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Discussione: Sonderbekleidung der Deutschen Panzertruppen

  1. #1
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    Sonderbekleidung der Deutschen Panzertruppen

    [center:z6c5guda][attachment=16:z6c5guda]Panzer Deine Waffe.jpg[/attachment:z6c5guda][/center:z6c5guda]

    Il Trattato di Versailles firmato nel 1919 dai tedeschi pose ufficialmente fine alla prima guerra mondiale mettendo la Germania in ginocchio negli anni successivi a causa delle sue rigide condizioni. Oltre che dal punto di vista economico sociale di cui non è nostro interesse descrivere, anche in campo militare vi furono delle pesanti restrizioni, lasciando ben poco ai comandanti della nuova nata Reichswehr, limitata ora a soli 100.000 effettivi. Agli inizi degli anni ’20 nel campo delle forze corazzate, la neonata Repubblica di Weimar venne completamente privata di carri armati e obbligata a non produrne di nuovi se non per il mantenimento dell’ordine pubblico. In un Paese come la Germania, forte di tradizioni guerresche centenarie, sempre al passo con i tempi ed innovatrice dell’arte della guerra, tutto questo era decisamente troppo. Si trovò la soluzione tranquillizzando gli ispettori dei Paesi vincitori che vegliavano sulla Reichswehr adottando un comportamento esemplare e rispettoso e nel contempo si oliava la nuova macchina bellica che la Reichswehr stava preparando segretamente in Russia, diventata di colpo amica grazie ad una serie di accordi commerciali di reciproco interesse instaurati alla fine degli anni venti. Dal canto loro, i russi traevano vantaggio tecnologico per la ricostruzione del proprio Paese mentre i tedeschi producevano, testavano e mettevano a punto gli armamenti segreti ed a loro interdetti nella città di Kama, dove nacque il prototipo del primo Panzer insistentemente richiesto dagli alti comandi della Reichswehr. Nel contempo, in Germania si cercava di tenere viva la tradizione dei carristi nata durante la prima guerra, formandoli con l’uso di autoblinde mascherate con strutture amovibili di legno e cartone con l’intento di renderle almeno nell’aspetto simili ai carri armati. Notevole risalto venne dato a questo fatto dalla produzione cinematografica francese che con ironia commentava le gesta del nuovo esercito tedesco dotato di carri di cartone.

    [center:z6c5guda][attachment=21:z6c5guda]macchina.jpg[/attachment:z6c5guda][/center:z6c5guda]

    Nel 1933, con l’arrivo del nazismo e di Hitler al potere, oltre a mettere fine a questa collaborazione con i russi, non venne più riconosciuto il Trattato di Versailles. Fu inoltre reso di pubblico dominio il riarmo della Germania, fatto che diede origine a severe rimostranze da parte delle potenze osservanti, ma niente di più. Un capace innovatore di strategie militari, il colonnello dell’esercito Heinz Guderian, offrì ad Hitler una dimostrazione di capacità della forza motorizzata, comprendente una sezione corazzata composta dai nuovi “Panzerkampfwagen I” e altre sezioni mobili (anticarro, motociclisti) lasciandolo letteralmente di stucco per le sue caratteristiche di mobilità e potenza. Le nuove forze corazzate si affidarono sempre più alla nuova strategia dettata da Guderian, considerato ormai da tutti il padre delle Panzertruppen.

    [center:z6c5guda][attachment=20:z6c5guda]gud_1.jpg[/attachment:z6c5guda][/center:z6c5guda]

    In questo contesto l’industria bellica si concentrò sulla produzione di nuovi modelli di carri armati, costruendoli sempre più potenti, veloci ed adatti ai vari usi e fronti che si susseguirono nel corso dei periodi.
    Durante gli anni trenta, si organizzarono diverse parate militari col fine di onorare le forze armate e mostrare agli osservatori stranieri la determinazione della Germania nazista, affidando l’onere di aprire la sfilata alle compagnie di carri armati facendoli passare in rassegna davanti alle autorità militari, politiche e civili.


