKIN LaGG 3
    Un esemplare di questo caccia sovietico fu valutato e pilotato da giapponesi in quanto consegnato in Manciukuò da un pilota disertore per motivi politici, appartenente ad una delle varie etnie asiatiche presenti in Urss, in un momento imprecisato prima del 1945.
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    LOCKEED HUDSON/L-212 IRAQUI TERAI
    Bombardiere terrestre di produzione americana derivato dal velivolo antisom L-212 Iraqui Terai, inizialmente realizzato per la RAF. Numerosi esemplari in forza con gli inglesi e con gli olandesi furono catturati dai giapponesi, riparati e inviati in volo in Giappone. Ognuno dei suddetti enti valutativi ne ebbe in forza almeno uno. Gli altri servirono sul territorio nazionale per l’addestramento dei piloti dell’81° Gruppo da Ricognizione IJAAF durante la transizione dal velivolo Tipo 97 al nuovo Tipo 100, concettualmente simile all’Hudson.
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    MARTIN W166/W139
    Antiquato modello da esportazione realizzato negli Stati Uniti e utilizzato dalla KNIL nelle Indie Orientali. Almeno 17 furono catturati intatti, 9 dei quali poi rivenduti alla Thailandia alleata del Giappone. Gli altri valutati dagli organi tecnici del GiKen o utilizzati a consumazione per compiti di seconda linea.

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    NORTH AMERICAN AT-6
    Addestratore di produzione statunitense in uso in varie versioni presso le FF.AA. americane e progenitore del noto Texan/Harward postbellico, rimasto in uso per molti decenni in ambito NATO. L’esemplare fotografato dai giapponesi fu distrutto al suolo nelle Filippine. Si noti che la porzione di rivestimento della fusoliera corrispondente alla coccarda americana è stata asportata come trofeo di guerra dai fanti nipponici giunti per primi sul posto.
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    NORTH AMERICAN P-51C MUSTANG
    Caccia monomotore americano. Il 16 gennaio 1945 un esemplare fu colpito dalla contraerea e costretto a un atterraggio di fortuna sull’aeroporto di Suchin, nella Cina occupata dai giapponesi. Si trattava del P-51C “EVALINA” s/n 44-10816/278, pilotato dal First Lt. Oliver E. Strawbridge, 26th Fighter Squadron/51st Fighter Group USAAF. Una volta riparato volò sotto le insegne giapponesi fino al mese di agosto 1945 con ai comandi il Magg. Pil. Yasuhiko Kuroe, IJAAF.
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    NORTH AMERICAN P-51D MUSTANG
    Nei primi mesi del 1945 almeno due esemplari dei nuovi P-51 D appena usciti di fabbrica di fabbrica, furono costretti all’atterraggio per mancanza di carburante sul territorio metropolitano giapponese, intatti e col munizionamento al completo. Dopo una breve valutazione furono stoccati in un luogo segreto per proteggerli dai devastanti bombardamenti dei B-29 americani. Probabilmente l’intenzione degli alti comandi nipponici era usarli come aerei civetta, per colpire a tradimento i velivoli alleati quando si fosse scatenata l’invasione finale del Giappone, nota come Operazione Downfall. La loro sorte non è certa e non furono mai ritrovati dagli americani dopo la resa. Forse furono distrutti in gran segreto, perché usare aerei nemici con insegne nemiche era considerato illegale dalla Convenzione di Ginevra. Non ne esistono foto conosciute.
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    POLIKARPOV I-16 TYPE 10 RATA
    Un esemplare portato in Manciukuò da un pilota mongolo disertore nel 1939. Portato in Giappone fu estesamente valutato.
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    RYAN PT-20
    Antiquato addestratore biposto di produzione americana in uso alla KNIL in gran numero. Alcuni esemplari catturati intatti dai giapponesi nelle Indie Olandesi furono riutilizzati in loco come aerei da collegamento.

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    SEVERSKY P-35 A
    Antiquato caccia statunitense ancora in servizio nelle Filippine nel 1941. Praticamente tutti distrutti in volo o al suolo. Inferiore ai coevi aerei giapponesi non suscitò interesse e fu solo fotografato.
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    TUPOLEV SB-2
    Il 22 febbraio 1942 un esemplare del bimotore sovietico in servizio nella Republic of China Air Force fu danneggiato dalla contraerea giapponese e costretto all’atterraggio sull’aeroporto di Yichan nella Cina occupata. Una volta riparato venne trasferito in volo in Giappone per valutazioni. Non è stata reperita alcuna immagine.
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    VICKERS VILDEBEEST
    Decrepito biplano britannico ancora in uso nella KNIL nel 1941. Un esemplare fu catturato intatto e fotografato dai giapponesi nelle Indie Olandesi.
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    VOUGHT F4U-1D CORSAIR
    Uno tra i più potenti aerei imbarcati in uso nei reparti di volo della U.S. Navy e dei Marines. Un esemplare della serie 1D catturato intatto (solo con le pale dell’elica deformate) dopo un atterraggio di fortuna nel Pacifico, fu recuperato e portato via nave all’arsenale della marina di Yokosuka per valutazioni. Portava ancora sulla fusoliera la stella bianca e il numero individuale 61. Non è certo che sia stato rimesso in stato di volo. In seguito altre cellule incomplete appartenenti alle serie costruttive successive caddero in mano giapponese ma non si sa se furono recuperate e comunque non ne esistono foto. Almeno un esemplare privo delle ali ripiegabili fu immagazzinato nella stiva di un sommergibile da carico giapponese che nel 1943/44 giunse indenne in Francia, dono personale per il Comandante in Capo della Luftwaffe. Il Corsair in questione fu poi inviato a Reichlin come esemplare di studio per capire le più moderne tecniche americane nella costruzione di motori stellari sovralimentati.

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    WESTLAND LYSANDER MK I
    Almeno un Lysander in perfetto stato fu catturato ai britannici in Birmania e riutilizzato dall’esercito giapponese, con le insegne riprodotte nell’immagine. Foto originale non reperita.
    ___
    FILM: KATO HAYABUSA SENTAI
    Alle scene di combattimento aereo di questa nota pellicola di propaganda bellica giapponese realizzata nel 1943 e uscita nei cinema nel 1944, parteciparono oltre ai caccia dell’esercito Nakajima Ki.43 Hayabusa II alcuni aerei alleati di preda bellica. In particolare i caccia Brewster Buffalo e Curtiss P-40E Warhawk in forza alla scuola di volo di Akeno e i bombardieri Lockeed Hudson e Boeing B-17E del GiKen di Tachikawa. Furono pilotati da equipaggi nipponici con false coccarde americane, britanniche e olandesi sovrapposte all’hinomaru giapponese per il tempo strettamente necessario alle riprese.
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