    Nel contempo, le nuove unità promosse dalla Wehrmacht necessitavano di altre uniformi visto l’alto stato di obsolescenza delle precedenti usate dalla Reichswehr. Grazie ad un ordine datato 12 Novembre 1934, insieme ad altre unità mobili (motociclisti ed equipaggi dei sidecar, autisti e co-autisti di veicoli a motore, equipaggi dei moto veicoli aperti), anche le nascenti Panzertruppen furono oggetto di una fornitura caratterizzata da un tipo di uniforme detta 'speciale', studiata ed adattata per il servizio attivo dei soldati all’interno dei carri armati (Sonderbekleidung der Deutschen Panzertruppen). Si trattava di una uniforme interamente nera, l’unico colore utile a mascherare gli inevitabili spruzzi di olio e grasso di cui ogni carro era fonte.

    [center:z6c5guda][attachment=22:z6c5guda]88004___%20%28Medium%29.jpg[/attachment:z6c5guda][/center:z6c5guda]

    L’utilizzo del nuovo completo era ad esclusivo uso di tutti quei soldati che svolgevano servizio attivo all’interno dei carri. Durante tutte le altre mansioni era invece prevista l’uniforme Feldgrau, comune a tutte le altre unità della Wehrmacht. La considerazione di categoria èlitaria all’interno delle forze armate di cui la Panzerwaffe godeva, fece si che per distinguersi dal resto delle forze armate i carristi adottassero l’uniforme nera anche in altri contesti non strettamente regolamentari. Verso la fine del 1940, l’OKW finalmente decise di farla diventare la sola ed unica uniforme per carristi con l’obbligo di usarla in ogni occasione e tenuta, inclusa quella di libera uscita fino ad ora caratterizzata dal tipo Feldgrau. A causa della sua popolarità, era ambita anche da chi non faceva strettamente parte del contesto e per questo motivo il 2 Febbraio 1940 fu introdotto l’ordine HM40 N°166 che ne vietava l’uso a tutti gli altri corpi i quali abusivamente se ne dotavano.

    [center:z6c5guda][attachment=23:z6c5guda]25457_403714156802_240647936802_4971222_6541680_n. jpg[/attachment:z6c5guda][/center:z6c5guda]


    Il rigido taglio corto fino ai fianchi della giacca disegnata a doppio petto priva di tasche esterne e di spalline amovibili venne studiato col fine di impedire eventuali impigli del soldato all’interno degli impervi abitacoli dei carri anche se di fatto la fisionomia si rifaceva alle tenute civili degli sciatori dell’epoca. Il colletto, inizialmente di media grandezza ma ampliato in lunghezza qualche anno dopo, era profilato con il colore d’arma (Waffenfarbe). La stessa profilatura sarà però eliminata qualche mese dopo gli inizi della guerra, anche se, paradossalmente, un ordine ufficiale lo vieterà solo nel 1942.

    [center:z6c5guda][attachment=0:z6c5guda]11 piccolo.jpg[/attachment:z6c5guda][/center:z6c5guda]

    Diversamente dalle altre uniformi, le mostrine della Panzerjacke erano le stesse nel contesto della truppa e degli ufficiali. La forma era quella di un parallelogramma rivestito di panno nero avente tutt’attorno una profilatura con il colore del Waffenfarbe. Posizionate immancabilmente al centro, vi erano le caratteristiche teste di morto, revocatrici della tradizionale uniforme del famoso 5° e 9° Reggimento di Hussari di Federico il Grande nella metà del 18° secolo. Questo simbolo venne ripreso anche durante la 1a Guerra Mondiale dalle unità Panzer, in cui il fregio ufficiale composto da teste da morto all’interno delle immancabili fronde di quercia veniva donato per onorare la lealtà dei bravi Panzermänner. Riguardo il colore d’arma (Waffenfarbe) poteva essere di vari colori così somministrati:

    - Unità corazzate e caccia carri pesanti: Rosa
    - 24° Reggimento Panzer: Giallo oro (per onorare la propria origine dal 1° Reggimento di Cavalleria).
    - Unità corazzate trasmissioni: Giallo limone per l’equipaggio dei radio veicoli armati.
    - Unità di ricognizione (Aufklarungs): Rosa o giallo oro, dipendente dall’origine delle unità.
    - Unità corazzate del Genio: dal 1940, intreccio bianco e nero anche se fino al 1942 era indossata la Feldbluse Feldgrau con il colore d’arma nero.
    - Reggimenti di artiglieria delle divisioni Panzer: l'equipaggio indossava la tenuta nera con il colletto e mostrine profilate con Waffenfarbe rosa. Le spalline erano invece in panno distintivo verde scuro profilate di Rosso.

    L’emblema nazionale, tradotto in una aquila stilizzata recante una swastika dentro un serto di foglie trattenuto dagli artigli, era cucito all'altezza del petto destro dopo la sua introduzione per ordine datato 11 Novembre 1935 (HV 35, N° 690). Si trattava del tipo BeVo tessuto a macchina in filo bianco (successivamente grigio argento, poi grigio topo) su fondo nero, mentre quello per gli ufficiali era ricamato a mano in filo argento sempre su fondo nero.

    Le spalline erano di panno distintivo nero con la profilatura del colore d’arma recante il numero reggimentale ma solo nel periodo prebellico. Venivano cucite al giromanica e spesso cucite anche tutto attorno al perimetro per iniziativa del soldato col fine di renderle solidali alla giacca ed evitare possibili agganci nei meccanismi del carro. Per ordine datato 3 Maggio 1940 (HM 40, N° 549) si introdussero i passanti con numero reggimentale ad infilare sulle spalline. Grazie a ciò, queste diventarono del tipo amovibile con la solita linguetta abbottonabile come per tutte le altre armi. Riguardo gli ufficiali, erano disponibili le spalline rigide di tipo standard con il colore d'arma.

    La fodera era relativa solo al corpo del giacchino lasciando sprovviste le maniche e la schiena. Fin dagli esordi, era realizzata in tela di cotone marroncina, comune anche a tutti gli altri tipi di giacche. L’evoluzione della stessa seguiva quella delle normali Feldbluse, quindi dal 1942 in avanti comparve il Rayon rimpiazzando il cotone. Relativamente a pochi produttori e solo verso la fine della guerra (1944), venne prodotto anche un tipo interamente in Rayon nero. All’altezza di entrambe i fianchi, erano presenti due lacci con il compito di stringere il capo a misura. Questo particolare era già presente nella Feldbluse Feldgrau fin dagli esordi (1933) ma fu definitivamente eliminato due anni dopo per inutilità, cosa che stranamente non avvenne con la Panzerjacke forse a causa del taglio relativamente più corto.

    Riguardo l’evoluzione della Feldjacke nel tempo, si possono catalogare tre modelli. Il primo modello (1934) era caratterizzato da un colletto profilato di dimensioni quasi simili alla Feldbluse generica con le punte di forma piuttosto squadrata. Non era presente il gancetto e l'anellino per chiudere il colletto. Il modello seguente (1936) subì una modifica alle dimensioni del colletto profilato avente ora le punte maggiormente pronunciate. Entrambe i battenti sottostanti al colletto vennero inclinati di più verso il basso distanziandoli maggiormente dalle punte del colletto stesso. In questo modello furono anche aggiunti tre bottoni nel petto destro con relative asole nel battente del sinistro per la chiusura completa del giacchino anche nella parte pettorale. Fece comparsa anche il gancetto con anellino al colletto per la chiusura allacciata dello stesso. Intorno il 1940, la profilatura sul colletto venne definitivamente eliminata anche se, come accennato, lo fu per ordine solo nel 1942.

    foto: evoluzione della Panzerjacke, da sx. 1° modello (1934) caratterizzato dall'assenza di asole sul risvolto, dal gancetto/anello di chiusura e dalla presenza della profilatura col colore d'arma sul colletto. 2° modello (1936), avvenne l'introduzione delle asole e bottoni per la chiusura pettorale del giacchino e del sistema di chiusura del colletto (gancio e anello). 3° modello (circa 1940), fu soppressa la profilatura.
    [center:z6c5guda][attachment=26:z6c5guda]1 ptipo 2.jpg[/attachment:z6c5guda][attachment=25:z6c5guda]2 tipo.jpg[/attachment:z6c5guda][attachment=24:z6c5guda]3.jpg[/attachment:z6c5guda][/center:z6c5guda]


    Introdotto dalla 'Sonderbekleidung' vi era anche il basco (Schutzmütze), un copricapo costituito da una calotta rigida realizzata in feltro rivestita internamente di pelle e ricoperto da un berretto in panno nero. Questo gli donava una forma sgraziata e poco marziale. La rigidità del nuovo copricapo proteggeva la testa dell’equipaggio all’interno degli angusti spazi dei carri armati. Venne però abolito da un ordine HM 41 N° 64 datato 15 Gennaio 1941 in luogo di una bustina identica a quella di tutte le altre armi ma di colore nero, avente le caratteristiche insegne delle Panzertruppen. Seguendo l’evoluzione dei copricapi standard, anche le Panzertruppen furono dotate per ordine HV43B N° 352 datato 11 Giugno 1943 dell' Einheitsfeldmütze m. ’43, il famoso cappellino a visiera comune a tutta la Wehrmacht anche se, ovviamente, di colore nero.

    [center:z6c5guda][attachment=18:z6c5guda]P1010029 (Medium).JPG[/attachment:z6c5guda][attachment=19:z6c5guda]Senza titolo-4.jpg[/attachment:z6c5guda][/center:z6c5guda]

    Riguardo il pantalone, la descrizione la rimanderei ad un mio precedente topic dove avevo approfondito il discorso in maniera, credo, abbastanza completa.

    [center:z6c5guda][attachment=17:z6c5guda]file_006.jpg[/attachment:z6c5guda][/center:z6c5guda]

    L’indosso del giacchino nero era congiunto in un primo tempo alla camicia (Trikothemd) di colore grigio scuro senza tasche pettorali ed a una cravatta (Schlips) nera. Il 23 Giugno 1943 (HM 43, N° 559) si introdusse una nuova camicia con tasche pettorali identica al modello per le altre armi ma sempre di colore grigio scuro. Questa venne sostituita dal modello Feldgrau generico con un ordine datato 10 Gennaio 1944 (HM 44, N° 37). Il porto della cravatta fu abbandonato quasi subito l’inizio della guerra ed anche la camicia venne sovente rimpiazzata dal maglioncino girocollo grigio standard a tutte le armi.

    [center:z6c5guda]-----------------------------------------[/center:z6c5guda]

    Nelle foto sottostanti è rappresentato il mio giacchino panzer appartenente al 3° modello prodotto nel 1940 dalla ditta berlinese 'Holz & Binkowsky'.

    [center:z6c5guda][attachment=15:z6c5guda]1.jpg[/attachment:z6c5guda][/center:z6c5guda]
    [center:z6c5guda][attachment=14:z6c5guda]6.jpg[/attachment:z6c5guda][attachment=13:z6c5guda]5.jpg[/attachment:z6c5guda][/center:z6c5guda]
    [center:z6c5guda][attachment=12:z6c5guda]7.jpg[/attachment:z6c5guda][/center:z6c5guda]


    [center:z6c5guda][attachment=11:z6c5guda]2.jpg[/attachment:z6c5guda][/center:z6c5guda]
    [center:z6c5guda][attachment=10:z6c5guda]3.jpg[/attachment:z6c5guda][attachment=9:z6c5guda]4.jpg[/attachment:z6c5guda][/center:z6c5guda]
    [center:z6c5guda][attachment=8:z6c5guda]10.jpg[/attachment:z6c5guda][/center:z6c5guda]

    foto: interno del giacchino entrambe i pannelli laterali rivestiti con la fodera di cotone marroncino. In entrambe i fianchi sono presenti i due laccetti per stringerlo a misura in vita e le cinghie di aggancio dei supporti per cinturone.
    [center:z6c5guda][attachment=7:z6c5guda]Fodera-intero.jpg[/attachment:z6c5guda][/center:z6c5guda]
    [center:z6c5guda][attachment=6:z6c5guda]Fodera-cuciture bottoni.jpg[/attachment:z6c5guda][attachment=5:z6c5guda]Fodera-pannello s.jpg[/attachment:z6c5guda][/center:z6c5guda]

    [center:z6c5guda][attachment=4:z6c5guda]Fodera-porta ganci.jpg[/attachment:z6c5guda][attachment=3:z6c5guda]Manica dx-asola e fodera.jpg[/attachment:z6c5guda][/center:z6c5guda]

    foto: interno della manica in cui è visibile il numero bianco relativo al lotto di produzione ed i marchi impressi sulla fodera. Questo giacchino è stato prodotto dalla ditta 'Holz & Binkowsky' di Berlino nel 1940.
    [center:z6c5guda][attachment=2:z6c5guda]Manica sx-rinforzo e numero.jpg[/attachment:z6c5guda][attachment=1:z6c5guda]Marchi 2.jpg[/attachment:z6c5guda][/center:z6c5guda]
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  2. #2
    Utente registrato L'avatar di gotica68
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    Re: Sonderbekleidung der Deutschen Panzertruppen

    ..splendida uniforme e foto spettacolari, complimenti!!!

  3. #3
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    Re: Sonderbekleidung der Deutschen Panzertruppen

    Questo topic vale veramente il prezzo del biglietto , complimenti !

  4. #4
    Moderatore L'avatar di BIGGET
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    Re: Sonderbekleidung der Deutschen Panzertruppen

    Alessandro...unico commento per te: IMPECCABILE!
    Perché negarlo...mi piaccion le Fibbie!!

  5. #5
    Moderatore L'avatar di der graf
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    Re: Sonderbekleidung der Deutschen Panzertruppen


    ottimo.
    "Unsere Mauern brachen aber unsere Herzen nicht"
    ----------------------------------------------------------------------
    "der graf" ist Carlo Cicconi-Massi

  6. #6
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    Re: Sonderbekleidung der Deutschen Panzertruppen

    gran topic con belle foto e riassunto sintetico e efficace

  7. #7
    Utente registrato L'avatar di Franz56
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    Re: Sonderbekleidung der Deutschen Panzertruppen


    No comment...
    Sono rimasto senza parole...
    Come sempre una trattazione dettagliata corredata da ottime immagini...!!!
    Complimenti vivissimi...!!!
    Azz... Alessandro leggere le tue recensioni è sempre un piacere per noi "ignorantoni"...
    La vita è un temporale... prenderlo nel .... è un lampo...!!!
    El vento, el ... e i siori i gà sempre fato quel che i gà voludo lori...

    "Se un bischero dice 'azzate vorti'osamente può apri' un varco spazio temporale, in cui può incontrassi po'i se'ondi prima, generando 'osì un'infinita e crescente marea di 'azzate"... Margherita Hack

  8. #8
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    Re: Sonderbekleidung der Deutschen Panzertruppen

    [quote="Alessandro"][center:2u3029ij][attachment=16:2u3029ij]Panzer Deine Waffe.jpg[/attachment:2u3029ij][/center:2u3029ij]

    foto: interno della manica in cui è visibile il numero bianco relativo al lotto di produzione ed i marchi impressi sulla fodera. Questo giacchino è stato prodotto dalla ditta 'Holz & Binkowsky' di Berlino nel 1940. [quote]

    Scommetto che se la foto venisse postata su un un noto forum di litigiosi patentati, qualche blasonato sapientone direbbe che il giubbo é falso perché la taglia centrale (100) é timbrata in caratteri più grandi rispetto ai numeri della altre quattro misure ....
    Scherzi a parte, la premiata ditta Holz & Binkowsky aveva sede effettivamente a Berlino?
    Perché , se non ricordo male, "B.II.1940" é un timbro d'accettazione di un magazzino centrale di vestiario (quello di Berlino, appunto), il che non comporta necessariamente che la manifettura fosse nella capitale. In ogni caso, la datazione appare congrua.
    Bell'oggetto e bella scheda tecnica.
    MP

  9. #9
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    Re: Sonderbekleidung der Deutschen Panzertruppen

    Citazione Originariamente Scritto da MarcoPennisi
    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro
    [centermj08uvl][attachment=17mj08uvl]Panzer Deine Waffe.jpg[/attachmentmj08uvl][/centermj08uvl]

    foto: interno della manica in cui è visibile il numero bianco relativo al lotto di produzione ed i marchi impressi sulla fodera. Questo giacchino è stato prodotto dalla ditta 'Holz & Binkowsky' di Berlino nel 1940.

    Scommetto che se la foto venisse postata su un un noto forum di litigiosi patentati, qualche blasonato sapientone direbbe che il giubbo é falso perché la taglia centrale (100) é timbrata in caratteri più grandi rispetto ai numeri della altre quattro misure ....
    Scherzi a parte, la premiata ditta Holz & Binkowsky aveva sede effettivamente a Berlino?
    Perché , se non ricordo male, "B.II.1940" é un timbro d'accettazione di un magazzino centrale di vestiario (quello di Berlino, appunto), il che non comporta necessariamente che la manifettura fosse nella capitale. In ogni caso, la datazione appare congrua.
    Bell'oggetto e bella scheda tecnica.
    MP

    Ciao Marco,
    tempo fa presi visione della foto dei marchi presenti all'interno di un cappotto in cui oltre a 'Holz & Binkowski' compariva anche la città. Da allora mi è rimasto automatico associare quella ragione sociale a Berlino. La traduzione del marchio di accettazione 'B.II.1940' (relativo al secondo deposito sito in Berlino) relazionato alla città di produzione, è puramente casuale, visto che, come è noto, indica il sito del deposito non del produttore.
    La taglia centrale di dimensioni maggiori rispetto alle altre quattro è una caratteristica tipica del suddetto produttore, quindi se qualche blasonato sapientone facesse strane allusioni riguardo la sua originalità, ci farei una grossa risata (quanto un vallo, Atlantico però )
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  10. #10
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    Re: Sonderbekleidung der Deutschen Panzertruppen


    Ciao Marco,
    tempo fa presi visione della foto dei marchi presenti all'interno di un cappotto in cui oltre a 'Holz & Binkowski' compariva anche la città. Da allora mi è rimasto automatico associare quella ragione sociale a Berlino. La traduzione del marchio di accettazione 'B.II.1940' (relativo al secondo deposito sito in Berlino) relazionato alla città di produzione, è puramente casuale, visto che, come è noto, indica il sito del deposito non del produttore.
    La taglia centrale di dimensioni maggiori rispetto alle altre quattro è una caratteristica tipica del suddetto produttore, quindi se qualche blasonato sapientone facesse strane allusioni riguardo la sua originalità, ci farei una grossa risata (quanto un vallo, Atlantico però )
    Grazie, della precisazione utile ed informativa. Piccolo tassello che rafforza la validità di un forum ed accresce le conoscenze di noi tutti.
    Sono contento che esistano ancora l'autonomia di giudizio e la voglia di ridere. In altri fori (lo so, ho studiato Latino per sette anni, si scrive f o r a .... ma così mi suona meglio) regnano l'assolutismo ideologico e la tristezza.
    MP

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